Mi ritrovo sempre in difficoltà a fare questi post sulle ricette di Jamie. Non fraintendetemi, io adoro le sue ricette, per me sono più sacre della Bibbia. L'unica persona sulla faccia della Terra che mi entusiasma più di Jamie (ma di poco, eh) è Heston Blumenthal. Ecco, questi sono i miei due uomini da sogno. C'è chi sogna Brad Pitt (e per farvi capire quanto me ne frega di lui vi dico solo che avevo scritto Bradd con due D, sono dovuta andare su Google per controllare il nome esatto...) e chi sogna Jamie Oliver e Heston Blumenthal.
E io non ho dubbi: che me ne faccio di un fustacchione quando posso sognare un uomo che mi fa venire voglia di mangiare insalata anche quando a me l'insalata fa schifo? Un uomo che lo guardi nei programmi mentre ti cucina un piatto di pasta che probabilmente avrai già fatto un milione di volte ma che ti fa brillare gli occhi come se fosse la prima volta che la vedi? Un uomo che cucina un dolce etnico croccante e si emoziona come un bambino solo a sentire il rumore dello scrocchìo? Un uomo che sta in mezzo alle piante di pomodori e ti fa venire voglia di sbafartene uno anche se la verdura cruda ti fa schifo? E questa è solo una piccola parte per cui veramente ADORO Jamie. E Heston? Chi ha bisogno di un belloccio quando puoi avere un uomo che con intrugli magici ti prepara cene da sogno? Quell'uomo è un genio, non c'è nient'altro da aggiungere!
Come sempre poi, gli opposti mi attraggono. Eh si, perché non oso immaginare niente di più diverso delle cucine di Jamie e di Heston. E' come paragonare il bianco con il nero, il dolce con il salato, il mare con la montagna. Però in entrambi i casi si vede che sono due persone che amano quello che fanno. E guardare i loro programmi mi lascia sempre quella sensazione di meraviglia, di estasi. Li guardo quasi con il fiato sospeso, con un sorriso da ebete, fino alle battute finali, dove vorrei saltare dal divano, fare un triplo salto carpiato con doppio avvitamento (non so quello che dico, ovvio), spargere coriandoli argentati per casa, suonare trombette e trasferirmi seduta stante in UK supplicando con le lacrime agli occhi uno dei due per farmi lavorare come sguattera in uno dei loro ristoranti.
Ero partita dal fatto che sono in difficoltà a fare questi post su Jamie... Si, sono concisa, come sempre. La difficoltà sta nel fatto che queste ricette le ho fatte anni fa, ma ancora non le ho finite di postare, quindi mi ritrovo a dover riesumare dai meandri del mio (inesistente) ippocampo, cose che probabilmente sono state lì per non più di un paio di giorni per poi svanire nel nulla cosmico del vuoto della mia testa, come tutto quello che ci entra. Quindi diciamo che vado a casaccio, ecco.
Di questa ricetta ricordo solo il momento della cottura delle capesante. Che poi non ho mai capito se sono quelle che Gordon chiama insistentemente "pettini di mare" quando urla come un leone inferocito al povero malcapitato di turno che è costretto a buttare 20 euro di pesce solo perché la crosticina era leggermente più dorata di come doveva essere (solo a me piange il cuore a vedere quanta roba si butta a Hell's Kitchen? No perché volevo mandare un'e-mail e candidarmi. Non come concorrente. Io vorrei fare il cestino della spazzatura della cucina rossa). La ricetta ha un nome imbarazzabilmente lungo (come la parola "imbarazzabilmente" che probabilmente nemmeno esiste): Pan-seared Scallops with Crispy Bacon and Sage, Puy Lentils and Green Salad. In parole povere, Capesante con bacon, lenticchie e insalata. Questa ricetta si compone di tre parti:
1. Pan-seared Scallops with Crispy Bacon and Sage: si mette a friggere in un padella con un pò d'olio il bacon e la salvia, poi si tirano via e, nella stessa padella, si cuociono le capesante (occhio che Gordon è dietro di voi pronto a farvi un urlo che nemmeno il povero Munch in persona potrebbe dipingere), un minuto per parte. Ah si, le capesante conditele un pò prima, con sale e pepe. Una volta cotte, quando sono ancora nella padella, aggiungete una bella spruzzata di limone e fate insaporire bene. Poi mettetele nel piatto. Ah, e non lavate la padella che vi serve per riscaldare le lenticchie, dopo.
2. Puy Lentils Braised with Rosemary and Garlic: per queste serve altra pancetta. Sempre da friggere un pò in una padella con dell'olio, poi si aggiunge del rosmarino, della cipolla e dell'aglio. Si buttano dentro anche le lenticchie (quelle secche), si mescola per farle insaporire e poi si aggiunge il brodo. Si porta a bollore e si lascia cuocere per il tempo che c'è scritto nella confezione. Ah si, il brodo deve essere nella giusta quantità per essere assorbito tutto, quindi per circa 300 g di lenticchie, Jamie dice 800 ml di brodo. Alla fine si condisce con un pò d'olio, sale e pepe e si mette da parte.
3. Green Salad with Olive Oil and Lemon Juice Dressing: insalata verde condita con olio, limone, sale e pepe.
Adesso che ho scritto tutto mi rendo conto che non conviene seguire l'ordine 1 - 2 - 3, ma sarebbe meglio 2 - 3 - 1. Insomma, non ne ho azzeccata nemmeno una. Però mi pare più ovvio preparare le lenticchie e lasciarle da parte, poi preparare l'insalata e alla fine le capesante. Ecco, una volta cotte le capesante, le lenticchie si sarano raffreddate, quindi scaldatele nella padella dove ci avete cotto le capesante (vi ricordate? vi avevo detto di non lavarla!). Poi nel piatto adagiate (che verbo raffinato! ma mi serviva per non fare la ripetizione) l'insalata, sopra mettete il bacon e la salvia che avevate fritto all'inizio, metteteci intorno le capesante e alla fine una bella cucchiaiata di lenticchie. Et voilà. Diciamo che l'ho fatta più complicata di quello che è in realtà!
Ed eccoci alla seconda ricetta! Devo ammettere che ODIO scrivere la ricetta di questi pudding, perché il metodo di cottura non è esattamente il più facile da descrivere. Per fortuna l'ho già fatto da qualche parte nel blog e ho anche ritrovato la pagina che lo spiega! Yuppy! Questo qui in particolare è il Chocolate Pudding. Vi basta andare in questa pagina e magicamente troverete le dosi dell'impasto base e il metodo di cottura. Se volete provare questa versione molto cioccolatosa basta aggiungere 3 cucchiai di cacao all'impasto base e cuocere come scritto. Poi preparate la salsetta cioccolatosa sciogliendo a bagnomaria zucchero a velo e cioccolato fondente. Poi si tira via dal fuoco e si mette sempre la stessa quantità di burro (per intenderci: 100 g di zucchero a velo, 100 di cioccolato e 100 di burro). Se risulta troppo dura si possono aggiungere un paio di cucchiai di latte. E via, quando il pudding è pronto si mette questa cosa cioccolatosa sopra il pudding cioccolatoso, per ottenere un pudding doppiamente cioccolatoso.
Bene, mi aspetta un pomeriggio di preparazione-tortellini-natalizi, quindi non mi resta che preparare il mio stomaco alla quantità industriale di pasta cruda e tortellini crudi che mangerò con la solita scusa "bisogna sempre assaggiare quando si cucina". E grazie a Gordon, che mi offre su un piatto d'argento delle ottime scuse per la mia mania di mangiare la pasta fresca cruda!
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Se volete seguirmi anche nell'altro blog: Frau Fra
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giovedì 18 dicembre 2014
martedì 2 dicembre 2014
FracooksJamie: Almond Tart e Fish Stock
Quando ero piccola li odiavo, gli ospedali. Ogni volta che ci entravo sentivo quell'odore, quell'odore di ospedale. Mi ricordo che trattenevo quasi il fiato e, quando ero costretta a respirare, facevo delle smorfie di disgusto. Svengo quando faccio le analisi del sangue, non ce la faccio a guardare persone con ferite agli occhi o lì vicino, sono ipocondriaca a livelli stratosferici. Non so come sono passata da tutto questo a fare salti di gioia perché stavo per entrare in sala operatoria a vedere un'operazione al fegato. Anche perché svengo ancora quando faccio le analisi del sangue, non ce la faccio ancora a guardare persone con ferite agli occhi o lì vicino e sono ancora ipocondriaca a livelli stratosferici. Però l'ospedale ha un altro odore adesso. Profuma. Come si fa ad amare tanto una cosa che odiavi con tutta te stessa?
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La premessa non c'entra niente con le ricette. Come al solito. Anche se bè, in cucina si parla sempre di profumi. Diversi da quello che sento io quando entro in ospedale, molto probabilmente più allettanti per le persone sane di mente, ma comunque sempre profumi sono.
L'ho presa troppo seria, è che oggi va così purtroppo. O per fortuna, per una volta magari evito di sparare idiozie ogni mezzo secondo.
La Almond Tart è una crostata alle mandorle. Che profumerà sicuramente di mandorla, giusto per rimanere in tema di profumi. Che poi mi rendo conto di essere fissata con puzze e profumi. Cioè, sono fissata con i profumi, mentre le puzze le odio. Per esempio non potrei mai mangiare delle patatine al formaggio e non lavarmi le mani con chili di sapone. O il cioccolato. Ok leccarselo dalle dita, ma poi puzza se non ci passi un litro di sapone. Anche a casa mia giro come una pazza con i cosini che spruzzano profumi. Nei cassetti delle mutande: profumini. Nei cassetti dei vestiti: profumini. Nell'armadio: profumini. E poi ho anche comprato un profuma-albero-di-Natale. Tipo quelli che si mettono in macchina, ma per l'albero.
Da dove sono partita per parlare del profuma-albero-di-Natale?? Un attimo che rileggo per riprendere il discorso... Ah ok, l'almond cake che profumerà certamente di mandorla. L'avrò fatta anni fa, quindi non mi ricordo assolutamente. Vorrei poter dire che la rifarò per sentire se profuma o no di mandorla, ma mi conosco. Io raramente mi ripeto. E' che ci sono talmente tante cose da assaggiare, da cucinare, da provare, che fissarmi su una stessa cosa mi sembra una perdita di tempo. Però, per chi volesse provare a farla, vi lascio la ricetta.
Ingredienti: pasta frolla, 400 g di mandorle, 350 g di burro, 300 g di zucchero, 3 uova.
Per fare la pasta frolla io ho usato la ricetta di Jamie, la Short Crust Sweet Pastry, ma sono sicura che ognuno di voi avrà già la sua ricetta di fiducia, quindi affidatevi a quella. Fatela, foderateci una teglia e cuocetela in bianco (180°C per circa 12 minuti, possibilmente coperta con carta forno e fagioli/ceci/altro per non farla gonfiare).
Per il ripieno: sbucciate le mandorle (per farlo io di solito le metto a bollire un paio di minuti, così la pellicina viene via benissimo) e tritatele a farina in un tritatutto. In una ciotola sbattete il burro e lo zucchero finché non viene una cosa cremosa, poi aggiungete le mandorle e le uova. Mescolate tutto e fate raffreddare in frigo, poi riempite con questo ripieno la pasta frolla. Cuocete in forno per circa un'ora a 180°C.
L'unica cosa che mi ricordo di questo dolce è che era abbastanza pesantino... e per dirlo io...
Questa seconda ricetta in realtà non è una ricetta dato che è il Fish Stock, che in pratica non serve a niente. L'unica volta che l'ho usato è stato per fare un risotto di pesce. Ecco si, serve solo per quello.
Quindi, quando volete fare un risotto di pesce, tenete da parte le ossa del pesce che usate. Mettete in una pentola sedano, finocchio, aglio, peperoncino e olio e fate cuocere qualche minuto. Aggiungete le ossa dei pesci, aggiungete del vino bianco e fate sfumare. Coprite con l'acqua, portate a bollore e fate cuocere per circa 20 minuti. Poi si passa tutto in un colino et voilà, il brodo di pesce per insaporire il risotto è pronto!
--------------
Da una parte vorrei andare più veloce ad aggiornare queste ricette fatte secoli fa, ma dall'altra vorrei dare a ogni ricetta l'importanza che si merita. Perché è vero che molte sono ricette semplici, però hanno lo stile di Jamie Oliver, stile che io adoro. E comunque devo sempre riconoscergli il merito di avermi fatto provare cose che non avevo mai provato prima e che adesso sono entrate nella mia quotidianità. Quindi, sempre grazie, Jamie!
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La premessa non c'entra niente con le ricette. Come al solito. Anche se bè, in cucina si parla sempre di profumi. Diversi da quello che sento io quando entro in ospedale, molto probabilmente più allettanti per le persone sane di mente, ma comunque sempre profumi sono.
L'ho presa troppo seria, è che oggi va così purtroppo. O per fortuna, per una volta magari evito di sparare idiozie ogni mezzo secondo.
La Almond Tart è una crostata alle mandorle. Che profumerà sicuramente di mandorla, giusto per rimanere in tema di profumi. Che poi mi rendo conto di essere fissata con puzze e profumi. Cioè, sono fissata con i profumi, mentre le puzze le odio. Per esempio non potrei mai mangiare delle patatine al formaggio e non lavarmi le mani con chili di sapone. O il cioccolato. Ok leccarselo dalle dita, ma poi puzza se non ci passi un litro di sapone. Anche a casa mia giro come una pazza con i cosini che spruzzano profumi. Nei cassetti delle mutande: profumini. Nei cassetti dei vestiti: profumini. Nell'armadio: profumini. E poi ho anche comprato un profuma-albero-di-Natale. Tipo quelli che si mettono in macchina, ma per l'albero.
Da dove sono partita per parlare del profuma-albero-di-Natale?? Un attimo che rileggo per riprendere il discorso... Ah ok, l'almond cake che profumerà certamente di mandorla. L'avrò fatta anni fa, quindi non mi ricordo assolutamente. Vorrei poter dire che la rifarò per sentire se profuma o no di mandorla, ma mi conosco. Io raramente mi ripeto. E' che ci sono talmente tante cose da assaggiare, da cucinare, da provare, che fissarmi su una stessa cosa mi sembra una perdita di tempo. Però, per chi volesse provare a farla, vi lascio la ricetta.
Ingredienti: pasta frolla, 400 g di mandorle, 350 g di burro, 300 g di zucchero, 3 uova.
Per fare la pasta frolla io ho usato la ricetta di Jamie, la Short Crust Sweet Pastry, ma sono sicura che ognuno di voi avrà già la sua ricetta di fiducia, quindi affidatevi a quella. Fatela, foderateci una teglia e cuocetela in bianco (180°C per circa 12 minuti, possibilmente coperta con carta forno e fagioli/ceci/altro per non farla gonfiare).
Per il ripieno: sbucciate le mandorle (per farlo io di solito le metto a bollire un paio di minuti, così la pellicina viene via benissimo) e tritatele a farina in un tritatutto. In una ciotola sbattete il burro e lo zucchero finché non viene una cosa cremosa, poi aggiungete le mandorle e le uova. Mescolate tutto e fate raffreddare in frigo, poi riempite con questo ripieno la pasta frolla. Cuocete in forno per circa un'ora a 180°C.
L'unica cosa che mi ricordo di questo dolce è che era abbastanza pesantino... e per dirlo io...
Questa seconda ricetta in realtà non è una ricetta dato che è il Fish Stock, che in pratica non serve a niente. L'unica volta che l'ho usato è stato per fare un risotto di pesce. Ecco si, serve solo per quello.
Quindi, quando volete fare un risotto di pesce, tenete da parte le ossa del pesce che usate. Mettete in una pentola sedano, finocchio, aglio, peperoncino e olio e fate cuocere qualche minuto. Aggiungete le ossa dei pesci, aggiungete del vino bianco e fate sfumare. Coprite con l'acqua, portate a bollore e fate cuocere per circa 20 minuti. Poi si passa tutto in un colino et voilà, il brodo di pesce per insaporire il risotto è pronto!
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Da una parte vorrei andare più veloce ad aggiornare queste ricette fatte secoli fa, ma dall'altra vorrei dare a ogni ricetta l'importanza che si merita. Perché è vero che molte sono ricette semplici, però hanno lo stile di Jamie Oliver, stile che io adoro. E comunque devo sempre riconoscergli il merito di avermi fatto provare cose che non avevo mai provato prima e che adesso sono entrate nella mia quotidianità. Quindi, sempre grazie, Jamie!
venerdì 14 marzo 2014
FracooksJamie: Jam pudding e Mussels and clams risotto with fennel and chilli
La puntata sulla tv che ti plagia la
vita mi tocca rimandarla, che oggi vi volevo parlare di altre 2
ricette di Jamie e non vorrei essere troppo prolissa (almeno per una
volta).
Allora, iniziamo subito da uno dei
dolci che mi ha fatto scoprire Jamie: il Pudding. Intanto vi ricordo
che per la ricetta base potete andare alla Chocolate, orange and nutpudding. Quello di oggi però è il Jam Pudding, quindi alla
ricetta-base non dovete aggiungere niente. Solo 3 cucchiai di
marmellata, di quella che volete voi, nel fondo dello stampo prima di
versarci sopra l'impasto e di metterlo a cuocere.
Ora, fino a questo punto a me sto
pudding non aveva convinto proprio per niente e non capivo proprio
cosa ci trovassero di così buono migliaia e migliaia di inglesi che
probabilmente se lo pappano giorno dopo giorno. E, se vi devo dire la
verità, a me la marmellata nemmeno piace. Cioè, la mangio si, ma se
posso evito. Indovinate cos'è successo? Si, proprio la combinazione
di due cose che non mi avevano mai convinto, si è rivelata vincente!
Il mio cervello sarà troppo matematico, ha mischiato due cose
negative e ne ha fatta una positiva...
Seconda ricetta, che in realtà non è
nemmeno una ricetta. Diciamo che è l'unione di due ricette: il
risotto con le vongole e il risotto con le cozze: Mussels and clams risotto with fennel and chilli. Ma poi, esiste il
risotto con le cozze? Perché adesso che ci penso mi sa che non l'ho
mai mangiato... Comunque quello che volevo dire è che: preparate un
risotto, con la prima particolarità che al posto della cipolla, nel
soffritto, ci mettete il finocchio, ci sta benissimo. E poi ci
sciogliete qualche filetto di acciuga, che alla fine non si sente ma
esalta il sapore del pesce. Poi quando il riso è pronto, ci mettete
le cozze e le vongole, cotte prima. Semplice, semplicissimo, come
dicevo in pratica non è una ricetta, ma comunque il risotto con le
vongole è sempre buono e aggiungerci anche qualche cozza può solo
migliorare le cose!
Et voilà, per oggi è tutto, adesso
posso uscire tranquilla e con la coscienza a posto!
E per una volta non sono stata nemmeno troppo logorroica, ma vi svelo il motivo: mentre scrivo sto guardando The Apprentice e quindi il mio cervello si sta dividendo a metà. Scrivo mezza parola e ascolto mezzo minuto, mezza parola e mezzo minuto. Infatti è un'ora che scrivo questo post. Ve l'avevo detto che i programmi orribili li guardo tutti...
sabato 28 dicembre 2013
FracooksJamie: Twister bread e Chocolate, orange and nut pudding
[Colonna sonora del post: AFI - 17 Crimes]
Non posso dire che questo Natale mi sia
piaciuto molto. Non il giorno di Natale in particolare, che a dire il
vero è stato l'unico giorno di tutto questo periodo che mi è
proprio piaciuto, ma tutti gli altri giorni. Non so, sarà perché
giunta a questo periodo dell'anno mi ritrovo sempre a tirare le somme
sulla mia vita e sulle persone che mi stanno intorno, ma questa volta
il risultato mi sembra particolarmente negativo.
Ma lasciamo perdere, c'è comunque una
cosa che mi rincuora. Tra pochi giorni sarà il mio compleanno e io
lo passerò in uno dei posti che preferisco e soprattutto lontana da
(quasi) tutti.
E passiamo direttamente alle ricette di
Jamie di oggi! La prima è la Twister bread, ricetta particolarmente
riuscita. Semplice, come quasi tutte le ricette che vi ho fatto
vedere fino ad ora, ma buonissima, come quasi tutte le ricette che vi
ho fatto vedere fino ad ora!
Per realizzarla basta fare l'impasto
per il pane, una volta lievitato la prima volta si stende con uno
spessore di circa 1 cm e mezzo, ci si spalma sopra il pesto, si
arrotola e si taglia a fette spesse circa 4 cm. Poi si mettono tutte
queste girelle su una teglia, si fanno lievitare un'altra volta e
alla fine si cuoce a 225°C per circa 15-20 minuti. Sono buonissime!
Ovviamente se vi fate il pesto da soli saranno ancora più buone!
Voto: 8 e mezzo
La seconda ricetta è il Chocolate, orange and nut pudding. Allora, l'altra volta non vi ho scritto la
ricetta base del pudding, oggi ve la lascio: mischiate insieme 220 g
di farina, un cucchiaino di lievito, 85 g di zucchero, un pizzico di
sale e 115 g di burro morbido. Poi aggiungete 1 uovo e 8 cucchiai di
latte. A questo impasto base potete aggiungere quello che volete, in
questo caso io ho aggiunto del cacao, 100 g di nocciole (o mandorle o
noci, o tutto insieme) tritate e la buccia grattugiata di un arancio.
Poi si cuoce. Ed è questo il “problema”! Tutto questo impasto lo
dovete mettere in uno stampo che potete infilare dentro un pentolone
pieno d'acqua, dove dovrà stare per circa 2 ore. L'acqua deve
arrivare circa a metà dello stampo. E vi consiglio di mettere un
panno pulito sotto lo stampo, altrimenti saranno due ore di tin tin
tin tritin tin tritin, abbastanza snervante. Alla fine, potete anche
farci una salsetta da metterci sopra, con cioccolato, zucchero a
velo, burro e un po' di latte. Alla fine non è proprio male ma,
arrivata a questo punto, il pudding ancora non mi convinceva per
niente.
Voto: 6
E dato che non sono particolarmente in
vena di chiacchiere vi lascio, spero di fare un altro post prima
della fine dell'anno!
martedì 17 dicembre 2013
FracooksJamie: Slow-cooked artichokes with cherry tomatoes and A spottier dick pudding
[Colonna sonora del post: Eminem - Berzerk]
Oggi mi sembra una bella giornata! Ho
il mio pigiama nuovo, morbidoso, con il cappuccio e con una tasca
conigliosa sul davanti, ho i miei gatti che fanno a gara per avere
più bacini, una tazza di tè pronta da bere e musica in sottofondo,
in pratica la perfezione! ^-^
Si, ogni tanto uno dei gatti mi
abbandona per andare a staccare un pezzo di ghirlanda dall'albero, ma
poi ritorna sempre per la sua razione di coccole!
Allora, questa volta invece di
dilungarmi in chiacchiere senza senso, passerò direttamente alle
ricette di Jamie, dato che sono terribilmente indietro con gli
aggiornamenti e vorrei mettermi al pari.
La prima ricetta è la Slow-cooked
Artichokes, Sweet Cherry Tomatoes, Thyme and Basil. Insomma, ci vuole
di più a scriverla che a farla. Si prendono i carciofi, si tagliano
in quarti e si fanno cuocere 4-5 minuti in padella con un po' d'olio,
con il coperchio. Poi si aggiunge un po' d'aglio, il timo e una
spruzzata di succo di mezzo limone. Quando è evaporato si toglie dal
fuoco. Poi si condiscono dei pomodorini ciliegino con olio, basilico,
peperoncino, sale e pepe. E poi si mettono i carciofi e i pomodorini
in una teglia, si mette tutto in forno a 180°C per circa 30-40
minuti, si sforna e si mangia!
Adesso, voi dovete sapere che i
carciofi sono una delle mie verdure preferite in assoluto. Questa
ricetta è buona, ma per me i carciofi sono quelli che cucina mia
nonna (o mia madre) e basta. La differenza sta nel metodo di cottura,
perché questi rimangono piuttosto crocchiarelli, quelli di mia nonna
sono morbidi morbidi. Sono anni che cerco di capire come fa(nno) a
farli venire così, la spiegazione (sia di mia nonna che di mia
madre) del loro metodo di cottura è stata: metti i carciofi con
mezzo bicchiere d'acqua e mezzo di vino in un pentolino, ci metti il
prezzemolo e l'aglio e fai cuocere una ventina di minuti, finché non
è evaporato tutto.
E io prendo i carciofi, li metto nel pentolino
con l'acqua e il vino, ci metto aglio e prezzemolo e cuocio. Dopo 20
minuti sono duri. Aggiungo acqua: dopo 20 minuti sono duri. Aggiungo
acqua: dopo 20 minuti sono duri. In pratica qui si sfidano le leggi della fisica, non capisco come fanno a rimanere duri dopo un'ora... Alla fine arrivano le 21.30 e
io inizio ad avere fame e quindi me li mangio duri. Insomma, il
segreto dei carciofi morbidi non l'ho ancora scoperto, se qualcuno
volesse darmi delucidazioni gliene sarei davvero grata!
E tra l'altro: qual'è la vostra parte
preferita del carciofo? La mia decisamente il gambo! A pranzo da mia
nonna facciamo a gara per chi se ne prende di più! Per fortuna che
la nonna ha l'occhio lungo e ne mette sempre tantissimi!
Voto: 6 e mezzo
La prossima ricetta è la A Spottier
Dick Pudding. Ho già descritto la mia terrificante esperienza con i
pudding in questo post, quindi vi lascio alla lettura di quello che
avevo scritto tempo fa.
Riassumendo (per chi non avesse voglia
di leggere), fare un pudding è complicato per il metodo di cottura e
il risultato, nel caso di questo pudding in particolare, non è che
mi abbia entusiasmato. E dato che ci sono altre 5 varianti du
pudding, ho avuto la tentazione di saltare le 2 pagine seguenti! Per
fortuna non l'ho fatto, perché mi sono ricreduta!
Voto: 5
Per oggi è tutto, un saluto da me e
dai gattacci che sono ancora qui con me!
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mercoledì 11 dicembre 2013
FracooksJamie: Turron nougat semifreddo e Pork and crackling
[Colonna sonora del post: AFI - Love like winter]
Finalmente le decorazioni di Natale
sono fatte, e quest'anno ho pure un po' esagerato. Penso che se
qualcuno da fuori guarda verso la mia veranda pensa che sono una
pazza invasata, e non ho ancora messo le lucette nel balcone!
In pratica quando sono seduta nel
divano (cioè quasi sempre, a parte quando dormo nel letto), posso
vedere un'esplosione di luce! Verso la veranda abbiamo un arco
contornato da lucette splendide, a palletta, che si illuminano con
tutti colori diversi, la finestra decorata con lucette a forma di
fiocco di neve dell'Ikea più la scritta buon Natale e, ovviamente,
non può mancare l'albero, in stile peluchoso (anche la punta
stellosa dell'albero è sempre di peluche), coloratissimo e con
lucette a forma di stellina. Poi passiamo nel reparto tv, dove
abbiamo una bella ghirlanda con le alci e un calendario dell'avvento
a forma di albero di Natale e nel mobile vicino c'è il presepe,
quest'anno con il muschio vero.
Detta così sembra stupendo, in realtà
il periodo nataliazio è catastrofico sotto un punto di vista: i
gatti. E soprattutto uno, quello nero, che si chiama... bè, ha circa
mille nomi diversi (Schlange, Orochimaru, Ori, Fogna, Gatto stupido,
Senzavolto, Nero, Scendidalì, Nonmangiarequello, Mauro, Orochimauro,
Tiziano, ecc – non me li sto inventando adesso, ha davvero avuto
tutti questi nomi!), quindi continuerò a chiamarlo “quello nero”.
Dicevo, il periodo nataliazio la casa diventa una grande mangiatoia
per il nero.
Per tutto l'anno ci sono sempre piante che girano dentro casa, quando ne
vedo una carina mi dico sempre “ma si dai, la prendo, la tengo
sopra il mobile e sto attenta che il nero non la mangi”.
Puntualmente il giorno dopo lo sento che sta per vomitare dei
rametti.
La sua carriera da mangiatore di piante è iniziata poco
dopo che lo avevo preso al gattile, quando ha assaggiato l'erba
aglina (come l'erba cipollina, ma sa di aglio) e è stato spedito una
settimana in vacanza dal veterinario perché per giorni non mangiava
niente (cosa alquanto preoccupante). E' poi proseguita con piante di
peperoncino, mimosa, conifere varie, fiori, ecc. Ah si, l'erba gatta
ce l'ha avuta per mesi nella sua bella ciotola, ovviamente non l'ha
mai toccata.
Ecco, nel periodo di Natale ha un
banchetto extra: le ghirlande dell'albero. L'anno scorso vomitava
stelline dorate un giorno si e uno no. Una volta l'ho beccato che
aveva ancora la stellina appiccicata nell'angolo della bocca.
E quest'anno non si è ancora accorto
del muschio: suppongo che quella diventerà la sua mangiatoia
ufficiale!
Ma passando dalla pappa del nero alla
pappa per noi, eccovi un'altra variante del semifreddo: il Turron-nougat
semifreddo. Vi avevo già scritto come fare la base qui, in questo
caso aggiungete ai tuorli e allo zucchero il torrone sbriciolato (la
grandezza dei pezzi che ci mettete dipende dai vostri gusti, potete
ridurlo in polvere o farlo a pezzi, o metà e metà) e dei pistacchi
(io avevo aggiunto delle nocciole). Alla fine cospargete tutto con il
cacao. Buonissimo e facilissimo!
Voto: 8
La seconda ricetta devo ammettere che
non l'avevo fatta come c'era scritto nel libro... la ricetta si
chiama Pork and crackling ma a me è mancata la parte del crackling
perché ho usato solo la l'arista di maiale senza la parte che
diventa croccante (il grasso? la pelle sopra?). Quindi se voi volete
farla giusta, prendete la carne con il grasso? la pelle sopra? e,
nella parte dove non c'è il grasso? la pelle sopra? strofinate un
mix fatto con semi di finocchio, aglio e rosmarino. Poi mettete tutto
a marinare con aceto balsamico e olio per una mezzora. Intanto
prendete qualche ossa e mettetela ad arrostire nel forno. Dopo che la
carne ha marinato strofinate la parte con il grasso? la pelle sopra?
con il sale e mettete a cuocere. Jamie dice di cuocere la carne sopra
a una gratella, mettendo sotto una teglia per raccogliere i succhi di
cottura. E nella teglia si devono mettere anche le ossa arrostite, un
po' di verdure (sedano, carote e cipolle, ma penso che possiate
metterci quello che volete), quello che era rimasto della marinata e
mezzo litro d'acqua. Poi quando la carne si cuoce, colerà nella
teglia tutto il grasso e alla fine quindi vi ritroverete con una
bella salsetta. Ah si, tempi di cottura: circa un'ora a 220°.
Voto: 8
sabato 7 dicembre 2013
FracooksJamie: Betroot tagliatelle with pesto and mussels, Mascarpone cream e Telefilm che ti segnano la vita
[Colonna sonora del post: Una mamma per amica - Lorelai non sente la sveglia]
Scrivo questo blog in modo discontinuo
da qualche anno, ma in pratica parlo sempre di cucina (bè, è o
almeno dovrebbe essere un food blog) o di cavolate varie. Ma magari
chi passa di qui vorrebbe anche sapere che tipo di persona è quella
che sta dietro lo schermo di un computer mezzo scassato, con il tasto
della G che è mezzo staccato e che quindi deve premere 2-3 volte
prima di farlo scrivere. Non è nel mio stile però stare a
descrivermi, quindi per darvi un'idea di che tipo di persona sono ho
pensato di fare in un altro modo.
Vi hanno mai detto che assomigliate a
un personaggio di una serie tv? A me si. E dato che è una serie che
adoro e che ho visto milioni di volte, mi viene sempre da chiedermi
se sono sempre stata così e è un caso che questo personaggio mi
assomigli così tanto o se è il contrario, cioè che guardando e
riguardando questa serie, in qualche modo ne sia stata contagiata.
Bah, è un po' come l'uovo con la gallina, chi lo sa chi è nato
prima.
Bene, la serie in questione è Una
mamma per amica o Gilmore's girl. No, non sono come Rory, a questo
punto avrei già un paio di lauree. Sono come Lorelai. A parte il
fatto che un paio di anni fa ho deciso di limitare drasticamente
l'uso di caffè (altrimenti ero uguale pure per quello). E si, l'unica cosa che proprio non abbiamo in comune è che io, al contrario di lei, adoro cucinare, per il resto non trovo altre differenze! Ma davvero,
non è una somiglianza così, un po' superficiale. In certi pezzi del
telefilm mi blocco e penso “oddio, ma mi hanno filmato senza
che lo sapessi?”. Poi giro la testa lentamente verso il mio ragazzo
che nello stesso momento si gira verso di me e mi dice “cioè, ma
sei uguale! Ma quanto ti ha segnato questo telefilm??”. Non so,
sarà il rapporto un po' difficile che ha con i genitori, il modo di
parlare a mille che ha, le cavolate che le escono sempre dalla bocca,
ma davvero, se dovessi dare un'idea di come sono non troverei un modo
migliore: prendete una puntata a caso, guardatela e eccomi lì, sono
io.
Il video che ho messo all'inizio del
post è in pratica la prima volta che mi sono accorta che c'era una
somiglianza. Ma davvero, una qualsiasi puntata, meglio dove Lorelai
fa qualche specie di monologo, vi farà capire che razza di persona
si cela dietro questi post!
Preambolo che come al solito c'entra
poco con le ricette, a parte il fatto che Jamie mi ha segnato
culinariamente parlando, come Una mamma per amica evidentemente ha
fatto in tutti gli altri campi della mia vita.
La prima in particolare è una ricetta
che mi sta molto a cuore perché è proprio particolare: è la
Betroot tagliatelle with pesto, mussels and white wine, usando la
ricetta della Betroot pasta. Insomma, non mi capita tutti i giorni di
fare delle tagliatelle rosa, e nemmeno il pesto. E nemmeno comprare
le cozze. E di sicuro mi capita molto poco di fare tutte e tre le
cose insieme. Sembra proprio una pasta strana, ma stranamente
funziona!
Potete replicarle facilmente. Non dico
che sia la cosa più facile del mondo, più che altro per le
tagliatelle perché il pesto, se proprio non avete voglia di farlo,
potete anche comprarlo già fatto, anche se non c'è proprio
paragone. Le tagliatelle vi tocca farle se le volete rosa!
Per l'impasto normale si dovrebbero
usare 500 g di farina e 5 uova. Per farle rosa sostituite 2 uova con
uguale peso di barbabietola cotta e pureata. Impastate impastate,
stendete stendete e poi tagliate tagliate. Poi gli preparate un sugo
semplicissimo, olio, cozze, sfumate con un bicchiere di vino e ci
mettete le tagliatelle (cotte ovviamente!). Poi mettete nei piatti e
ci aggiungete un paio di cucchiai di pesto. Ottima!
Che poi a pensarci, questo piatto mi
sembra proprio femminile. Sarà per il rosa-tagliatella, sarà per le
cozze (o moscioli, come diciamo qua), ma questo non mi sembra proprio
un piatto da macho. Ma chissenefrega, io sono ancora una gentil
donzella e quindi è un piatto adattissimo per me!
Voto: 8
Ricetta numero 2: Mascarpone cream. Ok,
questa non è proprio una ricetta perché si tratta di mischiare 250
g di mascarpone con un cucchiaio di zucchero e un po' di semini di
vaniglia. Però devo riconoscere a Jamie il fatto di avermi fatto
scoprire il mascarpone. Perché prima di lui per me il mascarpone era
sinonimo di tiramisù e nient'altro. Cioè, ogni volta che andavo a
fare spesa e vedevo quelle scodelle di mascarpone non potevo fare a
meno di pensare “ma dov'è tutta sta gente che compra tutte queste
scatole di mascarpone per fare il tiramisù?”. Tra l'altro voi non
potete saperlo ma adesso ve lo dico: mentre scrivevo “scatole di
mascarpone” mi sono sbagliata e ho scritto “scatole di tiramisù”,
che tanto ve l'ho detto, per me erano davvero la stessa cosa! Poi la
ricetta di Jamie delle tagliatelle con il mascarpone, usato quindi in
un piatto salato, cosa che proprio non avevo mai immaginato. Ed è
stato subito amore! Anche questa crema in realtà è ottima, si può
tranquillamente sostituire alla panna! Io l'avevo usata per fare un
dolce con la pasta frolla, banane e sopra (una volta cotta) ci avevo
messo questa crema. Buonissima e versatile!
Voto: 7 e mezzo
("Questa è l'ultima volta che compro
qualcosa solo perché è pelosa" - Una mamma per amica)
lunedì 23 settembre 2013
FraCooksJamie: Praline semifreddo e Pappardelle with mixed wild mushrooms
L'altra volta vi ho postato due ricette di Jamie che in realtà non mi avevano insegnato molto di più di quello che già sapevo; oggi invece ve ne faccio vedere una che non avrei mai provato a fare se non fosse stato per lui.
E' il semifreddo. Nel mio immaginario il semifreddo è sempre stato un dolce da ristorante, uno di quelli che era sacrilegio riprodurre a casa. Un po' come la Sacher, che per me è sacra e non so se mi cimenterò mai nell'impresa di provare a replicare una simile squisitezza. Insomma, uno deve anche avere bene in testa quali sono i suoi limiti. Il mio, appunto, è la Sacher. E fino a poco tempo fa anche i semifreddi. Poi ho capito che in realtà farli era più semplice che fare un pan di spagna. Cosa c'è di difficile nel montare gli albumi, montare la panna, montare tuorli e zucchero e poi mischiare tutto? Bè si, se non avete uno sbattitore può essere un procedimento un po' lunghino, ma comunque non difficile. Questo in pratica è il procedimento del Semifreddo. Poi ci si possono aggiungere i vari gusti, per esempio il primo che propone Jamie è il Praline semifreddo. Per farlo basta tostare un po' le nocciole, ricoprirle di caramello e far raffreddare. E poi sbriciolare tutto. E poi aggiungere questa polverina magica ai tuorli montati con lo zucchero. E poi aggiungere albumi e panna montata. E poi mettere tutto in una teglia, in congelatore. Dai, di questa le dosi ve le lascio: per 4 uova ci vogliono 55 g di zucchero e 500 g di panna. A questa cosa di base potete aggiungere quello che volete, per creare il gusto che più vi piace, mettendolo nei tuorli. In 5 minuti avrete il semifreddo pronto per essere messo in congelatore (io puntualmente ne metto solo metà dose perché il resto me lo mangio prima) e in qualche ora, senza fare alcuno sforzo, avrete il vostro semifreddo pronto.
Voto: 8
La seconda ricetta di oggi è una pasta molto semplice. A parte per il fatto di fare la pasta a mano, cosa che, al tempo in cui ho fatto la foto, non ero ancora in grado di fare, proprio per niente! Poi ho fatto un corso di pasta fresca e così sono riuscita a fare qualcosa di più carino. Si perché in realtà non è che la pasta che facevo prima facesse schifo, era solo bruttina da vedere. Non so di preciso cosa sbagliavo, probabilmente non la impastavo abbastanza, infatti non teneva benissimo la cottura. Ma comunque, potete anche comprarla già fatta, non è che io mi metto a fare la pasta tutti i giorni. Nemmeno tutte le settimane a dire il vero, è più una cosa da festa, o se proprio mi prende voglia.
Il sugo è un classico, ci vuole più a scriverlo che a farlo: padella, olio, funghi, aglio, peperoncino. Poi si mette la pasta e il prezzemolo. Così vengono fuori le Pappardelle with mixed wild mushrooms. Semplici ma sempre buone, un po' come una musica classica o un vecchio film: magari un po' retrò ma non passa mai di moda. Anzi, penso che sia proprio qui molto dello stile di Jamie, riscoprire i sapori veri, quelli che tante volte copriamo con altri mille ingredienti. Anche a me piace scoprire sapori nuovi, ma non voglio coprire quello che già è buono di suo. Motivo per cui capisco poco i popoli che non sanno godersi una buona bistecca senza inondarla di salse. E vabbè, ognuno ha le sue usanze, per fortuna che Jamie ama l'Italia, e dalle sue ricette traspare parecchio!
Voto: 8
Spero di avervi dato qualche idea carina per un primo o per fare un buon dolcetto!
giovedì 19 settembre 2013
FraCooksJamie: Baked fruit e Pappardelle with dried porcini, thyme, tomato and mascarpone sauce
Un bel giorno mi sono decisa: volevo comprare tutti i libri di Jamie. Il problema era che in Italia se ne trovavano giusto un paio all'epoca e io, che ovviamente mi ero già informata nel suo sito, avevo capito che in realtà mi stavo perdendo un piccolo tesoro. Ci saranno stati almeno altri 10 libri, oltre a quelli disponibili in Italia che, ovviamente, avevo già comprato. Per fortuna si stava avvicinando il Natale e il mio compleanno. Ringraziando per una volta la vicinanza tra le due ricorrenze (di solito è una vera sfortuna per vari motivi, per esempio si ricevono soldi/regali in un solo periodo dell'anno mentre si rimane a secco per il resto del tempo, oppure le persone sono sempre squattrinate e quindi pensano bene di farti un regalo un pò più grande che vada bene per entrambe le occasioni - cosa che farei anche io!), l'ho buttata lì al fidato Sergi: "senti, ho un'idea per il mio regalo di CompleNatale... ehm, tutti i libri di Jamie!". Insomma si, l'ho costretto ad ordinare tutti i libri di Jamie!
Non immaginate nemmeno la mia felicità quando ho visto lo scatolone che era arrivato! E purtroppo è arrivato anche prima di Natale, quindi ho dovuto aspettare per aprirlo... mi ricordo però che ero riuscita a convincere il compratore del mio regalone a farmi aprire almeno uno di quei libri.
Arrivata la notte di Natale non stavo più nella pelle e finalmente era arrivato il momento dello spacchettamento! Sembrava davvero che avessi davanti un forziere con un tesoro dentro, mi luccicavano gli occhi, penso che se avessi avuto davvero un forziere pieno di soldi, non mi avrebbe fatto lo stesso effetto! E quando ho avuto lì davanti a me tutti quei libri, non ci capivo più niente, non sapevo da dove iniziare a guardare!
Ormai li avrò sfogliati mille volte, guardato le immagini, letto le ricette, provato alcune ricette, immaginato Jamie che cucinava quelle ricette... insomma, saranno i libri più sfogliati della mia superfornitissima biblioteca culinaria, senza dubbio! Forse solo quelli di Nigella possono fargli concorrenza!
E dopo tutti questi preamboli, alla fine si, mi sono messa ai fornelli. Ovviamente iniziando dal primo libro!
La primissima ricetta che ho provato a fare è stata la frutta cotta. Non sono una grande amante della frutta e della verdura (con le dovute eccezioni), ma sono una di quelle che pensa che qualsiasi cosa diventa più buona se è calda. Sarà che il mio amore per l'inverno mi fa amare anche tutte le cose riscaldanti, tipo una bella copertina calda, con 2 o 3 gatti incorporati, e una bella tazzona di cioccolata calda. E anche la frutta mi fa lo stesso effetto: le mele per esempio mi fanno quasi schifo fredde (non ho nemmeno mai imparato a sbucciarle, tanto non le mangiavo), ma calde le trovo squisite.
Insomma, prendete la frutta che più vi piace (io avevo usato banane, pere e pesche), metteteci sopra un pò del vostro liquore preferito (io avevo usato il rum) e lo zucchero vanigliato, mettete tutto in forno per 5-10 minuti et voilà, il gioco è fatto. Poi ho aggiunto la panna montata sempre con lo zucchero vanigliato, ma voi potete usare anche altro, tipo il gelato alla vaniglia.
E con questa avevo già fatto ben 3 ricette del libro The Naked Chef: Vanilla sugar (in pratica si frulla il bacello di vaniglia intero con lo zucchero), Vanilla cream (panna montata con vanilla sugar) e Baked fruit (la frutta al forno).
Consigliatissima! Voto: 7 e mezzo
La seconda ricetta è stata Pappardelle with Dried Porcini and Thyme, Tomato and Mascarpone Sauce. Per fare questa ho usato anche le ricette della Everyday Quick Pasta Recipe (cioè la pasta fresca) e della Basic Tomato Sauce (il sugo al pomodoro, che Jamie prepara aggiungendo l'aceto di vino rosso alla fine, per il resto è uguale a qualsiasi altro sugo di pomodoro).
Questa devo ammettere che mi è piaciuta particolarmente, soprattutto per il mascarpone aggiunto alla fine. Non l'avevo mai usato per condire la pasta, per me il mascarpone fa rima con tiramisù e quindi con dolce! E invece è stato proprio una bella sorpresa, che ho riutilizzato poi un sacco di volte. Per fare questa pasta, basta cuocere delle tagliatelle (potete comprarle o farvele da soli) e condire con un sugo di pomodoro condito con timo e porcini secchi. Alla fine aggiungete un pò di mascarpone. In pratica il sapore del pomodoro con il mascarpone è un pò come un fumé, ma più corposo. Potete anche provare altre varianti, io l'ho fatta con lo stesso stile anche aggiungendo dello speck, o anche con i wurstel al posto dei porcini, insomma, tenendo fermo pomodoro e mascarpone potete provare di tutto!
Voto: 8 e mezzo
Ok, mi sto dilungando troppo, ma di ricette ne ho già fatte una sessantina (e sono ancora all'opera con altre nuove!) e vorrei farvele vedere tutte nel più breve tempo possibile!
Alla prossima e lasciate un commento se passate!
Non immaginate nemmeno la mia felicità quando ho visto lo scatolone che era arrivato! E purtroppo è arrivato anche prima di Natale, quindi ho dovuto aspettare per aprirlo... mi ricordo però che ero riuscita a convincere il compratore del mio regalone a farmi aprire almeno uno di quei libri.
Arrivata la notte di Natale non stavo più nella pelle e finalmente era arrivato il momento dello spacchettamento! Sembrava davvero che avessi davanti un forziere con un tesoro dentro, mi luccicavano gli occhi, penso che se avessi avuto davvero un forziere pieno di soldi, non mi avrebbe fatto lo stesso effetto! E quando ho avuto lì davanti a me tutti quei libri, non ci capivo più niente, non sapevo da dove iniziare a guardare!
Ormai li avrò sfogliati mille volte, guardato le immagini, letto le ricette, provato alcune ricette, immaginato Jamie che cucinava quelle ricette... insomma, saranno i libri più sfogliati della mia superfornitissima biblioteca culinaria, senza dubbio! Forse solo quelli di Nigella possono fargli concorrenza!
E dopo tutti questi preamboli, alla fine si, mi sono messa ai fornelli. Ovviamente iniziando dal primo libro!
La primissima ricetta che ho provato a fare è stata la frutta cotta. Non sono una grande amante della frutta e della verdura (con le dovute eccezioni), ma sono una di quelle che pensa che qualsiasi cosa diventa più buona se è calda. Sarà che il mio amore per l'inverno mi fa amare anche tutte le cose riscaldanti, tipo una bella copertina calda, con 2 o 3 gatti incorporati, e una bella tazzona di cioccolata calda. E anche la frutta mi fa lo stesso effetto: le mele per esempio mi fanno quasi schifo fredde (non ho nemmeno mai imparato a sbucciarle, tanto non le mangiavo), ma calde le trovo squisite.
Insomma, prendete la frutta che più vi piace (io avevo usato banane, pere e pesche), metteteci sopra un pò del vostro liquore preferito (io avevo usato il rum) e lo zucchero vanigliato, mettete tutto in forno per 5-10 minuti et voilà, il gioco è fatto. Poi ho aggiunto la panna montata sempre con lo zucchero vanigliato, ma voi potete usare anche altro, tipo il gelato alla vaniglia.
E con questa avevo già fatto ben 3 ricette del libro The Naked Chef: Vanilla sugar (in pratica si frulla il bacello di vaniglia intero con lo zucchero), Vanilla cream (panna montata con vanilla sugar) e Baked fruit (la frutta al forno).
Consigliatissima! Voto: 7 e mezzo
La seconda ricetta è stata Pappardelle with Dried Porcini and Thyme, Tomato and Mascarpone Sauce. Per fare questa ho usato anche le ricette della Everyday Quick Pasta Recipe (cioè la pasta fresca) e della Basic Tomato Sauce (il sugo al pomodoro, che Jamie prepara aggiungendo l'aceto di vino rosso alla fine, per il resto è uguale a qualsiasi altro sugo di pomodoro).
Questa devo ammettere che mi è piaciuta particolarmente, soprattutto per il mascarpone aggiunto alla fine. Non l'avevo mai usato per condire la pasta, per me il mascarpone fa rima con tiramisù e quindi con dolce! E invece è stato proprio una bella sorpresa, che ho riutilizzato poi un sacco di volte. Per fare questa pasta, basta cuocere delle tagliatelle (potete comprarle o farvele da soli) e condire con un sugo di pomodoro condito con timo e porcini secchi. Alla fine aggiungete un pò di mascarpone. In pratica il sapore del pomodoro con il mascarpone è un pò come un fumé, ma più corposo. Potete anche provare altre varianti, io l'ho fatta con lo stesso stile anche aggiungendo dello speck, o anche con i wurstel al posto dei porcini, insomma, tenendo fermo pomodoro e mascarpone potete provare di tutto!
Voto: 8 e mezzo
Ok, mi sto dilungando troppo, ma di ricette ne ho già fatte una sessantina (e sono ancora all'opera con altre nuove!) e vorrei farvele vedere tutte nel più breve tempo possibile!
Alla prossima e lasciate un commento se passate!
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