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martedì 18 febbraio 2014

La mia musica punk e FracooksJamie: Buttered Mashed Potatoes e Humous

[Colonna sonora del post: Sex Pistols - Anarchy in the UK]

Sanremo è iniziato da 2 minuti e già mi sono annoiata. Boh, sarà la trama scontata, le scenette che non si capisce se sono preparate o no, le frasi fatte, le frasi fatte, le frasi fatte. Che poi Sanremo non l'ho mai guardato, se non si conta l'esibizione di Elio e le Storie Tese dell'anno scorso, che però sono andata a cercare su Youtube, quindi non so se vale. E non perché non mi piace la musica, io ci vivo quasi. O di sicuro ci vivevo quando ero più piccola, io e i miei cd e il mio lettore cd eravamo una cosa sola. Poi non che mi piacesse questa musica raffinata, io ero una mezza punk che in definitiva ha imparato l'inglese per il 5% dal suo attempato prof siciliano che durante i compiti in classe leggeva il suo giornale “Sex after 60” e per il restante 95% da canzoni incazzose e interviste dei miei amati cantanti (alcuni morti, altri mezzi vivi).

Probabilmente ero una di quelle che adesso verrebbe definita “nerd”, termine che in questi anni ha un'accezione anche positiva, ma diciamocelo, in pratica ai miei tempi, in cui le usanze americane non erano ancora penetrate così a fondo nelle nostre vite, si usava un termine più pregnante: “sfigata”. Stavo in camera ad ascoltare musica, tradurre canzoni, ascoltare musica e tradurre interviste. La prima volta che sono stata a Londra ho quasi pianto quando ho potuto comprare un cd dei Sex Pistols nella città di nascita del mitico Johnny Rotten, anche perché c'era sopra una bella etichetta con il prezzo in sterline. E per una ragazzina di 13 anni di qui tempi, era un grande vanto quello di sfoggiare un cd del genere con il prezzo nella valuta Johnnyrottaniana. Ahh, potessi provare ancora emozioni forti come quelle di quegli anni!

Certo che il mio amore per la musica punk-rock non era esattamente apprezzato da tutti. Mia madre e mio padre sono sicura che pensavano che fossi matta e che ascoltassi per ore la stessa “canzone” priva di note, solo del rumore indecifrabile. Mia sorella probabilmente pensava di dividere la camera con una pazza (infatti non ci stava quasi mai). E i miei vicini... bè, probabilmente non se ne sono andati solo perché non erano in affitto e vendere la loro casa forse era eccessivo. Perché oltre ad ascoltare la musica io la cantavo, a squarciagola. E tanto basta per farvi capire che o i vicini erano persone molto tolleranti, o erano sordi, o i muri di casa dei miei erano spessi un paio di metri, riempiti da isolante.
Ma saltiamo di palo in frasca, come al solito.


Il Buttered Mashed Potatoes ve lo devo spiegare? Ma poi chissà se tutto questo amore che ho per Jamie è un piccolo residuo dell'amore che avevo per Johnny? Inglesi, biondi, rockstar nel loro campo... Campi leggermente diversi, che c'entra, ma si sa che la mente fa sempre strane associazioni. Stavo ancora divagando... dicevo, dai, il purè lo sapete fare, no? In realtà non dovete nemmeno fare il purè: bollite le patate (acqua salata, mi raccomando sennò fanno schifo!), schiacciatele e metteteci un po' di burro, a piacere. Che quando nelle ricette dice “burro a piacere” (cosa che capita raramente ma capita) io la leggo sempre nello stesso modo: mi si sta dando la possibilità di scegliere di che morte morire. Io scelgo il burro.
Ah si, mettete anche un po' di noce moscata. Non troppa, sennò iniziate a vedere draghi verdi in cucina che si divorano il vostro prezioso burro.


Per l'Houmus (o Hummus) invece cuocete dei ceci oppure usate il metodo rapido: supermercato, ceci pronti in scatola, aprite la scatola e scolate. Poi, frullatore: aglio, ceci, cumino, un cucchiaio di tahin (la pasta fatta con i semi di sesamo che crea dipendenza) e peperoncino. Frullate, frullate. Poi vedete voi, sale e pepe, olio, regolatevi se lo volete morbido o più consistente, in caso aggiungete un pochino di acqua. Jamie non può far altro che consigliare un po' di succo di limone, io per una volta non ho seguito il suo consiglio. Scusa Jamie, ma il limone in quella roba proprio no!

Ho blaterato abbastanza anche per oggi, quindi alla prossima!

martedì 17 dicembre 2013

FracooksJamie: Slow-cooked artichokes with cherry tomatoes and A spottier dick pudding

[Colonna sonora del post: Eminem - Berzerk]

Oggi mi sembra una bella giornata! Ho il mio pigiama nuovo, morbidoso, con il cappuccio e con una tasca conigliosa sul davanti, ho i miei gatti che fanno a gara per avere più bacini, una tazza di tè pronta da bere e musica in sottofondo, in pratica la perfezione! ^-^
Si, ogni tanto uno dei gatti mi abbandona per andare a staccare un pezzo di ghirlanda dall'albero, ma poi ritorna sempre per la sua razione di coccole!

Allora, questa volta invece di dilungarmi in chiacchiere senza senso, passerò direttamente alle ricette di Jamie, dato che sono terribilmente indietro con gli aggiornamenti e vorrei mettermi al pari.


La prima ricetta è la Slow-cooked Artichokes, Sweet Cherry Tomatoes, Thyme and Basil. Insomma, ci vuole di più a scriverla che a farla. Si prendono i carciofi, si tagliano in quarti e si fanno cuocere 4-5 minuti in padella con un po' d'olio, con il coperchio. Poi si aggiunge un po' d'aglio, il timo e una spruzzata di succo di mezzo limone. Quando è evaporato si toglie dal fuoco. Poi si condiscono dei pomodorini ciliegino con olio, basilico, peperoncino, sale e pepe. E poi si mettono i carciofi e i pomodorini in una teglia, si mette tutto in forno a 180°C per circa 30-40 minuti, si sforna e si mangia!

Adesso, voi dovete sapere che i carciofi sono una delle mie verdure preferite in assoluto. Questa ricetta è buona, ma per me i carciofi sono quelli che cucina mia nonna (o mia madre) e basta. La differenza sta nel metodo di cottura, perché questi rimangono piuttosto crocchiarelli, quelli di mia nonna sono morbidi morbidi. Sono anni che cerco di capire come fa(nno) a farli venire così, la spiegazione (sia di mia nonna che di mia madre) del loro metodo di cottura è stata: metti i carciofi con mezzo bicchiere d'acqua e mezzo di vino in un pentolino, ci metti il prezzemolo e l'aglio e fai cuocere una ventina di minuti, finché non è evaporato tutto.
E io prendo i carciofi, li metto nel pentolino con l'acqua e il vino, ci metto aglio e prezzemolo e cuocio. Dopo 20 minuti sono duri. Aggiungo acqua: dopo 20 minuti sono duri. Aggiungo acqua: dopo 20 minuti sono duri. In pratica qui si sfidano le leggi della fisica, non capisco come fanno a rimanere duri dopo un'ora... Alla fine arrivano le 21.30 e io inizio ad avere fame e quindi me li mangio duri. Insomma, il segreto dei carciofi morbidi non l'ho ancora scoperto, se qualcuno volesse darmi delucidazioni gliene sarei davvero grata!

E tra l'altro: qual'è la vostra parte preferita del carciofo? La mia decisamente il gambo! A pranzo da mia nonna facciamo a gara per chi se ne prende di più! Per fortuna che la nonna ha l'occhio lungo e ne mette sempre tantissimi!

Voto: 6 e mezzo


La prossima ricetta è la A Spottier Dick Pudding. Ho già descritto la mia terrificante esperienza con i pudding in questo post, quindi vi lascio alla lettura di quello che avevo scritto tempo fa.
Riassumendo (per chi non avesse voglia di leggere), fare un pudding è complicato per il metodo di cottura e il risultato, nel caso di questo pudding in particolare, non è che mi abbia entusiasmato. E dato che ci sono altre 5 varianti du pudding, ho avuto la tentazione di saltare le 2 pagine seguenti! Per fortuna non l'ho fatto, perché mi sono ricreduta!

Voto: 5

Per oggi è tutto, un saluto da me e dai gattacci che sono ancora qui con me!

venerdì 29 novembre 2013

FracooksJamie: Spicy Squash Risotto e Minted Asparagus and Pea Risotto

[Colonna sonora del post: Bandabardò - Mojito F.C.]

I gatti, che animali pessimi. Mai che facciano quello che gli chiedi. Prendete i miei, per esempio. E' un'ora e mezzo stamattina che li chiamo per farli venire a scaldarmi le gambe, ce ne fosse uno che abbia risposto. Se ne stanno tutti in camera sopra al piumone (qualche volta sotto), senza preoccuparsi del freddo che ho io. A un certo punto se ne è affacciato uno dei tre, è passato titubante davanti al tavolo dove studio, è andato a bere un po' d'acqua, poi si è girato di corsa e è tornato in camera a dormire. Ma vi pare? Io cosa li sfamo a fare per tutto l'anno se poi non mi fanno risparmiare sui termosifoni? Ma guarda un po'...

Comunque, oggi sono ancora rotolante dalla cena del Thanksgiving che ho preparato ieri. Thanksgiving all'italiana, che io il tacchino non so cuocerlo e non fa nemmeno per niente parte della nostra tradizione culinaria. Non che il Thanksgiving invece ne faccia parte, ma ogni motivo è buono per festeggiare. Tra l'altro era anche Hannukkah, quindi doppio festeggio. Insomma, ho fatto il pollo ripieno al posto del tacchino. E la zucca. E gli spinaci con il formaggio. E la torta di mele. E, giusto per non farci mancare niente, il sorbetto al limone. Come vi dicevo, ancora sto rotolando da ieri sera, non so quando mi riprenderò.


A proposito di zucca (ma quando l'ho menzionata? Ah si, prima, tra i contorni di ieri sera!), oggi vi faccio vedere la ricetta che ha battezzato il mio amore per la zucca. Perché prima non l'avevo mai assaggiata, ma Jamie ha questi e altri poteri: farmi innamorare di cose che non avevo mai provato.
 
Iniziate con la Spicy Roasted Squash: cuocete la zucca tagliata a fette o a pezzi (dipende da quale usate e dalla grandezza). Cioè, la tagliate e la mettete in una ciotola, poi ci aggiungete un po' di cose che prima avrete pestato nel mortaio (potete scegliere voi le spezie e le erbe, ma Jamie consiglia: semi di coriandolo e di finocchio, peperoncino, sale, pepe e aglio, conditi con l'olio). Trasferite tutto su una teglia e infornate per circa 30 minuti o comunque finché la zucca non sarà cotta e dorata (ma già lei è arancione, il termine “dorata” andrà bene anche nel suo caso? Boo, l'importante è che abbiate capito!).
E adesso preparate lo Spicy Squash Risotto with Thyme and Mascarpone. Ricetta base del risotto (penso che tutti lo sappiano fare): quando iniziate ad aggiungere il brodo, mettete un po' di timo e metà della zucca che avevate cotto, tagliata a pezzi. Cuocete, cuocete, alla fine aggiungete la zucca rimasta (Jamie dice di tagliarla finemente, ovviamente voi potete tagliarla come vi pare) e un paio di cucchiai di mascarpone.
Bene, primo assaggio di zucca per me, amore a prima forchettata!!

Voto: 9 e mezzo!!


Altro giro, altro risotto, stavolta faremo il Minted Asparagus and Pea Risotto.
Prendete gli asparagi (quando sarà stagione, quindi non adesso!), puliteli e staccategli le punte. Le punte poi le cuocete nell'acqua bollente salata, il resto dell'asparago lo tagliate a fettine. Sbollentate anche i piselli.
Cuocete il risotto, sempre con la ricetta base, aggiungendo proprio all'inzio le fettine di asparago e metà piselli, alla fine aggiungete l'altra metà dei piselli, le punte degli asparagi e qualche foglia di menta tritata.
Se volete fare più veloce: io i piselli li metterei da congelati quando mettete il primo mestolo di brodo, tanto il risotto si cuoce in 10-15 minuti, quindi hanno tutto il tempo di cuocersi così.

Ottimo risotto anche questo, anche se io forse ho dei problemi con la menta. Cioè, io adoro la menta, latte e menta, ghiaccioli alla menta, gelato alla menta e qualsiasi altra cosa aromatizzata alla menta mi piace. Mi piace soprattutto in versione Mojito e forse è questo il problema. Ne ho bevuti talmente tanti che ormai appena sento l'odore delle foglie di menta (e non di sciroppo), mi viene in mente il rum, il lime e lo zucchero (più le varie serate passate in compagnia di NonMiRicordoChiPerchèEroTroppoUbriaca e le varie mattine dopo passate con mia sorella a rotolare nel divano cercando di pensare all'acqua e limone mentre in tv passavano pubblicità di vini Tavernelli o Sangiovesi). Ma che poi mi piace usare la menta in cucina, dà quella nota di freschezza caratteristica di quelle belle foglioline verdi, è solo che riporta a galla vecchi ricordi e mi fa venire voglia di Mojito. Forse la soluzione c'è: la prossima volta mi faccio questo risotto e mi ci bevo un bel Mojito invece dell'acqua!

Voto: 7 e mezzo

(C'era stato un profumo di menta, di ghiaccio e di liquore...
C'era stata una fine, una scusa per finire in abbraccio
Con le mani unite sotto una cascata di menta e di ghiaccio...
Bandabardò - Mojito F.C.)

mercoledì 6 novembre 2013

FracooksJamie: Focaccia e Pan-cooked artichokes with lemon, thyme and garlic

[Colonna sonora del post: Offspring - Totalimmortal]

Oggi continuo con le ricette di Jamie, senza tante chiacchiere. Almeno spero, che poi quando inizio a scrivere, anche se non ho voglia, di solito non mi fermo più.


Allora, Focaccia focaccia, che Jamie fa con l'impasto del pane. Quindi è semplice, prendetevi una ricetta a caso per fare il pane, fate l'impasto e fatelo lievitare una o due ore (deve raddoppiare di volume), poi stendetelo con uno spessore di circa 1 cm e mezzo, metteteci un topping a vostro piacere (poi vi dico quale ho usato io), fateci dei buchetti (cioè, non proprio buchetti, dovete schiacciarci le dita, ma non fateci dei buchi!) e lasciate lievitare altri 45 minuti. Mettete in forno per circa 15 minuti et voilà, avrete la vostra focaccia bella pronta.
Io ho seguito i consigli del mastroJamie e i topping che ho usato sono copiati pari pari dal suo libro, cioè il Basil and olive oil topping (aglio, basilico, olio, sale, pepe e peperoncino), il Potato and rosemary topping (patate tagliate a rondelle abbastanza fine – bollite per un paio di minuti – olio, sale, pepe e rosmarino) e l'Onion topping (cipolle, cipolle e cipolle!).
Ricordo che quando l'ho fatta mi era piaciuta parecchio ma devo dire che mr. Geom non aveva ancora iniziato a pizzare (verbo che significa: fare la pizza), adesso che pizza (sempre voce del verbo pizzare) con regolarità, questa focaccia non l'ho più fatta. Ma adesso che mi è rivenuta in mente un pensierino ce lo farei... magari faccio fare l'impasto a mr. Geom e mi invento qualche topping nuovo!

Voto: 7 e mezzo

L'altra ricetta è la Pan-cooked artichokes with lemon, thyme and garlic. Altra ricetta che ci vuole di più a scriverla che a farla: padella, olio, aglio e scorzetta di limone. Aggiungete i carciofi tagliati a metà e il succo di limone e fate cuocere 3-4 minuti a fuoco non tanto alto. Poi ci mettete un po' di vino (poco meno di un bicchiere), mettete il coperchio e fate cuocere una decina di minuti. Quando togliete dal fuoco metteteci una noce di burro. Apposto, fatta anche questa.

Voto: 6 e mezzo
 
Adesso che ci penso potrei mettere i carciofi sopra la focaccia... peccato che mr. Geom non gradisce i carciofi (ma come si fa??) del resto come non gradisce quasi tutto quello che è di colore verde o che sa di verdura. A meno che non sia camufatto. Del tipo, se gli dai le melanzane così, storce il naso. Se gliele metti dentro una pasta sfoglia con la salsiccia è contento. O gli spinaci: da soli non li mangia, dentro uno sformato con del prosciutto si. O ancora meglio, affogati con dei formaggi, cosa che ha scoperto da poco, purtroppo per me. Si perché nei pochi giorni dell'anno in cui sono a dieta, io mi mangio gli spinaci conditi con un filo d'olio e un po' di limone (giusto per non sprecare il ferro che ci sta dentro), e lui “mi fa compagnia”, o almeno così dice. Mangia gli spinaci, si, ma ci mette dentro 4 sottilette, il parmigiano e altri formaggi vari ed eventuali che abbiamo in frigo. E questo è uno dei momenti in cui decido di abbandonare la dieta. 
Alla prossima!

sabato 26 ottobre 2013

FraCooksJamie: Tagliatelle with baby courgettes and Pork chops with pesto and mashed potato

[Colonna sonora del post: Abba - Dancing Queen]

Ditemi che succede anche a voi. Che anche voi siete quelli de “Da lunedi inizio tutto per bene”.
Da lunedi prometto che mi metto a dieta. Da lunedi prometto che mi metto a studiare seriamente. Da lunedi prometto che terrò più ordinata casa. Da lunedi prometto che mangerò più sano. No, l'ultima non l'ho mai detta seriamente. Per me il concetto di dieta non è legato a mangiare più sano ma continuare a mangiare quello che mangio ma di meno.
Dai si, insomma, le promesse del lunedi. Io ci vivo di queste promesse.

Capitolo 1: la Dieta
Puntualmente di lunedi mi ripropongo di diminuire la quantità. Allora inizio dal pranzo, invece di 100 g di pasta passo a 70 g. Ovviamente con sughi di salsiccia e panna, ma cmq sempre 70 g di pasta. A cena un po' di carne con qualche verdura. E passa lunedi.
Martedi solitamente prosegue bene, poi però esco e mi faccio una bevuta. Il giorno dopo magicamente ho preso mezzo chilo. E allora mi dico “Ma che cavolo, a questo punto mi mangio un etto di pasta e non vado a bere!”.
E allora mercoledi mi mangio un etto di pasta a pranzo. A merenda mi prende fame e così mi tocca per forza finire quei 4 cupcake avanzati dal giorno prima. E vi assicuro che non è una scelta mia, sono i cupcake che vogliono farsi mangiare! Stanno lì, che mi dicono “Ma perché gli altri 14 li avete mangiati e a noi non ci mangia nessuno? Siamo molto tristi... Forse siamo più cattivi degli altri?”. Ci vuole un cuore di pietra per lasciarli lì. Io invece, che il cuore ce l'ho fatto di morbido impasto rosa per cupcake, non ce la faccio proprio e, mossa a commozione, me li pappo tutti prima di cena. A cena avevo programmato un po' di pesce al forno con qualche pomodorino. Ma dopo 4 cupcake, chissà perché, la fame invece di passarmi mi viene ancora di più. Inizio pensando che ho quella salsiccia avanzata dal sugo del giorno prima e che ci potrei farcire i pomodorini. Pomodorini, salsiccia, sopra un po' di molliche di pane, mi sembra un'ottima idea, e chissenefrega se salsiccia e merluzzo al forno non ci dicono per niente. Il giorno dopo ho preso un altro mezzo chilo.
Giovedi sono di nuovo animata di buoni propositi. Eh si perché se avete abbandonato la dieta, non c'è giorno migliore di giovedi per riniziare, di venerdi no di sicuro dato che “né di venere né di marte ci si sposa né si parte”. E i proverbi bisogna sempre seguirli, si sa, per non incorrere nelle ire funeste di Zeus con i suoi fulmini e saette. Quindi giovedi riparto, con un chilo in più, ma con la determinazione del lunedi. Colazione e pranzo perfetti, a merenda non ho nemmeno fame e qui faccio l'errore più grosso: non mangio niente. Arrivata a cena ecco il disastro. Avevo programmato una bella zuppa depurativa di legumi, ma la sera prima, presa dalla foga dei pomodorini con la salsiccia, mi sono dimenticata di mettere il tutto a bagno. Guardo la confezione con aria avvilita pensando “40 minuti di cottura dopo 12 ore di ammollo?? Ma io ho fame!”. Mi giro con gli occhi da cerbiatto verso Mr. Geom, che cerca invano di farmi mantenere le diete (anche se senza successo) e, sbattendo le ciglia (che prima avevo anche allungato con un bel mascara supervolumizzante, per ottenere un effetto ancora più convincente) sussurro “Amore, che ne dici se prendiamo una pizza?”. Lui sconsolato risponde “Va bene, ne prendi una con le verdure?” e io “Ma certo, prendo la Royal, quella con i funghi (verdura), il tartufo, la salsiccia e le scaglie di parmigiano. Ah si, che dici, faccio l'aggiunta di prosciutto crudo?”. E il venerdi mi ritrovo con 1 chilo in più.
Il fine settimana passa con buoni propositi sul lunedi successivo. Mi ripeto che sabato e domenica farò la brava per non arrivare troppo appesantita all'inizio della settimana, ma come d'incanto sbucano fuori inviti a pranzo dai genitori, nonni, zii, inoltre mi accorgo che la panna che avevo usato per il sugo di lunedi sta scadendo e quindi devo usarla, che in realtà avevo altre 2 salsicce da finire e che sabato sera ho gente a cena e quindi devo fare un dolce, per gli altri, che io non toccherò di sicuro, perché a parte panna, salsiccia, prosciutto e formaggi, ci tengo a tenermi leggera. Ovviamente dopo cena mi mangio metà dolce da sola.
Arriva il lunedi successivo che ho preso 3 chili.

Cosa c'entra tutto questo con le ricette di oggi di Jamie? Niente, assolutamente niente. Ma mi andava di raccontarvi delle mie diete del lunedi. La prossima volta vi racconterò del mio qualcosaltro-del-lunedi.


Saltando di palo in frasca quindi, eccovi delle buonissimi Tagliatelle with baby courgettes, lemon and basil. Come sempre, è più un'idea che una vera e propria ricetta: cuocete le tagliatelle e le condite con un sugo fatto con olio, zucchine (Jamie dice baby, io ho usato le adult, quelle normali insomma), un po' di succo di limone e basilico. La foto fa schifo, ancora non avevo imparato bene a fare la pasta fresca, vedrete più in là la differenza!

Voto: 6 e mezzo (giusto perché non è niente di speciale, cioè la pasta con le zucchine me la faccio in uno di quei lunedi di dieta...)


Ecco, questa è stata una scoperta. Sono le Pork chops with Thyme, lemon and pesto. Non so voi ma io non davo un minimo di fiducia alla carne con il pesto. E invece... per prima cosa mi ha dato l'occasione di fare, per la prima volta in vita mia, il pesto a mano. E dato che io non sono di sicuro un vampiro (adoro l'aglio) l'ho potuto fare a mio gusto (intossicando Mr. Geom che si, gli piace ma una volta è stato morso da Edward, quindi è un mezzo vampiro) ed era buonissimo! Per fare questa bontà, cuocete delle belle fette alte di maiale, Jamie dice di farle cuocere più o meno 4 minuti per parte (ovviamente dipende dallo spessore), e fatele riposare qualche minuto. Mi raccomando a non stracuocerle, altrimenti vi perderete tutto il gusto! Poi fate la Pesto sauce (cioè il pesto, con la ricetta che preferite) e lo mettete sopra alle fettone di maiale. Una delizia!! Ho anche completato tutto con le Mashed potato, cioè bollite le patate in acqua salata e le schiacciate. Tutto insieme è una delizia!

Voto: 8 e mezzo (quasi 9!)

Ah, se pensate che quello che vi ho raccontato sopra non è vero, venite a vedere la mia pagina FB: Polpette Rosa, oggi è sabato e, come vi avevo detto, ho gente stasera e quindi c'è un dolce in preparazione! Che io non mangerò di certo.....

venerdì 25 maggio 2012

Ricette di settembre 2011

Altro aggiornamento dove ho molto poco da dire, vorrei solo togliermi di dosso tutte queste ricette passate e dedicarmi un pò di più a quelle di adesso. Non è nemmeno uno di quei periodi brillanti in cui con un niente riesco a scrivere a vanvera per ore, speriamo che passi presto anche perché così quasi non mi riconosco.
Quindi passo subito alle ricette che ho fatto nel lontano settembre scorso.
Questo è molto semplice: un brodo di verdure. Adesso che ci penso, mi chiedo perché lo faccio così raramente (in pratica quasi mai) dato che è così semplice, e poi non è che ogni volta si deve fare con le stesse verdure, basterebbe buttare dentro l'acqua una manciata di cose verdi e arancioni che si trovano in giro per il supermercato. Poi le minestre mi piacciono molto, quindi non capisco proprio perché mi ostino a usare quei dadi... Ah si, questa è la ricetta numero 58 di Jamie, il vegetable stock!
Invece queste sono delle buonissime crespelle con dentro del radicchio. Che poi non capisco perché c'è chi le chiama crespelle e chi le chiama crepe, forse dipende da chi è più nazionalista e chi invece parteggia per i nostri vicini francesi. Pensandoci bene allora, dato il mio amore per i francesi (o meglio per i mezzi francesi che però lavorano in Italia) cambierei il nome della ricetta con uno più esatto: crêpes al radicchio.Molto buone anche se ovviamente la classica versione con la Nutella non la batte nessuno!
Passiamo ad un'altra ricetta di Jamie che quindi è la numero 59, il buttered mashed potatoes: patate schiacciate con il burro. Semplice ma efficace. Certo che sarà più di una anno che ho iniziato a fare le ricette di Jamie e ancora non sono nemmeno a metà del suo primo libro...
Questa invece è una ricetta presa da un blog, più precisamente dal blog di Vaniglia, ho seguito fedelmente la sua ricetta quindi non vi resta che andare a leggerla e provare a fare queste delizie! Sono delle quiche (giusto per rimanere in tema Vive la France) allo scalogno caramellato, veramente ottime!
Ed ecco l'ultima foto, questo è il tonno di coniglio. No, non c'è il tonno dentro, c'è il coniglio fatto come il tonno sott'olio. Non vi sto a raccontare le mie disavventure con il metodo della conservazione sotto vetro, metodo in cui sono del tutto incapace. Avrò letto mille cose a riguardo perché sono terrorizzata dal botulino, o meglio della tossina del battere clostridium botulinum (oggi francese, latino, mi sento poliglotta!), non del Botox che in pratica usa lo stesso principio della tossina. Insomma, io e B-clostri non andiamo d'accordo (ma penso che vada d'accordo con poche persone ancora vive) e quindi non vorrei che finisse dentro a dei barattoli dove poi ci metto delle cose che mangerò. Quindi ho sterilizzato il vasetto per mezz'ora nell'acqua bollente, l'ho fatto raffreddare nell'acqua e poi l'ho riepito. Poi non contenta l'ho ribollito un'altra volta. Fosse stato per me l'avrei ribollito altre 5-6 volte per un totale di 72 ore ma qualcuno vicino a me mi ha detto che se l'avessi fatto si sarebbe messo a cercare un manicomio (anche abusivo) rimasto aperto e che se non l'avesse trovato avrebbe passato il resto della sua vita a battersi per far approvare una legge per riaprire i manicomi. Alla fine ho ceduto, anche se prima di mangiarlo ho aspettato che il mio ricattatore ne mandasse giù un pezzo prima di me, non si sa mai che B-clostri fosse lì in agguato...

Bene, la prossim a volta passeremo direttamente ad ottobre! A presto!

venerdì 21 ottobre 2011

Recipe 45: Buttered mashed potatoes e La tecnologia

Come sempre lascio passare anni e anni tra un aggiornamento e l'altro, ma dovete credermi, non dipende da me ma dal mostro cattivo che mi tiene prigioniera su un'isola deserta, senza mangiare, bere e, cosa più importante, senza internet e cellulare. Insomma, passi il cibo e l'abbeveraggio, ma senza internet e cellulare sei fuori dal mondo. No, adesso non partirà un'invettiva su come la nostra società sia ormai diventata schiava di Facebook, dei telefonini, ecc, soprattutto perché io ci sono dentro fino al collo. Internet mi piace da morire, non potrei immaginare la mia vita senza, FB è pieno di quei giochi così carini e che ti fanno perdere una marea di tempo, la tv fa sempre un sacco di programmi che mi piacciono, quindi perché essere ipocriti e iniziare a dire che siamo troppo schiavi della tecnologia? Come ogni cosa penso sempre che l'importante sia usare tutto nella giusta misura. Ah si, a parte i cellulari, di quelli potrei farne tranquillamente a meno, anzi, li odio con tutta me stessa. A parte il fatto che secondo me sono fatti apposta per essere dimenticati da qualche parte, o per volare senza motivo fuori delle tasche, fare voli chilometrici e andare a finire su uno spigolo. Non so se solo il mio ha questi istinti di suicidio, fatto sta che quando sono in macchina mi capita di tenerlo sopra alle gambe e quando devo uscire dimentico puntualmente di averlo lì sopra, esco dalla macchina e il mio cell salta fuori prima di me andando a sfracellarsi per terra. E vabbé, in pratica evviva internet e abbasso i cellulari!

Dopo tutto questo tempo magari uno si aspetta una bella ricetta complicata, e invece no, ecco che vi ritrovate con un purè. Chi è che non sa fare un purè? In realtà però questo non è proprio un puré, è pure più semplice: sono patate schiacciate e burro. Ma soprattutto adesso che arriva il freddo, volete mettere una bella ciotola fumante di questa soffice morbidosità? E se proprio volete esagerare, io direi di scioglierci dentro un pò di parmigiano/emmental/sottiletta/qualsiasi formaggio vi piaccia, e vi ritroverete in pratica con un ottimo piatto unico da gustare in una bella ciotolona, sopra al divano, avvolti in una coperta morbidosa mentre guardate la tv. Gnammi!

E saltando di palo in frasca, come al mio solito, ecco le ultime foto della mia casetta, dove ormai sto da un bel pezzetto, ma sapete che continuo ad essere tremendamente indietro con gli aggiornamenti...
Ecco qui Sergi e mio padre che mi montano il mio comò! E per fortuna, perché io sono completamente negata per qualsiasi lavoro di tipo manuale...
E qui ecco mia madre che mi monta la tenda! E anche qui PER FORTUNA dato che io odio le scale!

Anche per oggi direi basta, vado a sfogliarmi il mio nuovo libro di cucina, Nigella Express! Giusto per aggiungere un altro mattoncino alla mia immensa libreria di libri di cucina!

venerdì 15 luglio 2011

Recipe 35: Slow-cooked artichokes, sweet cherry tomatoes, thyme and basil

A tutti sarà capitato di assistere a scene in cui, quando si è in fila da qualche parte, qualcuno ti passa davanti. Ecco, è una cosa che non sopporto. Ascoltare persone che si lamentano del tempo passato a fare una coda è una delle cose che mi esaspera di più. E purtroppo tutte le volte che devo fare un qualche esame all'ospedale, c'è sempre il gruppetto di persone che stanno una o due ore a lamentarsi del tempo che passa. E ovviamente c'è sempre lo sveltone di turno che, con una scusa o con l'altra, riesce a passare davanti agli altri. Chi tira in ballo la figlioletta che non mangia da 6 ore, chi doveva andare a fare spesa e ormai non fa più in tempo, chi ha chiesto solo un'ora di permesso dal lavoro, chi addirittura minaccia di chiamare i carabinieri. Ma stiamo scherzando? Capisco che un'ora e mezzo di ritardo è una cosa abbastanza spropositata, ma questo di sicuro non ci autorizza a prendercela con le infermiere che stanno di turno o a tirare in ballo i mille impegni che ognuno di noi ha. E ieri tra la folla c'era un "simpatico" vecchietto che è stato tutto il tempo a lamentarsi, a dire che era dalle 14.30 che aspettava e alla fine viene fuori che aveva appuntamento alle 17! Il bello è che mentre inveiscono contro non si sa chi, cercano in giro sguardi di approvazione, cosa che trovano molto facilmente dato che anche gli altri non vedono l'ora di lamentarsi, mentre quando guardano nella mia direzione io sorrido e mi giro da un'altra parte. Questo è un chiaro esempio di maleducazione da parte delle persone, una cosa che non ho mai sopportato. C'è una coda, un ordine di prenotazione? Deve essere rispettata. Punto. Quelli che mi fanno più ridere sono i vecchietti in pensione: ma cosa avrai mai da fare a casa? Stai lì, fai due chiacchiere con chi ti sta vicino e ti sei risolto la giornata. Bo, io tutta questa cosa di avere fretta non l'ho mai capita.
Probabilmente cucinare aiuta: tanti impasti, tante lavorazioni esigono calma e pazienza. Non puoi avere fretta e quindi impari ad aspettare.
Ok, questo non c'entra granché con la ricetta di oggi, anche se il nome ha qualcosa a che fare con la lentezza: Slow-cooked artichokes, sweet cherry tomatoes, thyme and basil. Altra ricetta di Jamie, altra ricetta semplicissima. Pulite i carciofi e tagliateli in 4, cuoceteli in padella per 4-5 minuti con un pò di succo di limone, aglio e timo e poi metterli in una teglia con qualche pomodorino ciliegia condito con olio, basilico, sale, pepe e peperoncino. Mettete tutto in forno per una quarantina di minuti e alla fine avrete un ottimo contorno! Jamie voleva pomodorini ciliegia rossi e gialli ma io quelli gialli non li ho mai visti... potrei anche piantarli ma questo avrebbe fatto slittare la ricetta di qualche mesetto...

Se volete la ricetta per intero lasciatemi una richiesta nei commenti!

lunedì 25 aprile 2011

Recipe 27 e 28: Spicy roasted squash e Spicy squash risotto with thyme and mascarpone

Ci credete che fino a quando non ho fatto queste due ricette non avevo mai mangiato una zucca arancione? Non so perché ma mi hanno sempre fatto un certo effetto. Forse èerché sapevo che le zucche vengono usate anche per fare i dolci e io non amo particolarmente i gusti del tipo dolce-salato (con l'eccezione della cucina giapponese, dove comunque quando si aggiunge lo zucchero il tutto rimane sempre ben bilanciato). Tempo fa avevo mangiato una zucca ma non era arancione, era più simile a una zucchina gigante e in realtà non mi ero nemmeno accorta che fosse una zucca perché mia nonna, preoccupata che non mangiassi una zucca, non mi aveva detto niente e io pensavo che fosse una patata morbida! Ovviamente dopo averle detto che era buonissima mi ha detto che era una zucca...
 Comunque, una zucca arancione non l'avevo proprio mai mangiata, mi faceva troppo senso. Ma a Jamie non si dice di no e quando è capitata questa ricetta mi sono fatta forza e l'ho comprata. E via con la preparazione della zucca arrosto! All'inizio la parte più divertente, pestare tutti i semini nel mortaio, una delle cose che amo di più fare: semini di coriandolo, di finocchio, pepe, peperoncino, origano e aglio. Poi si travasa tutto sulla zucca tagliata, si aggiunge l'olio e si condisce per bene. Tutto in forno per una mezzora o per il tempo che ci vuole a renderla morbida e... amore a primo profumo!

La sentivo già, dentro il forno, che mi sarebbe piaciuta tantissimo. Appena pronta sono riuscita a salvarne giusto lo stretto necessario per fare il risotto, il resto me lo sono mangiato tutto. E io che facevo la schizzinosa! 27 anni persi a pensare che la zucca non mi piacesse, che spreco di tempo! I 2-3 pezzetti di zucca che sono riuscita a salvare dalla mia fame famelica zuccosa sono finiti dritti dritti nel risotto: si cuoce il risotto, all'inizio si aggiunge metà zucca senza pelle e tritata, alla fine si aggiunge l'altra meta lasciata con la pelle e tritata e  2 cucchiai di mascarpone. Veramente divino!
Chi fosse interessato alla ricetta completa basta lasciare una richiesta nei commenti!

venerdì 22 aprile 2011

Recipe 26: Pan-cooked artichokes with lemon, thyme and garlic

Queste vacanze di pasqua sono un pò strane per me. Sono abituata al pranzo di pasqua in famiglia ma quest'anno, chi per una ragione chi per un'altra, siamo tutti sparpagliati. Quindi non mi sento molto pasquale... e vabbè, ce ne faremo una ragione.
Una bella notizia però arriva dall'uni: finalmente ho preso un bel voto! E purtroppo non mi sono potuta dare alla cucina dato che i 3 giorni prima di pasqua dovrei stare a dieta, così potrò papparmi in santa pace il pranzo di domenica e di lunedi!
Intanto però vi faccio vedere la ricetta numero 26 presa dal primo libro di Jamie Oliver. Una ricetta verdurosa, quindi non molto da me. Però devo ammettere che i carciofi sono la mia verdura preferita, cotti in qualsiasi modo. E oltre ad essere buoni i carciofi sono ipocolesterolemizzanti cioè fanno produrre meno colesterolo. In realtà qualche anno fa non mi piacevano così tanto, chissà cos'è successo che mi ha fatto innamorare così dei carciofi! E giusto per completezza mi piace anche il Cynar, cioè il liquore al carciofo! Insomma, mettetelo come vi pare ma il carciofo mi piace!
Ma veniamo alla ricetta, molto lunga e laboriosa... no scherzo, è semplicissima! La parte più difficile è pulire i carciofi, quindi pensate che duro lavoro! A me poi è sempre piaciuto pulirli, soprattutto togliere quella bella paglietta dentro.
E vogliamo parlare del colore? Che meraviglia, quel verde così intenso dei gambi è davvero stupendo. Ma come tutte le cose belle tende a sfuggirti subito, infatti se non li metti subito in una bella ciotola con acqua e limone diventano subito neri (vogliamo parlare dell'ossidazione? No grazie, dopo aver dato l'esame di chimica mi sono riproposta di dimenticare tutto quello che aveva a che fare con questa materia ORRIBILE). 
Ma torniamo alla difficilissima ricetta: riscaldate una padella, aggiungete aglio, succo e scorza di limone (immancabile), il timo, i carciofi, il vino, mettete il coperchio e fate cuocere una decina di minuti. Aggiungete una noce di burro, fate riposare un paio di minuti e il gioco è fatto. Buonissimi, come tutto quello che viene fuori dai libri di Jamie!

domenica 20 febbraio 2011

Recipe 22, 23 e 24: Pork Chop with Thyme, Lemon and Pesto, Pesto Sauce, Mashed Potato

Rieccomi già qui, complice la mia totale mancanza di voglia di studiare! Vengo a parlarvi di una ricetta che mi fa ancora venire l'acquolina in bocca ogni volta che ci ripenso, una delle cose più buone che abbia mai cucinato in vita mia: Pork Chops with Thyme, Lemon and Pesto servito con Mashed Potato. Una delizia, una vera e propria delizia. E a dire la verità non ci sarebbe nemmeno molto da dire sulla preparazione ma devo pur commentare le foto!

La carne: rigorosamente presa dal macellaio, soprattutto perchè deve essere bella spessa. Penso che Jamie la volesse ancora più spessa nella sua ricetta dato che specificava che doveva essere alta come 2 braciole normali. Ma io sono un pò timidina e dal macellaio ho solo detto che le volevo un pò alte. Arrivati a casa fatele marinare con timo, aglio, pepe, sale e limone (onnipresente nella cucina di Jamie!): poi in padella per circa 4-5 minuti per lato. Ho sempre paura quando cucino la carne perché mi diventa dura, però non posso mangiarla mezza cruda (brutti ricordi di una carne poco cotta e della successiva notte passata al pronto soccorso che preferirei visitare in veste di futuro medico più che in quella di paziente con intossicazione alimentare). Insomma questi 4-5 minuti per lato mi sembravano proprio pochi per una carne così spessa: scusa Jamie, come ho potuto dubitare della tua somma conoscenza in fatto di cibo? Non lo so, dopo 21 ricette ancora ho osato dubitare, sono proprio pessima! Alla fine ovviamente erano perfette: merito forse di quei 5 minuti di riposo (sempre consigliati da Jamie) non so, ma era cotta, morbida, succosa, saporita, ottima insomma.

Pesto: carne e pesto? Accoppiata particolare, almeno a casa mia. Il pesto lo mangio poco anche nella pasta, figuriamoci nella carne. E dal giorno delle pork chops with pesto ho capito perché lo mangiavo poco il pesto: perché non me lo facevo da sola. Cioè non è che a casa lo comprano confezionato (a volta si), lo fa mia zia. Per carità è buono, ma fatto con le mie manine acquista un sapore unico. Posso farlo a mio piacimento, tanto per cominciare: mi piace con più aglio, posso metterne di più; mi piace con più parmigiano, posso metterne di più; mi piace con più pinoli, posso metterne di più (se non me li sono già mangiati tutti). Poi è tanto bello pestare tutto con il mio bel mortaio, guardare gli ingredienti che si fondono insieme... insomma una rivelazione!

Voto 10+ al pesto!
Mashed potato: non ci spreco più di due parole. Fate bollire le patate e passatele allo schiacciapatate (strumento che non riesco MAI ad usare, quindi ho sempre bisogno di aiuto!).
Pranzo veramente perfetto, pappato nel giro di 2 minuti per quanto era buono!