Visualizzazione post con etichetta stocks sauces and other. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stocks sauces and other. Mostra tutti i post

martedì 2 dicembre 2014

FracooksJamie: Almond Tart e Fish Stock

Quando ero piccola li odiavo, gli ospedali. Ogni volta che ci entravo sentivo quell'odore, quell'odore di ospedale. Mi ricordo che trattenevo quasi il fiato e, quando ero costretta a respirare, facevo delle smorfie di disgusto. Svengo quando faccio le analisi del sangue, non ce la faccio a guardare persone con ferite agli occhi o lì vicino, sono ipocondriaca a livelli stratosferici. Non so come sono passata da tutto questo a fare salti di gioia perché stavo per entrare in sala operatoria a vedere un'operazione al fegato. Anche perché svengo ancora quando faccio le analisi del sangue, non ce la faccio ancora a guardare persone con ferite agli occhi o lì vicino e sono ancora ipocondriaca a livelli stratosferici. Però l'ospedale ha un altro odore adesso. Profuma. Come si fa ad amare tanto una cosa che odiavi con tutta te stessa?

-----------------------------
La premessa non c'entra niente con le ricette. Come al solito. Anche se bè, in cucina si parla sempre di profumi. Diversi da quello che sento io quando entro in ospedale, molto probabilmente più allettanti per le persone sane di mente, ma comunque sempre profumi sono.
L'ho presa troppo seria, è che oggi va così purtroppo. O per fortuna, per una volta magari evito di sparare idiozie ogni mezzo secondo.


La Almond Tart è una crostata alle mandorle. Che profumerà sicuramente di mandorla, giusto per rimanere in tema di profumi. Che poi mi rendo conto di essere fissata con puzze e profumi. Cioè, sono fissata con i profumi, mentre le puzze le odio. Per esempio non potrei mai mangiare delle patatine al formaggio e non lavarmi le mani con chili di sapone. O il cioccolato. Ok leccarselo dalle dita, ma poi puzza se non ci passi un litro di sapone. Anche a casa mia giro come una pazza con i cosini che spruzzano profumi. Nei cassetti delle mutande: profumini. Nei cassetti dei vestiti: profumini. Nell'armadio: profumini. E poi ho anche comprato un profuma-albero-di-Natale. Tipo quelli che si mettono in macchina, ma per l'albero.

Da dove sono partita per parlare del profuma-albero-di-Natale?? Un attimo che rileggo per riprendere il discorso... Ah ok, l'almond cake che profumerà certamente di mandorla. L'avrò fatta anni fa, quindi non mi ricordo assolutamente. Vorrei poter dire che la rifarò per sentire se profuma o no di mandorla, ma mi conosco. Io raramente mi ripeto. E' che ci sono talmente tante cose da assaggiare, da cucinare, da provare, che fissarmi su una stessa cosa mi sembra una perdita di tempo. Però, per chi volesse provare a farla, vi lascio la ricetta.

Ingredienti: pasta frolla, 400 g di mandorle, 350 g di burro, 300 g di zucchero, 3 uova.

Per fare la pasta frolla io ho usato la ricetta di Jamie, la Short Crust Sweet Pastry, ma sono sicura che ognuno di voi avrà già la sua ricetta di fiducia, quindi affidatevi a quella. Fatela, foderateci una teglia e cuocetela in bianco (180°C per circa 12 minuti, possibilmente coperta con carta forno e fagioli/ceci/altro per non farla gonfiare).
Per il ripieno: sbucciate le mandorle (per farlo io di solito le metto a bollire un paio di minuti, così la pellicina viene via benissimo) e tritatele a farina in un tritatutto. In una ciotola sbattete il burro e lo zucchero finché non viene una cosa cremosa, poi aggiungete le mandorle e le uova. Mescolate tutto e fate raffreddare in frigo, poi riempite con questo ripieno la pasta frolla. Cuocete in forno per circa un'ora a 180°C.

L'unica cosa che mi ricordo di questo dolce è che era abbastanza pesantino... e per dirlo io...


Questa seconda ricetta in realtà non è una ricetta dato che è il Fish Stock, che in pratica non serve a niente. L'unica volta che l'ho usato è stato per fare un risotto di pesce. Ecco si, serve solo per quello.
Quindi, quando volete fare un risotto di pesce, tenete da parte le ossa del pesce che usate. Mettete in una pentola sedano, finocchio, aglio, peperoncino e olio e fate cuocere qualche minuto. Aggiungete le ossa dei pesci, aggiungete del vino bianco e fate sfumare. Coprite con l'acqua, portate a bollore e fate cuocere per circa 20 minuti. Poi si passa tutto in un colino et voilà, il brodo di pesce per insaporire il risotto è pronto!

--------------
Da una parte vorrei andare più veloce ad aggiornare queste ricette fatte secoli fa, ma dall'altra vorrei dare a ogni ricetta l'importanza che si merita. Perché è vero che molte sono ricette semplici, però hanno lo stile di Jamie Oliver, stile che io adoro. E comunque devo sempre riconoscergli il merito di avermi fatto provare cose che non avevo mai provato prima e che adesso sono entrate nella mia quotidianità. Quindi, sempre grazie, Jamie!

sabato 18 gennaio 2014

FracooksJamie: Chicken Stock e Beetroot Salad

[Colonna sonora del post: Patti Smith - Because the night]

Ho passato una settimana intera a cercare il calore di quei parallelepipedi chiamati termosifoni che, ovviamente, all'univpm usano invece per altri scopi durante la terza settimana di gennaio: sparare aria fredda. Giusto così, per aggiungere aria fredda agli spifferi (per non dire correnti oceaniche provenienti dall'Antartico) che vengono da fuori ogni volta che qualcuno apre le porte vicino al tavolo dove tanti poveri studenti stanno cercando di memorizzare materie varie, creando connessioni tra gli ultimi due neuroni che non hanno subito il processo di surgelamento. In pratica il gelato alla zucca che staziona nel mio congelatore da Halloween deve aver avuto meno freddo rispetto a me in questa settimana. E infatti in giro per i corridoi iniziano a vedersi esseri con nasi rossi e colanti (tipo me), altre forme di vita imbacuccate in vari strati di giacche e sciarpe. E poi ovvio, c'è sempre il tizio che va in giro con una maglia scollata e a maniche corte, così, per far vedere che lui PUO'.

Poi magari ti devi anche sentire il prof che si lamenta perché non c'è gente a lezione: ma tu guarda un po', io sfidando le intemperie, raffreddore, mal di gola e freddo glaciale universitario, mi armo di Aspirina, caramelle per la tosse, pacchetti di fazzoletti di Spongebob e sciarpa copricollo, e devo ascoltarti mentre tu stai a lamentarti che l'aula è semivuota? Con me che sono lì a dispetto di tutto?? Dovresti fare il contrario, cioè fare un elogio a tutti i presenti (e magari promettere un voto in più a chi va a lezione, cosa che come per magia ti farà apparire esattamente 150 studenti alla lezione successiva).
E vabbè, mi consolo con il fatto che almeno le lezioni sono interessanti, altrimenti sarei stata a casa come il resto delle 100 persone che mancavano.

Dopo questa invettiva, partita dal fatto che i termosifoni dell'uni sparano aria fredda a gennaio e aria calda a maggio, passiamo a qualcosa di davvero scaldante.


La prima ricetta che vi propongo oggi è la Chicken Stock. Si dai, avete ragione, questa non è che è proprio una ricetta. Potrei addirittura passare oltre se non fosse per un'idea che dà Jamie a cui non avevo mai pensato. Forse anche perché non è che io faccia così spesso il brodo di pollo, di solito lo faccio con altra carne. Però però, avete appena fatto un pollo arrosto e ve lo siete pappato tutto? Vi è rimasta solo la carcassa? Benissimo, buttatela in una pentola, aggiungete le verdure e tutto quello che di solito usate per fare il brodo, acqua e via. Alla fine potete filtrarlo o anche no, rimane solo più torbido come nel mio caso. Insomma, un ottimo modo per applicare la classica frase “del maiale non si butta via niente” al pollo.

Voto: 9 (sia perché è buono, sia perché l'idea di non sprecare gli avanzi mi piace!)


Questa ricetta invece sono sicura che non piacerà a tutti: è la Beetroot Salad with Marjoram and Balsamic Vinegar Dressing. Vi deve piacere la barbabietola o la rapa rossa, per intenderci. Quella che sa di terra, che detto così fa schifo solo a pensarci, invece a me fa l'effetto contrario, tipo quello delle ciliegie, cioè una tira l'altra. Stai lì che mangi e dici “oh cavoli, sa di terra, che schifo... mmm però dai, non è possibile che sa di terra, ne provo un'altra per essere sicura... si, sa di terra... però chissà che sapore ha la terra, io non l'ho mai mangiata, fammene mangiare un'altra per capire bene... si, probabilmente la terra ha questo sapore qui... ma siamo sicuri? E perché sto mangiando una cosa che sa di terra? Forse è il caso di provarne un'altra per essere sicura sicura... si, sa proprio di terra, però non è male, ne prendo giusto un'altra per sicurezza... o caz... sono finite!”. Ecco, questo è l'effetto che mi fa la barbabietola, o la rapa rossa, tanto il sapore di fondo non è così diverso.

Allora, per provare questa ricetta ci sono 2 strade: o trovate la barbabietola cruda (e non so da voi, ma da me non si trova così facilmente) o comprate quelle confezioni di rapa rossa già cotte, che hanno un prezzo che fa ridere ai polli (usati per fare il brodo di prima) probabilmente proprio perchè non è che siano considerate questo cibo così di alta classe. Ebbene, per una volta io ho optato per la versione meno comoda e ho comprato le barbabietole crude! Le cuocete (le mettete a bollire finché non sono tenere), le sbucciate e le tagliate a pezzi come volete. Se avete comprato quelle già cotte, aprite la confezione e tagliatele! Poi preparate la Marjoram and Balsamic Vinegar Dressing con 2 cucchiai di aceto balsamico, 5 di olio, pepe e maggiorana fresca (mischiate tutto et voilà, fatto!). Mischiate le barby con il dressing e avete fatto, un contorno facile, veloce e terroso! Quale altro contorno può vantare l'aggettivo “terroso”? Nessuno, quindi è un ottimo motivo per provarlo! Poi se non vi piace avrete comunque un bell'effetto collaterale: le dita fucsia per il resto della giornata!

Voto: 7

sabato 26 ottobre 2013

FraCooksJamie: Tagliatelle with baby courgettes and Pork chops with pesto and mashed potato

[Colonna sonora del post: Abba - Dancing Queen]

Ditemi che succede anche a voi. Che anche voi siete quelli de “Da lunedi inizio tutto per bene”.
Da lunedi prometto che mi metto a dieta. Da lunedi prometto che mi metto a studiare seriamente. Da lunedi prometto che terrò più ordinata casa. Da lunedi prometto che mangerò più sano. No, l'ultima non l'ho mai detta seriamente. Per me il concetto di dieta non è legato a mangiare più sano ma continuare a mangiare quello che mangio ma di meno.
Dai si, insomma, le promesse del lunedi. Io ci vivo di queste promesse.

Capitolo 1: la Dieta
Puntualmente di lunedi mi ripropongo di diminuire la quantità. Allora inizio dal pranzo, invece di 100 g di pasta passo a 70 g. Ovviamente con sughi di salsiccia e panna, ma cmq sempre 70 g di pasta. A cena un po' di carne con qualche verdura. E passa lunedi.
Martedi solitamente prosegue bene, poi però esco e mi faccio una bevuta. Il giorno dopo magicamente ho preso mezzo chilo. E allora mi dico “Ma che cavolo, a questo punto mi mangio un etto di pasta e non vado a bere!”.
E allora mercoledi mi mangio un etto di pasta a pranzo. A merenda mi prende fame e così mi tocca per forza finire quei 4 cupcake avanzati dal giorno prima. E vi assicuro che non è una scelta mia, sono i cupcake che vogliono farsi mangiare! Stanno lì, che mi dicono “Ma perché gli altri 14 li avete mangiati e a noi non ci mangia nessuno? Siamo molto tristi... Forse siamo più cattivi degli altri?”. Ci vuole un cuore di pietra per lasciarli lì. Io invece, che il cuore ce l'ho fatto di morbido impasto rosa per cupcake, non ce la faccio proprio e, mossa a commozione, me li pappo tutti prima di cena. A cena avevo programmato un po' di pesce al forno con qualche pomodorino. Ma dopo 4 cupcake, chissà perché, la fame invece di passarmi mi viene ancora di più. Inizio pensando che ho quella salsiccia avanzata dal sugo del giorno prima e che ci potrei farcire i pomodorini. Pomodorini, salsiccia, sopra un po' di molliche di pane, mi sembra un'ottima idea, e chissenefrega se salsiccia e merluzzo al forno non ci dicono per niente. Il giorno dopo ho preso un altro mezzo chilo.
Giovedi sono di nuovo animata di buoni propositi. Eh si perché se avete abbandonato la dieta, non c'è giorno migliore di giovedi per riniziare, di venerdi no di sicuro dato che “né di venere né di marte ci si sposa né si parte”. E i proverbi bisogna sempre seguirli, si sa, per non incorrere nelle ire funeste di Zeus con i suoi fulmini e saette. Quindi giovedi riparto, con un chilo in più, ma con la determinazione del lunedi. Colazione e pranzo perfetti, a merenda non ho nemmeno fame e qui faccio l'errore più grosso: non mangio niente. Arrivata a cena ecco il disastro. Avevo programmato una bella zuppa depurativa di legumi, ma la sera prima, presa dalla foga dei pomodorini con la salsiccia, mi sono dimenticata di mettere il tutto a bagno. Guardo la confezione con aria avvilita pensando “40 minuti di cottura dopo 12 ore di ammollo?? Ma io ho fame!”. Mi giro con gli occhi da cerbiatto verso Mr. Geom, che cerca invano di farmi mantenere le diete (anche se senza successo) e, sbattendo le ciglia (che prima avevo anche allungato con un bel mascara supervolumizzante, per ottenere un effetto ancora più convincente) sussurro “Amore, che ne dici se prendiamo una pizza?”. Lui sconsolato risponde “Va bene, ne prendi una con le verdure?” e io “Ma certo, prendo la Royal, quella con i funghi (verdura), il tartufo, la salsiccia e le scaglie di parmigiano. Ah si, che dici, faccio l'aggiunta di prosciutto crudo?”. E il venerdi mi ritrovo con 1 chilo in più.
Il fine settimana passa con buoni propositi sul lunedi successivo. Mi ripeto che sabato e domenica farò la brava per non arrivare troppo appesantita all'inizio della settimana, ma come d'incanto sbucano fuori inviti a pranzo dai genitori, nonni, zii, inoltre mi accorgo che la panna che avevo usato per il sugo di lunedi sta scadendo e quindi devo usarla, che in realtà avevo altre 2 salsicce da finire e che sabato sera ho gente a cena e quindi devo fare un dolce, per gli altri, che io non toccherò di sicuro, perché a parte panna, salsiccia, prosciutto e formaggi, ci tengo a tenermi leggera. Ovviamente dopo cena mi mangio metà dolce da sola.
Arriva il lunedi successivo che ho preso 3 chili.

Cosa c'entra tutto questo con le ricette di oggi di Jamie? Niente, assolutamente niente. Ma mi andava di raccontarvi delle mie diete del lunedi. La prossima volta vi racconterò del mio qualcosaltro-del-lunedi.


Saltando di palo in frasca quindi, eccovi delle buonissimi Tagliatelle with baby courgettes, lemon and basil. Come sempre, è più un'idea che una vera e propria ricetta: cuocete le tagliatelle e le condite con un sugo fatto con olio, zucchine (Jamie dice baby, io ho usato le adult, quelle normali insomma), un po' di succo di limone e basilico. La foto fa schifo, ancora non avevo imparato bene a fare la pasta fresca, vedrete più in là la differenza!

Voto: 6 e mezzo (giusto perché non è niente di speciale, cioè la pasta con le zucchine me la faccio in uno di quei lunedi di dieta...)


Ecco, questa è stata una scoperta. Sono le Pork chops with Thyme, lemon and pesto. Non so voi ma io non davo un minimo di fiducia alla carne con il pesto. E invece... per prima cosa mi ha dato l'occasione di fare, per la prima volta in vita mia, il pesto a mano. E dato che io non sono di sicuro un vampiro (adoro l'aglio) l'ho potuto fare a mio gusto (intossicando Mr. Geom che si, gli piace ma una volta è stato morso da Edward, quindi è un mezzo vampiro) ed era buonissimo! Per fare questa bontà, cuocete delle belle fette alte di maiale, Jamie dice di farle cuocere più o meno 4 minuti per parte (ovviamente dipende dallo spessore), e fatele riposare qualche minuto. Mi raccomando a non stracuocerle, altrimenti vi perderete tutto il gusto! Poi fate la Pesto sauce (cioè il pesto, con la ricetta che preferite) e lo mettete sopra alle fettone di maiale. Una delizia!! Ho anche completato tutto con le Mashed potato, cioè bollite le patate in acqua salata e le schiacciate. Tutto insieme è una delizia!

Voto: 8 e mezzo (quasi 9!)

Ah, se pensate che quello che vi ho raccontato sopra non è vero, venite a vedere la mia pagina FB: Polpette Rosa, oggi è sabato e, come vi avevo detto, ho gente stasera e quindi c'è un dolce in preparazione! Che io non mangerò di certo.....

domenica 21 ottobre 2012

Patate con salsa verde (n.64 e n.65) e Vino o birra

Siete più tipi da vino o da birra?
Si ok, dopo mesi di assenza forse non è la frase migliore con cui iniziare un nuovo post. Fa molto "alcolizzata". E non c'entra niente con la foto che vedete qui sopra. Però è da una settimana che mi capita di pensare al mio rapporto con il vino. E' passato dall'essere un rapporto di completa indifferenza, a quello di una storia d'amore incondizionata, per poi trasformarsi in un rapporto di odio. Questo in poche parole.
Se volete la storia più dettagliata eccovela qui.

Fase 1: completa indifferenza. Bè ovvio, a 10 anni una delle poche cose che mi ricordo associate al vino, sono nonni e zii che durante le cene provavano a riempirti il bicchiere con l'immancabile "ne vòi un goccetto? Dai che te fa bè!". Ma ho sempre rifiutato qualsiasi alcolico fino alla veneranda età di 15 anni.
Fase 2: amore incondizionato. Nel senso che non mi importava quale vino, rosso o bianco, buono o cattivo. Erano gli anni delle prove di alcolicità e tutto quello che si faceva era ritrovarsi a chiacchierare sedute sopra delle scale con un bottiglione di vino e una fetta di dolcetto della nonna, alle 11 di sera. L'amore è cresciuto sempre di più, sempre di più, fino a che si è trasformato.
Fase 3: rapporto di odio. Non ne potevo più di bere il vino e quindi ho semplicemente smesso. Per anni non ho toccato una goccia di vino, mi faceva veramente schifo. Dopo anni di lontananza le cose sono iniziate e cambiare.
Fase 4: fase di crociera. Adesso non lo odio ma nemmeno lo amo. Se è un vino che fa schifo non lo bevo, se è buono si. Mi piace pensare di essere un pò maturata (mah, non saprei!).

Ma in definitiva non posso ritenermi di certo un'amante del vino, infatti non so perché in questo post ho deciso di parlare del vino, ci sono altre mille cose che mi piacciono di più, tipo la birra. Quella con la birra è stato un rapporto molto più lineare.

Fase 1: amore
Fase 2: amore
Fase 3: amore
Fase 4: amore

E' iniziato con mio padre che a cena me ne faceva assaggiare un goccetto ed è proseguita con me che ne bevevo litri e litri. Insomma, io e la birra non abbiamo mai avuto alti e bassi. Magari mi sono posata come una farfalla prima sulle birre bionde, poi su quelle scure, poi su quelle rosse, per poi svolazzare allegramente su quelle bianche (che per me hanno un vago sentore di banana, ma a quanto pare sono l'unica che lo sente!).
Ma in definitiva penso che uno dei modi per catalogare le persone sia dividerle in "tipi da vino" e "tipi da birra". Ma qual'è il classico tipo da vino? E il classico tipo da birra? I prossimi giorni farò le mie indagini, poi vi farò sapere. Intanto potete dirmi anche voi cosa ne pensate!
Ah si, le patate con la salsa verde! E vi trovo anche il collegamento con vino e birra!
Avete presente quando passate una seratina tra amiche a sorseggiare un buon bicchiere di vino (tradotto: avete presente quando tornate a casa alle 5 di mattina dopo aver passato la serata a bere bere bere bere e tra una bevuta e l'altra ci avete messo anche qualche altra bevuta)? I miei ricordi di quelle serate finiscono sempre con me e mia sorella che varchiamo la porta di casa e andiamo in cucina alla ricerca di qualcosa da mangiare (possibilmente carboidrati, una delle cose migliori era quando erano avanzate le fettine fritte, io ne prendevo una e mia sorella diceva "ma Fraaa, cosa fai, non puoi mangiarla adesso, sono le 5 di mattina!" e nel frattempo ne stava già addentando due insieme). Bè, penso che se ci fossero state queste patate le avrei mangiate volentieri.

LA RICETTA IN BREVE
Lessate le patate e nel frattempo preparate la salsetta tritando aglio, capperi, acciughe, prezzemolo, basilico, menta. Aggiungete un pò di senape, olio e pepe e mescolate tutto. Molto saporita, di sicuro potete usarla per un sacco di altre cose ma con le patate era buonissima!

Insomma, siete tipi da vino o da birra?


venerdì 25 maggio 2012

Ricette di settembre 2011

Altro aggiornamento dove ho molto poco da dire, vorrei solo togliermi di dosso tutte queste ricette passate e dedicarmi un pò di più a quelle di adesso. Non è nemmeno uno di quei periodi brillanti in cui con un niente riesco a scrivere a vanvera per ore, speriamo che passi presto anche perché così quasi non mi riconosco.
Quindi passo subito alle ricette che ho fatto nel lontano settembre scorso.
Questo è molto semplice: un brodo di verdure. Adesso che ci penso, mi chiedo perché lo faccio così raramente (in pratica quasi mai) dato che è così semplice, e poi non è che ogni volta si deve fare con le stesse verdure, basterebbe buttare dentro l'acqua una manciata di cose verdi e arancioni che si trovano in giro per il supermercato. Poi le minestre mi piacciono molto, quindi non capisco proprio perché mi ostino a usare quei dadi... Ah si, questa è la ricetta numero 58 di Jamie, il vegetable stock!
Invece queste sono delle buonissime crespelle con dentro del radicchio. Che poi non capisco perché c'è chi le chiama crespelle e chi le chiama crepe, forse dipende da chi è più nazionalista e chi invece parteggia per i nostri vicini francesi. Pensandoci bene allora, dato il mio amore per i francesi (o meglio per i mezzi francesi che però lavorano in Italia) cambierei il nome della ricetta con uno più esatto: crêpes al radicchio.Molto buone anche se ovviamente la classica versione con la Nutella non la batte nessuno!
Passiamo ad un'altra ricetta di Jamie che quindi è la numero 59, il buttered mashed potatoes: patate schiacciate con il burro. Semplice ma efficace. Certo che sarà più di una anno che ho iniziato a fare le ricette di Jamie e ancora non sono nemmeno a metà del suo primo libro...
Questa invece è una ricetta presa da un blog, più precisamente dal blog di Vaniglia, ho seguito fedelmente la sua ricetta quindi non vi resta che andare a leggerla e provare a fare queste delizie! Sono delle quiche (giusto per rimanere in tema Vive la France) allo scalogno caramellato, veramente ottime!
Ed ecco l'ultima foto, questo è il tonno di coniglio. No, non c'è il tonno dentro, c'è il coniglio fatto come il tonno sott'olio. Non vi sto a raccontare le mie disavventure con il metodo della conservazione sotto vetro, metodo in cui sono del tutto incapace. Avrò letto mille cose a riguardo perché sono terrorizzata dal botulino, o meglio della tossina del battere clostridium botulinum (oggi francese, latino, mi sento poliglotta!), non del Botox che in pratica usa lo stesso principio della tossina. Insomma, io e B-clostri non andiamo d'accordo (ma penso che vada d'accordo con poche persone ancora vive) e quindi non vorrei che finisse dentro a dei barattoli dove poi ci metto delle cose che mangerò. Quindi ho sterilizzato il vasetto per mezz'ora nell'acqua bollente, l'ho fatto raffreddare nell'acqua e poi l'ho riepito. Poi non contenta l'ho ribollito un'altra volta. Fosse stato per me l'avrei ribollito altre 5-6 volte per un totale di 72 ore ma qualcuno vicino a me mi ha detto che se l'avessi fatto si sarebbe messo a cercare un manicomio (anche abusivo) rimasto aperto e che se non l'avesse trovato avrebbe passato il resto della sua vita a battersi per far approvare una legge per riaprire i manicomi. Alla fine ho ceduto, anche se prima di mangiarlo ho aspettato che il mio ricattatore ne mandasse giù un pezzo prima di me, non si sa mai che B-clostri fosse lì in agguato...

Bene, la prossim a volta passeremo direttamente ad ottobre! A presto!

sabato 17 settembre 2011

Recipe 44: Chicken stock e Casa rossina (parte 1)

Io che vado matta per i brodi... non ho una ricetta collaudata per il brodo! Pessima cosa... questo è stato uno dei primi esperimenti, fatto seguendo una ricetta di Jamie. Lui dice di usare le carcasse di pollo crudo o anche i resti del pollo arrosto. Io allora ne ho approfittato e ho fatto due ricette in una: pollo arrosto e brodo di pollo! Del pollo arrosto parlerò un'altra volta, oggi ci soffermiamo sul brodo. Jamie mi aveva avvisata che il problema nell'usare i resti del pollo arrosto è che il brodo viene torbido, ma pensavo più ad un torbido del tipo "non limpidissimo", non a un torbido del tipo "acqua sporca marroncina"! Alla fine l'ho usato per dei tortellini in brodo (uno dei miei piatti preferiti in assoluto), eccoli qua!
Comunque il brodo, anche se ha un colore poco carino, era buonissimo! L'unico brodo fatto solo di pollo che mi sia piaciuto! Infatti ho riprovato a fare il brodo seguendo un'altra ricetta e mettendo il pollo crudo ma è venuto... diciamo poco saporito! Allora, presa dalla disperazione di non riuscire a fare un brodo decente, ho iniziato a chiedere agli chef che conosco: mia nonna e la madre di Sergi. Il verdetto è stato unanime, confermato anche da mia madre: non posso usare solo il pollo. Adesso ho in mio possesso la ricetta brodosa perfetta, aspetto solo che finisca questo caldo e poi potrò cimentarmi in minestre varie.
Ma nel frattempo, dato che sono arrivata ad aggiornare al mese di giugno, ecco un pò di foto della mia casetta!
La camera con il letto mezzo fatto, con una delle nostre finestre con le ante giganti!
Poi la parte più bella, la cucina! La cucina non è molto grande ma è organizzata proprio bene! Ovviamente è la parte della casa che mi piace di più!
Ecco un'altra foto della cucina, dove si vede il bel rosso lucido e le due macchinette del caffè... sembra che io sia una grande bevitrice di caffè, quando invece lo prenderò si e no una volta al mese... Ah si, dentro al contenitore rosa si vede anche il mio guantino morbidoso per lucidare gli sportelli!
E questa è l'ultima, Sergi (con dietro Orsi) che tenta di assemblare qualcosa comprata all'ikea... cosa sarà??

domenica 20 febbraio 2011

Recipe 22, 23 e 24: Pork Chop with Thyme, Lemon and Pesto, Pesto Sauce, Mashed Potato

Rieccomi già qui, complice la mia totale mancanza di voglia di studiare! Vengo a parlarvi di una ricetta che mi fa ancora venire l'acquolina in bocca ogni volta che ci ripenso, una delle cose più buone che abbia mai cucinato in vita mia: Pork Chops with Thyme, Lemon and Pesto servito con Mashed Potato. Una delizia, una vera e propria delizia. E a dire la verità non ci sarebbe nemmeno molto da dire sulla preparazione ma devo pur commentare le foto!

La carne: rigorosamente presa dal macellaio, soprattutto perchè deve essere bella spessa. Penso che Jamie la volesse ancora più spessa nella sua ricetta dato che specificava che doveva essere alta come 2 braciole normali. Ma io sono un pò timidina e dal macellaio ho solo detto che le volevo un pò alte. Arrivati a casa fatele marinare con timo, aglio, pepe, sale e limone (onnipresente nella cucina di Jamie!): poi in padella per circa 4-5 minuti per lato. Ho sempre paura quando cucino la carne perché mi diventa dura, però non posso mangiarla mezza cruda (brutti ricordi di una carne poco cotta e della successiva notte passata al pronto soccorso che preferirei visitare in veste di futuro medico più che in quella di paziente con intossicazione alimentare). Insomma questi 4-5 minuti per lato mi sembravano proprio pochi per una carne così spessa: scusa Jamie, come ho potuto dubitare della tua somma conoscenza in fatto di cibo? Non lo so, dopo 21 ricette ancora ho osato dubitare, sono proprio pessima! Alla fine ovviamente erano perfette: merito forse di quei 5 minuti di riposo (sempre consigliati da Jamie) non so, ma era cotta, morbida, succosa, saporita, ottima insomma.

Pesto: carne e pesto? Accoppiata particolare, almeno a casa mia. Il pesto lo mangio poco anche nella pasta, figuriamoci nella carne. E dal giorno delle pork chops with pesto ho capito perché lo mangiavo poco il pesto: perché non me lo facevo da sola. Cioè non è che a casa lo comprano confezionato (a volta si), lo fa mia zia. Per carità è buono, ma fatto con le mie manine acquista un sapore unico. Posso farlo a mio piacimento, tanto per cominciare: mi piace con più aglio, posso metterne di più; mi piace con più parmigiano, posso metterne di più; mi piace con più pinoli, posso metterne di più (se non me li sono già mangiati tutti). Poi è tanto bello pestare tutto con il mio bel mortaio, guardare gli ingredienti che si fondono insieme... insomma una rivelazione!

Voto 10+ al pesto!
Mashed potato: non ci spreco più di due parole. Fate bollire le patate e passatele allo schiacciapatate (strumento che non riesco MAI ad usare, quindi ho sempre bisogno di aiuto!).
Pranzo veramente perfetto, pappato nel giro di 2 minuti per quanto era buono!