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martedì 25 novembre 2014

FracooksJamie: North african lamb e Spicy Couscous

[Voci sommesse: "Ma è tornata? Non si era trasferita? E io che pensavo di essermela tolta dalle scatole..."]

E invece no. A parte il fatto che il blog continua di qua, ho deciso di continuare a usare anche questo, di blog. Così, giusto per essere presente su più fronti e insediarmi piano piano nel web con l'unico scopo conosciuto: conquistare il mondo. Con l'idiozia.
Dato che però non posso vaneggiare a caso sia di qua che di , devo pur dare un senso a questo sdoppiamento di blogghilità. Questo lo terrò per aggiornare le mie ricette Jamieose. Che ancora sono ferme da vari mesi (o anni, addirittura) ma che comunque non ho mai postato. Il brutto è che, data la mia scarsissima memoria per cose che abbiano almeno una minima importanza (del tipo che le uniche cose che mi ricordo sono conversazioni altamente inutili tra me e il/la malcapitato/a di turno, con l'unica conseguenza che è praticamente impossibile fregarmi dicendomi "guarda che ti sbagli, io ti avevo detto..." "nono, purtroppo per te il giorno 6 ottoble 1996 alle ore 15.42 tu mi hai detto testuali parole.." e blabla. E magari mi aveva detto che l'ultima canzone dei Backstreet Boys era stupenda. Ecco, è questo il genere di cose per cui ho una memoria di ferro).... devo smetterla di iniziare parentesi e fare discorsi tipo comizio elettorale. Non mi ricordo cosa stavo dicendo, un attimo che controllo.
Ok, dicevo che la mia memoria fa schifo. Appunto.
 Quindi, dato che le ricette che vi scrivo oggi le ho fatte circa un paio d'anni fa, stiamo messi bene. Tra l'altro è anche un sacco di tempo che non uso Blogger, vediamo se mi ricordo come si mette un'immagine.


Come volevasi dimostrare, le cose inutili della vita me le ricordo tutte. Non che mettere un'immagine su Blogger sia cosa da scienziati aerospaziali, certo.

Ma andiamo avanti e forse, un giorno lontano, arriveremo al punto. La foto. La ricetta. Si, il titolo della ricetta è (un attimo che prendo il libro, non pretenderete mica che io me la ricordi!): North african lamb with chilli, ginger, chickpeas and couscous. Tiè. In pratica non c'è nemmeno bisogno che vi scrivo come si fa, c'è già tutto nel titolo!
Troppo corto come post, peggio per voi, vi scrivo anche come si fa: allora, intanto cuocete i ceci come dice nella confezione (oppure prendete quelli nel barattolo, già pronti). Melanzane: tagliatele a cubi di 2-3 cm di lato (mi raccomando, usate la squadra o il goniometro - a scelta - per fare angoli di 90° perfetti, altrimenti la ricetta sarà del tutto compromessa) e metteteci del sale per far andare via l'eccesso di liquido. Pomodorini: fategli fare un bel tuffo nell'acqua bollente per un paio di minuti e poi toglietegli la pelle. Spezie: semi di coriandolo, semi di cumino, sale e un pò di noce moscata, tutto nel mortaio (quant'è brutta la parola mortaio? capisco che serve per spappolare le cose, ma chiamarlo con un nome più simpatico? tipo mammolaio?), pestate e spalmate tutto sopra i filetti di agnello (quello che ho usato io dalla foto non mi sembra filetto, avrò preso quello che aveva il macellaio...). Padella, olio, agnello: fatelo abrustolire un pò. Poi aggiungete le melanzane, il peperoncino, un pò di zenzero fresco grattugiato, un pò d'aglio, un cucchiaio di aceto e i pomodori. Mettete il fuoco al minimo, coprite con il coperchio e fate cuocere un'ora (che pazienza...); alla fine aggiungete i ceci e fate cuocere altri 5 minuti. Poi cospargere con il prezzemolo (o con il coriandolo, se lo trovate. Io non lo trovo mai).

Questa cosa si serve con il cuscus, che come tante altre cose, ho imparato a mangiare proprio grazie a Jamie. Per lo Spicy Couscous si mette in una padella cipolla, olio e burro (per non fare torto a uno dei due, Jamie li usa quasi sempre entrambi). Poi si aggiungono le spezie pestate prima nel mortaio (semi di cumino, semi di coriandolo, semi di finocchio, peperoncino e sale) e l'aglio, fino a che le cipolle non sono cotte. Poi si spegne il fuoco, si aggiunge il cuscus e l'acqua calda (o il brodo, come suggerisce Jamie), si copre con il coperchio e si lascia così per il tempo che c'è scritto nella confezione. Poi si apre il coperchio, si annusa per bene il profumo che viene fuori (passaggio fondamentale), si aggiunge un altro pò di burro e si sgrana con la forchetta.

Olè, per oggi mi fermo qui, penso che sia meglio farvi riprendere piano piano al fatto di essere tornata. Comunque, per chi volesse seguirmi anche nell'altro blog, il link è questo: FrauFra.

lunedì 4 agosto 2014

FracooksJamie: My perfect roast chicken and Roast leg of lamb with apricot and thyme

 [Colonna sonora del post: Coldplay - Violet Hill]

In questo periodo vedo blog di cucina che vanno in ferie, o almeno che cambiano il menù da invernale a estivo. La maggior parte di loro evita di accendere troppo il forno, di fare cose troppo pesanti e si buttano su cose fredde.
Io boh, non capisco perché, ma dovunque mi trovo, mi sembra di essere la voce fuori dal coro. Pure in questo caso: io il forno continuo a usarlo una volta al giorno, mangio zuppe bollenti e di sicuro non preparo niente di nemmeno lontanamente dietetico. Non so, sono l'unica?

E anche se oggi vi posto due ricette fatte una vita fa, manco a farci apposta sono due cose che di sicuro la maggior parte della gente cataloga come "invernali".


Andiamo con il My perfect roast chicken. Come ho già detto altre volte, grazie a Jamie ho imparato un sacco di cose in cucina e questa ricetta di sicuro è quella che ho riutilizzato di più. Prima di provarla avrò provato si e no un paio di volte a fare il pollo arrosto, con risultati sempre pessimi. Invece di mettervi la ricetta (che poi è un semplice pollo cotto al forno), vi dirò le cose che ho imparato da Jamie e che io non facevo:

- dopo aver lavato il pollo J dice di asciugarlo
- J dice di sfregare bene il pollo con il sale
- per avere delle cosce un pò più sbruciacchiate si devono fare dei tagli (nella coscia del pollo ovviamente) e nei tagli ci si possono mettere delle erbe (quelle che usate per condire il resto del pollo)
-  questa è la cosa che mi piace di più: nella parte sopra il petto, si può separare la pelle dalla carne che sta sotto, con le dita. Così si forma una bella cavità, dove J dice di mettere altre erbe, e dove io ci ficco una fetta di bacon e un pezzettino di burro (non in quello della foto qui sopra, dove avevo seguito diligentemente le indicazioni di J, ma tutte le altre volte che l'ho rifatto ho usato la mia variante!)

Per il resto cuocete il pollo come fate di solito, condite con abbondante olio (altra cosa che io non facevo, ma la differenza tra un pollo ben oliato e uno no è notevole) e cuocete finché non è cotto. Sembra stupido detto così, ma il tempo varia anche da quanto vi piace cotto il pollo! Io non so, ce lo terrò un'oretta forse...


Altra ricetta, sempre di carne, sempre cotta al forno: Roast leg of lamb with apricot and thyme. Per fare questa ricetta ho comprato il mio primo cosciotto di agnello... in pratica m'ha tolto i soldi per una settimana di spesa! Una volta ripresa dalla folle spesa, fortunatamente ho potuto prendermela con il diretto interessato (il cosciotto), prendendo un bel coltello e ficcandolo più e più volte nella sua carne, per fare dei buchi. Dentro i buchi poi ci ho messo il condimento, fatto con timo, aglio, sale, olio e una spruzzata di limone, il tutto smashato nel mortaio. In più, allargando bene i buchi, ci ho messo dentro anche dei pezzetti di albicocca (quelle secche). Una volta fatto tutto ciò, si dà il colpo di grazia al cosciotto, facendogliela pagare per tutti i soldi che vi è costato: si mette in forno a cuocere. Se lo volete a cottura media, Jamie dice di cuocerlo 13 minuti per ogni 450g, in più altri 10 minuti da aggiungere al totale.
Niente foto del cosciotto cotto, perché ero ancora arrabbiata con lui e me lo sono pappato senza pensare a fotografarlo!

Anche per oggi vi saluto, a presto!

mercoledì 11 dicembre 2013

FracooksJamie: Turron nougat semifreddo e Pork and crackling

[Colonna sonora del post: AFI - Love like winter]

Finalmente le decorazioni di Natale sono fatte, e quest'anno ho pure un po' esagerato. Penso che se qualcuno da fuori guarda verso la mia veranda pensa che sono una pazza invasata, e non ho ancora messo le lucette nel balcone!
In pratica quando sono seduta nel divano (cioè quasi sempre, a parte quando dormo nel letto), posso vedere un'esplosione di luce! Verso la veranda abbiamo un arco contornato da lucette splendide, a palletta, che si illuminano con tutti colori diversi, la finestra decorata con lucette a forma di fiocco di neve dell'Ikea più la scritta buon Natale e, ovviamente, non può mancare l'albero, in stile peluchoso (anche la punta stellosa dell'albero è sempre di peluche), coloratissimo e con lucette a forma di stellina. Poi passiamo nel reparto tv, dove abbiamo una bella ghirlanda con le alci e un calendario dell'avvento a forma di albero di Natale e nel mobile vicino c'è il presepe, quest'anno con il muschio vero.

Detta così sembra stupendo, in realtà il periodo nataliazio è catastrofico sotto un punto di vista: i gatti. E soprattutto uno, quello nero, che si chiama... bè, ha circa mille nomi diversi (Schlange, Orochimaru, Ori, Fogna, Gatto stupido, Senzavolto, Nero, Scendidalì, Nonmangiarequello, Mauro, Orochimauro, Tiziano, ecc – non me li sto inventando adesso, ha davvero avuto tutti questi nomi!), quindi continuerò a chiamarlo “quello nero”. Dicevo, il periodo nataliazio la casa diventa una grande mangiatoia per il nero.

Per tutto l'anno ci sono sempre piante che girano dentro casa, quando ne vedo una carina mi dico sempre “ma si dai, la prendo, la tengo sopra il mobile e sto attenta che il nero non la mangi”. Puntualmente il giorno dopo lo sento che sta per vomitare dei rametti.
La sua carriera da mangiatore di piante è iniziata poco dopo che lo avevo preso al gattile, quando ha assaggiato l'erba aglina (come l'erba cipollina, ma sa di aglio) e è stato spedito una settimana in vacanza dal veterinario perché per giorni non mangiava niente (cosa alquanto preoccupante). E' poi proseguita con piante di peperoncino, mimosa, conifere varie, fiori, ecc. Ah si, l'erba gatta ce l'ha avuta per mesi nella sua bella ciotola, ovviamente non l'ha mai toccata.

Ecco, nel periodo di Natale ha un banchetto extra: le ghirlande dell'albero. L'anno scorso vomitava stelline dorate un giorno si e uno no. Una volta l'ho beccato che aveva ancora la stellina appiccicata nell'angolo della bocca.
E quest'anno non si è ancora accorto del muschio: suppongo che quella diventerà la sua mangiatoia ufficiale!


Ma passando dalla pappa del nero alla pappa per noi, eccovi un'altra variante del semifreddo: il Turron-nougat semifreddo. Vi avevo già scritto come fare la base qui, in questo caso aggiungete ai tuorli e allo zucchero il torrone sbriciolato (la grandezza dei pezzi che ci mettete dipende dai vostri gusti, potete ridurlo in polvere o farlo a pezzi, o metà e metà) e dei pistacchi (io avevo aggiunto delle nocciole). Alla fine cospargete tutto con il cacao. Buonissimo e facilissimo!

Voto: 8


La seconda ricetta devo ammettere che non l'avevo fatta come c'era scritto nel libro... la ricetta si chiama Pork and crackling ma a me è mancata la parte del crackling perché ho usato solo la l'arista di maiale senza la parte che diventa croccante (il grasso? la pelle sopra?). Quindi se voi volete farla giusta, prendete la carne con il grasso? la pelle sopra? e, nella parte dove non c'è il grasso? la pelle sopra? strofinate un mix fatto con semi di finocchio, aglio e rosmarino. Poi mettete tutto a marinare con aceto balsamico e olio per una mezzora. Intanto prendete qualche ossa e mettetela ad arrostire nel forno. Dopo che la carne ha marinato strofinate la parte con il grasso? la pelle sopra? con il sale e mettete a cuocere. Jamie dice di cuocere la carne sopra a una gratella, mettendo sotto una teglia per raccogliere i succhi di cottura. E nella teglia si devono mettere anche le ossa arrostite, un po' di verdure (sedano, carote e cipolle, ma penso che possiate metterci quello che volete), quello che era rimasto della marinata e mezzo litro d'acqua. Poi quando la carne si cuoce, colerà nella teglia tutto il grasso e alla fine quindi vi ritroverete con una bella salsetta. Ah si, tempi di cottura: circa un'ora a 220°.

Voto: 8

lunedì 9 aprile 2012

Recipes 51 e 52: North african lamb with chilli, ginger and chickpeas e Spicy couscous + Il mio nuovo canale su YouTube

Eccomi già di ritorno! E di nuovo con una ricetta a base di agnello, giusto per rimanere in tema... no, non è vero, non l'ho fatto per rimanere in tema, è come vi avevo detto l'altra volta, quando avevo catalogato le ricette la A di agnello è finita per prima, quindi beccatevi anche questo altro modo di cucinarlo.
Oggi parto subito con la ricetta, ma vi ricordo che se volete la sorpresina di cui vi parlavo pochi giorni fa, dovete andare verso la fine del post! In realtà su facebook l'ho già messa, ma la rimetto pure qui!
Dicevo, vi racconto subito la ricetta di oggi perché è un pò più lunga del solito e perché in realtà ce ne sono 2 in una, infatti abbiamo l'agnello con peperoncino, zenzero e ceci, tutto servito con il couscous speziato.
Se per caso avete il libro di Jamie Oliver da cui ho preso la ricetta e andate a cercarla, la prima cosa che penserete sarà: oddio, tutti quegli ingredienti? Infatti ce ne sono ben 16! Devo ammettere che non amo le ricette che mi costringono a fare una lista della spesa troppo lunga, sia perché di solito questo si traduce in una spesa consistente, sia perché nel foglietto verdino che uso per scrivere la lista non c'entrano tutti, poi sono costretta ad usarne 2 e di sicuro uno me lo perdo, arrivo a casa felice pensando di aver comprato tutto e invece mi accorgo che mi manca metà della roba... Fortunatamente più di metà degli ingredienti sono spezie che avevo già a casa (pfiù, sospiro di sollievo fatto dal portafoglio e dal foglietto verdino), l'altra metà sono tutte cose che non costano un occhio della testa a parte l'agnello. Comunque, partiamo!
Come sempre la parte più difficile per me è ricordarsi di mettere a bagno i ceci secchi la sera prima; per evitare che questa dimenticanza vi rovini il pranzo io direi che potete tenervi un barattolo di ceci già pronti per ogni evenienza. Comunque se vi ricordate di metterli a bagno, la mattina dopo cucinateli finché non diventano teneri (continuo a pensare che quelli già cotti vadano benissimo e facciano perdere molto meno tempo). Nel frattempo tagliate le melanzane a tocchetti e metteteci sopra il sale, poi sbianchite dei pomodori per togliergli la pelle e tagliate anche loro a tocchetti. Poi la cosa più bella: prendete il mortaio e pestate i semi di coriandolo, i semi di cumino, il sale e la noce moscata (per me è la cosa più bella perché il profumo di tutte le spezie pestate con il mortaio è paradisiaco!). Spargete tutta questa cosa profumata sopra l'agnello (la ricetta parlava di filetto di agnello, io sono andata al supermercato e ho preso la prima confezione di agnello che non costava più di 10 euro). Sembra lungo ma abbiamo quasi fatto: scaldate una padella con dell'olio e fate rosolare i pezzi di agnello, poi aggiungete le melanzane, il peperoncino, lo zenzero grattugiato, l'aglio, un pò di aceto e i pomodori. Lasciate cuocere tutto con il coperchio per circa un'oretta, controllando ogni tanto. In realtà è più difficile a scriverlo che a farlo! Ah si, manca il couscous: non mi è mai piaciuto tanto il couscous fino a che non l'ho provato così: in una pentola mettete a rosolare nel burro un pò di cipolla, poi aggiungete dei semi di cumino, di coriandolo e di finocchio, del peperoncino e del sale (cose che avrete pestato prima nel mortaio). Aggiungete poi delle foglie di basilico e l'aglio. Alla fine mettete nella pentola il couscous e aggiungete il brodo, fate cuocere circa 15 minuti e poi avete finito sul serio! Ok, c'è un pò da lavorare stavolta ma ne vale la pena, è proprio un bel pranzo!

E adesso eccovi la sopresina: ho deciso di fare un canale su YouTube! Questo è il mio primo video!
Non vi dico quante volte il mio fidato regista ha dovuto dire ciack perché mi veniva da ridere... comunque per fare il video ci è sempre voluto di meno che per montarlo... Immaginate di aprire un programma che sia scritto interamente in arabo: ecco, la sensazione è stata quella. E vabbè, l'idea comunque è quella di caricarne uno a settimana, spero di farcela perché è stato proprio divertente! Quindi, se volete farvi 4 risate o se non sapete cosa farvi per colazione/merenda/pranzo/cena/spuntino/ecc, mi raccomando, iscrivetevi al mio nuovo canale Polpette rosa (in cucina con Orsi)! Per adesso ho caricato solo questo video ma presto ne arriveranno altri!

giovedì 5 aprile 2012

Recipe 50: Roast leg of lamb with apricot and thyme e I panni rilavati

Eccomi di nuovo tornata! Pensavate che vi avessi abbandonati, vero? Ok, ve lo concedo, sono stata pessima in questo periodo, ma è solo perché ho avuto tante cose da fare. Mille esami da preparare, giornate interminabili di studio, per non parlare del lavoro che ho fatto ogni giorno a casa, pulisci il bagno, pulisci le finestre, spolvera in giro, tieni pulita la cucina, fai la lavatrice, stendi i panni, rilava i panni che si sono sporcati perché sopra ci è andata della fuliggine (proveniente ovviamente non dal mio camino dato che non ce l'ho) e poi ci è piovuto sopra, ristendi i panni, rilava i panni perché sopra ci ha fatto la cacca un uccellino che passava, ristendi i panni e mettili ad asciugare dentro casa, rilava i panni perché proprio quel giorno ti sei fatta per pranzo una zuppa di cavolo e la casa ha preso un "leggero" odorino pestilenziale, ristendi i panni, tienili ad asciugare dentro casa e non cucinare niente che abbia un odore cavoloso, stira i panni, lava i pavimenti, ecc ecc.
Si certo, in realtà non ho fatto niente di tutto questo (a parte la storia dei panni che, strano da credere ma è vera), non ho aggiornato per pura pigrizia.


Bene, ho avuto i miei 5 minuti di follia, adesso torniamo a noi. E adesso che ci penso, per la prima volta vi propongo una ricetta che è in tema con l'attuale periodo pasquale! Vorrei dire che ci ho fatto apposta, ma i miei problemi mentali di schematicità mi impongono di seguire rigorosamente un ordine cronologico/alfabetico delle ricette fatte, infatti questa era catalogata come prima ricetta di luglio 2011. Ma per una volta sono stata fortunata e mi è capitato di pubblicarla proprio adesso che l'agnello si troverà in tante tavole apparecchiate per Pasqua.
Questo è un cosciotto di agnello con le albicocche e timo (non quello della foto qui sopra, queste ovviamente sono solo le albicocche che ci metterete dentro, il cosciotto è la prima foto su in cima!). L'unica cosa che ricordo del giorno in cui l'ho fatto è il mancamento che ho avuto quando ho scoperto quanto era costato il cosciotto: circa 20 euro. In pratica ogni boccone era come se mi stessi inghiottendo una moneta da un euro...
Una volta comprato il cosciotto il più è fatto (insomma, avete avuto la forza di tirare fuori 20 euro per una coscia, cosa c'è di più difficile?). Se volete quindi provare questa versione un pò particolare non c'è bisogno che aspettiate la stagione delle albicocche perché la ricetta originale (di Jamie) diceva di usare le albicocche secche, però io l'ho fatta a luglio e ci ho messo dentro le albicocche fresche. Allora, pestate un pò di timo insieme all'aglio e al sale, poi aggiungete l'olio e un pò di succo di limone. A tutto questo aggiungete un pò di albicocche tagliate a tocchetti e mischiate. Fate delle incisioni nel cosciotto e metteteci dentro le albicocche condite con il timo, l'aglio, ecc. Poi sfregate bene il vostro cosciotto con quello che rimane e un pò d'olio, che in questi casi non guasta mai (insomma, dopo esservi alleggeriti di 20 euro vi state a preoccupare per un pò d'olio in più?). Tutto in forno a 220° finché non si cuoce. Non ce l'ho una foto del cosciotto cotto... scusate ma era caldo e buono, non ce l'ho fatta ad aspettare!
Per finire, ho due annunci da fare:
1. ho deciso che voglio mettermi al pari con le ricette fatte, quindi entro il mese vorrei cercare di pubblicare tutte quelle arretrate che ho;
2. la prossima settimana avrete una sorpresa! Sempre che io riesca a destreggiarmi con la realizzazione di questa cosa...

Ps: se vi piace il blog ricordatevi di mettere MiPiace sul box qui a destra!

domenica 5 febbraio 2012

Recipe 49: My perfect roast chicken e I polli

Ecco si, avevo chiamato la neve, ci ha messo un pò ma alla fine è arrivata, e anche tanta! Anche in questo momento non accenna a smettere e, ora dopo ora, se ne accumula sempre di più. Penso che non ci sia risveglio migliore di quando apri la finestra, guardi fuori e vedi tutto ricoperto da un soffice manto bianco. Speriamo che duri ancora qualche altro giorno!

Ma veniamo alla cucina. Questa di oggi è una delle ricette di Jamie che amo di più e in realtà è anche una delle ricette che ho fatto di più, il che è strano per me che non amo molto ripetermi. Ma il pollo arrosto mi ha salvato svariate cene perché è semplice da fare e soprattutto è buono! Dato che questa è decisamente la migliore ricetta di pollo arrosto che abbia mai provato in vita mia, ho deciso di lasciarvela tutta nei dettagli!

INGREDIENTI
Un pollo da 1-1,5 kg
sale e pepe
3 manciate di erbe fresche (basilico, prezzemolo, maggiorana)
olio
1 limone
4 foglie di basilico
2 rametti di rosmarino

PROCEDIMENTO
Riscaldate il forno a 225°C. Lavate il pollo fuori e dentro, poi asciugatelo con dello scottex. Sfregare la cavità con il sale. Sollevare delicatamente la pelle sopra la parte del petto, facendo attenzione che non si rompa. Spargere un pò di sale in questo spazio e metterci dentro anche le erbe tritate. Condire bene tutto il pollo con l'olio. Mettere nella cavità del pollo un pò di basilico, rosmarino e un limone. Fare 3-4 tagli nele cosce e far assorbire bene il condimento. Mettere il pollo nella teglia e cuocerlo per circa un'ora.
Ecco, è facile! L'unica cosa che faccio di diverso è questa: invece di mettere le erbe nel pollo e poi cospargere tutto di olio, di solito preparo una ciotola con un bel pò di olio, ci metto le erbe (a volte fresche, a volte uso quelle secche), il sale e il pepe, e poi condisco tutto con questa mistura. E se non state troppo a guardare la linea, vi consiglio anche di infilare, sotto la pelle del petto, qualche fetta di pancetta! Gnaaamm!!
Ma sapevate che il pollo ha origini indiane? Wikipedia ci dice infatti che è un uccello domestico che deriva da alcune specie selvatiche, di origini indiane. E chi lo sapeva! E il nome deriva dal latino pullus che significa animale giovane, infatti la radice pu- ha il significato di procreare (tipo pulcino, pupo, puerile...). Il dizionario etimologico ci dà anche il significato figurato: uomo inesperto e acconcio ad essere pelato, cioè messo di mezzo e spogliato. Insomma, pensate alla classica frase che tutti avremo detto una volta nella vita "sono proprio un pollo/sono proprio una polla", che quindi non significa "fatemi arrosto che divento tenera dentro e croccante fuori", ma più o meno "sono ingenua".
Bene, la lezione sui polli è finita, fuori non nevica quasi più e quindi non mi rimane che finire di fare colazione! Alla prossima ricetta!

sabato 2 luglio 2011

Recipe 34: Pork and crackling

In questo periodo sono molto occupata, tra la preparazione degli esami devo anche metterci l'eterna lotta tra la mia pigrizia e la voglia di tenere una casa in condizioni decenti (di solito vince la pigrizia). In realtà continuo sempre a cucinare, sono solo gli aggiornamenti al blog che mi riescono difficili. Mi ripropongo sempre di essere più costante ma poi c'è puntualmente qualcosa che mi scombussola i piani.
Comunque in questi giorni sono anche abbastanza felice dato che il caldo asfissiante che si stava impossessando di Ancona ha ceduto il posto a delle belle nuvolozze grigie pieni di pioggia! E' un piacere guardare fuori della finestra senza vedere quella tonalità di colori caldi, molto meglio il grigetto intervallato da una bella pioggerella. Lo so che sono quasi (?) l'unica a pensarla in questo modo, tutti non vedono l'ora che arrivi l'estate per andare al mare o per godersi un pò di sole mentre per me l'estate è una vera e propria tortura. Ma continuo a pensare che tra un paio di mesi inizierò già a pregustare l'autunno, la mia seconda stagione preferita (chissà quale sarà la prima)! Tra l'altro non vedo l'ora di iniziare il prossimo anno di università che dovrebbe portarmi una materia che mi interessa molto. Staremo a vedere!
Ma passiamo alla ricetta che vi propongo oggi, cioè il Pork And Crackling. Devo dirvi la verità: io ho fatto solo il Pork, senza Crackling. Questo perché fare il crackling avrebbe voluto dire chiedere al macellaio un filetto di maiale con la pelle, ma lì esposto non ce l'aveva e mi sono vergognata di chiederglielo! Per fare questa delizia bisogna mettere a marinare un bel pezzo di filetto di maiale con un mix fatto da semi di finocchio, aglio, rosmarino, aceto balsamico, basilico e olio. Prima però bisogna strofinarlo con il sale e un pò di rosmarino. Dopo averlo marinato basta metterlo sulla gratella del forno e sotto si mette una teglia con tutto il mix della marinatura a cui si aggiungono delle verdure, delle ossa di maiale e dell'acqua. Si mette sotto ovviamente in modo che il maiale mentre cuoce sgocciolerà nella teglia. Alla fine quello che c'è nella teglia si usa per fare il sughetto! Ci vuole un pochino per farlo tra marinatura e cottura, ma ne vale veramente la pena! Bene, per adesso aggiornamento veloce, spero di riuscire a farne un altro a breve! Ho così tante ricette da postare che mi chiedo se riuscirò mai a mettermi in pari!

domenica 20 febbraio 2011

Recipe 22, 23 e 24: Pork Chop with Thyme, Lemon and Pesto, Pesto Sauce, Mashed Potato

Rieccomi già qui, complice la mia totale mancanza di voglia di studiare! Vengo a parlarvi di una ricetta che mi fa ancora venire l'acquolina in bocca ogni volta che ci ripenso, una delle cose più buone che abbia mai cucinato in vita mia: Pork Chops with Thyme, Lemon and Pesto servito con Mashed Potato. Una delizia, una vera e propria delizia. E a dire la verità non ci sarebbe nemmeno molto da dire sulla preparazione ma devo pur commentare le foto!

La carne: rigorosamente presa dal macellaio, soprattutto perchè deve essere bella spessa. Penso che Jamie la volesse ancora più spessa nella sua ricetta dato che specificava che doveva essere alta come 2 braciole normali. Ma io sono un pò timidina e dal macellaio ho solo detto che le volevo un pò alte. Arrivati a casa fatele marinare con timo, aglio, pepe, sale e limone (onnipresente nella cucina di Jamie!): poi in padella per circa 4-5 minuti per lato. Ho sempre paura quando cucino la carne perché mi diventa dura, però non posso mangiarla mezza cruda (brutti ricordi di una carne poco cotta e della successiva notte passata al pronto soccorso che preferirei visitare in veste di futuro medico più che in quella di paziente con intossicazione alimentare). Insomma questi 4-5 minuti per lato mi sembravano proprio pochi per una carne così spessa: scusa Jamie, come ho potuto dubitare della tua somma conoscenza in fatto di cibo? Non lo so, dopo 21 ricette ancora ho osato dubitare, sono proprio pessima! Alla fine ovviamente erano perfette: merito forse di quei 5 minuti di riposo (sempre consigliati da Jamie) non so, ma era cotta, morbida, succosa, saporita, ottima insomma.

Pesto: carne e pesto? Accoppiata particolare, almeno a casa mia. Il pesto lo mangio poco anche nella pasta, figuriamoci nella carne. E dal giorno delle pork chops with pesto ho capito perché lo mangiavo poco il pesto: perché non me lo facevo da sola. Cioè non è che a casa lo comprano confezionato (a volta si), lo fa mia zia. Per carità è buono, ma fatto con le mie manine acquista un sapore unico. Posso farlo a mio piacimento, tanto per cominciare: mi piace con più aglio, posso metterne di più; mi piace con più parmigiano, posso metterne di più; mi piace con più pinoli, posso metterne di più (se non me li sono già mangiati tutti). Poi è tanto bello pestare tutto con il mio bel mortaio, guardare gli ingredienti che si fondono insieme... insomma una rivelazione!

Voto 10+ al pesto!
Mashed potato: non ci spreco più di due parole. Fate bollire le patate e passatele allo schiacciapatate (strumento che non riesco MAI ad usare, quindi ho sempre bisogno di aiuto!).
Pranzo veramente perfetto, pappato nel giro di 2 minuti per quanto era buono!