Qualche giorno fa girovagavo per i blog di cucina e ho trovato un contest, in cui si doveva cucinare qualcosa di english. Il termine del contest era vicino però mi sono detta "ma dai, su, proviamoci lo stesso, sono piena di libri di cuochi inglesi da dove prendere qualche ideuzza". Allora mi sono messa a sfogliare i libri di Nigella, di Jamie, di Gordon... volevo sfogliare anche quello di Heston Blumenthal ma poi ho pensato che non avrei mai avuto tempo di fare una ricetta delle sue dato che solo per fare il brodo ti ci vuole una giornata intera.
Alla fine ho optato per una Pie, diciamo una English pie perché non ho ancora ben capito quale delle tante varianti ho fatto. Lo spunto l'ho preso da Jamie Oliver, che proponeva una classica Shepherd's pie, quella con il macinato sotto e le patate pureose sopra. Poi ho pensato che per farla più croccante avrei potuto mettere, sopra alle patate pureose, delle molliche di pane tostate, e allora ho scoperto che in realtà questa Pie esiste già e si chiama Cumberland pie. Poi però era domenica e io il macinato ce l'avevo pure, ma mi serviva per fare delle polpette. Allora ho preso delle fettine di vitello e le ho tagliate a striscioline, poi ho aggiunto i piselli, così non sapevo più se chiamarla Shepherd's pie, Cumberland pie o chissà in quale altro modo.
Comunque era ottima, quindi eccovi la mia versione di una English pie!
Ps: se vi va di fare un giro nel mio mondo dolcioso vi lascio anche il sito del mio blog di dolci: Nekocake Bakery << cliccate!!
ENGLISH PIE
INGREDIENTI (per 3-4 persone)
1 cipolla
1 carota
olio
30 g di burro
sale e pepe
timo secco
350 g di fettine di vitello tagliate a striscette
1 cucchiaio di farina
la scorza grattugiata di 1/2 limone
1 cubetto di brodo
4-5 bicchieri di birra
500 g di patate
latte
200 g di funghi
200 ml di panna
80 g di piselli
50 g di pane
100 g di formaggio tipo Gouda
Pulire la cipolla e la carota e tagliarle a dadini di circa 1 cm. Cuocerle in una padella con olio e burro, aggiungendo sale, pepe e timo, per una decina di minuti. Aggiungere il vitello, i piselli, il cucchiaio di farina e il cubetto di brodo. Cuocere un paio di minuti e aggiungere la birra. Portare a ebollizione e lasciar sobbollire per circa un'ora. Nel frattempo lessare le patate in acqua salata, per 15 minuti, scolarle e schiacciarle. Aggiungere un pò di latte e un pò di burro.
Tagliare i funghi a cubetti e, quando mancano 10-15 minuti alla fine della cottura della carne, aggiungerli al resto, insieme alla panna. Finire di cuocere e alla fine trasferire tutto in una pirofila. Mettere la purea di patate sopra alla carne e stenderla bene sopra.
Sbriciolare il pane e tostarlo per un paio di minuti, aggiungere il formaggio tagliato a dadini e mettere tutto sopra le patate. Infornare a 180°C per circa mezz'ora (fino a che il formaggio non si scioglie).
Buon appetito!
Con questa ricetta partecipo a questo contest:
Eccovi il link del contest: qui
Ed eccovi il link della pagina FB di Salter: qui
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martedì 29 gennaio 2013
venerdì 25 maggio 2012
Ricette di settembre 2011
Altro aggiornamento dove ho molto poco da dire, vorrei solo togliermi di dosso tutte queste ricette passate e dedicarmi un pò di più a quelle di adesso. Non è nemmeno uno di quei periodi brillanti in cui con un niente riesco a scrivere a vanvera per ore, speriamo che passi presto anche perché così quasi non mi riconosco.
Quindi passo subito alle ricette che ho fatto nel lontano settembre scorso.
Questo è molto semplice: un brodo di verdure. Adesso che ci penso, mi chiedo perché lo faccio così raramente (in pratica quasi mai) dato che è così semplice, e poi non è che ogni volta si deve fare con le stesse verdure, basterebbe buttare dentro l'acqua una manciata di cose verdi e arancioni che si trovano in giro per il supermercato. Poi le minestre mi piacciono molto, quindi non capisco proprio perché mi ostino a usare quei dadi... Ah si, questa è la ricetta numero 58 di Jamie, il vegetable stock!
Invece queste sono delle buonissime crespelle con dentro del radicchio. Che poi non capisco perché c'è chi le chiama crespelle e chi le chiama crepe, forse dipende da chi è più nazionalista e chi invece parteggia per i nostri vicini francesi. Pensandoci bene allora, dato il mio amore per i francesi (o meglio per i mezzi francesi che però lavorano in Italia) cambierei il nome della ricetta con uno più esatto: crêpes al radicchio.Molto buone anche se ovviamente la classica versione con la Nutella non la batte nessuno!
Passiamo ad un'altra ricetta di Jamie che quindi è la numero 59, il buttered mashed potatoes: patate schiacciate con il burro. Semplice ma efficace. Certo che sarà più di una anno che ho iniziato a fare le ricette di Jamie e ancora non sono nemmeno a metà del suo primo libro...
Questa invece è una ricetta presa da un blog, più precisamente dal blog di Vaniglia, ho seguito fedelmente la sua ricetta quindi non vi resta che andare a leggerla e provare a fare queste delizie! Sono delle quiche (giusto per rimanere in tema Vive la France) allo scalogno caramellato, veramente ottime!
Ed ecco l'ultima foto, questo è il tonno di coniglio. No, non c'è il tonno dentro, c'è il coniglio fatto come il tonno sott'olio. Non vi sto a raccontare le mie disavventure con il metodo della conservazione sotto vetro, metodo in cui sono del tutto incapace. Avrò letto mille cose a riguardo perché sono terrorizzata dal botulino, o meglio della tossina del battere clostridium botulinum (oggi francese, latino, mi sento poliglotta!), non del Botox che in pratica usa lo stesso principio della tossina. Insomma, io e B-clostri non andiamo d'accordo (ma penso che vada d'accordo con poche persone ancora vive) e quindi non vorrei che finisse dentro a dei barattoli dove poi ci metto delle cose che mangerò. Quindi ho sterilizzato il vasetto per mezz'ora nell'acqua bollente, l'ho fatto raffreddare nell'acqua e poi l'ho riepito. Poi non contenta l'ho ribollito un'altra volta. Fosse stato per me l'avrei ribollito altre 5-6 volte per un totale di 72 ore ma qualcuno vicino a me mi ha detto che se l'avessi fatto si sarebbe messo a cercare un manicomio (anche abusivo) rimasto aperto e che se non l'avesse trovato avrebbe passato il resto della sua vita a battersi per far approvare una legge per riaprire i manicomi. Alla fine ho ceduto, anche se prima di mangiarlo ho aspettato che il mio ricattatore ne mandasse giù un pezzo prima di me, non si sa mai che B-clostri fosse lì in agguato...
Bene, la prossim a volta passeremo direttamente ad ottobre! A presto!
Quindi passo subito alle ricette che ho fatto nel lontano settembre scorso.
Questo è molto semplice: un brodo di verdure. Adesso che ci penso, mi chiedo perché lo faccio così raramente (in pratica quasi mai) dato che è così semplice, e poi non è che ogni volta si deve fare con le stesse verdure, basterebbe buttare dentro l'acqua una manciata di cose verdi e arancioni che si trovano in giro per il supermercato. Poi le minestre mi piacciono molto, quindi non capisco proprio perché mi ostino a usare quei dadi... Ah si, questa è la ricetta numero 58 di Jamie, il vegetable stock!
Invece queste sono delle buonissime crespelle con dentro del radicchio. Che poi non capisco perché c'è chi le chiama crespelle e chi le chiama crepe, forse dipende da chi è più nazionalista e chi invece parteggia per i nostri vicini francesi. Pensandoci bene allora, dato il mio amore per i francesi (o meglio per i mezzi francesi che però lavorano in Italia) cambierei il nome della ricetta con uno più esatto: crêpes al radicchio.Molto buone anche se ovviamente la classica versione con la Nutella non la batte nessuno!
Passiamo ad un'altra ricetta di Jamie che quindi è la numero 59, il buttered mashed potatoes: patate schiacciate con il burro. Semplice ma efficace. Certo che sarà più di una anno che ho iniziato a fare le ricette di Jamie e ancora non sono nemmeno a metà del suo primo libro...
Questa invece è una ricetta presa da un blog, più precisamente dal blog di Vaniglia, ho seguito fedelmente la sua ricetta quindi non vi resta che andare a leggerla e provare a fare queste delizie! Sono delle quiche (giusto per rimanere in tema Vive la France) allo scalogno caramellato, veramente ottime!
Ed ecco l'ultima foto, questo è il tonno di coniglio. No, non c'è il tonno dentro, c'è il coniglio fatto come il tonno sott'olio. Non vi sto a raccontare le mie disavventure con il metodo della conservazione sotto vetro, metodo in cui sono del tutto incapace. Avrò letto mille cose a riguardo perché sono terrorizzata dal botulino, o meglio della tossina del battere clostridium botulinum (oggi francese, latino, mi sento poliglotta!), non del Botox che in pratica usa lo stesso principio della tossina. Insomma, io e B-clostri non andiamo d'accordo (ma penso che vada d'accordo con poche persone ancora vive) e quindi non vorrei che finisse dentro a dei barattoli dove poi ci metto delle cose che mangerò. Quindi ho sterilizzato il vasetto per mezz'ora nell'acqua bollente, l'ho fatto raffreddare nell'acqua e poi l'ho riepito. Poi non contenta l'ho ribollito un'altra volta. Fosse stato per me l'avrei ribollito altre 5-6 volte per un totale di 72 ore ma qualcuno vicino a me mi ha detto che se l'avessi fatto si sarebbe messo a cercare un manicomio (anche abusivo) rimasto aperto e che se non l'avesse trovato avrebbe passato il resto della sua vita a battersi per far approvare una legge per riaprire i manicomi. Alla fine ho ceduto, anche se prima di mangiarlo ho aspettato che il mio ricattatore ne mandasse giù un pezzo prima di me, non si sa mai che B-clostri fosse lì in agguato...
Bene, la prossim a volta passeremo direttamente ad ottobre! A presto!
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lunedì 28 giugno 2010
Brioche tipo pugliese + Soddisfazioni zenzerose
Intanto inizio con una bella notizia, cioè ho fatto una specie di pre-iscrizione all'alberghiero!! Adesso devo solo attendere la riunione e poi potrò iscrivermi! Evviva!
A parte questo gli ultimi giorni sono stata poco bene, per fortuna mi sono ripresa proprio ieri, in tempo per le mie ricette settimanali! E mi sono proprio data da fare preparando un pranzetto a base di zenzero. Ma per sapere il resto dovrete aspettare perchè non ho ancora finito di preparare le foto, anzi, purtroppo nel menù c'erano dei biscottini allo zenzero che non sono proprio riuscita a fotografare... ne avevo fatti parecchi, quindi mi sono detta che avevo tempo per fotografarli, invece poi ho invitato due amici che si sono spazzolati tutto nel giro di 5 minuti! Ovvio che la soddisfazione è stata parecchia dato che o sono stati senza mangiare per una settimana (e per una dei due posso dire con certezza che non è così!) o i miei biscottini erano proprio buoni! Però volevo la fotina... mi toccherà rifarli... meglio, così posso finire la confezione di zenzero che stazionava nella dispensa da parecchio ormai!
Ma oggi si parla d'altro dato che la ricetta è una brioche tipo pugliese, o almeno così c'era scritto nel libro dell'enciclopedia della cucina italiana da dove l'ho presa. E' una di quelle brioche semidolci che non ho ancora capito se in realtà mi piacciono o no. Di solito non amo molto mischiare dolce e salato (non sono nemmeno una grande fan di pane e nutella, quindi pensate un pò...) però sono sempre pronta a cucinare, e ovviamente anche assaggiare, piatti nuovi.
Questa brioche secondo me diventa migliore con il tempo, nel senso che se siete come me e non resistete a mangiarla appena uscita dal forno questa volta farete meglio a resistere perchè secondo me stomaca un pò. Però se la fate alla sera e ve la mangiate il giorno dopo il gusto è decisamente migliore e ne farete fuori metà senza accorgervene! Ma bando alle ciancie, eccovi la ricetta, modificata leggermente sia nella quantità di zucchero (ne ho messo un pò di meno da quello previsto, e soprattutto non l'ho usato per foderare lo stampo, sostituendolo con della farina) sia nel formato, che prevedeva una brioche alta tipo pizza di formaggio ma che io ho trasformato in brioche bassa per mancanza di stampo adeguato!
INGREDIENTI
500 g di farina
200 g di mozzarella, tagliata a dadini
100 g di prosciutto crudo tagliato a dadini
80 g di burro fuso
100 g di zucchero
30 g di lievito di birra
4 uova
400 ml di latte
sale
PROCEDIMENTO
Imburrare uno stampo di 18-20 cm di diametro dalle pareti piuttosto alte (io non ce l’avevo, ho usato uno stampo normale da 25 cm ma durante la lievitazione l’impasto è leggermente strabordato! Quindi se come me avete solo stampi bassi vi consiglio di usarne almeno uno più largo!) e cospargerlo di farina. Far intiepidire il latte. Sciogliere il lievito in poco latte tiepido. Rompere le uova in una ciotola e aggiungere lo zucchero, il burro fuso, una presa di sale e il lievito sciolto nel latte. Amalgamare tutto e aggiungere poco a poco il resto del latte, continuando a lavorare il composto con un cucchiaio di legno. Distribuire l’impasto nello stampo, versarci sopra la mozzarella e il prosciutto, coprire con uno strofinaccio e far lievitare per circa un’ora e mezzo. Riscaldare il forno a 180° e cuocere la brioche coperta con l’alluminio per 20 minuti, poi togliere l’alluminio e cuocere per altri 20 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e mangiare!
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