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giovedì 18 dicembre 2014

Gli uomini ideali, Scallops with Lentils and Salad e Choco Pudding

Mi ritrovo sempre in difficoltà a fare questi post sulle ricette di Jamie. Non fraintendetemi, io adoro le sue ricette, per me sono più sacre della Bibbia. L'unica persona sulla faccia della Terra che mi entusiasma più di Jamie (ma di poco, eh) è Heston Blumenthal. Ecco, questi sono i miei due uomini da sogno. C'è chi sogna Brad Pitt (e per farvi capire quanto me ne frega di lui vi dico solo che avevo scritto Bradd con due D, sono dovuta andare su Google per controllare il nome esatto...) e chi sogna Jamie Oliver e Heston Blumenthal.

E io non ho dubbi: che me ne faccio di un fustacchione quando posso sognare un uomo che mi fa venire voglia di mangiare insalata anche quando a me l'insalata fa schifo? Un uomo che lo guardi nei programmi mentre ti cucina un piatto di pasta che probabilmente avrai già fatto un milione di volte ma che ti fa brillare gli occhi come se fosse la prima volta che la vedi? Un uomo che cucina un dolce etnico croccante e si emoziona come un bambino solo a sentire il rumore dello scrocchìo? Un uomo che sta in mezzo alle piante di pomodori e ti fa venire voglia di sbafartene uno anche se la verdura cruda ti fa schifo? E questa è solo una piccola parte per cui veramente ADORO Jamie. E Heston? Chi ha bisogno di un belloccio quando puoi avere un uomo che con intrugli magici ti prepara cene da sogno? Quell'uomo è un genio, non c'è nient'altro da aggiungere!

Come sempre poi, gli opposti mi attraggono. Eh si, perché non oso immaginare niente di più diverso delle cucine di Jamie e di Heston. E' come paragonare il bianco con il nero, il dolce con il salato, il mare con la montagna. Però in entrambi i casi si vede che sono due persone che amano quello che fanno. E guardare i loro programmi mi lascia sempre quella sensazione di meraviglia, di estasi. Li guardo quasi con il fiato sospeso, con un sorriso da ebete, fino alle battute finali, dove vorrei saltare dal divano, fare un triplo salto carpiato con doppio avvitamento (non so quello che dico, ovvio), spargere coriandoli argentati per casa, suonare trombette e trasferirmi seduta stante in UK supplicando con le lacrime agli occhi uno dei due per farmi lavorare come sguattera in uno dei loro ristoranti.

Ero partita dal fatto che sono in difficoltà a fare questi post su Jamie... Si, sono concisa, come sempre. La difficoltà sta nel fatto che queste ricette le ho fatte anni fa, ma ancora non le ho finite di postare, quindi mi ritrovo a dover riesumare dai meandri del mio (inesistente) ippocampo, cose che probabilmente sono state lì per non più di un paio di giorni per poi svanire nel nulla cosmico del vuoto della mia testa, come tutto quello che ci entra. Quindi diciamo che vado a casaccio, ecco.


Di questa ricetta ricordo solo il momento della cottura delle capesante. Che poi non ho mai capito se sono quelle che Gordon chiama insistentemente "pettini di mare" quando urla come un leone inferocito al povero malcapitato di turno che è costretto a buttare 20 euro di pesce solo perché la crosticina era leggermente più dorata di come doveva essere (solo a me piange il cuore a vedere quanta roba si butta a Hell's Kitchen? No perché volevo mandare un'e-mail e candidarmi. Non come concorrente. Io vorrei fare il cestino della spazzatura della cucina rossa). La ricetta ha un nome imbarazzabilmente lungo (come la parola "imbarazzabilmente" che probabilmente nemmeno esiste): Pan-seared Scallops with Crispy Bacon and Sage, Puy Lentils and Green Salad. In parole povere, Capesante con bacon, lenticchie e insalata. Questa ricetta si compone di tre parti:

1. Pan-seared Scallops with Crispy Bacon and Sage: si mette a friggere in un padella con un pò d'olio il bacon e la salvia, poi si tirano via e, nella stessa padella, si cuociono le capesante (occhio che Gordon è dietro di voi pronto a farvi un urlo che nemmeno il povero Munch in persona potrebbe dipingere), un minuto per parte. Ah si, le capesante conditele un pò prima, con sale e pepe. Una volta cotte, quando sono ancora nella padella, aggiungete una bella spruzzata di limone e fate insaporire bene. Poi mettetele nel piatto. Ah, e non lavate la padella che vi serve per riscaldare le lenticchie, dopo.

2. Puy Lentils Braised with Rosemary and Garlic: per queste serve altra pancetta. Sempre da friggere un pò in una padella con dell'olio, poi si aggiunge del rosmarino, della cipolla e dell'aglio. Si buttano dentro anche le lenticchie (quelle secche), si mescola per farle insaporire e poi si aggiunge il brodo. Si porta a bollore e si lascia cuocere per il tempo che c'è scritto nella confezione. Ah si, il brodo deve essere nella giusta quantità per essere assorbito tutto, quindi per circa 300 g di lenticchie, Jamie dice 800 ml di brodo. Alla fine si condisce con un pò d'olio, sale e pepe e si mette da parte.

3. Green Salad with Olive Oil and Lemon Juice Dressing: insalata verde condita con olio, limone, sale e pepe.

Adesso che ho scritto tutto mi rendo conto che non conviene seguire l'ordine 1 - 2 - 3, ma sarebbe meglio 2 - 3 - 1. Insomma, non ne ho azzeccata nemmeno una. Però mi pare più ovvio preparare le lenticchie e lasciarle da parte, poi preparare l'insalata e alla fine le capesante. Ecco, una volta cotte le capesante, le lenticchie si sarano raffreddate, quindi scaldatele nella padella dove ci avete cotto le capesante (vi ricordate? vi avevo detto di non lavarla!). Poi nel piatto adagiate (che verbo raffinato! ma mi serviva per non fare la ripetizione) l'insalata, sopra mettete il bacon e la salvia che avevate fritto all'inizio, metteteci intorno le capesante e alla fine una bella cucchiaiata di lenticchie. Et voilà. Diciamo che l'ho fatta più complicata di quello che è in realtà!


Ed eccoci alla seconda ricetta! Devo ammettere che ODIO scrivere la ricetta di questi pudding, perché il metodo di cottura non è esattamente il più facile da descrivere. Per fortuna l'ho già fatto da qualche parte nel blog e ho anche ritrovato la pagina che lo spiega! Yuppy! Questo qui in particolare è il Chocolate Pudding. Vi basta andare in questa pagina e magicamente troverete le dosi dell'impasto base e il metodo di cottura. Se volete provare questa versione molto cioccolatosa basta aggiungere 3 cucchiai di cacao all'impasto base e cuocere come scritto. Poi preparate la salsetta cioccolatosa sciogliendo a bagnomaria zucchero a velo e cioccolato fondente. Poi si tira via dal fuoco e si mette sempre la stessa quantità di burro (per intenderci: 100 g di zucchero a velo, 100 di cioccolato e 100 di burro). Se risulta troppo dura si possono aggiungere un paio di cucchiai di latte. E via, quando il pudding è pronto si mette questa cosa cioccolatosa sopra il pudding cioccolatoso, per ottenere un pudding doppiamente cioccolatoso.

Bene, mi aspetta un pomeriggio di preparazione-tortellini-natalizi, quindi non mi resta che preparare il mio stomaco alla quantità industriale di pasta cruda e tortellini crudi che mangerò con la solita scusa "bisogna sempre assaggiare quando si cucina". E grazie a Gordon, che mi offre su un piatto d'argento delle ottime scuse per la mia mania di mangiare la pasta fresca cruda!
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Se volete seguirmi anche nell'altro blog: Frau Fra

martedì 2 dicembre 2014

FracooksJamie: Almond Tart e Fish Stock

Quando ero piccola li odiavo, gli ospedali. Ogni volta che ci entravo sentivo quell'odore, quell'odore di ospedale. Mi ricordo che trattenevo quasi il fiato e, quando ero costretta a respirare, facevo delle smorfie di disgusto. Svengo quando faccio le analisi del sangue, non ce la faccio a guardare persone con ferite agli occhi o lì vicino, sono ipocondriaca a livelli stratosferici. Non so come sono passata da tutto questo a fare salti di gioia perché stavo per entrare in sala operatoria a vedere un'operazione al fegato. Anche perché svengo ancora quando faccio le analisi del sangue, non ce la faccio ancora a guardare persone con ferite agli occhi o lì vicino e sono ancora ipocondriaca a livelli stratosferici. Però l'ospedale ha un altro odore adesso. Profuma. Come si fa ad amare tanto una cosa che odiavi con tutta te stessa?

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La premessa non c'entra niente con le ricette. Come al solito. Anche se bè, in cucina si parla sempre di profumi. Diversi da quello che sento io quando entro in ospedale, molto probabilmente più allettanti per le persone sane di mente, ma comunque sempre profumi sono.
L'ho presa troppo seria, è che oggi va così purtroppo. O per fortuna, per una volta magari evito di sparare idiozie ogni mezzo secondo.


La Almond Tart è una crostata alle mandorle. Che profumerà sicuramente di mandorla, giusto per rimanere in tema di profumi. Che poi mi rendo conto di essere fissata con puzze e profumi. Cioè, sono fissata con i profumi, mentre le puzze le odio. Per esempio non potrei mai mangiare delle patatine al formaggio e non lavarmi le mani con chili di sapone. O il cioccolato. Ok leccarselo dalle dita, ma poi puzza se non ci passi un litro di sapone. Anche a casa mia giro come una pazza con i cosini che spruzzano profumi. Nei cassetti delle mutande: profumini. Nei cassetti dei vestiti: profumini. Nell'armadio: profumini. E poi ho anche comprato un profuma-albero-di-Natale. Tipo quelli che si mettono in macchina, ma per l'albero.

Da dove sono partita per parlare del profuma-albero-di-Natale?? Un attimo che rileggo per riprendere il discorso... Ah ok, l'almond cake che profumerà certamente di mandorla. L'avrò fatta anni fa, quindi non mi ricordo assolutamente. Vorrei poter dire che la rifarò per sentire se profuma o no di mandorla, ma mi conosco. Io raramente mi ripeto. E' che ci sono talmente tante cose da assaggiare, da cucinare, da provare, che fissarmi su una stessa cosa mi sembra una perdita di tempo. Però, per chi volesse provare a farla, vi lascio la ricetta.

Ingredienti: pasta frolla, 400 g di mandorle, 350 g di burro, 300 g di zucchero, 3 uova.

Per fare la pasta frolla io ho usato la ricetta di Jamie, la Short Crust Sweet Pastry, ma sono sicura che ognuno di voi avrà già la sua ricetta di fiducia, quindi affidatevi a quella. Fatela, foderateci una teglia e cuocetela in bianco (180°C per circa 12 minuti, possibilmente coperta con carta forno e fagioli/ceci/altro per non farla gonfiare).
Per il ripieno: sbucciate le mandorle (per farlo io di solito le metto a bollire un paio di minuti, così la pellicina viene via benissimo) e tritatele a farina in un tritatutto. In una ciotola sbattete il burro e lo zucchero finché non viene una cosa cremosa, poi aggiungete le mandorle e le uova. Mescolate tutto e fate raffreddare in frigo, poi riempite con questo ripieno la pasta frolla. Cuocete in forno per circa un'ora a 180°C.

L'unica cosa che mi ricordo di questo dolce è che era abbastanza pesantino... e per dirlo io...


Questa seconda ricetta in realtà non è una ricetta dato che è il Fish Stock, che in pratica non serve a niente. L'unica volta che l'ho usato è stato per fare un risotto di pesce. Ecco si, serve solo per quello.
Quindi, quando volete fare un risotto di pesce, tenete da parte le ossa del pesce che usate. Mettete in una pentola sedano, finocchio, aglio, peperoncino e olio e fate cuocere qualche minuto. Aggiungete le ossa dei pesci, aggiungete del vino bianco e fate sfumare. Coprite con l'acqua, portate a bollore e fate cuocere per circa 20 minuti. Poi si passa tutto in un colino et voilà, il brodo di pesce per insaporire il risotto è pronto!

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Da una parte vorrei andare più veloce ad aggiornare queste ricette fatte secoli fa, ma dall'altra vorrei dare a ogni ricetta l'importanza che si merita. Perché è vero che molte sono ricette semplici, però hanno lo stile di Jamie Oliver, stile che io adoro. E comunque devo sempre riconoscergli il merito di avermi fatto provare cose che non avevo mai provato prima e che adesso sono entrate nella mia quotidianità. Quindi, sempre grazie, Jamie!

martedì 25 novembre 2014

FracooksJamie: North african lamb e Spicy Couscous

[Voci sommesse: "Ma è tornata? Non si era trasferita? E io che pensavo di essermela tolta dalle scatole..."]

E invece no. A parte il fatto che il blog continua di qua, ho deciso di continuare a usare anche questo, di blog. Così, giusto per essere presente su più fronti e insediarmi piano piano nel web con l'unico scopo conosciuto: conquistare il mondo. Con l'idiozia.
Dato che però non posso vaneggiare a caso sia di qua che di , devo pur dare un senso a questo sdoppiamento di blogghilità. Questo lo terrò per aggiornare le mie ricette Jamieose. Che ancora sono ferme da vari mesi (o anni, addirittura) ma che comunque non ho mai postato. Il brutto è che, data la mia scarsissima memoria per cose che abbiano almeno una minima importanza (del tipo che le uniche cose che mi ricordo sono conversazioni altamente inutili tra me e il/la malcapitato/a di turno, con l'unica conseguenza che è praticamente impossibile fregarmi dicendomi "guarda che ti sbagli, io ti avevo detto..." "nono, purtroppo per te il giorno 6 ottoble 1996 alle ore 15.42 tu mi hai detto testuali parole.." e blabla. E magari mi aveva detto che l'ultima canzone dei Backstreet Boys era stupenda. Ecco, è questo il genere di cose per cui ho una memoria di ferro).... devo smetterla di iniziare parentesi e fare discorsi tipo comizio elettorale. Non mi ricordo cosa stavo dicendo, un attimo che controllo.
Ok, dicevo che la mia memoria fa schifo. Appunto.
 Quindi, dato che le ricette che vi scrivo oggi le ho fatte circa un paio d'anni fa, stiamo messi bene. Tra l'altro è anche un sacco di tempo che non uso Blogger, vediamo se mi ricordo come si mette un'immagine.


Come volevasi dimostrare, le cose inutili della vita me le ricordo tutte. Non che mettere un'immagine su Blogger sia cosa da scienziati aerospaziali, certo.

Ma andiamo avanti e forse, un giorno lontano, arriveremo al punto. La foto. La ricetta. Si, il titolo della ricetta è (un attimo che prendo il libro, non pretenderete mica che io me la ricordi!): North african lamb with chilli, ginger, chickpeas and couscous. Tiè. In pratica non c'è nemmeno bisogno che vi scrivo come si fa, c'è già tutto nel titolo!
Troppo corto come post, peggio per voi, vi scrivo anche come si fa: allora, intanto cuocete i ceci come dice nella confezione (oppure prendete quelli nel barattolo, già pronti). Melanzane: tagliatele a cubi di 2-3 cm di lato (mi raccomando, usate la squadra o il goniometro - a scelta - per fare angoli di 90° perfetti, altrimenti la ricetta sarà del tutto compromessa) e metteteci del sale per far andare via l'eccesso di liquido. Pomodorini: fategli fare un bel tuffo nell'acqua bollente per un paio di minuti e poi toglietegli la pelle. Spezie: semi di coriandolo, semi di cumino, sale e un pò di noce moscata, tutto nel mortaio (quant'è brutta la parola mortaio? capisco che serve per spappolare le cose, ma chiamarlo con un nome più simpatico? tipo mammolaio?), pestate e spalmate tutto sopra i filetti di agnello (quello che ho usato io dalla foto non mi sembra filetto, avrò preso quello che aveva il macellaio...). Padella, olio, agnello: fatelo abrustolire un pò. Poi aggiungete le melanzane, il peperoncino, un pò di zenzero fresco grattugiato, un pò d'aglio, un cucchiaio di aceto e i pomodori. Mettete il fuoco al minimo, coprite con il coperchio e fate cuocere un'ora (che pazienza...); alla fine aggiungete i ceci e fate cuocere altri 5 minuti. Poi cospargere con il prezzemolo (o con il coriandolo, se lo trovate. Io non lo trovo mai).

Questa cosa si serve con il cuscus, che come tante altre cose, ho imparato a mangiare proprio grazie a Jamie. Per lo Spicy Couscous si mette in una padella cipolla, olio e burro (per non fare torto a uno dei due, Jamie li usa quasi sempre entrambi). Poi si aggiungono le spezie pestate prima nel mortaio (semi di cumino, semi di coriandolo, semi di finocchio, peperoncino e sale) e l'aglio, fino a che le cipolle non sono cotte. Poi si spegne il fuoco, si aggiunge il cuscus e l'acqua calda (o il brodo, come suggerisce Jamie), si copre con il coperchio e si lascia così per il tempo che c'è scritto nella confezione. Poi si apre il coperchio, si annusa per bene il profumo che viene fuori (passaggio fondamentale), si aggiunge un altro pò di burro e si sgrana con la forchetta.

Olè, per oggi mi fermo qui, penso che sia meglio farvi riprendere piano piano al fatto di essere tornata. Comunque, per chi volesse seguirmi anche nell'altro blog, il link è questo: FrauFra.

lunedì 4 agosto 2014

FracooksJamie: My perfect roast chicken and Roast leg of lamb with apricot and thyme

 [Colonna sonora del post: Coldplay - Violet Hill]

In questo periodo vedo blog di cucina che vanno in ferie, o almeno che cambiano il menù da invernale a estivo. La maggior parte di loro evita di accendere troppo il forno, di fare cose troppo pesanti e si buttano su cose fredde.
Io boh, non capisco perché, ma dovunque mi trovo, mi sembra di essere la voce fuori dal coro. Pure in questo caso: io il forno continuo a usarlo una volta al giorno, mangio zuppe bollenti e di sicuro non preparo niente di nemmeno lontanamente dietetico. Non so, sono l'unica?

E anche se oggi vi posto due ricette fatte una vita fa, manco a farci apposta sono due cose che di sicuro la maggior parte della gente cataloga come "invernali".


Andiamo con il My perfect roast chicken. Come ho già detto altre volte, grazie a Jamie ho imparato un sacco di cose in cucina e questa ricetta di sicuro è quella che ho riutilizzato di più. Prima di provarla avrò provato si e no un paio di volte a fare il pollo arrosto, con risultati sempre pessimi. Invece di mettervi la ricetta (che poi è un semplice pollo cotto al forno), vi dirò le cose che ho imparato da Jamie e che io non facevo:

- dopo aver lavato il pollo J dice di asciugarlo
- J dice di sfregare bene il pollo con il sale
- per avere delle cosce un pò più sbruciacchiate si devono fare dei tagli (nella coscia del pollo ovviamente) e nei tagli ci si possono mettere delle erbe (quelle che usate per condire il resto del pollo)
-  questa è la cosa che mi piace di più: nella parte sopra il petto, si può separare la pelle dalla carne che sta sotto, con le dita. Così si forma una bella cavità, dove J dice di mettere altre erbe, e dove io ci ficco una fetta di bacon e un pezzettino di burro (non in quello della foto qui sopra, dove avevo seguito diligentemente le indicazioni di J, ma tutte le altre volte che l'ho rifatto ho usato la mia variante!)

Per il resto cuocete il pollo come fate di solito, condite con abbondante olio (altra cosa che io non facevo, ma la differenza tra un pollo ben oliato e uno no è notevole) e cuocete finché non è cotto. Sembra stupido detto così, ma il tempo varia anche da quanto vi piace cotto il pollo! Io non so, ce lo terrò un'oretta forse...


Altra ricetta, sempre di carne, sempre cotta al forno: Roast leg of lamb with apricot and thyme. Per fare questa ricetta ho comprato il mio primo cosciotto di agnello... in pratica m'ha tolto i soldi per una settimana di spesa! Una volta ripresa dalla folle spesa, fortunatamente ho potuto prendermela con il diretto interessato (il cosciotto), prendendo un bel coltello e ficcandolo più e più volte nella sua carne, per fare dei buchi. Dentro i buchi poi ci ho messo il condimento, fatto con timo, aglio, sale, olio e una spruzzata di limone, il tutto smashato nel mortaio. In più, allargando bene i buchi, ci ho messo dentro anche dei pezzetti di albicocca (quelle secche). Una volta fatto tutto ciò, si dà il colpo di grazia al cosciotto, facendogliela pagare per tutti i soldi che vi è costato: si mette in forno a cuocere. Se lo volete a cottura media, Jamie dice di cuocerlo 13 minuti per ogni 450g, in più altri 10 minuti da aggiungere al totale.
Niente foto del cosciotto cotto, perché ero ancora arrabbiata con lui e me lo sono pappato senza pensare a fotografarlo!

Anche per oggi vi saluto, a presto!

venerdì 14 marzo 2014

FracooksJamie: Jam pudding e Mussels and clams risotto with fennel and chilli

La puntata sulla tv che ti plagia la vita mi tocca rimandarla, che oggi vi volevo parlare di altre 2 ricette di Jamie e non vorrei essere troppo prolissa (almeno per una volta).


Allora, iniziamo subito da uno dei dolci che mi ha fatto scoprire Jamie: il Pudding. Intanto vi ricordo che per la ricetta base potete andare alla Chocolate, orange and nutpudding. Quello di oggi però è il Jam Pudding, quindi alla ricetta-base non dovete aggiungere niente. Solo 3 cucchiai di marmellata, di quella che volete voi, nel fondo dello stampo prima di versarci sopra l'impasto e di metterlo a cuocere.
Ora, fino a questo punto a me sto pudding non aveva convinto proprio per niente e non capivo proprio cosa ci trovassero di così buono migliaia e migliaia di inglesi che probabilmente se lo pappano giorno dopo giorno. E, se vi devo dire la verità, a me la marmellata nemmeno piace. Cioè, la mangio si, ma se posso evito. Indovinate cos'è successo? Si, proprio la combinazione di due cose che non mi avevano mai convinto, si è rivelata vincente! Il mio cervello sarà troppo matematico, ha mischiato due cose negative e ne ha fatta una positiva...


Seconda ricetta, che in realtà non è nemmeno una ricetta. Diciamo che è l'unione di due ricette: il risotto con le vongole e il risotto con le cozze: Mussels and clams risotto with fennel and chilli. Ma poi, esiste il risotto con le cozze? Perché adesso che ci penso mi sa che non l'ho mai mangiato... Comunque quello che volevo dire è che: preparate un risotto, con la prima particolarità che al posto della cipolla, nel soffritto, ci mettete il finocchio, ci sta benissimo. E poi ci sciogliete qualche filetto di acciuga, che alla fine non si sente ma esalta il sapore del pesce. Poi quando il riso è pronto, ci mettete le cozze e le vongole, cotte prima. Semplice, semplicissimo, come dicevo in pratica non è una ricetta, ma comunque il risotto con le vongole è sempre buono e aggiungerci anche qualche cozza può solo migliorare le cose!

Et voilà, per oggi è tutto, adesso posso uscire tranquilla e con la coscienza a posto!
E per una volta non sono stata nemmeno troppo logorroica, ma vi svelo il motivo: mentre scrivo sto guardando The Apprentice e quindi il mio cervello si sta dividendo a metà. Scrivo mezza parola e ascolto mezzo minuto, mezza parola e mezzo minuto. Infatti è un'ora che scrivo questo post. Ve l'avevo detto che i programmi orribili li guardo tutti...

martedì 18 febbraio 2014

La mia musica punk e FracooksJamie: Buttered Mashed Potatoes e Humous

[Colonna sonora del post: Sex Pistols - Anarchy in the UK]

Sanremo è iniziato da 2 minuti e già mi sono annoiata. Boh, sarà la trama scontata, le scenette che non si capisce se sono preparate o no, le frasi fatte, le frasi fatte, le frasi fatte. Che poi Sanremo non l'ho mai guardato, se non si conta l'esibizione di Elio e le Storie Tese dell'anno scorso, che però sono andata a cercare su Youtube, quindi non so se vale. E non perché non mi piace la musica, io ci vivo quasi. O di sicuro ci vivevo quando ero più piccola, io e i miei cd e il mio lettore cd eravamo una cosa sola. Poi non che mi piacesse questa musica raffinata, io ero una mezza punk che in definitiva ha imparato l'inglese per il 5% dal suo attempato prof siciliano che durante i compiti in classe leggeva il suo giornale “Sex after 60” e per il restante 95% da canzoni incazzose e interviste dei miei amati cantanti (alcuni morti, altri mezzi vivi).

Probabilmente ero una di quelle che adesso verrebbe definita “nerd”, termine che in questi anni ha un'accezione anche positiva, ma diciamocelo, in pratica ai miei tempi, in cui le usanze americane non erano ancora penetrate così a fondo nelle nostre vite, si usava un termine più pregnante: “sfigata”. Stavo in camera ad ascoltare musica, tradurre canzoni, ascoltare musica e tradurre interviste. La prima volta che sono stata a Londra ho quasi pianto quando ho potuto comprare un cd dei Sex Pistols nella città di nascita del mitico Johnny Rotten, anche perché c'era sopra una bella etichetta con il prezzo in sterline. E per una ragazzina di 13 anni di qui tempi, era un grande vanto quello di sfoggiare un cd del genere con il prezzo nella valuta Johnnyrottaniana. Ahh, potessi provare ancora emozioni forti come quelle di quegli anni!

Certo che il mio amore per la musica punk-rock non era esattamente apprezzato da tutti. Mia madre e mio padre sono sicura che pensavano che fossi matta e che ascoltassi per ore la stessa “canzone” priva di note, solo del rumore indecifrabile. Mia sorella probabilmente pensava di dividere la camera con una pazza (infatti non ci stava quasi mai). E i miei vicini... bè, probabilmente non se ne sono andati solo perché non erano in affitto e vendere la loro casa forse era eccessivo. Perché oltre ad ascoltare la musica io la cantavo, a squarciagola. E tanto basta per farvi capire che o i vicini erano persone molto tolleranti, o erano sordi, o i muri di casa dei miei erano spessi un paio di metri, riempiti da isolante.
Ma saltiamo di palo in frasca, come al solito.


Il Buttered Mashed Potatoes ve lo devo spiegare? Ma poi chissà se tutto questo amore che ho per Jamie è un piccolo residuo dell'amore che avevo per Johnny? Inglesi, biondi, rockstar nel loro campo... Campi leggermente diversi, che c'entra, ma si sa che la mente fa sempre strane associazioni. Stavo ancora divagando... dicevo, dai, il purè lo sapete fare, no? In realtà non dovete nemmeno fare il purè: bollite le patate (acqua salata, mi raccomando sennò fanno schifo!), schiacciatele e metteteci un po' di burro, a piacere. Che quando nelle ricette dice “burro a piacere” (cosa che capita raramente ma capita) io la leggo sempre nello stesso modo: mi si sta dando la possibilità di scegliere di che morte morire. Io scelgo il burro.
Ah si, mettete anche un po' di noce moscata. Non troppa, sennò iniziate a vedere draghi verdi in cucina che si divorano il vostro prezioso burro.


Per l'Houmus (o Hummus) invece cuocete dei ceci oppure usate il metodo rapido: supermercato, ceci pronti in scatola, aprite la scatola e scolate. Poi, frullatore: aglio, ceci, cumino, un cucchiaio di tahin (la pasta fatta con i semi di sesamo che crea dipendenza) e peperoncino. Frullate, frullate. Poi vedete voi, sale e pepe, olio, regolatevi se lo volete morbido o più consistente, in caso aggiungete un pochino di acqua. Jamie non può far altro che consigliare un po' di succo di limone, io per una volta non ho seguito il suo consiglio. Scusa Jamie, ma il limone in quella roba proprio no!

Ho blaterato abbastanza anche per oggi, quindi alla prossima!

sabato 18 gennaio 2014

FracooksJamie: Chicken Stock e Beetroot Salad

[Colonna sonora del post: Patti Smith - Because the night]

Ho passato una settimana intera a cercare il calore di quei parallelepipedi chiamati termosifoni che, ovviamente, all'univpm usano invece per altri scopi durante la terza settimana di gennaio: sparare aria fredda. Giusto così, per aggiungere aria fredda agli spifferi (per non dire correnti oceaniche provenienti dall'Antartico) che vengono da fuori ogni volta che qualcuno apre le porte vicino al tavolo dove tanti poveri studenti stanno cercando di memorizzare materie varie, creando connessioni tra gli ultimi due neuroni che non hanno subito il processo di surgelamento. In pratica il gelato alla zucca che staziona nel mio congelatore da Halloween deve aver avuto meno freddo rispetto a me in questa settimana. E infatti in giro per i corridoi iniziano a vedersi esseri con nasi rossi e colanti (tipo me), altre forme di vita imbacuccate in vari strati di giacche e sciarpe. E poi ovvio, c'è sempre il tizio che va in giro con una maglia scollata e a maniche corte, così, per far vedere che lui PUO'.

Poi magari ti devi anche sentire il prof che si lamenta perché non c'è gente a lezione: ma tu guarda un po', io sfidando le intemperie, raffreddore, mal di gola e freddo glaciale universitario, mi armo di Aspirina, caramelle per la tosse, pacchetti di fazzoletti di Spongebob e sciarpa copricollo, e devo ascoltarti mentre tu stai a lamentarti che l'aula è semivuota? Con me che sono lì a dispetto di tutto?? Dovresti fare il contrario, cioè fare un elogio a tutti i presenti (e magari promettere un voto in più a chi va a lezione, cosa che come per magia ti farà apparire esattamente 150 studenti alla lezione successiva).
E vabbè, mi consolo con il fatto che almeno le lezioni sono interessanti, altrimenti sarei stata a casa come il resto delle 100 persone che mancavano.

Dopo questa invettiva, partita dal fatto che i termosifoni dell'uni sparano aria fredda a gennaio e aria calda a maggio, passiamo a qualcosa di davvero scaldante.


La prima ricetta che vi propongo oggi è la Chicken Stock. Si dai, avete ragione, questa non è che è proprio una ricetta. Potrei addirittura passare oltre se non fosse per un'idea che dà Jamie a cui non avevo mai pensato. Forse anche perché non è che io faccia così spesso il brodo di pollo, di solito lo faccio con altra carne. Però però, avete appena fatto un pollo arrosto e ve lo siete pappato tutto? Vi è rimasta solo la carcassa? Benissimo, buttatela in una pentola, aggiungete le verdure e tutto quello che di solito usate per fare il brodo, acqua e via. Alla fine potete filtrarlo o anche no, rimane solo più torbido come nel mio caso. Insomma, un ottimo modo per applicare la classica frase “del maiale non si butta via niente” al pollo.

Voto: 9 (sia perché è buono, sia perché l'idea di non sprecare gli avanzi mi piace!)


Questa ricetta invece sono sicura che non piacerà a tutti: è la Beetroot Salad with Marjoram and Balsamic Vinegar Dressing. Vi deve piacere la barbabietola o la rapa rossa, per intenderci. Quella che sa di terra, che detto così fa schifo solo a pensarci, invece a me fa l'effetto contrario, tipo quello delle ciliegie, cioè una tira l'altra. Stai lì che mangi e dici “oh cavoli, sa di terra, che schifo... mmm però dai, non è possibile che sa di terra, ne provo un'altra per essere sicura... si, sa di terra... però chissà che sapore ha la terra, io non l'ho mai mangiata, fammene mangiare un'altra per capire bene... si, probabilmente la terra ha questo sapore qui... ma siamo sicuri? E perché sto mangiando una cosa che sa di terra? Forse è il caso di provarne un'altra per essere sicura sicura... si, sa proprio di terra, però non è male, ne prendo giusto un'altra per sicurezza... o caz... sono finite!”. Ecco, questo è l'effetto che mi fa la barbabietola, o la rapa rossa, tanto il sapore di fondo non è così diverso.

Allora, per provare questa ricetta ci sono 2 strade: o trovate la barbabietola cruda (e non so da voi, ma da me non si trova così facilmente) o comprate quelle confezioni di rapa rossa già cotte, che hanno un prezzo che fa ridere ai polli (usati per fare il brodo di prima) probabilmente proprio perchè non è che siano considerate questo cibo così di alta classe. Ebbene, per una volta io ho optato per la versione meno comoda e ho comprato le barbabietole crude! Le cuocete (le mettete a bollire finché non sono tenere), le sbucciate e le tagliate a pezzi come volete. Se avete comprato quelle già cotte, aprite la confezione e tagliatele! Poi preparate la Marjoram and Balsamic Vinegar Dressing con 2 cucchiai di aceto balsamico, 5 di olio, pepe e maggiorana fresca (mischiate tutto et voilà, fatto!). Mischiate le barby con il dressing e avete fatto, un contorno facile, veloce e terroso! Quale altro contorno può vantare l'aggettivo “terroso”? Nessuno, quindi è un ottimo motivo per provarlo! Poi se non vi piace avrete comunque un bell'effetto collaterale: le dita fucsia per il resto della giornata!

Voto: 7

domenica 12 gennaio 2014

FracooksJamie: Marinated chickpeas and Lobster, crab and prawns risotto with fennel and chilli

[Colonna sonora del post: Damien Rice - Cold Water]

Mal di gola e raffreddore: ecco la ricompensa per aver passato la settimana in modo diligente e da brava studentessa, andando tutti i giorni all'università a studiare e seguendo tutte le lezioni (o almeno quelle non cancellate all'ultimo minuto). Ma io dico, va bene che fuori non c'è la neve e il gelo, anzi le temperature sono abbastanza alte per essere gennaio, ma creare un ambiente adatto ai pinguini nei corridoi dove tanta gente studia non mi sembra una buona strategia. E il bello è che, dopo il primo giorno dove avrei potuto studiare su me stessa gli effetti del congelamento agli arti superiori, pensavo di essermi fatta furba. Il giorno dopo mi sono vestita per 2: calze termiche comprate nella fredda freddissima Austria (di quelle super felpate), pantaloni, maglia, seconda maglia e terza maglia. Ho passato 3 giorni vestita così e il risultato è stato mal di gola e raffreddore. Dopo ditemi se non vi passa la voglia di studiare...
Purtroppo per me, devo stare proprio male male per passarmi la voglia di mangiare e non è di sicuro il caso di un mal di gola. E quindi eccovi altre due ricette di Jamie.


La prima è la Marinated chickpeas with chilli, lemon and parsley. Molto semplice, ma molto buona. Poi per me che ero abituata a mangiare i ceci solo caldi in brodo è stata una bella novità.
Per farla cuocete i ceci con un po' di gambi di prezzemolo legati, una patata e un po' d'aglio. Una volta cotti, scolateli, conditeli con un Olive and lemon juice dressing (olio e succo di limone insieme), un po' di prezzemolo e peperoncino tritato. Et voilà, fatto!

Voto: 7 e mezzo


Per fare la seconda ricetta le cose sono un pochino più complicate, ma niente di che. In pratica la ricetta si chiama Seafood risotto with fennel and chilli, poi nella pagina dietro ci sono 3 tipi di pesce da usare. Il primo è il Lobster, crab and prawns. Vi dico subito che io non ho 2 mila mila euro a disposizione per comprare gli ingredienti di queste ricette e quindi ho optato per fare una versione da supermercato. Ho comprato l'astice (e non l'aragosta) surgelata, la polpa di granchio in scatola (una buona ovviamente, ma un granchio intero non mi sentivo proprio di maneggiarlo) e gli scampi. Cuocete l'aragosta (o l'astice) e prendete la polpa del granchio e gli scampi crudi (io li ho sgusciati e mi sono tenuta la coda), metteteli in una ciotola e aggiungete l'olio, il succo di limone, basilico, prezzemolo, sale e pepe. E intanto siete apposto. Poi preparate il riso, con alcune differenze dal solito: quando fate soffriggere la cipolla ci mettete anche il finocchio (che ho scoperto che con il pesce ci sta benissimo) e il peperoncino, poi prima di aggiungere il riso aggiungete qualche alice sott'olio e fatela sciogliere. Questa è stata un'altra dritta di Jamie che ho riutilizzato spessissimo. Perché anche se non vi piacciono le alici, in realtà poi non si sentono ma esaltano il sapore del pesce, quindi... good tip Jamie! Aggiungete il riso, fatelo tostare, brodo, altro brodo, ecc ecc. Alla fine mettete il pesce marinato, ma proprio alla fine, tanto con il calore si scalda in poco tempo.
Buonissimo anche in versione supermercato, ve l'assicuro! Se poi vi comprate tutto il pesce fresco scommetto che sarà una vera goduria!

Voto: 8 e mezzo

Anche per oggi sono finite le ricette-suggerimenti di Jamie, alla prossima!

sabato 28 dicembre 2013

FracooksJamie: Twister bread e Chocolate, orange and nut pudding

[Colonna sonora del post: AFI - 17 Crimes]

Non posso dire che questo Natale mi sia piaciuto molto. Non il giorno di Natale in particolare, che a dire il vero è stato l'unico giorno di tutto questo periodo che mi è proprio piaciuto, ma tutti gli altri giorni. Non so, sarà perché giunta a questo periodo dell'anno mi ritrovo sempre a tirare le somme sulla mia vita e sulle persone che mi stanno intorno, ma questa volta il risultato mi sembra particolarmente negativo.
Ma lasciamo perdere, c'è comunque una cosa che mi rincuora. Tra pochi giorni sarà il mio compleanno e io lo passerò in uno dei posti che preferisco e soprattutto lontana da (quasi) tutti.


E passiamo direttamente alle ricette di Jamie di oggi! La prima è la Twister bread, ricetta particolarmente riuscita. Semplice, come quasi tutte le ricette che vi ho fatto vedere fino ad ora, ma buonissima, come quasi tutte le ricette che vi ho fatto vedere fino ad ora!
Per realizzarla basta fare l'impasto per il pane, una volta lievitato la prima volta si stende con uno spessore di circa 1 cm e mezzo, ci si spalma sopra il pesto, si arrotola e si taglia a fette spesse circa 4 cm. Poi si mettono tutte queste girelle su una teglia, si fanno lievitare un'altra volta e alla fine si cuoce a 225°C per circa 15-20 minuti. Sono buonissime! Ovviamente se vi fate il pesto da soli saranno ancora più buone!

Voto: 8 e mezzo


La seconda ricetta è il Chocolate, orange and nut pudding. Allora, l'altra volta non vi ho scritto la ricetta base del pudding, oggi ve la lascio: mischiate insieme 220 g di farina, un cucchiaino di lievito, 85 g di zucchero, un pizzico di sale e 115 g di burro morbido. Poi aggiungete 1 uovo e 8 cucchiai di latte. A questo impasto base potete aggiungere quello che volete, in questo caso io ho aggiunto del cacao, 100 g di nocciole (o mandorle o noci, o tutto insieme) tritate e la buccia grattugiata di un arancio. Poi si cuoce. Ed è questo il “problema”! Tutto questo impasto lo dovete mettere in uno stampo che potete infilare dentro un pentolone pieno d'acqua, dove dovrà stare per circa 2 ore. L'acqua deve arrivare circa a metà dello stampo. E vi consiglio di mettere un panno pulito sotto lo stampo, altrimenti saranno due ore di tin tin tin tritin tin tritin, abbastanza snervante. Alla fine, potete anche farci una salsetta da metterci sopra, con cioccolato, zucchero a velo, burro e un po' di latte. Alla fine non è proprio male ma, arrivata a questo punto, il pudding ancora non mi convinceva per niente.

Voto: 6

E dato che non sono particolarmente in vena di chiacchiere vi lascio, spero di fare un altro post prima della fine dell'anno!

martedì 17 dicembre 2013

FracooksJamie: Slow-cooked artichokes with cherry tomatoes and A spottier dick pudding

[Colonna sonora del post: Eminem - Berzerk]

Oggi mi sembra una bella giornata! Ho il mio pigiama nuovo, morbidoso, con il cappuccio e con una tasca conigliosa sul davanti, ho i miei gatti che fanno a gara per avere più bacini, una tazza di tè pronta da bere e musica in sottofondo, in pratica la perfezione! ^-^
Si, ogni tanto uno dei gatti mi abbandona per andare a staccare un pezzo di ghirlanda dall'albero, ma poi ritorna sempre per la sua razione di coccole!

Allora, questa volta invece di dilungarmi in chiacchiere senza senso, passerò direttamente alle ricette di Jamie, dato che sono terribilmente indietro con gli aggiornamenti e vorrei mettermi al pari.


La prima ricetta è la Slow-cooked Artichokes, Sweet Cherry Tomatoes, Thyme and Basil. Insomma, ci vuole di più a scriverla che a farla. Si prendono i carciofi, si tagliano in quarti e si fanno cuocere 4-5 minuti in padella con un po' d'olio, con il coperchio. Poi si aggiunge un po' d'aglio, il timo e una spruzzata di succo di mezzo limone. Quando è evaporato si toglie dal fuoco. Poi si condiscono dei pomodorini ciliegino con olio, basilico, peperoncino, sale e pepe. E poi si mettono i carciofi e i pomodorini in una teglia, si mette tutto in forno a 180°C per circa 30-40 minuti, si sforna e si mangia!

Adesso, voi dovete sapere che i carciofi sono una delle mie verdure preferite in assoluto. Questa ricetta è buona, ma per me i carciofi sono quelli che cucina mia nonna (o mia madre) e basta. La differenza sta nel metodo di cottura, perché questi rimangono piuttosto crocchiarelli, quelli di mia nonna sono morbidi morbidi. Sono anni che cerco di capire come fa(nno) a farli venire così, la spiegazione (sia di mia nonna che di mia madre) del loro metodo di cottura è stata: metti i carciofi con mezzo bicchiere d'acqua e mezzo di vino in un pentolino, ci metti il prezzemolo e l'aglio e fai cuocere una ventina di minuti, finché non è evaporato tutto.
E io prendo i carciofi, li metto nel pentolino con l'acqua e il vino, ci metto aglio e prezzemolo e cuocio. Dopo 20 minuti sono duri. Aggiungo acqua: dopo 20 minuti sono duri. Aggiungo acqua: dopo 20 minuti sono duri. In pratica qui si sfidano le leggi della fisica, non capisco come fanno a rimanere duri dopo un'ora... Alla fine arrivano le 21.30 e io inizio ad avere fame e quindi me li mangio duri. Insomma, il segreto dei carciofi morbidi non l'ho ancora scoperto, se qualcuno volesse darmi delucidazioni gliene sarei davvero grata!

E tra l'altro: qual'è la vostra parte preferita del carciofo? La mia decisamente il gambo! A pranzo da mia nonna facciamo a gara per chi se ne prende di più! Per fortuna che la nonna ha l'occhio lungo e ne mette sempre tantissimi!

Voto: 6 e mezzo


La prossima ricetta è la A Spottier Dick Pudding. Ho già descritto la mia terrificante esperienza con i pudding in questo post, quindi vi lascio alla lettura di quello che avevo scritto tempo fa.
Riassumendo (per chi non avesse voglia di leggere), fare un pudding è complicato per il metodo di cottura e il risultato, nel caso di questo pudding in particolare, non è che mi abbia entusiasmato. E dato che ci sono altre 5 varianti du pudding, ho avuto la tentazione di saltare le 2 pagine seguenti! Per fortuna non l'ho fatto, perché mi sono ricreduta!

Voto: 5

Per oggi è tutto, un saluto da me e dai gattacci che sono ancora qui con me!

mercoledì 11 dicembre 2013

FracooksJamie: Turron nougat semifreddo e Pork and crackling

[Colonna sonora del post: AFI - Love like winter]

Finalmente le decorazioni di Natale sono fatte, e quest'anno ho pure un po' esagerato. Penso che se qualcuno da fuori guarda verso la mia veranda pensa che sono una pazza invasata, e non ho ancora messo le lucette nel balcone!
In pratica quando sono seduta nel divano (cioè quasi sempre, a parte quando dormo nel letto), posso vedere un'esplosione di luce! Verso la veranda abbiamo un arco contornato da lucette splendide, a palletta, che si illuminano con tutti colori diversi, la finestra decorata con lucette a forma di fiocco di neve dell'Ikea più la scritta buon Natale e, ovviamente, non può mancare l'albero, in stile peluchoso (anche la punta stellosa dell'albero è sempre di peluche), coloratissimo e con lucette a forma di stellina. Poi passiamo nel reparto tv, dove abbiamo una bella ghirlanda con le alci e un calendario dell'avvento a forma di albero di Natale e nel mobile vicino c'è il presepe, quest'anno con il muschio vero.

Detta così sembra stupendo, in realtà il periodo nataliazio è catastrofico sotto un punto di vista: i gatti. E soprattutto uno, quello nero, che si chiama... bè, ha circa mille nomi diversi (Schlange, Orochimaru, Ori, Fogna, Gatto stupido, Senzavolto, Nero, Scendidalì, Nonmangiarequello, Mauro, Orochimauro, Tiziano, ecc – non me li sto inventando adesso, ha davvero avuto tutti questi nomi!), quindi continuerò a chiamarlo “quello nero”. Dicevo, il periodo nataliazio la casa diventa una grande mangiatoia per il nero.

Per tutto l'anno ci sono sempre piante che girano dentro casa, quando ne vedo una carina mi dico sempre “ma si dai, la prendo, la tengo sopra il mobile e sto attenta che il nero non la mangi”. Puntualmente il giorno dopo lo sento che sta per vomitare dei rametti.
La sua carriera da mangiatore di piante è iniziata poco dopo che lo avevo preso al gattile, quando ha assaggiato l'erba aglina (come l'erba cipollina, ma sa di aglio) e è stato spedito una settimana in vacanza dal veterinario perché per giorni non mangiava niente (cosa alquanto preoccupante). E' poi proseguita con piante di peperoncino, mimosa, conifere varie, fiori, ecc. Ah si, l'erba gatta ce l'ha avuta per mesi nella sua bella ciotola, ovviamente non l'ha mai toccata.

Ecco, nel periodo di Natale ha un banchetto extra: le ghirlande dell'albero. L'anno scorso vomitava stelline dorate un giorno si e uno no. Una volta l'ho beccato che aveva ancora la stellina appiccicata nell'angolo della bocca.
E quest'anno non si è ancora accorto del muschio: suppongo che quella diventerà la sua mangiatoia ufficiale!


Ma passando dalla pappa del nero alla pappa per noi, eccovi un'altra variante del semifreddo: il Turron-nougat semifreddo. Vi avevo già scritto come fare la base qui, in questo caso aggiungete ai tuorli e allo zucchero il torrone sbriciolato (la grandezza dei pezzi che ci mettete dipende dai vostri gusti, potete ridurlo in polvere o farlo a pezzi, o metà e metà) e dei pistacchi (io avevo aggiunto delle nocciole). Alla fine cospargete tutto con il cacao. Buonissimo e facilissimo!

Voto: 8


La seconda ricetta devo ammettere che non l'avevo fatta come c'era scritto nel libro... la ricetta si chiama Pork and crackling ma a me è mancata la parte del crackling perché ho usato solo la l'arista di maiale senza la parte che diventa croccante (il grasso? la pelle sopra?). Quindi se voi volete farla giusta, prendete la carne con il grasso? la pelle sopra? e, nella parte dove non c'è il grasso? la pelle sopra? strofinate un mix fatto con semi di finocchio, aglio e rosmarino. Poi mettete tutto a marinare con aceto balsamico e olio per una mezzora. Intanto prendete qualche ossa e mettetela ad arrostire nel forno. Dopo che la carne ha marinato strofinate la parte con il grasso? la pelle sopra? con il sale e mettete a cuocere. Jamie dice di cuocere la carne sopra a una gratella, mettendo sotto una teglia per raccogliere i succhi di cottura. E nella teglia si devono mettere anche le ossa arrostite, un po' di verdure (sedano, carote e cipolle, ma penso che possiate metterci quello che volete), quello che era rimasto della marinata e mezzo litro d'acqua. Poi quando la carne si cuoce, colerà nella teglia tutto il grasso e alla fine quindi vi ritroverete con una bella salsetta. Ah si, tempi di cottura: circa un'ora a 220°.

Voto: 8

sabato 7 dicembre 2013

FracooksJamie: Betroot tagliatelle with pesto and mussels, Mascarpone cream e Telefilm che ti segnano la vita


Scrivo questo blog in modo discontinuo da qualche anno, ma in pratica parlo sempre di cucina (bè, è o almeno dovrebbe essere un food blog) o di cavolate varie. Ma magari chi passa di qui vorrebbe anche sapere che tipo di persona è quella che sta dietro lo schermo di un computer mezzo scassato, con il tasto della G che è mezzo staccato e che quindi deve premere 2-3 volte prima di farlo scrivere. Non è nel mio stile però stare a descrivermi, quindi per darvi un'idea di che tipo di persona sono ho pensato di fare in un altro modo.

Vi hanno mai detto che assomigliate a un personaggio di una serie tv? A me si. E dato che è una serie che adoro e che ho visto milioni di volte, mi viene sempre da chiedermi se sono sempre stata così e è un caso che questo personaggio mi assomigli così tanto o se è il contrario, cioè che guardando e riguardando questa serie, in qualche modo ne sia stata contagiata. Bah, è un po' come l'uovo con la gallina, chi lo sa chi è nato prima.
Bene, la serie in questione è Una mamma per amica o Gilmore's girl. No, non sono come Rory, a questo punto avrei già un paio di lauree. Sono come Lorelai. A parte il fatto che un paio di anni fa ho deciso di limitare drasticamente l'uso di caffè (altrimenti ero uguale pure per quello). E si, l'unica cosa che proprio non abbiamo in comune è che io, al contrario di lei, adoro cucinare, per il resto non trovo altre differenze! Ma davvero, non è una somiglianza così, un po' superficiale. In certi pezzi del telefilm mi blocco e penso “oddio, ma mi hanno filmato senza che lo sapessi?”. Poi giro la testa lentamente verso il mio ragazzo che nello stesso momento si gira verso di me e mi dice “cioè, ma sei uguale! Ma quanto ti ha segnato questo telefilm??”. Non so, sarà il rapporto un po' difficile che ha con i genitori, il modo di parlare a mille che ha, le cavolate che le escono sempre dalla bocca, ma davvero, se dovessi dare un'idea di come sono non troverei un modo migliore: prendete una puntata a caso, guardatela e eccomi lì, sono io.

Il video che ho messo all'inizio del post è in pratica la prima volta che mi sono accorta che c'era una somiglianza. Ma davvero, una qualsiasi puntata, meglio dove Lorelai fa qualche specie di monologo, vi farà capire che razza di persona si cela dietro questi post!
 
Preambolo che come al solito c'entra poco con le ricette, a parte il fatto che Jamie mi ha segnato culinariamente parlando, come Una mamma per amica evidentemente ha fatto in tutti gli altri campi della mia vita.


La prima in particolare è una ricetta che mi sta molto a cuore perché è proprio particolare: è la Betroot tagliatelle with pesto, mussels and white wine, usando la ricetta della Betroot pasta. Insomma, non mi capita tutti i giorni di fare delle tagliatelle rosa, e nemmeno il pesto. E nemmeno comprare le cozze. E di sicuro mi capita molto poco di fare tutte e tre le cose insieme. Sembra proprio una pasta strana, ma stranamente funziona!

Potete replicarle facilmente. Non dico che sia la cosa più facile del mondo, più che altro per le tagliatelle perché il pesto, se proprio non avete voglia di farlo, potete anche comprarlo già fatto, anche se non c'è proprio paragone. Le tagliatelle vi tocca farle se le volete rosa!
Per l'impasto normale si dovrebbero usare 500 g di farina e 5 uova. Per farle rosa sostituite 2 uova con uguale peso di barbabietola cotta e pureata. Impastate impastate, stendete stendete e poi tagliate tagliate. Poi gli preparate un sugo semplicissimo, olio, cozze, sfumate con un bicchiere di vino e ci mettete le tagliatelle (cotte ovviamente!). Poi mettete nei piatti e ci aggiungete un paio di cucchiai di pesto. Ottima!
Che poi a pensarci, questo piatto mi sembra proprio femminile. Sarà per il rosa-tagliatella, sarà per le cozze (o moscioli, come diciamo qua), ma questo non mi sembra proprio un piatto da macho. Ma chissenefrega, io sono ancora una gentil donzella e quindi è un piatto adattissimo per me!

Voto: 8


Ricetta numero 2: Mascarpone cream. Ok, questa non è proprio una ricetta perché si tratta di mischiare 250 g di mascarpone con un cucchiaio di zucchero e un po' di semini di vaniglia. Però devo riconoscere a Jamie il fatto di avermi fatto scoprire il mascarpone. Perché prima di lui per me il mascarpone era sinonimo di tiramisù e nient'altro. Cioè, ogni volta che andavo a fare spesa e vedevo quelle scodelle di mascarpone non potevo fare a meno di pensare “ma dov'è tutta sta gente che compra tutte queste scatole di mascarpone per fare il tiramisù?”. Tra l'altro voi non potete saperlo ma adesso ve lo dico: mentre scrivevo “scatole di mascarpone” mi sono sbagliata e ho scritto “scatole di tiramisù”, che tanto ve l'ho detto, per me erano davvero la stessa cosa! Poi la ricetta di Jamie delle tagliatelle con il mascarpone, usato quindi in un piatto salato, cosa che proprio non avevo mai immaginato. Ed è stato subito amore! Anche questa crema in realtà è ottima, si può tranquillamente sostituire alla panna! Io l'avevo usata per fare un dolce con la pasta frolla, banane e sopra (una volta cotta) ci avevo messo questa crema. Buonissima e versatile!

Voto: 7 e mezzo

("Questa è l'ultima volta che compro qualcosa solo perché è pelosa" - Una mamma per amica)

venerdì 29 novembre 2013

FracooksJamie: Spicy Squash Risotto e Minted Asparagus and Pea Risotto

[Colonna sonora del post: Bandabardò - Mojito F.C.]

I gatti, che animali pessimi. Mai che facciano quello che gli chiedi. Prendete i miei, per esempio. E' un'ora e mezzo stamattina che li chiamo per farli venire a scaldarmi le gambe, ce ne fosse uno che abbia risposto. Se ne stanno tutti in camera sopra al piumone (qualche volta sotto), senza preoccuparsi del freddo che ho io. A un certo punto se ne è affacciato uno dei tre, è passato titubante davanti al tavolo dove studio, è andato a bere un po' d'acqua, poi si è girato di corsa e è tornato in camera a dormire. Ma vi pare? Io cosa li sfamo a fare per tutto l'anno se poi non mi fanno risparmiare sui termosifoni? Ma guarda un po'...

Comunque, oggi sono ancora rotolante dalla cena del Thanksgiving che ho preparato ieri. Thanksgiving all'italiana, che io il tacchino non so cuocerlo e non fa nemmeno per niente parte della nostra tradizione culinaria. Non che il Thanksgiving invece ne faccia parte, ma ogni motivo è buono per festeggiare. Tra l'altro era anche Hannukkah, quindi doppio festeggio. Insomma, ho fatto il pollo ripieno al posto del tacchino. E la zucca. E gli spinaci con il formaggio. E la torta di mele. E, giusto per non farci mancare niente, il sorbetto al limone. Come vi dicevo, ancora sto rotolando da ieri sera, non so quando mi riprenderò.


A proposito di zucca (ma quando l'ho menzionata? Ah si, prima, tra i contorni di ieri sera!), oggi vi faccio vedere la ricetta che ha battezzato il mio amore per la zucca. Perché prima non l'avevo mai assaggiata, ma Jamie ha questi e altri poteri: farmi innamorare di cose che non avevo mai provato.
 
Iniziate con la Spicy Roasted Squash: cuocete la zucca tagliata a fette o a pezzi (dipende da quale usate e dalla grandezza). Cioè, la tagliate e la mettete in una ciotola, poi ci aggiungete un po' di cose che prima avrete pestato nel mortaio (potete scegliere voi le spezie e le erbe, ma Jamie consiglia: semi di coriandolo e di finocchio, peperoncino, sale, pepe e aglio, conditi con l'olio). Trasferite tutto su una teglia e infornate per circa 30 minuti o comunque finché la zucca non sarà cotta e dorata (ma già lei è arancione, il termine “dorata” andrà bene anche nel suo caso? Boo, l'importante è che abbiate capito!).
E adesso preparate lo Spicy Squash Risotto with Thyme and Mascarpone. Ricetta base del risotto (penso che tutti lo sappiano fare): quando iniziate ad aggiungere il brodo, mettete un po' di timo e metà della zucca che avevate cotto, tagliata a pezzi. Cuocete, cuocete, alla fine aggiungete la zucca rimasta (Jamie dice di tagliarla finemente, ovviamente voi potete tagliarla come vi pare) e un paio di cucchiai di mascarpone.
Bene, primo assaggio di zucca per me, amore a prima forchettata!!

Voto: 9 e mezzo!!


Altro giro, altro risotto, stavolta faremo il Minted Asparagus and Pea Risotto.
Prendete gli asparagi (quando sarà stagione, quindi non adesso!), puliteli e staccategli le punte. Le punte poi le cuocete nell'acqua bollente salata, il resto dell'asparago lo tagliate a fettine. Sbollentate anche i piselli.
Cuocete il risotto, sempre con la ricetta base, aggiungendo proprio all'inzio le fettine di asparago e metà piselli, alla fine aggiungete l'altra metà dei piselli, le punte degli asparagi e qualche foglia di menta tritata.
Se volete fare più veloce: io i piselli li metterei da congelati quando mettete il primo mestolo di brodo, tanto il risotto si cuoce in 10-15 minuti, quindi hanno tutto il tempo di cuocersi così.

Ottimo risotto anche questo, anche se io forse ho dei problemi con la menta. Cioè, io adoro la menta, latte e menta, ghiaccioli alla menta, gelato alla menta e qualsiasi altra cosa aromatizzata alla menta mi piace. Mi piace soprattutto in versione Mojito e forse è questo il problema. Ne ho bevuti talmente tanti che ormai appena sento l'odore delle foglie di menta (e non di sciroppo), mi viene in mente il rum, il lime e lo zucchero (più le varie serate passate in compagnia di NonMiRicordoChiPerchèEroTroppoUbriaca e le varie mattine dopo passate con mia sorella a rotolare nel divano cercando di pensare all'acqua e limone mentre in tv passavano pubblicità di vini Tavernelli o Sangiovesi). Ma che poi mi piace usare la menta in cucina, dà quella nota di freschezza caratteristica di quelle belle foglioline verdi, è solo che riporta a galla vecchi ricordi e mi fa venire voglia di Mojito. Forse la soluzione c'è: la prossima volta mi faccio questo risotto e mi ci bevo un bel Mojito invece dell'acqua!

Voto: 7 e mezzo

(C'era stato un profumo di menta, di ghiaccio e di liquore...
C'era stata una fine, una scusa per finire in abbraccio
Con le mani unite sotto una cascata di menta e di ghiaccio...
Bandabardò - Mojito F.C.)

mercoledì 6 novembre 2013

FracooksJamie: Focaccia e Pan-cooked artichokes with lemon, thyme and garlic

[Colonna sonora del post: Offspring - Totalimmortal]

Oggi continuo con le ricette di Jamie, senza tante chiacchiere. Almeno spero, che poi quando inizio a scrivere, anche se non ho voglia, di solito non mi fermo più.


Allora, Focaccia focaccia, che Jamie fa con l'impasto del pane. Quindi è semplice, prendetevi una ricetta a caso per fare il pane, fate l'impasto e fatelo lievitare una o due ore (deve raddoppiare di volume), poi stendetelo con uno spessore di circa 1 cm e mezzo, metteteci un topping a vostro piacere (poi vi dico quale ho usato io), fateci dei buchetti (cioè, non proprio buchetti, dovete schiacciarci le dita, ma non fateci dei buchi!) e lasciate lievitare altri 45 minuti. Mettete in forno per circa 15 minuti et voilà, avrete la vostra focaccia bella pronta.
Io ho seguito i consigli del mastroJamie e i topping che ho usato sono copiati pari pari dal suo libro, cioè il Basil and olive oil topping (aglio, basilico, olio, sale, pepe e peperoncino), il Potato and rosemary topping (patate tagliate a rondelle abbastanza fine – bollite per un paio di minuti – olio, sale, pepe e rosmarino) e l'Onion topping (cipolle, cipolle e cipolle!).
Ricordo che quando l'ho fatta mi era piaciuta parecchio ma devo dire che mr. Geom non aveva ancora iniziato a pizzare (verbo che significa: fare la pizza), adesso che pizza (sempre voce del verbo pizzare) con regolarità, questa focaccia non l'ho più fatta. Ma adesso che mi è rivenuta in mente un pensierino ce lo farei... magari faccio fare l'impasto a mr. Geom e mi invento qualche topping nuovo!

Voto: 7 e mezzo

L'altra ricetta è la Pan-cooked artichokes with lemon, thyme and garlic. Altra ricetta che ci vuole di più a scriverla che a farla: padella, olio, aglio e scorzetta di limone. Aggiungete i carciofi tagliati a metà e il succo di limone e fate cuocere 3-4 minuti a fuoco non tanto alto. Poi ci mettete un po' di vino (poco meno di un bicchiere), mettete il coperchio e fate cuocere una decina di minuti. Quando togliete dal fuoco metteteci una noce di burro. Apposto, fatta anche questa.

Voto: 6 e mezzo
 
Adesso che ci penso potrei mettere i carciofi sopra la focaccia... peccato che mr. Geom non gradisce i carciofi (ma come si fa??) del resto come non gradisce quasi tutto quello che è di colore verde o che sa di verdura. A meno che non sia camufatto. Del tipo, se gli dai le melanzane così, storce il naso. Se gliele metti dentro una pasta sfoglia con la salsiccia è contento. O gli spinaci: da soli non li mangia, dentro uno sformato con del prosciutto si. O ancora meglio, affogati con dei formaggi, cosa che ha scoperto da poco, purtroppo per me. Si perché nei pochi giorni dell'anno in cui sono a dieta, io mi mangio gli spinaci conditi con un filo d'olio e un po' di limone (giusto per non sprecare il ferro che ci sta dentro), e lui “mi fa compagnia”, o almeno così dice. Mangia gli spinaci, si, ma ci mette dentro 4 sottilette, il parmigiano e altri formaggi vari ed eventuali che abbiamo in frigo. E questo è uno dei momenti in cui decido di abbandonare la dieta. 
Alla prossima!

sabato 26 ottobre 2013

FraCooksJamie: Tagliatelle with baby courgettes and Pork chops with pesto and mashed potato

[Colonna sonora del post: Abba - Dancing Queen]

Ditemi che succede anche a voi. Che anche voi siete quelli de “Da lunedi inizio tutto per bene”.
Da lunedi prometto che mi metto a dieta. Da lunedi prometto che mi metto a studiare seriamente. Da lunedi prometto che terrò più ordinata casa. Da lunedi prometto che mangerò più sano. No, l'ultima non l'ho mai detta seriamente. Per me il concetto di dieta non è legato a mangiare più sano ma continuare a mangiare quello che mangio ma di meno.
Dai si, insomma, le promesse del lunedi. Io ci vivo di queste promesse.

Capitolo 1: la Dieta
Puntualmente di lunedi mi ripropongo di diminuire la quantità. Allora inizio dal pranzo, invece di 100 g di pasta passo a 70 g. Ovviamente con sughi di salsiccia e panna, ma cmq sempre 70 g di pasta. A cena un po' di carne con qualche verdura. E passa lunedi.
Martedi solitamente prosegue bene, poi però esco e mi faccio una bevuta. Il giorno dopo magicamente ho preso mezzo chilo. E allora mi dico “Ma che cavolo, a questo punto mi mangio un etto di pasta e non vado a bere!”.
E allora mercoledi mi mangio un etto di pasta a pranzo. A merenda mi prende fame e così mi tocca per forza finire quei 4 cupcake avanzati dal giorno prima. E vi assicuro che non è una scelta mia, sono i cupcake che vogliono farsi mangiare! Stanno lì, che mi dicono “Ma perché gli altri 14 li avete mangiati e a noi non ci mangia nessuno? Siamo molto tristi... Forse siamo più cattivi degli altri?”. Ci vuole un cuore di pietra per lasciarli lì. Io invece, che il cuore ce l'ho fatto di morbido impasto rosa per cupcake, non ce la faccio proprio e, mossa a commozione, me li pappo tutti prima di cena. A cena avevo programmato un po' di pesce al forno con qualche pomodorino. Ma dopo 4 cupcake, chissà perché, la fame invece di passarmi mi viene ancora di più. Inizio pensando che ho quella salsiccia avanzata dal sugo del giorno prima e che ci potrei farcire i pomodorini. Pomodorini, salsiccia, sopra un po' di molliche di pane, mi sembra un'ottima idea, e chissenefrega se salsiccia e merluzzo al forno non ci dicono per niente. Il giorno dopo ho preso un altro mezzo chilo.
Giovedi sono di nuovo animata di buoni propositi. Eh si perché se avete abbandonato la dieta, non c'è giorno migliore di giovedi per riniziare, di venerdi no di sicuro dato che “né di venere né di marte ci si sposa né si parte”. E i proverbi bisogna sempre seguirli, si sa, per non incorrere nelle ire funeste di Zeus con i suoi fulmini e saette. Quindi giovedi riparto, con un chilo in più, ma con la determinazione del lunedi. Colazione e pranzo perfetti, a merenda non ho nemmeno fame e qui faccio l'errore più grosso: non mangio niente. Arrivata a cena ecco il disastro. Avevo programmato una bella zuppa depurativa di legumi, ma la sera prima, presa dalla foga dei pomodorini con la salsiccia, mi sono dimenticata di mettere il tutto a bagno. Guardo la confezione con aria avvilita pensando “40 minuti di cottura dopo 12 ore di ammollo?? Ma io ho fame!”. Mi giro con gli occhi da cerbiatto verso Mr. Geom, che cerca invano di farmi mantenere le diete (anche se senza successo) e, sbattendo le ciglia (che prima avevo anche allungato con un bel mascara supervolumizzante, per ottenere un effetto ancora più convincente) sussurro “Amore, che ne dici se prendiamo una pizza?”. Lui sconsolato risponde “Va bene, ne prendi una con le verdure?” e io “Ma certo, prendo la Royal, quella con i funghi (verdura), il tartufo, la salsiccia e le scaglie di parmigiano. Ah si, che dici, faccio l'aggiunta di prosciutto crudo?”. E il venerdi mi ritrovo con 1 chilo in più.
Il fine settimana passa con buoni propositi sul lunedi successivo. Mi ripeto che sabato e domenica farò la brava per non arrivare troppo appesantita all'inizio della settimana, ma come d'incanto sbucano fuori inviti a pranzo dai genitori, nonni, zii, inoltre mi accorgo che la panna che avevo usato per il sugo di lunedi sta scadendo e quindi devo usarla, che in realtà avevo altre 2 salsicce da finire e che sabato sera ho gente a cena e quindi devo fare un dolce, per gli altri, che io non toccherò di sicuro, perché a parte panna, salsiccia, prosciutto e formaggi, ci tengo a tenermi leggera. Ovviamente dopo cena mi mangio metà dolce da sola.
Arriva il lunedi successivo che ho preso 3 chili.

Cosa c'entra tutto questo con le ricette di oggi di Jamie? Niente, assolutamente niente. Ma mi andava di raccontarvi delle mie diete del lunedi. La prossima volta vi racconterò del mio qualcosaltro-del-lunedi.


Saltando di palo in frasca quindi, eccovi delle buonissimi Tagliatelle with baby courgettes, lemon and basil. Come sempre, è più un'idea che una vera e propria ricetta: cuocete le tagliatelle e le condite con un sugo fatto con olio, zucchine (Jamie dice baby, io ho usato le adult, quelle normali insomma), un po' di succo di limone e basilico. La foto fa schifo, ancora non avevo imparato bene a fare la pasta fresca, vedrete più in là la differenza!

Voto: 6 e mezzo (giusto perché non è niente di speciale, cioè la pasta con le zucchine me la faccio in uno di quei lunedi di dieta...)


Ecco, questa è stata una scoperta. Sono le Pork chops with Thyme, lemon and pesto. Non so voi ma io non davo un minimo di fiducia alla carne con il pesto. E invece... per prima cosa mi ha dato l'occasione di fare, per la prima volta in vita mia, il pesto a mano. E dato che io non sono di sicuro un vampiro (adoro l'aglio) l'ho potuto fare a mio gusto (intossicando Mr. Geom che si, gli piace ma una volta è stato morso da Edward, quindi è un mezzo vampiro) ed era buonissimo! Per fare questa bontà, cuocete delle belle fette alte di maiale, Jamie dice di farle cuocere più o meno 4 minuti per parte (ovviamente dipende dallo spessore), e fatele riposare qualche minuto. Mi raccomando a non stracuocerle, altrimenti vi perderete tutto il gusto! Poi fate la Pesto sauce (cioè il pesto, con la ricetta che preferite) e lo mettete sopra alle fettone di maiale. Una delizia!! Ho anche completato tutto con le Mashed potato, cioè bollite le patate in acqua salata e le schiacciate. Tutto insieme è una delizia!

Voto: 8 e mezzo (quasi 9!)

Ah, se pensate che quello che vi ho raccontato sopra non è vero, venite a vedere la mia pagina FB: Polpette Rosa, oggi è sabato e, come vi avevo detto, ho gente stasera e quindi c'è un dolce in preparazione! Che io non mangerò di certo.....

mercoledì 16 ottobre 2013

FraCooksJamie: Mushroom risotto and Root salad

[Colonna sonora del post: Nirvana - Territorial pissing]

I miei mille impegni mi hanno impedito di riaggiornare la parte del blog del mio piccolo progetto-JamieOliver. Che poi non è che abbia chissà quanti impegni, solo uno, l'università. Che poi non è che mi tenga chissà quanto impegnata, o meglio, dovrebbe, ma alla fine non lo fa. Che poi non è che non mi tiene impegnata, sono io che non mi faccio tenere impegnata. Sapete quando vi svegliate la mattina pensando “Oddio, oggi non avrò tempo di fare niente, niente, nienteeeeee!!”.
Di quelle giornate insomma dove dovresti correre la mattina perché già è tardi e rischi di arrivare tardi dove devi andare (io a lezione), torni a casa, prepari da mangiare, mangi, lavi i piatti, passi l'aspirapolvere perché 3 gatti hanno la bella pensata di regalarti ogni giorno una nuova coperta di peli sopra a quella che già hai... che poi... ma nessuno ha mai pensato di studiare la sovrabbondante abbondanza di peli prodotti da animali così piccoli?? Ma cosa fanno, si fanno crescere miliardi di peli al giorno? Ci credo che le uniche cose che fanno sono dormire e mangiare, devono tenersi le energie per farsi crescere tutti quei peli che poi ti lasciano in giro sotto forma di coperte o covoni rotolanti che farebbero invidia a qualsiasi western. Insomma, eravamo arrivati all'aspirapolvere, passato religiosamente ogni giorno, poi ti metti a studiare, fai una piccola pausa musica-aggiorno blog, ristudi e è già arrivata ora di cena. Ceni, lavi i piatti e fai a malapena in tempo a guardarti qualcosa in tv, giusto per spegnere un attimo il cervello. Poi vai a dormire e si ricomincia tutto daccapo.

Ecco, era di queste giornate che vi parlavo. Quando per un mese mi ritrovo a passare giornate così, a un certo punto le strade sono 2:
  1. esaurimento nervoso, stress, voglia di uccidere qualcuno, che, secondo il prof di patologia (fonte non so quanto attendibile, dato che molte volte parla di sé stesso in terza persona e dichiara di amare Grey's Anatomy), porta ad avere un maggior rischio di aterosclerosi e quindi di infarto
  2. stacco tutto per un paio di giorni e non faccio niente, assolutamente niente
Tra le due prospettive preferisco di gran lunga la seconda. Niente infarti causati da stress per me, no grazie. E quindi semplicemente io mi eclisso.
Poi però torno, non si può mica stare fuori dal mondo per troppo tempo!


Dopo questo bello sproloquio, passiamo alle ricette di Jamie di oggi. Il primo lo liquido in un attimo, è un Mushroom risotto with garlic, thyme and parsley, tanti paroloni che traducono il nostro semplice risotto ai funghi. Sapete fare un risotto? Spero di si. Bè, appena mettete il primo mestolo di brodo ci aggiungete i funghi che volete tagliati a pezzi, e quando è pronto lo cospargete con un po' di timo e di prezzemolo. Semplice ma buonissimo! 

Voto: 8


La seconda è stata una scoperta. Io odio l'insalata e quindi, quando dal sorteggio è venuto fuori il capitolo delle Salads and dressings, non ero per niente felice.
Anche leggendo la ricetta, le cose non cambiarono, mi faceva abbastanza schifo. "Prendi delle carote, tagliale a fette sottili, prendi un finocchio e taglialo a fette sottili, prendi un sedano e taglialo a fette sottili". Alla fine avevo un sacco di fette di tanta verdura. Cruda. A me la verdura cruda non piace. Fino a qui, se avessi dovuto mangiare delle fette di verdure (tra l'altro, le verdure che mi piacciono di meno sono, in ordine: sedano, carote, finocchio crudo – il finocchio mi piace solo fatto al forno affogato nella besciamella) penso che avrei buttato via tutto. Poi la magia. Si condisce tutto con la Herb and red wine vinegar dressing, fatta mescolando aceto di vino rosso, olio, sale, pepe, maggiorana, basilico, prezzemolo e uno scalogno tritato: così si ottiene la Root salad.
Ed era buona, cavolo se era buona. Sono rimasta sorpresa anche io! Ah si, Jamie dice di aggiungere della mozzarella o della ricotta. Pensandoci adesso, la ricotta non sarebbe stata male, l'avrei mescolata al dressing, sarebbe venuta una meraviglia. Ma al tempo non mi fidavo ancora della ricotta (è un gusto che ho acquisito da poco, prima mi faceva schifo) e quindi ci ho piazzato di fianco una bella mozzarella, intera.

Voto: 7 (una cosa grossa per essere un'insalata!)

Bè, per oggi basta, alla prossima!