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giovedì 20 febbraio 2014

I cartoni animati che ti plagiano la mente e Kartoffelsuppe mit würstel

[Colonna sonora del post: Curiosando nei cortili del cuore]


Io penso di far parte a pieno titolo della generazione “cervello completamente rovinato dalla tv”. Ne sono consapevole ma purtroppo non riesco a farne a meno. E' incredibile pensare a quante serie tv o programmi io sia affezionata. E il problema è che davvero mi plagiano la mente.

Non saprei nemmeno da dove iniziare... forse il tutto è da far risalire all'epoca dei cartoni animati, come Candy Candy e Heidi. Inutile dire che all'epoca (5-6 anni?) avrei tanto voluto avere una capretta e scorazzare per i monti. 
Questa voglia di aria aperta mi passò quasi subito, o meglio, qualche anno dopo, con l'arrivo di Mila e Shiro. Questo cartone probabilmente è il responsabile delle 2 settimane in cui ho provato a giocare a pallavolo, ovviamente con pessimi risultati (io ero quella che si spostava all'arrivo della palla).
Poi mi sono fatta più intraprendente con l'arrivo di Sailor Moon. Non sapete quante volte sono andata alla ricerca di un gatto nero con un cerotto in fronte, che mi trasformasse in una ragazza vestita come una marinaia con delle improbabili acconciature di capelli, solo per poter andare in giro a urlare “Potere del cristallo di luna, vieni a me!”. Sarà per questo che ancora oggi mi piacciono i gatti neri, nel profondo del mio cuore spero che un giorno Nero si libri in volo esclamando “Trasformati in Sailor Moon, dobbiamo andare a combattere i cattivi che vogliono succhiare l'energia dalle persone!”.
Andiamo ancora avanti, e qui iniziano i cartoni animati adolescenziali, i mitici Piccoli problemi di cuore, cartone assurdo dove il problema della protagonista è avere 2 spasimanti stupendi (di cui uno dei due ci abita pure insieme) che sbavano per lei, dove starà il problema, bah, non si sa.
E poi il migliore, il mio cartone preferito in assoluto, tratto dal manga che adoro di più al mondo (si, ve l'avevo detto l'altra volta che da piccola ero una nerd, insieme alla musica facevo anche un'altra cosa da nerd: passavo i sabati pomeriggio in fumetteria a spendere i miei pochi soldi della paghetta in manga): Curiosando nei cortili del cuore. A causa di questo cartone, sono stata convinta per anni che sarei dovuta diventare una stilista. E tra l'altro, dato che rileggevo il manga ogni 2 anni circa, mi faceva venire dubbi sull'università che facevo a intervalli regolari, perché “cavolo, devo mollare quello che sto facendo perché il mio destino è diventare una stilista come Mikako!”.
Questi sono gli ultimi cartoni animati che ho seguito appassionatamente. Poi sono passata ai telefilm e ai programmi di Sky. Ma questi ve li racconto la prossima volta, sennò mi dilungo troppo.

Il punto è che la televisione, quando non ce l'ho, mi manca parecchio. Ed ecco che stavolta vi trovo il nesso con la ricetta di oggi (ogni tanto mi riesce fare questi tentavivi in extremis, che sennò pare sempre che sproloquio e basta!): quando stavo in Austria, era TERRIBILE non avere la tv. Oddio, la tv ce l'avevo ma... in Deutsch! Ma la mia avanzata comprensione del tedesco mi permetteva di capire al massimo Spongebob, quindi ho passato ore e ore a guardare solo quello. Inutile dire che quando spegnevo la tv mi meravigliavo di non essere una spugna che viveva in fondo al mare e la prima cosa che pensavo era “Vorrei un hamburger al Krusty Krab”. Cosa tra l'altro che mi è stata utile su Quiz Duello, dove c'era una domanda a proposito. Della serie, non tutti i programmi incomprensibili tedeschi vengono per nuocere.
Bè, il nesso non era Spongebob ma l'Austria, perché la ricetta di oggi è presa da uno dei miliardi di libri riportati dalla terra del würstel (detta così suona un po' male...) perché, per fortuna, anche se la televisione mi plagia il cervello, dei libri in carta e colla non riesco comunque a fare a meno. Sarà quello che mi salva dalla pazzia totale: tv tv e tv, ma poi mi addormento con un libro sottobraccio.

KARTOFFELSUPPE MIT WÜRSTEL

INGREDIENTI
500 g di patate
3 carote
200 g di sedano rapa
1 porro
1 cipolla
50 g di speck in una fetta
3 cucchiai olio
2 cucchiai di maggiorana
800 ml di brodo
2 cucchiai di creme fraiche
sale e pepe
4 wurstel
erba cipollina

Tagliate le patate a pezzi non troppo grandi, altrimenti ci vuole troppo a cuocerli, diciamo di un paio di centimetri massimo. Tagliate anche le carote, il sedano rapa, il porro e la cipolla, sempre più o meno tutto della stessa dimensione. Tagliate a pezzetti anche lo speck.
Adesso che avete la cucina invasa da dadini di verdura, scaldate l'olio in una padella e soffriggete la cipolla e lo speck, poi aggiungete le carote, il sedano rapa e il porro e cuocete per 5 minuti. Aggiungete le patate, la maggiorana e il brodo e cuocete 15 minuti.
Alla fine, mettete da parte circa un terzo delle verdure e frullate il resto con la creme fraiche. Riaggiungete le verdure che avevate tolto alla zuppa, mettete sale e pepe e aggiungete i wurstel tagliati a rondelle. Scaldate un paio di minuti e servite. Se proprio volete farla all'austriaca dovete necessariamente aggiungere l'erba cipollina, che loro la Schnittlauch la usano come noi il prezzemolo: su tutto.

Ed ora vi lascio, intanto io mi do una pacca sulla spalla perché questa ricetta l'ho fatta un po' di tempo fa e per riscrivere la ricetta ho dovuto ritirar fuori il libro in tedesco. Sorprendentemente ho ritradotto il tutto senza difficoltà! Le ore passate a guardare Spongebob non sono state del tutto inutili!

sabato 14 dicembre 2013

Kartoffelsuppe mit speck e ricordi austriaci

 [Colonna sonora del post: Sido - Bilder im kopf]


Quest'estate, tra agosto e settembre, ho vissuto un mesetto in Austria. Non so se sia giusto dire che ci ho vissuto, diciamo che per come sono andate le cose ci sono stata a fare una vacanza + un breve periodo di lavoro.
L'esperienza mi ha lasciato varie cose, prima tra tutte la consapevolezza che provare a stabilirsi in un paese straniero è più difficile di quanto mi aspettassi. Poi, che stare in un posto dove si conosce molto poco la lingua è davvero snervante. Poi, che alcuni stereotipi sui popoli tedeschi sono veri e altri falsi: non si può certo dire che siano delle persone aperte, anche se dipende da chi incontri e soprattutto da come ti poni tu. Per dire, nel giro di una settimana che frequentavamo un bar, il proprietario ha iniziato ad offrirci da bere. Una cosa che non tutti sanno forse, è che le prese in giro sul tedesco come lingua dura e “sgraziata”, non trovano davvero nessun fondamento, almeno dove sono stata io. Si vede già dai saluti: loro dicono Grüß Gott. Dai, ditemi che non vi immaginate questi tedeschi che lo dicono in modo orribile e facendo delle smorfie! Invece sono di una gentilezza disarmate. Voi entrate in un negozio qualsiasi e vi trovate TUTTI i commessi che, anche quando vi incontrano in giro per i reparti, vi sorridono e vi dicono in modo gentilissimo Grüß Gott. E vogliamo paragonarlo con l'italia? Il nostro ciao sembrerà anche più musicale (tra l'altro comunque lo usano tantissimo anche lì), ma le commesse che ti dicono ciao in un negozio si contano nelle dita di una mano e quelle che lo fanno non usano di certo un tono gentile.

Ma la cosa che mi ha davvero lasciato il viaggio in Austria sono i libri di cucina e la capacità di fare una traduzione decente delle ricette dal tedesco. Il che è stato un vero colpaccio, dato che questi libri sono pieni zeppi di foto invitanti, quasi tutte cose che io definirei “porcate”, dato che la loro cucina non è molto dietetica (in genere). E quindi vi lascio la ricetta di questa Kartoffelsuppe mit speck, un po' particolare perché dentro ha anche il sedano rapa. Non so se sono l'unica (ma non penso), ma per me sa di finocchio.
La cosa bella è che proprio adesso ho riaperto la pagina dove c'è scritta la ricetta per trascriverla e... si è sprigionato un fortissimo odore di finocchio!! Ormai questa pagina sarà segnata per sempre!


KARTOFFELSUPPE MIT SPECK

ZUTATEN (ingredienti) für 2-3:
600 g di patate
150 g di sedano rapa
1 cipolla
1 noce di burro
1 cucchiaio di curry
1 litro (e poco più) di brodo di verdure
150 g di speck tagliato sottile
sale e pepe

Tagliare a dadini le patate e il sedano rapa e affettare la cipolla.
Mettere il burro a sciogliere in una padella, aggiungere le patate, il sedano rapa e la cipolla e cuocere un paio di minuti. Aggiungere il curry e il brodo e cuocere per 15 minuti.
Nel frattempo tagliare lo speck (come preferite) e cuocerlo in un'altra padella per qualche minuto, finché non diventa croccante.
Frullare il resto della zuppa, mettere sale e pepe a piacere e servire spolverando con lo speck croccante.

lunedì 18 febbraio 2013

Käse timbalen e Mangiare all'estero

Ieri sera pensavo alla cucina straniera. Cioè, quando si va all'estero in vacanza, le persone si dividono in quelle che vogliono assaggiare qualcosa di nuovo e quelle che vanno alla ricerca di un ristorante italiano. Inutile dire che io faccio parte del primo gruppo, per me non ha senso andare a mangiare italiano fuori dell'Italia. Ci andrei giusto una volta, per la curiosità di vedere come viene interpretata la nostra cucina in un paese straniero, però non è che starei a lamentarmi di quanto faccia schifo. Mi immagino un cinese in viaggio in Italia che mangia involtini primavera e riso alla cantonese in uno dei nostri miliardi di ristoranti cinesi tutti uguali o un giapponese che cerca i suoi sapori di casa in un ristorante giapponese, magari gestito da cinesi (bleah!).

Per non parlare delle persone che vanno all'estero solo per poter dire che la cucina italiana è la migliore del mondo e che nel paese di cui si è momentaneamente ospiti non sanno cucinare nemmeno un piatto di pasta come si deve o che fa tutto schifo. Io a queste persone dico solo: restate a casa vostra! Io adoro la cucina italiana, penso che non saprei mai resistere per settimane senza farmi una semplice pasta con il pomodoro, ma dalla mia bocca non è mai uscita la frase "la cucina italiana è la migliore del mondo". Forse le persone dimenticano una parola: DIVERSA. La cucina di un paese non deve necessariamente essere migliore o peggiore, il più delle volte può essere diversa dalla propria e non migliore o peggiore. Bo, magari per tanti è una cosa scontata ma poi mi capita di sentire o leggere cose che mi fanno rimanere allibita, di persone che proclamano la superiorità italiana pur rimanendo in paesi stranieri... bah! Non che io abbia viaggiato chissà quanto, ma non mi sono mai lamentata del cibo di un paese.

Parlando in particolare dell'Austria poi, non riesco davvero a vedere cosa avrebbero da invidiare ai nostri piatti tipici. In generale parlo della parte tirolese, che spesso mescolo anche alla parte tirolese italiana, ma tanto i tirolesi italiani si sentono austriaci, quindi per me lassù si può considerare tutta Austria! Comunque la loro cucina è si diversa da quella a cui sono abituata a casa mia, sicuramente molto più pesante, ma ogni volta che sono stata da quelle parti posso assicurarvi che mi sono dimenticata della pasta con il pomodoro, delle olive ascolane e anche dei vincisgrassi che fa mia nonna. E alla fine, tutto questo discorso era per dire che mi dispiace davvero per quelle persone che sono talmente chiuse di mente che non riescono a rilassarsi e a immergersi nella cultura del posto in cui si trovano. Vabbè, da una parte è meglio, più canederli per me =)

Comunque, prosegue il mio viaggio nella cucina classica austriaca, la ricetta di oggi è facile facile, sempre presa dal libro Classic Austrian Cooking, libro che potrebbe essere la versione austriaca del libro di Julia Child. Quindi se volete scoprire questa cucina così poco conosciuta in Italia nonstante la vicinanza (perché diciamocelo, gli austriaci non è che in generale godano molto del nostro interesse), continuate a seguirmi perché questi nostri vicini secondo me hanno qualcosa da insegnarci!

KÄSE TIMBALEN (timballi di formaggio)

INGREDIENTI (per 8 stampini monodose da 140 ml o uno grande da 1 litro)
250 ml di panna
3 uova
80 g di formaggio grattugiato
sale

Portare a bollore la palla e poi toglierla dal fuoco. Mettere nella panna le uova, mischiare, aggiungere il sale e il formaggio. Riempire lo stampo imburrato e cuocere in forno a bagnomaria (basta mettere lo stampo in una teglia e riempirla per metä con l'acqua) a 220°C per 30-40 minuti. Sfornare e mangiare. Buon appetito!

lunedì 21 gennaio 2013

Erdäpfelkoch mit schinken - Sformato di patate e prosciutto

Questo fine settimana sono stata superimpegnata, così tanto che ho deciso di prendermi il lunedi mattina libero dallo studio! E poi mi sono accorta che non avevo ancora postato l'ultima ricetta austriaca che avevo fatto! Non so se ci riuscirò a dire la verità, dato che in questo momento sono circondata dai miei 3 gattacci, uno dei quali ha deciso che vuole contribuire alla stesura del post con le sue zampe lunghe e nere. Provo a spostarlo... niente, allunga le zampe ancora di più, quindi questo post sarà scritto a due mani, ops, una mano e una zampa!
Tornando alla ricetta, la lavorazione non è delle più rapide, però quando l'ho assaggiato sono stata ripagata della mia immensa fatica! Mi ha aiutato molto il fatto di aver preparato altri 3-4 pudding, altrimenti non avrei mai saputo come cuocerlo.
In pratica si deve fare una specie di tortino di patate e uova con dentro il prosciutto e poi metterlo a cuocere... bo, a vapore, a bagnomaria, non so!
Si, forse si doveva cuocere a vapore ma io non sapevo come fare e quindi ho usato la tecnica che ho sempre usato per i pudding: pentolone con l'acqua, straccetto sul fondo, si mette dentro lo stampo con tutto l'impasto (l'acqua deve arrivare a circa metà altezza dello stampo), si mette il coperchio al pentolone e si cuoce! Non so se è il metodo giusto, però è venuto bene!
Non so se anche voi da piccoli avevate il DolceForno, io si, e mi ricordo che facevo spesso la frittatina con il prosciutto. Ecco, appena ho mangiato questo coso mi è subito rivenuta in mente, in pratica come sapore è uguale! O almeno uguale a come me lo ricordo, sono passati vari anni!
Comunque, eccovi la ricetta!
Erdäpfelkoch mit schinken

Ingredienti:
70 g di burro
4 tuorli
1 albume
150 g di patate cotte e schiacciate
150 g di prosciutto crudo tagliato a pezzetti
parmigiano per la spolverata finale

Ammorbidire il burro finché non diventa una crema, aggiungere i tuorli e mescolare. Aggiungere anche le patata schiacciate. A parte, montare l'albume e aggiungerlo all'altro impasto. Alla fine aggiungere il prosciutto a pezzetti. Imburrare uno stampo da pudding, metterci dentro l'impasto, coprirlo con l'alluminio e cuocere a vapore (o con il mio metodo alternativo!). Cuocere per circa 50 minuti, sformare e spolverare con il parmigiano! Buon appetito!

mercoledì 9 gennaio 2013

Gekochtes Rindfleisch

Un pò in ritardo ma... Buon Anno a tutti! Non è che io sia stata particolamente occupata in questo periodo, mi sono semplicemente goduta queste vacanzine prima della ripresa in grande stile delle attività quotidiane. Chissà se quest'anno riuscirò a tenere più aggiornato il blog... vabbè, iniziamo l'anno con un'altra ricettina austriaca, presa sempre dal libro Classic Austrian Cooking, libro al quale mi sto affezionando parecchio. Avevo intenzione di provare a farle tutte le sue ricette, però a un certo punto mi sono imbattuta in qualche difficoltà: alcune sormontabili, altre proprio no.
Per esempio, il capitolo del pesce si apre con una ricetta in cui dovrei cuocere una carpa. Probabilmente in Austria si prendono le carpe nel laghetto dietro casa, ma qui da me proprio non si trova. Forse non è stagione o forse non si trova e basta, quindi per adesso ho deciso di andare avanti. E, devo ammetterlo, questa decisione è stata accolta molto volentieri da me dato che la carpa non era semplicemente da cuocere così, al forno. Tra gli ingredienti figurava l'enigmatica "dark honeycake", che ancora adesso non sono sicura di che cosa sia. Sono partita cercando su internet ma ovviamente mi venivano fuori tutti dolci al miele. Poi ho tradotto honeycake in tedesco, cioè Honigkuchen, e cercandola così ho trovato che si, è una torta al miele, ma qui non si trova. Quindi niente, dovrò aspettare di tornarmene in Austria! Come dicevo, questa cosa mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo perché l'idea di cuocere una carpa con sbriciolata una torta al miele non è che mi ispirava più di tanto...
L'altro problema si è posto quando sono arrivata a un capitolo che iniziava con 4-5 ricette di cervello di manzo: io potrei anche mangiarlo il cervello di manzo, ma di certo non riuscirei mai a cucinarlo. Forse è strano come ragionamento, ma proprio non ci riesco a buttarlo dentro a una pentola d'acqua bollente, o a friggerlo nell'olio. Bleah. Nono, 4-5 ricette depennate.
E arriviamo al capitolo della carne: la prima ricetta del capitolo si chiama Gekochtes Rindfleisch che non è altro che il bollito. Per questo (e anche perché devo tornare all'uni a studiare), non penso che ci sia bisogno della ricetta. L'unica cosa degna di nota e che viene servito con un pò di brodo nel fondo. Per me è una novità, le poche volte che lo mangio, lo mangio asciutto con la maionese. Però con un pò di brodino sotto rimane più tenero e non si asciuga, quindi provateci!
Ps. Non vedo l'ora di arrivare al capitolo sui dolci!

mercoledì 12 dicembre 2012

Klare Rindsuppe (brodo di manzo)

Domenica ho fatto la prima ricetta del libro di cui vi parlavo la volta scorsa. Il libro si chiama Classic Austrian Cooking ed è scritto da una signora austriaca, Gretel Beer. E' un vecchio libro senza figure, solo ricette, ma già dall'inizio si vede che sono ricette classiche, tramandate di generazione in generazione. Il capitolo dei dolci poi prende un terzo del libro, come quasi tutti i libri di cucina austriaci, cosa che mi rende sempre piena di gioia!

Comunque, la prima ricetta del libro è la Klare Rindsuppe cioè Brodo di manzo. Niente di così particolare, è un semplice brodo, però in fondo alla ricetta ci sono delle indicazioni su cosa aggiungerci e una di queste mi ha proprio incuriosito dato che non l'avevo mai provato nel brodo: un uovo. Più semplice di così non si può: nel piatto mettete l'uovo crudo e sopra ci mettete il brodo caldo, in modo che il calore farà diventare l'uovo come l'uovo in camicia. Davvero ottimo! La ricetta ve la metto alla fine dei miei soliti sproloqui!

Durante la settimana ho preparato altre cose tirolesi:

il Leberkäse, che non è altro che un wusterone cotto al forno. In Austria si trova praticamente ovunque (almeno dove sono andata io) ed è anche economico. Nelle macellerie o nelle rosticcerie o anche in qualche bar che fa il pranzo, ce l'hanno lì, bello pronto e caldo, lo tagliano e ti ci fanno un bel panino, dal costo veramente irrisorio: 1.50 euro più o meno! Non l'ho mai pagato più di 2 euro!





Questa è stata una mia merenda: yogurt alla nocciola (che sapeva veramente di nocciola) insieme ai Nussini, dei dolcetti con dentro una specie di crema alla nocciola. Dico "una specie di" perché per noi la crema alla nocciola è la Nutella, mentre questa è più una pasta di nocciole che sa di nocciole! Quindi una merenda nocciolosa!







Queste sono dei croissant mooolto carini con dentro una crema alla vaniglia, buoni e soffici e in più hanno una confezione proprio carina!












Questa è stata una vera scoperta, è buonissimo!
Avrete provato di sicuro quei bicchierini che si trovano al supermercato alla cioccolata con sopra quella specie di panna, ecco, questi sono simili ma con una crema al pistacchio! Io adoro il pistacchio, quindi quando li ho visti non ho saputo resistere!






Questo è un miele che ho comprato in un mercatino a Lienz. C'era una ragazza che aveva un banchetto con tutti i mieli, saponi al miele e altre mille cose sempre al miele. Io ci ho comprato un miele da regalare, un burrocacao alla pappa reale e questo miele qua. Anche in questo caso non ho proprio saputo resistere alla confezione...














Questi biscotti... che dire, erano trooooppo buoni! Non dovrebbe essere nemmeno così difficile rifarli: erano biscotti normali con semi di papavero, il ripeno era una marmellata mi sembra ai frutti di bosco e poi ovviamente andrebbero intinti nella cioccolata! Come avrei voluto comprarne 4-5 confezioni! Chissà perché ne ho presa solo una...





Per oggi basta cose tirolesi, mi sta riprendendo fame! Anche perché mentre ripenso con nostalgia alla mia vacanza, il Natale sembra incombere sempre di più e io ovviamente non ho nemmeno cominciato a fare i regali. Quest'anno ho fatto parecchi regali a me stessa (soprattutto libri!) e forse è arrivato il momento di pensare anche agli altri per non ritrovarmi, come al mio solito, a fare tutto di fretta il 23 dicembre. Voi siete di quelli che fanno i regali con un mese di anticipo o vi riducete all'ultimo come me?
Io mi riduco sempre all'ultimo, purtroppo non solo per i regali, ma per tutto. Tutto. Infatti è strano che il mio albero di Natale sia già bello e pronto qui vicino a me, con le lucette che luccicano e le decorazioni che decorano. Conoscendomi pensavo che l'avrei fatto il 24 sera. Il presepe invece ancora non c'è, ho paura che i miei gatti se lo mangino se lo faccio. Già hanno deciso che vogliono papparsi l'albero (che è finto, quindi non so perché si ostinano a masticare aghi di pino di plastica), non oso pensare cosa faranno quando si troveranno di fianco un bel mucchio di muschio. Ci metteranno sopra un paio di pomodori, una spruzzata di sale e pepe e inizieranno il loro cenone di Natale con una bella insalata!

Vi lascio con la ricetta di oggi, che comunque non è proprio uguale a quella scritta nel libro, diciamo che l'ho fatta un pò più sbrigativa!

KLARE RINDSUPPE

Ingredienti
500 g carne da brodo
1 osso
1 cipolla
2 carote
1 costa di sedano
1 peperone
1 pomodoro
1 porro
sale e pepe

Iniziate facendo rosolare nella pentola la carne e l'osso. Nel frattempo tagliate tutte le verdure. Aggiungere alla carne, le cipolle tagliate a metà, mettendole con il lato tagliato verso il basso, e aspettare che si siano dorate. Aggiungere le altre verdure e circa 2 litri d'acqua. Portare a bollore e poi abbassare il fuoco; lasciar sobbollire per circa 2 ore. Alla fine filtrare il brodo e rimetterlo sul fuoco per scaldarlo.
Poi se volete potete provare a mangiarci l'uovo come ho fatto io: mettete nel vostro piatto un uovo crudo e versateci sopra il brodo caldo. Buon appetito!

venerdì 7 dicembre 2012

Pappe austriache

Oggi vi inzio la carrellata di cose comprate in quel paese meraviglioso che è l'Austria, ma prima volevo un pò farvi capire la mole di roba che ho riportato a casa da un semplice viaggio di 4-5 giorni. Una volta arrivati a casa avevamo la sala invasa dalle buste e quindi ho iniziato ad avere paura che non saremmo mai riusciti a sistemare tutto. Poi ci sono pure le date di scadenza, cosa che si deve tenere in considerazione, non è che potevo schiaffare tutta quella roba nella dispensa a casaccio, che poi tra l'altro non sarebbe nemmeno stato da me... buttare tutto da una parte senza una catalogazione? No grazie, non è nel mio stile. Quindi abbiamo diligentemente diviso tutto per mese di scadenza. Ma non è finita qui. Armati di foglio, penna e adesivi, abbiamo numerato tutto, appiccicato il foglietto con il numerino nelle cose da mettere in credenza e abbiamo scritto nel foglio a cosa corrispondeva il numero, così possiamo trovare le cose facilmente. Un'oretta di lavoro e avevamo fatto, adesso avrò materiale sufficiente per un anno.
Però inizio a farvi vedere il mio primo Gugelhupf che avevo fatto prima di andare in vacanza.
Il Gugelhupf è un dolce tipico tedesco-austriaco-svizzero-tirolese e mi sa che esiste anche in Slovenia, Polonia e altri stati, ovviamente ognuno lo chiama a modo suo. Io ho comprato lo stampo apposito, però mi sa che le dosi per la ricetta erano per uno stampo più piccolo (che ho poi comprato quando sono stata in Austria), infatti è rimasto basso, tipo ciambella. Comunque era buono e è piaciuto a tutti, quindi ricetta riuscita!
Questa è una foto di com'è dentro, io ho fatto la versione bigusto, ma penso che esistano mille varianti!
E passiamo invece alle mie compere austriache! Questo è un donut, in pratica una ciambella. Al primo morso ho avuto anche una graditissima sorpresa:
aveva un ripieno di cioccolata! Buonissima! E la confezione da 2 avrà costato massimo 1 euro e 50!
Passiamo poi ai tipici knödel (o canederli). Questi sono dei knödel un pò particolari, almeno per me. Io ho sempre mangiato quelli classici tondi, invece questi erano piatti e arrostiti. Li ho trovati in un mercatino a Lienz, da una signora che ne aveva tanti altri tipi, sono stata indecisa fino all'ultimo se prendere questi o se prendere la versione classica al gorgonzola, ma dato che il consorte non gradisce molto il formaggio ammuffito, ho optato per i canederli piatti. Che poi non capisco mai quest'avversione per il gorgonzola. Si vabbè, ha una muffetta sopra, ha delle venature verdi e di sicuro il cervello associa il sapore un pò muffoso con "pericolo! pericolo!", ma su, è BUONO! Tanto che una volta ci ho fatto dei biscotti-crecker che sono stati apprezzati anche da chi non ama il gorgonzola. Il segreto è sempre quello che usava mia nonna per farmi mangiare il minestrone con il parmigiano da piccola: non mi diceva che c'era il parmigiano e io lo mangiavo. Mi sono accorta dopo anni che in realtà ce lo metteva tutte le volte, il parmigiano. Adesso il minestrone lo mangio solo con uno strato di parmigiano sopra! E pensandoci bene, ero proprio la regina dell'incoerenza, perché è vero che non volevo il parmigiano nel minestrone, però mia nonna ci metteva dentro le croste e io le adoravo (le adoro anche oggi veramente), quindi non capisco proprio quel'era il mio problema con una spruzzata di parmigiano. Bo, vai a capirli i bambini...
Ma finiamo la carrellata con un gugelhupf comprato in un supermercato: al cioccolato, con dei pezzetti di cioccolato dentro e ricoperto di cioccolato e zuccherini! Pensavo che sarebbe stato un mattone assurdo, invece era morbidissimo, buonissimo! Insomma, devo riprovare a farlo per avere una consistenza simile a questa!
Dalla prossima volta inizierò con qualche ricetta di un libro che ho appena comprato da Amazon.co.uk e a proposito di questo volevo fare una breve recensione sull'amazon inglese. Premetto che non ho mai comprato su quello italiano, quindi non posso fare un paragone obiettivo, però io quello inglese ve lo consiglio vivamente. Mi sono sempre trovata bene, le cose mi sono sempre arrivate prima di quanto mi aspettassi, pensate che il libro in questione doveva arrivarmi il 14 dicembre e mi è arrivato il 5! E' un libro usato tenuto benissimo, tra il libro e le spese di spedizione ho pagato 7 euro! Pensate che su amazon italiano il prezzo più basso (esclusa la spedizione) è 22.94 euro, mentre in quello inglese il libro senza la spedizione era a poco meno di 2 sterline. Evviva gli inglesi!

sabato 1 dicembre 2012

I 5 motivi (più uno) per andare in Austria

Eccomi tornata! In questo periodo mi sono fatta una vacanzina, e dove se non nel posto dove mi piacerebbe andare a vivere? In realtà non è proprio esatto... non sono stata in Austria ma in Alto Adige, in un paesello a 5 minuti dal confine austriaco (San Candido o Innichen), il che in pratica è come stare in Austria. Poi ovviamente in 5 giorni ho fatto Italia-Austria circa 4 volte...
La vacanza è stata giustificata inizialmente dal classico "ho bisogno di un periodo di pausa, sono stanca", seguito da un "dato che a San Candido ci vado sempre d'estate, vorrei vedere per una volta com'è l'ambiente in un periodo non-turistico". La realtà è che volevo comprare libri di cucina austriaca. E quindi parto subito dal mio bottino.
Tutto rigorosamente in tedesco che ovviamente non conosco... Ma lo sto studiando (sono a Ich bin Francesca, Danke, Bitte, eine Sachertorte danke, insomma tutte cose di fondamentale importanza) e quindi i libri mi servono anche come esercizio.
Ma insomma, perché proprio l'Austria? Ci sono vari motivi, ed ovviamente ve li elecherò tutti.
1. Partiamo con il fatto che gli austriaci hanno una pasticceria FA-VO-LO-SA. Non vi ho messo la foto della classica Sacher perché era troppo scontata, infatti devo ammettere che è uno dei dolci che mangio di meno quando vado là. Intendiamoci, è buonissima, però è come se uno viene in Italia a mangiare la pizza e si mangia tutte le volte la margherita. E' buona ma ce ne sono altre milioni buone come quella e anche più buone. Quella della foto è alle nocciole mi sembra (NussTorte mi dà l'idea di nocciole...) ma vogliamo parlare della Mozart Torte o di altre dolcetti con sopra i frutti di bosco? E soprattutto, vogliamo parlare del fatto che per assaggiare queste delizie non dovete per forza farvi togliere mezzo litro di sangue per comprarle in pasticceria ma con poco più di un euro ve ne potete prendere una fetta al supermercato? Verso l'ora di chiusura al supermercato una bella fetta di Sacher costava 95 centesimi!
2. Il tempo. Questo magari vale solo per i paesi in montagna, però rispetto a dove sto io, il tempo là è decisamente migliore. D'estate qui si muore dal caldo, c'è il sole cocente e io sono 2 estati che non riesco a muovermi quando la temperatura sale sopra i 30 gradi. E' troppo soffocante. Vai a San Candido o a Lienz e si, c'è il sole, si sta bene in canottiera, ma si sta bene, non si soffre. D'inverno poi... per me che adoro la neve non c'è paragone. Qui devo fare la danza della neve e partendo da adesso forse verrò esaudita verso febbraio. Là nevica anche adesso. E il freddo è proprio diverso: quando sono arrivata lassù c'erano meno 2 gradi, stavo con il cappotto invernale ma si stava bene. Sono tornata a casa, ieri sera c'erano 10 gradi, mi si sono congelati i piedi e stavo morendo di freddo. Decisamente meglio l'aria di montagna.
3. Io sono una che cerca sempre delle cose carine e simpatiche da comprare-mangiare, ma in Italia faccio difficoltà. Non per niente mi piace il Giappone, patria delle cose inutili ma carinissime. L'Austria non è decisamente ai livelli dei giappici, però di cose carine ce ne sono eccome, e a prezzi veramente bassi. Per esempio questi erano dei mini-coni con dentro una specie di meringa e ricoperti di cioccolato. Bè, la confezione da 5 costava 10 centesimi! Per non parlare di altre decorazioni per dolci fatte di ostia, bellissime, sempre a 10 centesimi. Se poi siete amanti dei prodotti da bagno non potete farvi sfuggire la catena dm che vende di tutto a prezzi davvero imbattibili. Davvero, è una pacchia fare spesa lì! E non dimentichiamoci che in Austria c'è una delle fabbriche della Loacker, dove fanno il latte macchiato più buono che abbia mai assaggiato! Forse perché dentro ci mettono dentro un pò di crema-alla-nocciola-Loacker, non saprei....
4. L'atmosfera natalizia è imparagonabile a quella che c'è qui da noi. E poi dicono che l'Italia è religiosa e attaccata al Natale... Questa è la foto del municipio (almeno penso) di Lienz, trasformato per l'aoccasione in un calendario dell'avvento gigante! Poi certo, i mercatini di Natale sono famosi in tutto il mondo, nemmeno sto a parlarne! Ma davvero, anche se ci sono andata la settimana scorsa e quindi eravamo ben lontani dal Natale, non si respirava aria, ma spirito natalizio!
5. Si mangia BENISSIMO! La cucina tirolese è una cosa spettacolare. Knödel, spätzle, tutti i vari tipi di wustel, avrò preso 4 chili i 5 giorni! Nella foto potete vedere un bel piatto di gnocchi fatti con patate blu e con un sugo di finferli, buonissimi! Di secondo c'era del gulash con le costine al forno... a pensarci mi vengono ancora le lacrime agli occhi per quanto erano buone!

Ed ecco i motivi che mi spingono verso questo paese che ci sta così vicino ma che non suscita l'interesse di molti italiani, chissà perché! Io poi mi sono spinta solo verso la parte tirolese dell'Austria, ma me ne sono innamorata! Infatti oltre ai motivi che vi ho elencato (tutti validissimi) c'è anche un altro nonsoche, quel qualcosa di indefinito che si prova quando si arriva in un posto nuovo e si impara a conoscerlo, un qualcosa che non riesci a mettere a fuoco completamente ma che ti spinge a tornare in quel posto una volta, poi un'altra ancora, e quando sei lontana ti fa desiderare di essere lì. Spero di tornarci presto, magari a Natale con la neve! E intanto mi sono portata a casa QUALCHE (che eufemismo!) ricordino che vi mostrerò a partire dal prossimo aggiornamento!