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sabato 22 marzo 2014

I telefilm che ti plagiano la mente e Budini cioccomeringa

[Colonna sonora del post: Paramore - Decode]


Ormai mesi, anni fa, parlavo dell'impatto dilagante che hanno avuto i cartoni animati sul mio cervello. Del resto il cervello è plastico e con me ha assorbito tutto quello che gli ha propinato la tv. Crescendo però sono cambiata: sono passata dai cartoni animati alle serie tv.

In realtà la prima serie tv che io abbia mai visto risale probabilmente alla mia infanzia: di giorno guardavo Sailor Moon e di sera guardavo con mia madre Beverly Hills 90210, grazie al quale tutti conoscono lo ZIP Code di Beverly Hills. Fortunatamente la mia mente ha rimosso gran parte di quello che succedeva nel telefilm. L'unica cosa che ricordo è Dylan, il ragazzo cattivo, del quale ovviamente ero già innamorata a 7 anni. A pensarci bene, anche se la mia mente ha cancellato tutta la trama e i personaggi, qualcosa nel mio subconscio deve essere rimasto. Scopro quindi adesso che devo a Beverly Hills la mia predisposizione verso i bad guys!
Crescendo, crescendo, arriva Dawson's Creek. Si, il telefilm dove i protagonisti parlano come dei deficienti, quello dove per chiedere a una ragazza di fare sesso, ce la menano per 3-4 stagioni, sviscerando tutti i vari motivi filosofici per i quali sarebbe meglio farlo o non farlo. L'unico telefilm dove colui che dà il nome alla serie, alla fine è l'unico che ci rimane fregato, dato che la ragazza che amava alla follia sceglie (ovviamente) il bad guy. Continuo a pensare che deve esserci proprio un nesso tra i telefilm che ho visto e i miei gusti in fatto di uomini...

A questi seguì, in ordine anagraficamente sparso, una miriade di altri telefilm, che per comodità (e assecondando le mie manie) citerò in ordine alfabetico.
30 Rock: recentissima scoperta. Quando lo guardo mi sento una Liz Lemon a tutti gli effetti: mangio di tutto, sono mezza scoordinata e sono una perfetta donna in carriera. E sento di avere un assoluto bisogno di un mentore come Jack Donaghy.
Big Bang Theory: chiamatemi pure Sheldon. A ogni puntata mi sale un cinismo allucinante, guardo il mondo con fare scientifico, dispenso consigli non voluti a chiunque mi passi sotto tiro, sfoggio conoscenze di matematica e fisica che nemmeno pensavo di avere (e che, con tutta probabilità, non ho) e quando mi verso l'acqua nel bicchiere non posso non pensare alla forza di gravità. Il mio obiettivo nella vita è prendere il premio Nobel.
CSI: maledico il fatto di non conoscere Grissom. Che poi a me questo genere di telefilm nemmeno piace, ma il mitico G te lo fa piacere lo stesso. Dai, chi è che non sogna un uomo come lui al suo fianco? Intelligente, carino al punto giusto e con le mani immerse negli insetti 24 ore su 24. Il top.
Dexter: che ve lo dico a fare? Lui è quasi l'uomo ideale, se non fosse che la povera moglie gliela uccidono mi pare alla fine della terza stagione. Ecco, magari moglie no, ma amante mi andrebbe più che bene. A parte questo, se non l'avete mai visto, ve lo STRAconsiglio.
Finisco la D con Dr. House: bè, questo mi ha plagiato in modo particolare dato che poco dopo averlo iniziato a vedere mi sono iscritta a medicina. Ogni volta che lo guardo mi sento come lui, Dio sceso in terra, cammino 8 metri da terra e ho la soluzione ad ogni problema, medico e non.
 
La prossima volta continuo con la F (dato che sulla E non c'è niente), ma mi sorge spontanea una riflessione. A parte il plagiamento di cui parlavo all'inizio, cioè che i personaggi dei telefilm mi spingono ad assumere alcune delle loro caratteristiche nella vita di tutti i giorni, mi pare lampante che i personaggi maschili hanno plagiato INDELEBILMENTE i miei gusti in fatto di uomini. I primi sono Dylan di Beverly Hills e Pacey di Dawson's Creek. Possiamo metterci pure Dexter: questi sono proprio cattivi ragazzi che però nascondono un lato sensibile. Rispecchiano i miei gusti giovanili.
Poi sono arrivati Sheldon, Grissom e il Dr. House: qualcosa è cambiato. Mi piacciono gli uomini intelligenti e che si sentono dei gran fighi. Sono fottuta.


BUDINI CIOCCOMERINGA

INGREDIENTI
3 tuorli
3 cucchiai di cacao amaro
80 g di zucchero
200 ml di latte
vaniglia
2 fogli di gelatina
150 ml di panna
40 g di meringhe

Sbattere i tuorli con il cacao e lo zucchero.
Far bollire il latte con la vaniglia e versarlo sul composto di uova, cacao e zucchero, amalgamando bene.
Mettere ad ammollare la gelatina nell'acqua, scioglierla in un pentolino e aggiungerla al composto.
Montare la panna e aggiungerla al resto.
Mettere le meringhe leggermente sbriciolate negli stampini, poi riempire con il composto. Mettere tutto in frigo a raffreddare per circa 3 ore.
Sformare passando un coltello lungo il bordo e rovesciare i budini su un piatto.

lunedì 6 gennaio 2014

Torta gelato menta e cereali e Il mio compleanno

[Colonna sonora del post: Ramones - Happy Birthday (Simpson)]


Le feste ormai sono passate: ho finito anche di festeggiare il mio compleanno, che quest'anno è durato un weekend. Infatti la sera prima, scattata la mezzanotte, ho iniziato a scartare un regalo in tema culinario; ma non culinario come potete pensare voi. Il regalo è stato uno di quei giochi dei bambini della Clementoni, Laboratorio in cucina, che tenevo d'occhio già dallo scorso anno ma che nessuno aveva ancora avuto il coraggio di regalarmi. Ques'tanno invece è mio e sto già iniziando a sperimentare lo yogurt! Il giorno dopo era il mio compleanno, quindi immancabile dolce a casa dei miei e 3 bevute al bar, una per ogni decennio passato. Il giorno dopo ancora altre 3 bevute, sempre una per ogni decennio. Il giorno dopo ancora cena di sushi a volontà e altre 3 bevute, sempre una per ogni decennio, più una quarta di chiusura del compleanno.

Questo significa che, come ogni anno, i miei buoni propositi non partono di sicuro dal primo gennaio. Nemmeno dal 2 (il giorno del mio compleanno) e nemmeno dal 3 o dal 4, dato che stavo ancora festeggiando. A dire la verità nemmeno dal 5 dato che era domenica e già che ci siamo nemmeno da oggi, dato che è la Befana. Potrei iniziare i miei buoni propositi domani ma se proprio devo dirvela tutta quest'anno non è che abbia tutti questi buoni propositi. Infatti dopo quasi 2 anni ho ripreso a bere il caffè, non ho di certo smesso di bere alcolici e ho la cucina e la dispensa piena di cose da mangiare. E ovviamente non ho ancora aperto un libro per studiare.
Insomma, niente buoni propositi per una volta.

E dato che va tutto al contrario, per questo invernale gennaio vi posto una ricetta estiva! E' una torta gelato alla menta con base di cereali, perfetta per rinfrescare le giornate invernali di questo periodo (che sembra sempre una cosa al contrario ma in realtà qui da me questo inverno mi sembra proprio anomalo, è caldo!)!

TORTA GELATO ALLA MENTA

INGREDIENTI per uno stampo da 22 cm

75 g di cioccolato, tagliato a pezzetti
40 g di burro
100 g di riso soffiato
1 kg di gelato alla vaniglia
mezzo bicchiere di sciroppo alla menta
(oppure direttamente 1 kg di gelato alla menta!)

Foderare lo stampo con la carta stagnola e coprire la base con un cerchio di carta da forno (nella ricetta originale c'era scritto, io non l'ho messa la carta forno e infatti è stato un pò difficile staccare la torta dalla stagnola).
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e il burro, togliere dal fuoco e aggiungere il riso soffiato. Stendere tutto sulla teglia, in modo da formare base e bordi della torta. Mettere in frigo a raffreddare per circa 20 minuti.
Mettere il gelato in una ciotola e, quando si è ammorbidito un po', aggiungere lo sciroppo alla menta. Mescolare bene e versare tutto nella base della torta. Mettere in congelatore fino a che non si sia indurita per bene e alla fine decorare con il cacao amaro.

giovedì 31 ottobre 2013

Dolce Stardust e Invettiva contro gli anti-Halloween

[Colonna sonora del post: Mika - Stardust]


Oggi è Halloween. E chi se ne frega se non è una festa nostra e l'abbiamo importata dall'estero. Come se i vestiti che ci mettiamo fossero tutti Made in Italy. O i cellulari che usiamo siano stati fatti tutti in Italia. O i programmi che guardiamo in tv siano tutti frutto di menti italiane. O le cose che mangiamo venissero tutte prodotte dal contadino sotto casa.
Io penso che si possa stare in pace con se stessi sia mangiando la salsiccia prodotta dal macellaio di fiducia che usa solo carne dell'allevamento che ha dietro casa, sia usando la salsa di soia prodotta in Giappone. Non so, tutti a urlare allo scandalo alla vista dei bambini che imitano quelli americani quando bussano alla porta e fanno dolcetto o scherzetto e poi magari vedi le stesse persone che hanno tutti i dvd di Glee pronti per essere guardati. La coerenza si sa, non è per tutti.

La mia vita mi piace così, ricca di spunti che vengono un po' qua e un po' là. Nel mio balcone ho una piantina di pomodori che (se mi ricordo di darle da bere) mi permette di fare qualche insalatina o qualche sugo di tanto in tanto: nemmeno a chilometro zero, qui si parla di Centimetro Zero. Nel frigo ho le verdure prese al mercato del centro, le salsicce del macellaio, una salsa allo zenzero e una salsetta di pesce comprate in Austria; nella dispensa ho i fagioli del contadino, i ceci della Coop, la salsa di soia, i ramen pronti, i mochi comprati nel negozietto asiatico, una crema di nocciole austriaca, le tortillas e le alghe nori; nel congelatore ho l'impasto della pizza fatto a mano dal sig. Geom e il gelato alla zucca della Lidl.
E mi vengono a dire che Halloween non è una festa nostra e quindi non possiamo “sentirla”? Quindi dato che la salsa di soia non è italiana, non posso gustarla? E cos'ho mangiato negli ultimi anni quando sono andata milioni di volte al ristorante giapponese? Un risotto di pesce con una salsa nera e salata? No, ma allora rinchiudiamoci tutti in Italia, blocchiamo le frontiere e non facciamo passare niente, che tanto qualsiasi cosa che arriva dall'estero non ci appartiene.
E non sto dicendo che quello che è fatto in Italia fa schifo, sto solo dicendo che, per quanto mi riguarda, per me è come per le persone: se c'è un italiano e un americano, con chi preferite fare amicizia? Non so voi, ma io con il più simpatico. E nel cibo è la stessa cosa: tra un piatto di tortellini e uno di crauti scelgo i tortellini, tra la zuppa di miso e un piatto di spaghetti al pomodoro scelgo la zuppa di miso (sacrilegio per un'italiana!), tra una peperonata e i canederli io scelgo i canederli. Scelte insensate? No, sono scelte che rispettano i miei gusti. Le cose che mi piacciono le scelgo in base al gusto, non alla provenienza.

In realtà non ero partita per fare un'invettiva contro gli anti-Halloween... Volevo solo presentarvi la mia ricetta che non c'entra niente con Halloween! Si perché in questo periodo i blog di cucina si riempiono di ricette spaventose, arancioni e nere, piene di dita mozzate e zucche insanguinate, tutte cose che farebbero concorrenza a qualsiasi film horror. E io avrei anche pronta pronta una ricettina a tema, non horror, ma fatta con la zucca. Ma che gusto c'è a postarla adesso? Probabilmente aspetterò Natale o Pasqua.
Invece oggi vi lascio la ricetta di un dolce scintillante e colorato, l'anti-Halloween in persona. L'ho chiamato Dolce Stardust perché l'ho fatto un paio di settimane fa, in piena estasi X Factor. Dato che Mika è tra i giudici e io mi ricordavo solo una canzone che aveva fatto (la prima forse) mi sono detta “Cavoli, tutti smattiti per questo Mika e io conosco una canzone si e no?”. Allora mi sono improvvisamente ricordata che l'anno scorso aveva cantato qualcosa con Chiara, mi sono andata a cercare la canzone, che appunto si chiama Stardust, e mi è piaciuta molto! Ed ecco da cosa viene il nome! Il dolce non è frutto della mia immaginazione va viene da un libro!


DOLCE STARDUST

INGREDIENTI (stampo rotondo da 22-23 cm)
Per la base:
250 g di farina
150 g di burro
1 tuorlo
un po' d'acqua
Per la farcitura:
3 uova
20 g di maizena
75 g di zucchero
400 ml di latte
150 g di cioccolato
vaniglia
1 confezione di gelatina in polvere (io ho usato quella in fogli ma non ricordo quanti ne ho messi...)
45 ml di acqua (se usate la gelatina in fogli non serve)
30 ml di rum
150 g di panna

Preparare la frolla mescolando farina e burro, fino a che non si formino tutte briciole, poi aggiungere il tuorlo e un po' d'acqua, per formare un impasto della giusta consistenza. Vi avviso che con questi ingredienti la frolla viene particolarmente insapore: per me poi ci sta bene perché il dolce è particolarmente dolce, ma se volete una frolla più “classica” usate la vostra ricetta di fiducia!
Stendere la pasta, foderare uno stampo da 22-23 cm e mettere in frigo per circa mezz'ora. Poi fare dei buchetti nel fondo, coprire con la carta forno con sopra dei ceci/fagioli/altri pesi a vostro piacimento e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 10 minuti. Togliere i ceci e la carta da forno e continuare la cottura per altri 10 minuti.
Mentre si raffredda, separare i tuorli e gli albumi. Mescolare i tuorli, la maizena e 30 g di zucchero. Scaldare il latte, versarlo nel composto con le uova, mescolare, rimettere tutto nella pentola e cuocere a fuoco lento finché la crema sarà cotta.
Dividere la crema in 2 ciotole. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, unirlo a una delle due metà della crema e metterla sul fondo del dolce. Lasciar raffreddare. Sciogliere la gelatina in polvere nell'acqua (se usate quella in fogli fatela ammorbidire) e versarla nell'altra metà crema, insieme al rum. Aggiungere lo zucchero e mescolare tutto. Montare gli albumi a neve e aggiungerli alla crema. Amalgamare tutto e versare nel dolce, sopra alla crema al cioccolato.
Mettere il dolce in frigo finché non si sarà rassodata (un paio d'ore), poi decorare con panna montata e polvere di stelle!

Lo giuro, oggi mi ero ripromessa di non fare un post chilometrico...
E per la cronaca, per fare questo dolce ho usato uova del contadino, panna dell'Auchan e polvere di stelle austriaca!

martedì 27 agosto 2013

Prove giovanili di cheesecake e Cheesecake al cioccolato bianco

Ormai ne avrò fatte milioni di cheesecake. Fredde, calde, tiepide e bollenti. Anche se non mi sono mai sbizzarrita troppo negli ingredienti: voglio dire, niente cheesecake al cioccolato, banana, lamponi, caramello, limone, uvetta o fragole. Solo vaniglia.

Il primo incontro con una specie di cheesecake è stato con le torte pronte allo yogurt della Cameo. Si, una che scrive un blog di cucina si presuppone che stia alla larga dai preparati o dai cibi pronti, ma a me invece piacciono. Mi piace stare ore ad aspettare che un impasto si lieviti (o, data la mia scarsa, scarsissima fortuna con i lievitati, che NON lieviti) e mi piace anche cercare le forbici che come sempre si perdono in un appartamento di 50 metri, tagliare la busta e buttare tutto in una padella. E ricordarmi di accendere il fornello, che è anche capitato che mettessi la pentola sopra il fornello con la roba dentro e che dopo 10 minuti iniziassi a pensare “ma com'è che questa roba non si cuoce??”... Ma dicevo, le torte della Cameo, quelle che ci vuole di più a montare lo stampo per il dolce che a fare il dolce. Quando avevo capito che potevo farle con lo yogurt che preferivo e non solo con quello alla fragola, mi ricordo che ero felicissima!

Poi però ho provato a fare la cheesecake da sola. Ma non mi fidavo molto del fatto che dentro una cosa dolce ci andasse il Philadelphia. Del resto io l'avevo sempre mangiato sopra il pane o con altre cose salate e l'accostamento dolce-salato non è mai stato tra i miei preferiti (per non dire che mi fa quasi schifo in quasi tutte le occasioni, non mi piace tanto nemmeno il pane con la Nutella). Allora ci ho provato con la ricotta che, a pensarci adesso, mi sembra una cosa ancora più strana dato che la ricotta all'epoca mi faceva schifo anche in versione salata. Ma chissà che strane associazioni ha fatto la mia mente, avrà pensato “Philadelphia-salato > buono, quindi dolce > schifo, ricotta-salata > schifo, quindi dolce > buona” o una cosa del genere. Comunque la mia avversione per la ricotta in veste salata me l'ha fatta preferire al Philadelphia per la primissima prova di una cheesecake. Ecco, ricordo benissimo questi passaggi tra Philadelphia e ricotta, ma non ricordo assolutamente come era venuta fuori questa prima cheesecake...

La seconda prova è stata la versione fredda, con una ricetta di Martha Stewart, stavolta fatta con il Philadelphia, un mattone assurdo, del tipo che una fetta era alta 10 centimetri e ci volevano 4 persone per finirla: e da lì è scattato l'amore! Si, perché le ricette leggere, difficilmente mi rubano il cuore.

Poi sono passata alle cheesecake cotte, che mi sono piaciute ancora di più. E da lì non ho mai smesso di farle, anche se non ho ancora trovato la ricetta perfettissima. Ho anche provato a farne una versione austriaca, con il quark, ma dentro aveva l'uvetta quindi non posso di certo annoverarla tra le mie preferite. Certo che se avessi pensato di sostituire l'uvetta con le gocce di cioccolato...
Finalmente domenica ne ho provata una un po' diversa: una cheesecake al cioccolato bianco. L'unica pecca è che il cioccolato bianco non si sente molto, sembra più un leggero retrogusto. Ma nella base ci sono nocciole e cannella, e sono proprio loro che fanno la differenza! Merita davvero di essere provata!
CHEESECAKE AL CIOCCOLATO BIANCO

INGREDIENTI (stampo da 22-23 cm)
Per la base:
150 g di biscotti (i Digestive vanno benissimo, io ho usato dei biscotti al burro)
40 g di nocciole
50 g di burro, da fare fuso
cannella
Per la crema:
350 g di cioccolato bianco (dato che le tavolette le fanno da 100, fossi in voi ne metterei 400 g)
120 g di panna
600 g di Philadelphia
50 g di zucchero
4 uova
vaniglia
Per il sopra:
360 g di panna acida (ma anche 400, dipende da come trovate le confezioni)
50 g di zucchero

La lista degli ingredienti sembra lunghissima! Comunque, iniziate riscaldando il forno a 180°C e imburrando e infarinando la teglia.
Per la base: mettete i biscotti e le nocciole nel mixer e tritate tutto. Poi aggiungete il burro fuso e un po' di cannella a piacere e mixare ancora. Versare tutto nello stampo pressando bene. Potete scegliere di lasciare solo uno strato in fondo o fare anche dei bordini. Mettete tutto in forno per 5 minuti e, una volta sfornato, abbassate il forno a 150°C.
Per la crema: sciogliete il cioccolato bianco con la panna. In una ciotola sbattete il Philadelphia e lo zucchero, poi aggiungete le uova una alla volta. Aggiungete anche il cioccolato con la panna e un po' di vaniglia. Versate tutto nello stampo sopra la base di biscotti e infornate per circa 50-60 minuti. La cheesecake è pronta quando al centro è ancora un po' tremolante. Togliete dal forno e aumentate la temperatura a 200°C.
Per il sopra: in una ciotola mescolate la panna acida e lo zucchero, poi versate tutto sopra alla cheesecake e infornate per 7 minuti. Alla fine spegnete il forno e lasciateci dentro la cheesecake per un'ora.
E' stata un'ora di attesa molto difficile perché ero proprio curiosa di vedere e soprattutto di assaggiare quella meraviglia, ma l'attesa è stata ripagata! Come vi dicevo non sa tanto di cioccolato bianco ma la consistenza viene perfetta, e le nocciole e la cannella della base le danno un tocco in più veramente ottimo! La crema si scioglie in bocca e anche lo strato sopra di panna acida è buonissimo!

giovedì 8 novembre 2012

Quale sarà la mia meta, Fisse e Cupcakes con burro d'arachidi

Solo un breve post per anticiparvi qualcosa sul cambiamento che avverrà su questo blog. Come accennavo la vosta scorsa, la voglia di trasferirmi all'estero ce l'ho da quando avevo 13 anni ma purtroppo non ho mai coronato quel sogno. No, non lo coronerò nemmeno a breve, non sono in procinto di trasferirmi da qualche parte del mondo da un giorno all'altro (purtroppo!). Però vorrei provare ad avvicinarmi di più a quella che (spero) sarà la mia meta futura. Ne ho cambiate tante nella mia mente, di mete future, alcune erano frutto di mode giovanili, altre erano decisamente troppo difficili da raggiungere; adesso però ne ho scelta una che potrebbe soddisfarmi.

Ecco allora che viene fuori la parte più assurda di me: il mio cervello entra TOTALMENTE in fissa per una cosa.

E qui potrei aprire una bella parentesi: questa cosa l'ho presa sicuramente da mio padre. Nel corso degli anni ha avuto varie fisse e quando gliene prendeva una non lo fermava nessuno. E continua anche adesso! Tra le migliori si possono ricordare:

- la fissa per il computer: quando ero piccola avevamo il computer in camera mia e mio padre stava fino a tarda notte davanti allo schermo a fare non so cosa, per ore e ore! Parliamo dei tempi in cui non c'era ancora Windows, ma c'era quella bella schermata iniziale del dos, tutta nera, in cui dovevi digitare non so quali strani comandi solo per far partire un giochino con 5 colori e dove il pupetto poteva o andare avanti o saltare. Detto così sembra che io abbia 60 anni, dato che sembra di parlare della preistoria! In realtà ne avrò avuti 10 si e no e penso che tra tutti quelli che conosco siamo stati i primi ad avere un computer! La fissa è continuata per anni e anni, avremo cambiato mille computer per avere sempre il migliore, a un certo punto avevamo 4-5 hard disk, poi addirittura 2 computer collegati allo stesso schermo! Insomma, casa mia è sempre stata all'avanguardia per la tecnologia dei computer!

- la fissa per la marmellata di ciliegie: questa è stata breve, ma ha permesso a mio padre di comprare un supersnocciolatore di ciliegie direttamente dalla Francia! Vi chiederete "e perché proprio dalla Francia, non poteva comprarlo in Italia?" Ehhh no! In Italia c'erano solo snocciolatori che snocciolavano una ciliegia alla volta, il supersnocciolatore francese invece ne snocciolava 2 alla volta! Un risparmio del tempo non indifferente dato che in campagna avevamo un albero di ciliegie che ne aveva fatte chili e chili di ciliegie!

- la fissa per i balli caraibici: in quel periodo, ogni volta che tornavi a casa c'era musica caraibica di sottofondo, a un certo punto della serata poi mio padre e mia madre si mettevano a provare le figure dei balli cercando di coinvolgere anche me e mia sorella (che però fuggivamo via!).

- la fissa per i liquori: questa continua ancora oggi e ci permette di gustare ogni tipo di liquore immaginabile! Dal classico liquore al basilico, a quello alla liquirizia, abbiamo avuto quello al melograno, alle noci, alle more, a un mix di erbe, all'arancio, all'arancio amaro, all'arancio acerbo, fino ad arrivare al mio preferito, quello alle giuggiole. Insomma, mentre gli altri sono costretti ad andare al supermercato a comprare questi liquori (che poi non è che si trovano molto in commercio), io devo solo aprire un mobiletto di casa e scegliere!

- la fissa per il legno: anche questa è ancora in corso. Voi immaginatevi uno strumento qualsiasi per lavorare il legno. Ma uno qualsiasi. Mio padre ce l'ha. A parte le cose classiche (quei cosi per segare, altri mille attrezzi da officina del legno, ecc ecc), volete per caso un goniometro o una riga che vi segna alla perfezione i millimetri perché ci sono dei buchi dove potete metterci dentro la matita proprio nel millimetro preciso? Lui ce l'ha. Volete una sega che vi taglia il legno con un disegno scelto da voi e che quindi deve essere collegata a un computer? Lui ce l'ha!! In pratica è un laboratorio del legno, ovviamente le cose che qui non si trovano le ordina su internet dai posti più disparati del mondo, infatti ha delle cose che qui in Italia avranno lui e lui!

Ok, io sono così quando mi prende una fissa. Quindi adesso che ho scelto quale sarà la mia meta, tutto girerà intorno a lei. Oggi inizio un corso di lingua (ovviamente la lingua della mia futura meta) e ieri ho comprato un libro di cucina tipica della mia meta. Ed ecco quindi che arriviamo al mio blog: dal prossimo post ho deciso di incentrare Polpette Rosa sulla mia futura meta, che continuo a chiamare genericamente "meta" perché non voglio ancora svelarvi qual'è! Però come dicevo prima vorrei intanto avvicinarmi un pò a lei, vorrei portare un pò di lei a casa mia e, grazie al blog, anche a casa vostra.

Chi indovina quale può essere questa meta? Su su, buttatevi!

Intanto non fatevi ingannare dalla foto di oggi, i cupcakes con ripieno di burro d'arachidi non c'entra niente! Sarebbe stato troppo facile indovinare, questi dolcetti gridano da ogni loro ingrediente: AMERICA! Ma no, non sono così banale! Comunque se volete, provate a farli questi cuppy, basta prendere una ricetta qualsiasi di cupcake e una volta fatto l'impasto versarne metà nei pirottini, mettere in ognuno una pallina di burro d'arachidi (passata un pochino nella farina giusto per dargli una forma) e poi coprire con l'altro impasto.

A presto!

martedì 14 agosto 2012

Ricette di maggio

Quando arriva il tempo delle vacanze capisco quanto sono legata alla mia routine. Io e Sergio abbiamo sempre la possibilità di stare in un paesello di montagna ai confini con l'Austria per 10-15 giorni, invece torniamo a casa dopo 5 giorni! Lì è tutto bello, ci sono dei bei monti, si mangia benissimo (e tantissimo!), però... si, mi manca sky e internet! Non sono mai stata un'amante della natura, preferisco di gran lunga la città e soprattutto mi piacciono le comodità. E poi la cucina, in vacanza non posso cucinare come voglio e questo riduce la vacanza di sicuro di 3-4 giorni. Quindi appena tornaata a casa mi sono rimessa ai fornelli anche se le foto di oggi risalgono a maggio!

Ed eccovi quindi una nuova carrellata di foto!
Questa è una crostata cioccopere moolto buona! Se volete sapere come si fa potete andare a vedere il mio video!
Questi sono dei nidi di pasta, lo stesso molto buoni e facilissimi da fare! Anche in questo caso se volete sapere come si fanno cliccate qui!
Questi invece sono i pancakes, il frutto del mio primo video! Sono buonissimi e grazie a loro ho assaggiato per la prima volta lo sciroppo d'acero che avevo a casa da un pò dato che me l'aveva portato mia sorella dal Canada. Buonissimi!
Passiamo alla ricetta numero 63 di Jamie, le tagliatelle with peas, broad beans, cream and parmesan, in pratica tagliatelle con piselli, fave, panna e parmigiano. Buonissime, come tutte le ricette di Jamie!
Queste erano davvero ottime e anche in questo caso potete guardarvi il video! Sono dei muffin al lime e semi di papavero, la glassa non era prevista dalla ricetta originale ma ci stava bene!
Finiamo con questi tortini bicolor, molto buoni e cioccolatosi!

Per oggi basta, a presto con un nuovo aggiornamento!

venerdì 27 luglio 2012

Ricette di marzo e La vita con 2 gatti

Non mi ricordo se l'ho mai scritto nel blog, ma ho 2 gatti. O meglio, ho 2 lepri in giro per casa. Non sono arrivati da molto: c'è Neko che è il più grande, che è arrivato a marzo, direttamente dal gattile. Quando abbiamo deciso di prendere un gatto siamo andati a vedere tutti i siti dei gattili delle Marche per vedere se ce n'era uno che ci piaceva. Ne cercavamo uno bianco e grigio. Alla fine abbiamo deciso di prendere un appuntamento al gattile di Ancona e siamo andati a scegliere il nostro gatto. Anzi, noi PENSAVAMO di essere partiti per scegliere il nostro gatto, ma in realtà non è mai l'uomo che sceglie il gatto, è il gatto che sceglie con chi vuole stare! E così è stato anche per il secondo gatto, dato che dopo il primo ci siamo talmente innamorati di lui che non potevamo non prenderne un altro. Il secondo è arrivato un mesetto fa. Ne volevamo uno bianco e grigio? Bene, ne abbiamo uno tigrato e uno nero. Noi non abbiamo scelto proprio niente. La prima volta siamo entrati al gattile e Neko si è arrampicato nella gamba di Sergio: ci aveva scelto lui, non c'è stato niente da fare. La seconda volta ci eravamo andati perché avevo visto un gatto rosso stupendo, ma quando siamo entrati Orochimaru mi è saltato sopra le spalle: ci aveva di nuovo scelto lui e siamo stati costretti (dalla sua insistenza a rimanermi sopra le spalle) a portarci a casa lui.
Dopo un paio di giorni hanno fatto amicizia, e adesso sono loro i padroni di casa. Stai cucinando? Eccoli che arrivano a reclamare la loro parte di cibo. Lavi i piatti? Stanno a guardare dal bordo del lavandino. Entri in cucina per bere? Arrivano subito a vedere cosa fai, non si sa mai, magari metti qualcosa fuori posto! Ti avvicini a dove teniamo le loro scatolette? Arrivano al galoppo! Ti metti a studiare? Non ci pensare minimamente, o si stendono sopra i tuoi libri o iniziano a masticare la tua penna, o entrambe le cose insieme! E' arrivata la sera e vuoi dormire? I tuoi gatti non avranno mai sonno quando ce l'hai tu, quindi iniziano a trottare sopra il letto e a fare la lotta con i tuoi piedi!
Chissà perché ci ostiniamo a tenere dentro casa questi animalacci... forse dopo un pò che vivi con un gatto capisci che la domanda giusta è: perché LORO si ostinano a tenere te dentro casa loro!

Passiamo alla parte cibareccia!
Questi sono dolcetti vari che avevo fatto per la festicciola all'uni! Mi sembra di aver preso le ricette per tutti da un libro di Nigella, sono tutti semplicissimi da fare, velocissimi e buonissimi!!
Poi abbiamo dei muffin cioccoarancia, tra i muffin che ho provato sono stati tra i migliori, ma ancora non è il muffin perfetto... un giorno lo troverò!!
Qui abbiamo dei pancake alla ricotta! Non mi ricordo proprio dove ho preso la ricetta... Sono stati i miei primi pancake e prima che ne riuscisse bene uno ci sono state varie e numerose prove, non mi ricordo bene ma mi sembra che il primo decente sia uscito al tentativo numero 11! Però erano proprio buoni, poi con lo sciroppo d'acero erano davvero spettacolari!
L'ultimo è il panfrutto. Altra ricetta di Nigella! Devo dire che a me la frutta candita fa proprio schifo, infatti pensavo che non mi sarebbe piaciuto per niente, invece come succede tante volte in cucina, mi sbagliavo di grosso! Era proprio buono!

Piano piano sto finendo di fare gli aggiornamenti che avevo indietro, tra poco riuscirò a mettermi in pari!!

venerdì 13 luglio 2012

Ricette di febbraio e Il dentista

Carrellata di ricette fatte a febbraio! Oggi però ho un pò di tempo per scrivere qualcosa... mmm vediamo, prima di farvi vedere le cosine che ho cucinato 5 mesi fa vi parlerò delle avventure più traumatizzanti della mia vita: i dentisti.
Sono la classica persona che ha paura del dentista e quindi cosa succede? Che invece di andarci quando la carie è minuscola e quindi si curerebbe nel giro di 2 minuti quasi senza anestesia, io ci vado quando è ora di devitalizzare il dente. O peggio, dopo aver fatto una settimana di cure con antibiotici e Synflex perché mi era venuto un ascesso. Questa volta ho aspettato diligentemente che il buchino che avevo nel dente si allargasse sempre di più e alla fine, quando dentro poteva anche incastrarsi una noce, mi sono decisa: prendo un appuntamento. Nemmeno a dire che ho la scusa di dover andare chissà dove per arrivare allo studio del dentista, mi sta a 50 metri da casa... Insomma, alla fine è giunto il momento tanto (in)atteso. Ho cercato in tutti i modi di rimandare, mi sono fatta venire un herpes alla lingua, mi sono messa a dormire sperando di svegliarmi quando ormai l'orario dell'appuntamento fosse passato, ho anche provato con la scusa "ma devo studiare, non posso perdere tempo con il dentista!". Ma non c'è stato niente da fare e, a passo di lumaca, sono giunta dal mio acerrimo nemico: il dentista. Alla fine non è andata poi così male, ci ha messo poco e non ho nemmeno sentito il piccotto dell'anestesia, a parte il fatto che probabilmente me ne ha fatta una dose che bastava per addormentare una mandria di bufali dato che il labbro mi si è risvegliato a sera inoltrata e anche il giorno dopo ho avuto un sacco di nausea.
Però... sisi, c'è un però, una cosa bella. Questa volta ho guadagnato qualcosa dal dentista: il nervo del mio dente! Appena ho detto al mio caro acerrimo nemico che facevo medicina mi ha detto "se vuoi te lo do"! Ma certo che lo voglio! E così me ne sono uscita di lì con un piccolo piccolo souvenir!

Ma andiamo avanti e passiamo alla cucina!
Questi sono i cupcakes che avevo fatto per una festicciola all'uni. Dato che ne avevo fatti tantissimi, io e un mio amico siamo andati in giro per la facoltà ad offrirli a tutti! Compresi i prof! Dopo di quella volta li ho rifatti varie volte, seguendo la ricetta base di Nigella sia per i cupcakes che per la glassa sopra, io li ho solo farciti un pò con la marmellata e un pò con la Nutella. Sono sempre venuti benissimo!
Questo invece è un dolce alla cannella con crema alla banana. Mooolto buono, la parte forte è decisamente il dolce, era morbidissimo e se vi piace la cannella è da provare!
Questo è simpatico, è un dolce con i fagioli! Secondo me sapeva di castagne, ma non erano tutti d'accordo, però è sparito in fretta, quindi era molto buono! Se non dici che ci sono i fagioli in pratica è impossibile accorgersene. E poi, chi storce il naso al pensiero di fagioli nei dolci, ricordo che non è una cosa così inusuale, per esempio in Giappone c'è la marmellata di azuki, che è veramente BUONISSIMA!
Dato che ho introdotto il tema Giappone vi faccio vedere due ricette che hanno proprio a che fare con una delle mie passioni numero 1, il Japan appunto! La prima è il sushi: ogni tanto faccio delle cene di sushi, è divertente preparare tutti quei rotolini con ripieni diversi, però di solito li faccio per "tante" persone e quindi vado sul classico, salmone crudo (il tonno raramente dato che costa tantissimo e è difficile trovarne un bel pezzo), maionese e qualche verdurina. Invece quando ho preparato questo eravamo solo in 2, quindi ho sperimentato qualcosa di più particolare. E' un sushi di salmone con shichimi togarashi (è un mix di spezie giappiche). Non posso dirvi che era buono... era DI PIU'!! Decisamente il migliore che abbia mai fatto!
Altro piatto giapponese, il tonkatsu, che in pratica è maiale impanato e fritto. Però la panatura non è fatta con il pangrattato come si usa fare da noi, ma con il panko, che è sempre pangrattato ma un pò diverso! Rimane più croccarello! Nel complesso era ottimo!
Chiudiamo in dolcezza, a febbraio mi sono data parecchio da fare con i dolci! Questo è un dolce con crema e pinoli. Che dire... favoloso anche questo! La pasta frolla era venuta perfetta, morbida ma friabile al punto giusto, la crema era buonissima e i pinoli hanno dato quel tocco in più!

Un mese proficuo insomma, queste ricette sono venute tutte splendidamente! Che altro dirvi, come al solito se volete una ricetta in particolare basta che me lo scriviate nei commenti! Alla prossima!

domenica 8 luglio 2012

Ricette di dicembre 2011 e gennaio 2012

Eccomi ritornata! E' stato un periodaccio e non ho aggiornato più perché ho avuto da studiare per un esame. Non che sia finita qui, però mi sono presa qualche giorno di riposo e quindi ne approfitto per ricordarvi che ci sono ancora e che non ho abbandonato il blog.
Continuo con gli aggiornamenti veloci delle ricette che ho fatto nei mesi scorsi!
Questa è la ricetta di Jamie numero 62, sono i Buttered taglierini with seared scallops, white whine, chilli and parsley, in pratica tagliolini con le capesante. La pasta fatta in casa non la faccio spesso ma quando ci sono le ricette di Jamie mi piace dare quel tocco di casereccio in più! E per fortuna che c'è Sergi che la stende, io sono troppo deboluccia quindi mi tocca l'impasto e il taglio! Questa pasta comunque era buonissima! Certo che vi devono piacere le capesante... e io le adoro!
Questa posso sempre metterla tra le ricette riuscite: è un dolce ai semi di papavero con una glassa all'arancia. BUONISSIMA! Anche in questo caso vi devono piacere i semi di papavero! Ma hanno quel sapore così buono e dolce che p impossibile resistere!
Invece questi devo metterli tra le ricette non troppo ben riuscite: sono muffin all'irish coffee. Ho provato un sacco di impasti per trovare quello del muffin perfetto (e sono ancora alla ricerca) e questo in particolare era con la panna. Ecco, questo è l'interno.
Rimane decisamente troppo compatto. Il sapore non era male per niente, era proprio la consistenza che era troppo pesante, infatti il giorno dopo erano ancora più duri. Dovrei provare a rifarli con il latte invece che con la panna.
Questa è l'ultima, è una quiche con mortadella e birra, come vedete sono riuscita a fare una foto solo quand'era nel forno, questo di solito significa che è sparita velocemente!

Bene bene, per oggi basta così, cercherò di aggiornare prima possibile per finire tutti questi arretrati!

martedì 5 giugno 2012

Ricette di ottobre 2011

Continuiamo con il nostro viaggio alla scoperta delle ricette passate! Siamo arrivati in quel lontano ottobre del 2011, dove in base alle ricette non devo aver cucinato molto. Bando alle ciancie, non vedo l'ora di finire questo aggiornamento di ricette passate e di poter aggiornare il blog con quello che cucino giorno per giorno, quindi facciamo una cosa veloce e indolore!
Torta nocciolosa, che non ricordo per niente! Di sicuro sarà stata buonissima dato che era nocciolosa ma proprio non mi viene in mente che gusto aveva...
Muffin alla lavanda: premettendo che non amo particolarmente l'odore della lavanda, non mi riesco a spiegare perché sono piaciuti di più a me che alle altre persone a cui invece l'odore della lavanda piace! Mistero!
Zuppa di zucca con feta: questa è stata una mia invenzione ed era BUONISSIMA! Certo vi deve piacere la zucca e la feta, ma insieme ci stanno davvero benissimo!

Bene, questo è stato un mini-mini aggiornameto perché adesso devo andare a studiare, quindi alla prossima!

mercoledì 16 maggio 2012

Ricette di luglio 2011

Mi sono stancata di essere sempre così indietro negli aggiornamenti delle ricette e realisticamente non ce la farò mai a mettermi in pari se continuo così. Vorrei pubblicare le ricette che faccio adesso, non quelle che ho fatto un anno fa. Quindi da oggi inizieranno una serie di aggiornamenti "per mesi". Per esempio oggi vi finisco a mettere tutte le ricette che ho fatto a luglio 2011. Appena finiti questi aggiornamenti prometto di tornare a fare dei post dove parlo a vanvera di quello che mi succede, ma questo periodo non è proprio dei migliori, l'inizio dell'estate per me è abbastanza traumatico... Ma passiamo subito a "quello che ho cucinato a luglio dello scorso anno".
Questa è una cheesecake, nella versione cotta. Devo dire che la cheesecake è decisamente uno dei miei dolci preferiti ma forse per l'estate consiglierei la variante senza cottura, questa rimane mooolto più pesante. L'ho provata a fare in 2 modi, sia cuocendola normalmente sia mettendola in forno su una teglia riempita a metà con l'acqua. L'inconveniente del secondo tentativo è stato che non l'avevo sigillata molto bene e l'acqua è andata a bagnare la base che quindi non è diventata croccante. Io comunque ho quasi preferito quella dalla base soffice a quella dalla base dura, sembrava di avere un pan di spagna al cioccolato con sopra la cheesecake!
Gelato alla vaniglia, rigorosamente senza gelatiera per un motivo ovvio: non ho la gelatiera. Fare questo gelato è stato proprio un bisogno dato che purtroppo non so da voi, ma io non riesco proprio a trovarlo in gelateria il gelato alla vaniglia. O meglio, non lo trovavo perché quest'anno la Carte d'or ha fatto dei vasetti piccoli ma costosissimi di gelati con dei gusti particolari, dei quali per ora ho assaggiato solo quello alla vaniglia! Costa tanto ma ne è valsa la pena! Comunque il gelato che ho fatto io era molto buono ma era il primo tentativo e quest'estate mi piacerebbe farne un altro.
Muffin al caffè: buoni anche questi, mi hanno fatto scoprire il caffè solubile del meno caro! Veramente io è da un anno e mezzo che non bevo quasi più il caffè... ecco, quando ho preparato questi muffin ho dovuto comprare un barattolo del caffè solubile che (penso) come quasi tutti gli italiani non uso mai. Dopo aver fatto i muffin me ne è rimasto un bel pò e quindi mi sono subito fatta un caffè per iniziare a smaltirlo. L'avrò preso alle 3 di pomeriggio e non sono riuscita ad andare a dormire prima delle 3 di notte! E pensare che prima il caffè non mi faceva nessun effetto!
Pan-seared scallops with crispy bacon and sage, puy lentils and green salad, cioè capesante in padella con pancetta, salvia, lenticchie e insalata. Questa è la ricetta numero 56 di Jamie! Ed era buonissima!! Io adoro le capesante anche se non le compro mai dato che non sono proprio economiche. Le lenticchie con la pancetta poi erano meravigliose! Insomma, tutto insieme è stato veramente un pranzo memorabile!
Chocolate pudding, che è la ricetta numero 57 di Jamie. Vi ho già raccontato le mie esperienze con i pudding, dolce non proprio tipico della nostra tradizione ma che piano piano ho imparato ad apprezzare. E proprio io che non amo per niente la marmellata, tra tutti quelli che ho provato ho preferito il pudding alla marmellata! Questi al cioccolato sono davvero troppo pesanti, dopo averne mangiata una fetta ti va via la voglia di dolce per 3-4 giorni! Comunque non li ho ancora finiti, mi sembra che ne manchino altre 2 varianti!

Bene, questo è quello che ho cucinato 10 mesi fa, nel prossimo aggiornamento avrete settembre 2011 dato che ad agosto non ho fatto un bel niente! Alla prossima!

[Se volete le ricette lasciatemi un commento!]

domenica 26 febbraio 2012

Tortine alla frutta e Case senza forni

Con il post di oggi chiudo definitivamente tutte le ricette che ho fatto a giugno, che è stato un mese molto produttivo in quanto alla cucina. E' che è stato il mese della casa nuova e presa dall'euforia del momento mi sono messa a cucinare a un ritmo molto sostenuto!
Quella di oggi in particolare è la prima ricetta in assoluto fatta a casa nuova, per provare come cucinava il forno nuovo. Immaginate una patita della cucina che va alla ricerca di un appartamento da affittare: secondo voi cosa andrà a guardare? La camera? Il bagno con la finestra? La sala spaziosa? Macché, cucina, cucina e ancora cucina. La prima casa che avevo visto era bellissima, l'avevo chiamata "casa verdina" dato che era arredata con tutte cose verdine. Stava in centro, in pratica era un monolocale con un bel soppalco con sopra la camera, un bagno e un ripostiglio bellissimo. Di sotto c'era una stanza molto grande, sotto alla parte del soppalco c'era la zona sala, dall'altra parte un bel tavolo e la cucina, separata dal resto da un bancone. Era tutto molto spazioso, con delle grandi finestre, insomma stavo quasi per dire "LO VOGLIO", come se dovessi sposarla, quando ad un tratto... "scusi ma... il forno?" e il tipo che cercava di affittare la casa mi indica una cosa a forma di scatola, non tanto più grande dei miei libri di anatomia, affermando "eccolo". Eccolo?? Ma dove?? Giusto un forno a micronde poteva essere! "No, scusi, io intendevo un forno normale, dove posso almeno cuocere una crostata" e lui "sisi, è questo, ormai nessuno ha più tempo di cucinare, quindi alla gente basta un fornetto elettrico"...................................................................................... CHE COSA STAI DICENDO?? Mi stai davvero dicendo che io, la persona che ha sempre il frigo strapieno di cose, il congelatore stragonfio (che pensavo di comprare uno di quei congelatori giganti e piazzarlo non si sa dove nell'attuale appartamento da 50 metri quadri o in alternativa adibire la camera da letto come cella frigorifera), che ha una dispensa che potrebbe sfamare in questo preciso istante un'orda di barbari affamati, io che sono una delle poche persone che prima di un esame è tranquilla come una pasqua mentre sono tutti agitati, ma che quando mi capita di stare due giorni senza sperimentare una nuova ricetta in cucina inizio a dare i numeri, bè, io HO MESSO PIEDE IN UNA CASA SENZA FORNO?? Ok, (non) è stato un piacere, arrivederci casa verdina senza forno.
Dopo di questa pensavo che alla casa dopo potesse solo mancare il frigorifero o che so, peggio ancora i fornelli. Ma come si fa? Come si fa??

Alla fine insomma la casa scelta era dotata di fornelli, frigorifero e un bel forno. Ok, mi sono accorta dopo che non c'è il ventilato, ma ormai ho imparato a cuocere anche così. Anzi, a volte è anche meglio. Però alla prima prova ero un pò diffidente: forno nuovissimo, acceso ore e ore per far andar via la puzza di plastica e alla fine ecco il risultato!
Delle tortine buonissime, sofficissime, e che hanno fatto passare il test al forno a pieni voti! Eccovi la ricetta, presa dal libro di Sigrid!

INGREDIENTI (per 12 tortine)
250g farina
130g acqua
120g zucchero
100g olio vegetale
3 uova
12g lievito
vaniglia
una manciata di ciliegie (io ho fatto metà ciliegie e metà banane)

PREPARAZIONE
Sbattere le uova con lo zucchero fino a che non diventano spumose. Aggiungere l'olio, l'acqua, la farina, il lievito e la vaniglia e mescolare bene. Versare l'impasto sugli stampini imburrati e infarinati e aggiungere qualche ciliegia a pezzetti (o altra frutta). In forno a 180° per 25 minuti.

Facili facili! Sempre che abbiate un forno a casa...
Bene, per concludere gli aggiornamenti di giugno, eccovi le ricette provate ma alle quali non dedicherò un post intero!

Dolce gelato ai frutti di bosco. Non è che sono una grande amante dei gelati, infatti è rimasta in congelatore per un bel pezzo!
Crostata pere e cioccolata, anche se dall'aspetto non sembra in realtà non era male!








Pasta al tonno, per l'occasione avevo comprato la scatoletta di tonno più pregiata, quello che rimane a tranci insomma, non Rio Mare che lo tagli con il grissino.


Questa pasta doveva essere una ricetta di Jamie ma, come mi succede spesso, invece di tradurre bene le ricette mi affido all'intuito che a volte fa cilecca. Insomma, se leggete broad beans non vi viene in mente fagiolo? Pensavo: saranno fagioli scuri, broad, brown, sarà uguale. Così ho fatto le tagliatelle piselli e fagioli invece delle tagliatelle piselli e fave come doveva essere...
Questo è un rotolo con la ricotta, le zucchine, i pomodorini e il prosciutto cotto, contornato da quella che doveva essere simile a una pasta studel. Sapete quanto deve essere sottile la pasta strudel? Bè, probabilmente come un foglio della bibbia. Lo spessore della mia assomigliava più a quello della copertina di un libro con la copertina rigida di cartone.
Questo invece è bello, un tramezzone gigante! E' uguale ai tramezzini normali, ma preparato in una teglia!
 Questa è una buonissima torta salata con 2 strati di zucchine, formaggio e prosciutto crudo, con sopra del pangrattato. Molto buona!
Ecco qui, dopo questo super aggiornamento vado a godermi un meritato riposo!

mercoledì 14 dicembre 2011

Muffin ai mirtilli e Associazioni di parole curiose

Vi preannuncio che oggi sono particolarmente in vena di chiacchiere sconclusionate.
La ricetta di oggi è un'altra di quelle che possiamo catalogare come "anche i miei gamberetti nella boccia di plastica sarebbero in grado di farla se solo avessero un forno in mezzo alle loro alghe": i muffin ai mirtilli. Chi non li ha mai mangiati? Dai su, anche quelli che si trovano all'autogrill valgono. E se c'è qualcuno che non li ha ancora provati è pregato di dirmelo e di indicarmi anche un giorno in cui verrà a casa mia a provarli. Perché davvero, è una di quelle cose che non puoi non mangiare almeno una volta nella vita. La ricetta la liquidiamo in 4 parole più un simbolo: impasto per muffin + mirtilli. Ok, sbrigate le pratiche "noiose" (si dai, cercate muffin ai mirtilli su Google e vi vengono milioni di ricette per i muffin ai mirtilli, poi se qualcuno vuole quella che ho fatto io basta che me la chiede) passiamo a notizie più interessanti. Apriremo (non so perché ho usato il plurale dato che sono qui da sola, forse intendevo "io" e "la mia altra personalità schizofrenica") una nuova rubrica: la rubrica delle curiosità. Iniziamo subito.
La rubrica delle curiosità: allora, cercando e ricercando su internet (cioè aprendo Wikipedia), ho scoperto il nome dell'albero da cui vengono i mirtilli. Il Vaccinium. Vaccinium in latino significa mirtillo in pratica. Adesso mi chiedo cos'abbia a che fare il "vaccino" con i mirtilli... Comunque, sapete da dove viene la parola "vaccino" (inteso come sostantivo, non come aggettivo)? Cercando in un sito, ho scoperto che significa esattamente: vaiolo benigno preso dalle mammelle delle vacche per innestarlo sui bambini, per preservarli dall'infezione più grave del vaiolo cosiddetto arabo. Insomma, il vaccino sostantivo ha a che fare con il vaccino aggettivo, ma non sembra avere niente a che vedere con i miritilli! Ma stiamo divagando...
Passiamo alla prossima curiosità, rispondendo alla domanda (che mi è stata posta dalla mia altra personalità schizofrenica, dovrei trovarle un nome, direi di chiamarla Arf) "perché dovrei mangiare i miritilli?", ecco a voi la risposta. Intanto i mirtilli scoppiettano in bocca, poi cotti nell'impasto dei muffin, danno un bel colore blu morte, molto suggestivo. Ma soprattutto servono per la circolazione sanguigna (wikipedia ci informa che in alcuni farmaci per la fragilità capillare contengono la mirtillina che, indovinate un pò dove si trova? Nei mirtilli ovviamente!) e per vederci meglio. Infatti contengono la vitamina A che, grazie ai miei studi intensi di biochimica, è anche detta retinolo. La mancanza di vitamina A porta a varie cose, tra le quali vi descriverò solo la più curiosa: l'emeralopia (non so perché ma il mio cervello la associa con smeraldo...). L'emeralopia porta ad avere problemi di visione notturna. Si, insomma, non potrete mai diventare dei gatti senza la vitamina A.
Questo è tutto, penso che la prospettiva di non poter mai diventare dei gatti vi abbia spinto a voler mangiare più miritlli.