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sabato 28 dicembre 2013

FracooksJamie: Twister bread e Chocolate, orange and nut pudding

[Colonna sonora del post: AFI - 17 Crimes]

Non posso dire che questo Natale mi sia piaciuto molto. Non il giorno di Natale in particolare, che a dire il vero è stato l'unico giorno di tutto questo periodo che mi è proprio piaciuto, ma tutti gli altri giorni. Non so, sarà perché giunta a questo periodo dell'anno mi ritrovo sempre a tirare le somme sulla mia vita e sulle persone che mi stanno intorno, ma questa volta il risultato mi sembra particolarmente negativo.
Ma lasciamo perdere, c'è comunque una cosa che mi rincuora. Tra pochi giorni sarà il mio compleanno e io lo passerò in uno dei posti che preferisco e soprattutto lontana da (quasi) tutti.


E passiamo direttamente alle ricette di Jamie di oggi! La prima è la Twister bread, ricetta particolarmente riuscita. Semplice, come quasi tutte le ricette che vi ho fatto vedere fino ad ora, ma buonissima, come quasi tutte le ricette che vi ho fatto vedere fino ad ora!
Per realizzarla basta fare l'impasto per il pane, una volta lievitato la prima volta si stende con uno spessore di circa 1 cm e mezzo, ci si spalma sopra il pesto, si arrotola e si taglia a fette spesse circa 4 cm. Poi si mettono tutte queste girelle su una teglia, si fanno lievitare un'altra volta e alla fine si cuoce a 225°C per circa 15-20 minuti. Sono buonissime! Ovviamente se vi fate il pesto da soli saranno ancora più buone!

Voto: 8 e mezzo


La seconda ricetta è il Chocolate, orange and nut pudding. Allora, l'altra volta non vi ho scritto la ricetta base del pudding, oggi ve la lascio: mischiate insieme 220 g di farina, un cucchiaino di lievito, 85 g di zucchero, un pizzico di sale e 115 g di burro morbido. Poi aggiungete 1 uovo e 8 cucchiai di latte. A questo impasto base potete aggiungere quello che volete, in questo caso io ho aggiunto del cacao, 100 g di nocciole (o mandorle o noci, o tutto insieme) tritate e la buccia grattugiata di un arancio. Poi si cuoce. Ed è questo il “problema”! Tutto questo impasto lo dovete mettere in uno stampo che potete infilare dentro un pentolone pieno d'acqua, dove dovrà stare per circa 2 ore. L'acqua deve arrivare circa a metà dello stampo. E vi consiglio di mettere un panno pulito sotto lo stampo, altrimenti saranno due ore di tin tin tin tritin tin tritin, abbastanza snervante. Alla fine, potete anche farci una salsetta da metterci sopra, con cioccolato, zucchero a velo, burro e un po' di latte. Alla fine non è proprio male ma, arrivata a questo punto, il pudding ancora non mi convinceva per niente.

Voto: 6

E dato che non sono particolarmente in vena di chiacchiere vi lascio, spero di fare un altro post prima della fine dell'anno!

mercoledì 6 novembre 2013

FracooksJamie: Focaccia e Pan-cooked artichokes with lemon, thyme and garlic

[Colonna sonora del post: Offspring - Totalimmortal]

Oggi continuo con le ricette di Jamie, senza tante chiacchiere. Almeno spero, che poi quando inizio a scrivere, anche se non ho voglia, di solito non mi fermo più.


Allora, Focaccia focaccia, che Jamie fa con l'impasto del pane. Quindi è semplice, prendetevi una ricetta a caso per fare il pane, fate l'impasto e fatelo lievitare una o due ore (deve raddoppiare di volume), poi stendetelo con uno spessore di circa 1 cm e mezzo, metteteci un topping a vostro piacere (poi vi dico quale ho usato io), fateci dei buchetti (cioè, non proprio buchetti, dovete schiacciarci le dita, ma non fateci dei buchi!) e lasciate lievitare altri 45 minuti. Mettete in forno per circa 15 minuti et voilà, avrete la vostra focaccia bella pronta.
Io ho seguito i consigli del mastroJamie e i topping che ho usato sono copiati pari pari dal suo libro, cioè il Basil and olive oil topping (aglio, basilico, olio, sale, pepe e peperoncino), il Potato and rosemary topping (patate tagliate a rondelle abbastanza fine – bollite per un paio di minuti – olio, sale, pepe e rosmarino) e l'Onion topping (cipolle, cipolle e cipolle!).
Ricordo che quando l'ho fatta mi era piaciuta parecchio ma devo dire che mr. Geom non aveva ancora iniziato a pizzare (verbo che significa: fare la pizza), adesso che pizza (sempre voce del verbo pizzare) con regolarità, questa focaccia non l'ho più fatta. Ma adesso che mi è rivenuta in mente un pensierino ce lo farei... magari faccio fare l'impasto a mr. Geom e mi invento qualche topping nuovo!

Voto: 7 e mezzo

L'altra ricetta è la Pan-cooked artichokes with lemon, thyme and garlic. Altra ricetta che ci vuole di più a scriverla che a farla: padella, olio, aglio e scorzetta di limone. Aggiungete i carciofi tagliati a metà e il succo di limone e fate cuocere 3-4 minuti a fuoco non tanto alto. Poi ci mettete un po' di vino (poco meno di un bicchiere), mettete il coperchio e fate cuocere una decina di minuti. Quando togliete dal fuoco metteteci una noce di burro. Apposto, fatta anche questa.

Voto: 6 e mezzo
 
Adesso che ci penso potrei mettere i carciofi sopra la focaccia... peccato che mr. Geom non gradisce i carciofi (ma come si fa??) del resto come non gradisce quasi tutto quello che è di colore verde o che sa di verdura. A meno che non sia camufatto. Del tipo, se gli dai le melanzane così, storce il naso. Se gliele metti dentro una pasta sfoglia con la salsiccia è contento. O gli spinaci: da soli non li mangia, dentro uno sformato con del prosciutto si. O ancora meglio, affogati con dei formaggi, cosa che ha scoperto da poco, purtroppo per me. Si perché nei pochi giorni dell'anno in cui sono a dieta, io mi mangio gli spinaci conditi con un filo d'olio e un po' di limone (giusto per non sprecare il ferro che ci sta dentro), e lui “mi fa compagnia”, o almeno così dice. Mangia gli spinaci, si, ma ci mette dentro 4 sottilette, il parmigiano e altri formaggi vari ed eventuali che abbiamo in frigo. E questo è uno dei momenti in cui decido di abbandonare la dieta. 
Alla prossima!

sabato 5 ottobre 2013

FraCooksJamie: Beer bread e Skate wings with prosciutto, radicchio, capers and lemon

Altre due Jamie's Recipes! Una è proprio in tema con il periodo, mi ricorda un posto dove vorrei essere ma dove non posso andare per mancanza di fondi e soprattutto di un fegato nuovo che non abbia già sopportato i litri e litri di alcol che gli ho costretto a depurare in questi anni. Insomma, l'Oktoberfest. Con il superamento dell'adolescenza i miei gusti sono cambiati, in tutti i sensi, e anche la sezione “alcol” non ha fatto eccezione. Prima mi bastava bere qualcosa che contenesse alcol in quantità abbastanza alte da farmi sbronzare con una bevuta (dato che la paghetta settimanale era limitata), poi ho iniziato ad essere un po' più sofisticata e a scegliere i bar in base a quanto fosse bravo il barista. Mi sono fatta una cultura di cocktail e ho capito cosa mi piace (quasi tutto) e cosa no (quasi niente).

Ma una cosa non è mai cambiata, da quando ero piccola. Ai pranzi con i parenti, gli zii e i nonni dicevano sempre “prenditi un goccetto di vino, dai che non fa male, è tutta salute”. Ma a quello riuscivo a resistere. Però quando mio padre mi diceva “Oh, vuoi un goccio di birra?” la mia risposta era sempre la stessa: “Certo!” E così la mia storia d'amore con la birra risale a un'età molto precoce, meglio non dire quale.
E vabbè, la prima ricetta è il Beer bread, fatto usando la Basic bread recipe, con le dovute modifiche! E' semplicissimo: prendete la ricetta di fiducia del vostro pane preferito e al posto dell'acqua metteteci la birra che preferite! Io l'avevo fatto con una birra chiara ma adesso che mi è tornata in mente penso che i prossimi giorni proverò a farlo con una birra scura! 

Voto: 6 (non perché non sia buono, è che a me il pane non viene granché...)

La seconda ricetta è una delle poche di pesce che ho fatto. Non mi piace molto cucinare il pesce, è troppo delicato. Però mi piace molto mangiarlo! Ma Jamie ha il potere di rendere tutto semplice, e anche in questo caso ci è riuscito in pieno. Per replicare questa squisitezza, cioè la Skate wings with prosciutto, radicchio, capers and lemon, dovete solo cucinare la razza (prima in padella, infarinandole leggermente, e poi 5 minuti in forno) e preparare il condimento per sopra. Anche questo si fa in 5 minuti: tagliate il prosciutto a striscioline, cuocetelo in una padella, poi aggiungete il radicchio, sempre a striscioline e i capperi. E terminate con una spruzzata di limone, che nelle ricette di Jamie non manca mai.

Voto: 7

E anche per oggi è tutto, a presto!

martedì 29 gennaio 2013

English pie

Qualche giorno fa girovagavo per i blog di cucina e ho trovato un contest, in cui si doveva cucinare qualcosa di english. Il termine del contest era vicino però mi sono detta "ma dai, su, proviamoci lo stesso, sono piena di libri di cuochi inglesi da dove prendere qualche ideuzza". Allora mi sono messa a sfogliare i libri di Nigella, di Jamie, di Gordon... volevo sfogliare anche quello di Heston Blumenthal ma poi ho pensato che non avrei mai avuto tempo di fare una ricetta delle sue dato che solo per fare il brodo ti ci vuole una giornata intera.

Alla fine ho optato per una Pie, diciamo una English pie perché non ho ancora ben capito quale delle tante varianti ho fatto. Lo spunto l'ho preso da Jamie Oliver, che proponeva una classica Shepherd's pie, quella con il macinato sotto e le patate pureose sopra. Poi ho pensato che per farla più croccante avrei potuto mettere, sopra alle patate pureose, delle molliche di pane tostate, e allora ho scoperto che in realtà questa Pie esiste già e si chiama Cumberland pie. Poi però era domenica e io il macinato ce l'avevo pure, ma mi serviva per fare delle polpette. Allora ho preso delle fettine di vitello e le ho tagliate a striscioline, poi ho aggiunto i piselli, così non sapevo più se chiamarla Shepherd's pie, Cumberland pie o chissà in quale altro modo.
Comunque era ottima, quindi eccovi la mia versione di una English pie!
Ps: se vi va di fare un giro nel mio mondo dolcioso vi lascio anche il sito del mio blog di dolci: Nekocake Bakery << cliccate!!
ENGLISH PIE

INGREDIENTI (per 3-4 persone)
1 cipolla
1 carota
olio
30 g di burro
sale e pepe
timo secco
350 g di fettine di vitello tagliate a striscette
1 cucchiaio di farina
la scorza grattugiata di 1/2 limone
1 cubetto di brodo
4-5 bicchieri di birra
500 g di patate
latte
200 g di funghi
200 ml di panna
80 g di piselli
50 g di pane
100 g di formaggio tipo Gouda

Pulire la cipolla e la carota e tagliarle a dadini di circa 1 cm. Cuocerle in una padella con olio e burro, aggiungendo sale, pepe e timo, per una decina di minuti. Aggiungere il vitello, i piselli, il cucchiaio di farina e il cubetto di brodo. Cuocere un paio di minuti e aggiungere la birra. Portare a ebollizione e lasciar sobbollire per circa un'ora. Nel frattempo lessare le patate in acqua salata, per 15 minuti, scolarle e schiacciarle. Aggiungere un pò di latte e un pò di burro.
Tagliare i funghi a cubetti e, quando mancano 10-15 minuti alla fine della cottura della carne, aggiungerli al resto, insieme alla panna. Finire di cuocere e alla fine trasferire tutto in una pirofila. Mettere la purea di patate sopra alla carne e stenderla bene sopra.
Sbriciolare il pane e tostarlo per un paio di minuti, aggiungere il formaggio tagliato a dadini e mettere tutto sopra le patate. Infornare a 180°C per circa mezz'ora (fino a che il formaggio non si scioglie).
Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo a questo contest:
Eccovi il link del contest: qui
Ed eccovi il link della pagina FB di Salter: qui

domenica 17 giugno 2012

Ricette di novembre 2011

Continua la rassegna di ricette e per la precisione siamo arrivati a novembre dell'anno scorso. Ve lo dico subito, sarò breve, molto breve, perché è domenica e l'unica cosa che voglio è buttarmi nel divano e riposarmi, dopo aver passato un fine settimana a cucinare e a fare la prova del nuovo mini-barbecue. E poi non so come mi è venuto in mente di imbarcarmi nell'apertura di un nuovo blog, a volte mi chiedo come fanno a venirmi duemila idee per la mente. Che poi riuscissi a portarne avanti almeno una sarei anche contenta... Come le cinericette, di cui però vi parlerò più avanti, una cosa alla volta!
Prima foto per il brodo chiarificato. In pratica è un brodo fatto due volte, perché prima fate il brodo normale, poi lo rimettete su con altre verdure e della carne macinata. Alla fine delle due bolliture avrete il brodo chiarificato. Adesso non chiedetemi a che serve, forse a renderlo più limpido ma non ricordo di preciso, comunque è molto buono!
Poi abbiamo la ricetta numero 60 di Jamie Oliver, il cottage bread. Ecco, io faccio schifo con i panificati. Sono proprio negata. Ovunque c'è da mettere il lievito state pur sicuri che mi viene una schifezza. A parte qualche raro dolce io e il signo lievito proprio non leghiamo. Questo pane non è venuto proprio male a dire la verità, solo che di sicuro non mi sostituisce il pane che compro al supermercato, se non altro per tutto il lavoro che c'è da fare prima e il tempo che ci vuole per aspettare che lieviti. No, non sono di sicuro una persona così paziente!
Questo invece è uno dei rari esempi di dolci con lievito che mi riescono: i muffin. Questi in particolare erano dei muffin con philadelphia e ciliegie. Mi sembra di ricordare che avevo usato le ciliegie candite, non so se perché c'era scritto nella ricetta o se perché era novembre e quindi non era esattamente stagione di ciliegie fresche... Comunque sia, tra tutti i diversi tipi di impasto per muffin provati fino ad adesso questo di sicuro è stato il migliore. Anche se sono ancora alla ricerca del muffin perfetto!
E questa è l'ultima foto per oggi. Ricetta 61 di Jamie, il pease pudding, cioè una specie di passata-purè di piselli. In realtà avrei dovuto usare i piselli secchi gialli ma non li ho trovati e quindi ho usato quelli verdi. Era buono, un'ottima alternativa al purè di patate.

Bene, come vi avevo accennato prima adesso vado a buttarmi tra le braccia del mio amato divano rosso, voi non dimenticate di andare a sbirciare il mio nuovo blog (che aggiorno più spesso per adesso!). A presto!

domenica 24 luglio 2011

Recipe 37: Twister bread e Pesca dal balcone

E finalmente il tempo è come lo desidero! Una bella pioggerella sottile che ha rinfrescato tutta l'aria, una vera goduria! Infatti oggi mi è venuta voglia di sistemare casa (con conseguente spostamento mobili e coinvolgimento del povero boy che è stato costretto a spostare divano e altre cose sparse per casa), addirittura di studiare (con conseguenze però nulle per ora) e ieri, dato che iniziava già a rinfrescare, mi sono anche data al giardinaggio (leggi: tentativo disperato di salvare povere piante morenti che sostano nel mio balcone). Abbiamo persino pulito il balcone, passando lo straccio per togliere tutto il sudiciume! Cosa ovviamente del tutto vana dato che adesso che piove c'è una bella pozzanghera... ma non importa, io amo la pioggia!

Tra l'altro ieri c'è stata una folata di vento che ha fatto cadere un tappetino da lavandino che stava ad asciugare nella finestra: è caduto nel giardino della casa di sotto che però è disabitata. Non potevamo scavalcare la rete perché non c'è un cancelletto, e dietro la rete c'è una specie di siepe, quindi era impossibile. E ovviamente il tappetino era caduto in un punto in cui era impossibile prenderlo da qualsiasi direzione. E io che mi ero sempre chiesta a cosa servisse un ragazzo con la passione della pesca, ieri ho finalmente avuto la mia risposta: a recuperare oggetti caduti in giardini disabitati. Infatti lui ha preso un filo da pesca, ci ha messo un piombino per farlo andare giù senza volare a destra e a sinistra e un amo. Al mio primo tentativo avevo già uno spettatore: uno dei vicini che era nel balcone, che è entrato in casa, è riuscito poco dopo con la ragazza/moglie e entrambi si sono messi comodamente seduti nel loro balcone a gustarsi la scena di due pazzi che tentavano di pescare dal balcone. Purtroppo l'amo era troppo piccolo, quindi abbiamo dovuto usarne uno che avrebbe voluto essere usato per pescare qualche pesce tipo squali o balene, ma alla fine Sergi (non io, sono proprio negata anche per la pesca di tappetini da lavandino) ce l'ha fatta! Lui si è beccato l'applauso dei vicini e io ho riavuto il mio tappetino!
Mi chiedo cosa facciano le persone normali di sabato pomeriggio...
Ma veniamo alla ricetta di oggi, che più che ricetta è un'idea: il Twister Bread. Sempre ricetta di Jamie, lo adoravo prima di iniziare a fare tutte le sue ricette e continuo ad amarlo adesso che mi sta facendo scoprire cose sempre diverse ma allo stesso tempo semplici. Ti fa davvero venire la passione per la cucina. Jamie, ti prego, portami via con te a cucinare in uno dei tuoi ristoranti! Ok, ricomponiamoci e torniamo alla ricetta: fate l'impasto del pane, quello che avete collaudato da anni e anni, o da generazioni e generazioni, o quello che trovate su internet cercando "impasto per pane". Stendetelo con una forma quadrata e con uno spessore di circa un centimetro, spalmateci sopra il pesto e arrotolate tutto. Tagliate dei rotolini di circa 4 cm e metteteli in una teglia con il lato tagliato girato verso sopra, come nella foto.
Mettete in forno a 225°C per 15-20 minuti, sfornate e... si Jamie, tu dici di farli raffreddare per 30 minuti, ma ti rendi conto che è impossibile resistere, vero? Sono ottimi sia caldi che freddi, una vera delizia. Infatti mentre preparavo l'aggiornamento del blog mi sono resa conto di avere una scatola di basilico fresco e... indovinate cosa ci farò? =)


giovedì 7 aprile 2011

Recipe 25: Focaccia

Aggiorno sempre più di rado, mi ripropongo sempre di essere un pò più costante ma proprio non ce la faccio. Non che non sia costante nel fare le ricette, cucinare mi piace troppo e non ci rinuncerei mai per nulla al mondo, ma fare ordine tra le migliaia di foto e ricette arretrate è un'impresa che diventa giorno dopo giorno sempre più titanica. Ogni tanto però mi riesce di trovare qualche minuto libero tra un promotore di un gene, un citotrofoblasto e un osso temporale, e allora piano piano riprendo vecchie foto, risfoglio libri e giornali alla ricerca della ricetta fatta mesi fa e alla fine riesco ad aggiornare. In realtà da una parte è molto bello perché a distanza di tempo mi ritorna in mente il giorno in cui avevo cucinato quel piatto o quel dolce, quanto mi era piaciuto e quanto tempo ci era voluto perché fosse stato spazzolato tutto!
La ricetta che vi propongo oggi è una semplice Focaccia, sempre presa dal primo libro di Jamie Oliver, the Naked Chef, che continua a darmi immense soddisfazioni! Siamo alla venticinquesima ricetta e non ce n'è stata nemmeno una che mi ha deluso! Per questo ti amo Jamie!
 Per la focaccia, il libro rimanda alla ricetta del pane, quindi penso che qualsiasi ricetta per il pane abbiate potete usarla tranquillamente. Prima della seconda lievitatura basta stendere l'impasto su una teglia, lasciandolo un pò altino, e aggiungere i vostri topping preferiti. Non vi capita mai di leggere di continuo delle ricette in inglese e dimenticarvi come si traducono certe parole in italiano? A me continuamente! Topping è una di quelle, tralasciamo bowl... mentre sto lì che cucino potreste sentirmi mille volte dire "mi passi una... come cavolo si chiama... dai, una bowl!" e il povero Serge che mi guarda strano e dice "una che??" e io "ma si dai, lo sai che non mi viene come si chiama in italiano, una bowl, quella per metterci dentro le cose! Dai vabbè, la prendo io". La prendo e lui "ah, era una ciotola, ci voleva tanto?".
Ma continuiamo, prima di farla lievitare la seconda volta quindi bisogna metterci sopra il condimento che preferite. Jamie ne proponeva tre e io ovviamente li ho provati tutti: Basil And Olive Oil Topping, Potato And Rosemary Topping e Onion Topping. Uno più buono dell'altro, anche se le patate non le supera nessuno!!
Alla fine si mette tutto in forno alla temperatura massima per circa 15 minuti, si tira fuori e si mangia! In realtà mi ero dimenticata di metterci il sale ma era buonissima lo stesso! Mio padre non se ne era nemmeno accorto e ne ha spazzolata un bel pò!

sabato 11 settembre 2010

Recipe 16: Beer Bread


Non sono mai stata brava con le preparazioni lievitate. Guardo con grande ammirazione tutte le foodbloggers che riescono a fare il pane, le brioche e cose del genere. A me proprio non riescono. Penso che sia un pò come avere il pollice verde. Io ovviamente non ho nemmeno quello, sono riuscita a far morire anche una pianta grassa. Fortunatamente c'è Sergi che si ricorda di dare l'acqua tutti i giorni alle piantine di basilico e di prezzemolo, altrimenti dovrei andare avanti di erbe aromatiche secche.

Comunque dicevo, con i panificati per me è la stessa cosa. Non sapete quante volte ho sognato di avere il lievito madre, o addirittura di provare a farlo. Allora sono andata alla ricerca del procedimento per farlo. Ho iniziato a leggere: preparare l'impasto e lasciarlo riposare 2 giorni, poi altri 2 giorni, poi altri 5 giorni... e poi? Bisogna rinfrescarlo tutte le settimane?? No, non so se riuscirei mai a portare avanti una cosa del genere.

 Ecco, come dicevo non sono portata per i panificati. E non mi si venga a dire che non c'ho provato. Una volta ho cotto il pane a temperatura alta e mi si è bruciato di fuori, una volta a temperatura più bassa e faceva schifo, una volta non mi si è lievitato e la volta dopo l'ho avvolto in due coperte di lana e l'ho messo vicino al termosifone acceso. Ma non c'è stato niente da fare. Niente. E poi arriva la ricetta di Jamie. Niente di particolare, Beer Bread (cioè il pane alla birra). Basta sostituire metà dell'acqua con la vostra birra preferita; io dato che non sapevo come sarebbe venuto, ne ho scelta una classica, la Becks, anche se in realtà mi piacerebbe provare a rifare il pane con la Guinness. Non so che sorta di magia faccia Jamie sulle sue ricette per farle venire sempre una meraviglia, ma anche in questo caso ha funzionato. Si, finalmente sono riuscita a fare un pane! Buono, con la mollica morbida e con la crosticina croccante. Un leggero retrogusto di birra, giusto un accenno, quel poco che basta per fare la differenza tra un semplice pane e il pane alla birra di Jamie. E così finalmente sono riuscita nella mia impresa: ho fatto il pane! E posso finalmente dire che capisco la gioia di infagottare l'impasto per farlo lievitare, l'attesa di ore per vedere quel pugnetto di ingredienti gonfiarsi fino a strabordare dalla ciotola...

Questa ricetta è sempre presa dal libro di Jamie Oliver, The naked chef.