[Voci sommesse: "Ma è tornata? Non si era trasferita? E io che pensavo di essermela tolta dalle scatole..."]
E invece no. A parte il fatto che il blog continua di qua, ho deciso di continuare a usare anche questo, di blog. Così, giusto per essere presente su più fronti e insediarmi piano piano nel web con l'unico scopo conosciuto: conquistare il mondo. Con l'idiozia.
Dato che però non posso vaneggiare a caso sia di qua che di là, devo pur dare un senso a questo sdoppiamento di blogghilità. Questo lo terrò per aggiornare le mie ricette Jamieose. Che ancora sono ferme da vari mesi (o anni, addirittura) ma che comunque non ho mai postato. Il brutto è che, data la mia scarsissima memoria per cose che abbiano almeno una minima importanza (del tipo che le uniche cose che mi ricordo sono conversazioni altamente inutili tra me e il/la malcapitato/a di turno, con l'unica conseguenza che è praticamente impossibile fregarmi dicendomi "guarda che ti sbagli, io ti avevo detto..." "nono, purtroppo per te il giorno 6 ottoble 1996 alle ore 15.42 tu mi hai detto testuali parole.." e blabla. E magari mi aveva detto che l'ultima canzone dei Backstreet Boys era stupenda. Ecco, è questo il genere di cose per cui ho una memoria di ferro).... devo smetterla di iniziare parentesi e fare discorsi tipo comizio elettorale. Non mi ricordo cosa stavo dicendo, un attimo che controllo.
Ok, dicevo che la mia memoria fa schifo. Appunto.
Quindi, dato che le ricette che vi scrivo oggi le ho fatte circa un paio d'anni fa, stiamo messi bene. Tra l'altro è anche un sacco di tempo che non uso Blogger, vediamo se mi ricordo come si mette un'immagine.
Come volevasi dimostrare, le cose inutili della vita me le ricordo tutte. Non che mettere un'immagine su Blogger sia cosa da scienziati aerospaziali, certo.
Ma andiamo avanti e forse, un giorno lontano, arriveremo al punto. La foto. La ricetta. Si, il titolo della ricetta è (un attimo che prendo il libro, non pretenderete mica che io me la ricordi!): North african lamb with chilli, ginger, chickpeas and couscous. Tiè. In pratica non c'è nemmeno bisogno che vi scrivo come si fa, c'è già tutto nel titolo!
Troppo corto come post, peggio per voi, vi scrivo anche come si fa: allora, intanto cuocete i ceci come dice nella confezione (oppure prendete quelli nel barattolo, già pronti). Melanzane: tagliatele a cubi di 2-3 cm di lato (mi raccomando, usate la squadra o il goniometro - a scelta - per fare angoli di 90° perfetti, altrimenti la ricetta sarà del tutto compromessa) e metteteci del sale per far andare via l'eccesso di liquido. Pomodorini: fategli fare un bel tuffo nell'acqua bollente per un paio di minuti e poi toglietegli la pelle. Spezie: semi di coriandolo, semi di cumino, sale e un pò di noce moscata, tutto nel mortaio (quant'è brutta la parola mortaio? capisco che serve per spappolare le cose, ma chiamarlo con un nome più simpatico? tipo mammolaio?), pestate e spalmate tutto sopra i filetti di agnello (quello che ho usato io dalla foto non mi sembra filetto, avrò preso quello che aveva il macellaio...). Padella, olio, agnello: fatelo abrustolire un pò. Poi aggiungete le melanzane, il peperoncino, un pò di zenzero fresco grattugiato, un pò d'aglio, un cucchiaio di aceto e i pomodori. Mettete il fuoco al minimo, coprite con il coperchio e fate cuocere un'ora (che pazienza...); alla fine aggiungete i ceci e fate cuocere altri 5 minuti. Poi cospargere con il prezzemolo (o con il coriandolo, se lo trovate. Io non lo trovo mai).
Questa cosa si serve con il cuscus, che come tante altre cose, ho imparato a mangiare proprio grazie a Jamie. Per lo Spicy Couscous si mette in una padella cipolla, olio e burro (per non fare torto a uno dei due, Jamie li usa quasi sempre entrambi). Poi si aggiungono le spezie pestate prima nel mortaio (semi di cumino, semi di coriandolo, semi di finocchio, peperoncino e sale) e l'aglio, fino a che le cipolle non sono cotte. Poi si spegne il fuoco, si aggiunge il cuscus e l'acqua calda (o il brodo, come suggerisce Jamie), si copre con il coperchio e si lascia così per il tempo che c'è scritto nella confezione. Poi si apre il coperchio, si annusa per bene il profumo che viene fuori (passaggio fondamentale), si aggiunge un altro pò di burro e si sgrana con la forchetta.
Olè, per oggi mi fermo qui, penso che sia meglio farvi riprendere piano piano al fatto di essere tornata. Comunque, per chi volesse seguirmi anche nell'altro blog, il link è questo: FrauFra.
martedì 25 novembre 2014
venerdì 5 settembre 2014
Trasferimento su Frau Fra
Mi sono trasferita (momentaneamente) qui:
Ritornerò anche su Polpette Rosa perché ci sono troppo affezionata, ma se volete continuare a leggere i miei vaneggiamenti andate nell'altro blog!!
lunedì 4 agosto 2014
FracooksJamie: My perfect roast chicken and Roast leg of lamb with apricot and thyme
[Colonna sonora del post: Coldplay - Violet Hill]
In questo periodo vedo blog di cucina che vanno in ferie, o almeno che cambiano il menù da invernale a estivo. La maggior parte di loro evita di accendere troppo il forno, di fare cose troppo pesanti e si buttano su cose fredde.
Io boh, non capisco perché, ma dovunque mi trovo, mi sembra di essere la voce fuori dal coro. Pure in questo caso: io il forno continuo a usarlo una volta al giorno, mangio zuppe bollenti e di sicuro non preparo niente di nemmeno lontanamente dietetico. Non so, sono l'unica?
E anche se oggi vi posto due ricette fatte una vita fa, manco a farci apposta sono due cose che di sicuro la maggior parte della gente cataloga come "invernali".
Andiamo con il My perfect roast chicken. Come ho già detto altre volte, grazie a Jamie ho imparato un sacco di cose in cucina e questa ricetta di sicuro è quella che ho riutilizzato di più. Prima di provarla avrò provato si e no un paio di volte a fare il pollo arrosto, con risultati sempre pessimi. Invece di mettervi la ricetta (che poi è un semplice pollo cotto al forno), vi dirò le cose che ho imparato da Jamie e che io non facevo:
- dopo aver lavato il pollo J dice di asciugarlo
- J dice di sfregare bene il pollo con il sale
- per avere delle cosce un pò più sbruciacchiate si devono fare dei tagli (nella coscia del pollo ovviamente) e nei tagli ci si possono mettere delle erbe (quelle che usate per condire il resto del pollo)
- questa è la cosa che mi piace di più: nella parte sopra il petto, si può separare la pelle dalla carne che sta sotto, con le dita. Così si forma una bella cavità, dove J dice di mettere altre erbe, e dove io ci ficco una fetta di bacon e un pezzettino di burro (non in quello della foto qui sopra, dove avevo seguito diligentemente le indicazioni di J, ma tutte le altre volte che l'ho rifatto ho usato la mia variante!)
Per il resto cuocete il pollo come fate di solito, condite con abbondante olio (altra cosa che io non facevo, ma la differenza tra un pollo ben oliato e uno no è notevole) e cuocete finché non è cotto. Sembra stupido detto così, ma il tempo varia anche da quanto vi piace cotto il pollo! Io non so, ce lo terrò un'oretta forse...
Altra ricetta, sempre di carne, sempre cotta al forno: Roast leg of lamb with apricot and thyme. Per fare questa ricetta ho comprato il mio primo cosciotto di agnello... in pratica m'ha tolto i soldi per una settimana di spesa! Una volta ripresa dalla folle spesa, fortunatamente ho potuto prendermela con il diretto interessato (il cosciotto), prendendo un bel coltello e ficcandolo più e più volte nella sua carne, per fare dei buchi. Dentro i buchi poi ci ho messo il condimento, fatto con timo, aglio, sale, olio e una spruzzata di limone, il tutto smashato nel mortaio. In più, allargando bene i buchi, ci ho messo dentro anche dei pezzetti di albicocca (quelle secche). Una volta fatto tutto ciò, si dà il colpo di grazia al cosciotto, facendogliela pagare per tutti i soldi che vi è costato: si mette in forno a cuocere. Se lo volete a cottura media, Jamie dice di cuocerlo 13 minuti per ogni 450g, in più altri 10 minuti da aggiungere al totale.
Niente foto del cosciotto cotto, perché ero ancora arrabbiata con lui e me lo sono pappato senza pensare a fotografarlo!
Anche per oggi vi saluto, a presto!
In questo periodo vedo blog di cucina che vanno in ferie, o almeno che cambiano il menù da invernale a estivo. La maggior parte di loro evita di accendere troppo il forno, di fare cose troppo pesanti e si buttano su cose fredde.
Io boh, non capisco perché, ma dovunque mi trovo, mi sembra di essere la voce fuori dal coro. Pure in questo caso: io il forno continuo a usarlo una volta al giorno, mangio zuppe bollenti e di sicuro non preparo niente di nemmeno lontanamente dietetico. Non so, sono l'unica?
E anche se oggi vi posto due ricette fatte una vita fa, manco a farci apposta sono due cose che di sicuro la maggior parte della gente cataloga come "invernali".
Andiamo con il My perfect roast chicken. Come ho già detto altre volte, grazie a Jamie ho imparato un sacco di cose in cucina e questa ricetta di sicuro è quella che ho riutilizzato di più. Prima di provarla avrò provato si e no un paio di volte a fare il pollo arrosto, con risultati sempre pessimi. Invece di mettervi la ricetta (che poi è un semplice pollo cotto al forno), vi dirò le cose che ho imparato da Jamie e che io non facevo:
- dopo aver lavato il pollo J dice di asciugarlo
- J dice di sfregare bene il pollo con il sale
- per avere delle cosce un pò più sbruciacchiate si devono fare dei tagli (nella coscia del pollo ovviamente) e nei tagli ci si possono mettere delle erbe (quelle che usate per condire il resto del pollo)
- questa è la cosa che mi piace di più: nella parte sopra il petto, si può separare la pelle dalla carne che sta sotto, con le dita. Così si forma una bella cavità, dove J dice di mettere altre erbe, e dove io ci ficco una fetta di bacon e un pezzettino di burro (non in quello della foto qui sopra, dove avevo seguito diligentemente le indicazioni di J, ma tutte le altre volte che l'ho rifatto ho usato la mia variante!)
Per il resto cuocete il pollo come fate di solito, condite con abbondante olio (altra cosa che io non facevo, ma la differenza tra un pollo ben oliato e uno no è notevole) e cuocete finché non è cotto. Sembra stupido detto così, ma il tempo varia anche da quanto vi piace cotto il pollo! Io non so, ce lo terrò un'oretta forse...
Altra ricetta, sempre di carne, sempre cotta al forno: Roast leg of lamb with apricot and thyme. Per fare questa ricetta ho comprato il mio primo cosciotto di agnello... in pratica m'ha tolto i soldi per una settimana di spesa! Una volta ripresa dalla folle spesa, fortunatamente ho potuto prendermela con il diretto interessato (il cosciotto), prendendo un bel coltello e ficcandolo più e più volte nella sua carne, per fare dei buchi. Dentro i buchi poi ci ho messo il condimento, fatto con timo, aglio, sale, olio e una spruzzata di limone, il tutto smashato nel mortaio. In più, allargando bene i buchi, ci ho messo dentro anche dei pezzetti di albicocca (quelle secche). Una volta fatto tutto ciò, si dà il colpo di grazia al cosciotto, facendogliela pagare per tutti i soldi che vi è costato: si mette in forno a cuocere. Se lo volete a cottura media, Jamie dice di cuocerlo 13 minuti per ogni 450g, in più altri 10 minuti da aggiungere al totale.
Niente foto del cosciotto cotto, perché ero ancora arrabbiata con lui e me lo sono pappato senza pensare a fotografarlo!
Anche per oggi vi saluto, a presto!
giovedì 31 luglio 2014
Ciancie infinite e Menù-melato
A volte ritornano... vorrei dire che torno per restare, vorrei dire che aggiornerò più spesso, più regolarmente ecc ecc, ma mi conosco troppo bene e probabilmente farò un paio di aggiornamenti poi mi stuferò di scrivere cavolate su cavolate e tornerò a un silenzio stampa di qualche mese e poi tornerò, farò altri due aggiornamenti e blablabla.
Ma bando alle ciancie, che su questo blog non si fa altro che cianciare, stavolta il mio ritorno è in grande stile, dato che non vi farò vedere una, nemmeno due, ma ben 3 ricette! Ovviamente non sono farina del mio sacco, che a me la farina manca sempre e il sacco pure, quindi è meglio che vi metto il link di dove le ho prese così non ci penso più, non sono costretta a fare copiaincolla e nemmeno a copiare in stile amanuense le cose già scritte dagli altri.
Rileggendo quello che ho scritto pare proprio che non abbia voglia di fare niente... insomma, proprio un ritorno in grande stile!
Ma ri-bando alle ciancie (ve lo dicevo che non faccio altro che cianciare, sia sul blog che nella vita di tutti i giorni), la storia inizia anni fa, quando ho scoperto una delle mie innumerevoli grandi passioni: girare per i supermercati (o bancarelle) e comprare tutto quello che mi piace. In questo modo ho accumulato una quantità di roba indescrivibile, che tengo in buste dentro gli armadi. Noi amanti di cibo infatti non usiamo gli armadi per i vestiti (avrò si e no 2 paia di pantaloni, 2 gonne e 4 maglie), ma per contenere il da mangiare. Ah si, in realtà devo fare un'aggiunta: gli armadi servono a "noi amanti di cibo con una casa di 50 metri quadri dove non esiste una dispensa"!
Insomma, per evitare che mi vada tutto a male e non mi accorga che è tutto scaduto, la mia vena organizzatrice (e io sono piena di vene organizzatrici, ho pure arterie e vasi linfatici organizzatrici - oggi il mio umorismo fa veramente pena) ha pensato a dei sistemi che adesso non sto qui a spiegarvi, sono troppo complicati e chiunque legga i miei vaneggiamenti avrebbe l'impulso irrefrenabile di chiamare una squadra di psichiatri che vengano a prelevarmi muniti di camice di forza.
Quindi diciamo solo che avevo un vasetto di miele di melata in scadenza ravvicinata.
Dai, ditelo, tutto sto discorso per dire che le ricette di oggi usano il miele di melata vi fa veramente venire voglia di aprire una petizione per far riaprire i manicomi con l'unico scopo di rinchiudermi, vero?
Ma io ho prontamente cambiato la descrizione del mio blog, che non è più solo un "food blog" ma un "food-life blog", perché in realtà vi parlo più della vita che di ricette...
Cmq, giusto per mantenere la parte del "food", come cavolo ho usato sta benedetta melata?
Ecco il primo: risotto con melata e noci, se ci cliccate sopra (alla scritta) vi si apre il link da dove ho preso la ricetta. Io ho omesso gli asparagi, perché sono povera e non avevo i soldi per comprarli. Ma chi voglio prendere in giro... non li avevo a casa e non avevo voglia di uscire per comprarli!
Passiamo al secondo: carne con melata e noci. La ricetta originale prevedeva anche altre cose, ma io ho fatto la versione semplificata togliendo uvetta e mela. Ah si, ci voleva il filetto di manzo, io ho usato una bistecca che avevo scongelata in frigo. Non si può avere tutto dalla vita...
Ed eccoci giunti al dolce (il mio forte): cupcake con melata e noci. Buoni e carini!
Cosa abbiamo imparato oggi? Che la melata ci sta con le noci (riso melata e noci, carne melata e noci, cupcake melata e noci) e che io ciancio troppo!
Ah, scusate le foto (soprattutto le prime due), le ho fatte con il cel e poi ho cercato di rimediare improvvisandomi donna supertecnologica con i programmi di modifica di Google+. Evidentemente né la fotografia né la tecnologia sono il mio forte, fortuna che mi rimane sempre la capacità di blaterare sul nulla per ore e ore!
Ma bando alle ciancie, che su questo blog non si fa altro che cianciare, stavolta il mio ritorno è in grande stile, dato che non vi farò vedere una, nemmeno due, ma ben 3 ricette! Ovviamente non sono farina del mio sacco, che a me la farina manca sempre e il sacco pure, quindi è meglio che vi metto il link di dove le ho prese così non ci penso più, non sono costretta a fare copiaincolla e nemmeno a copiare in stile amanuense le cose già scritte dagli altri.
Rileggendo quello che ho scritto pare proprio che non abbia voglia di fare niente... insomma, proprio un ritorno in grande stile!
Ma ri-bando alle ciancie (ve lo dicevo che non faccio altro che cianciare, sia sul blog che nella vita di tutti i giorni), la storia inizia anni fa, quando ho scoperto una delle mie innumerevoli grandi passioni: girare per i supermercati (o bancarelle) e comprare tutto quello che mi piace. In questo modo ho accumulato una quantità di roba indescrivibile, che tengo in buste dentro gli armadi. Noi amanti di cibo infatti non usiamo gli armadi per i vestiti (avrò si e no 2 paia di pantaloni, 2 gonne e 4 maglie), ma per contenere il da mangiare. Ah si, in realtà devo fare un'aggiunta: gli armadi servono a "noi amanti di cibo con una casa di 50 metri quadri dove non esiste una dispensa"!
Insomma, per evitare che mi vada tutto a male e non mi accorga che è tutto scaduto, la mia vena organizzatrice (e io sono piena di vene organizzatrici, ho pure arterie e vasi linfatici organizzatrici - oggi il mio umorismo fa veramente pena) ha pensato a dei sistemi che adesso non sto qui a spiegarvi, sono troppo complicati e chiunque legga i miei vaneggiamenti avrebbe l'impulso irrefrenabile di chiamare una squadra di psichiatri che vengano a prelevarmi muniti di camice di forza.
Quindi diciamo solo che avevo un vasetto di miele di melata in scadenza ravvicinata.
Dai, ditelo, tutto sto discorso per dire che le ricette di oggi usano il miele di melata vi fa veramente venire voglia di aprire una petizione per far riaprire i manicomi con l'unico scopo di rinchiudermi, vero?
Ma io ho prontamente cambiato la descrizione del mio blog, che non è più solo un "food blog" ma un "food-life blog", perché in realtà vi parlo più della vita che di ricette...
Cmq, giusto per mantenere la parte del "food", come cavolo ho usato sta benedetta melata?
Ecco il primo: risotto con melata e noci, se ci cliccate sopra (alla scritta) vi si apre il link da dove ho preso la ricetta. Io ho omesso gli asparagi, perché sono povera e non avevo i soldi per comprarli. Ma chi voglio prendere in giro... non li avevo a casa e non avevo voglia di uscire per comprarli!
Passiamo al secondo: carne con melata e noci. La ricetta originale prevedeva anche altre cose, ma io ho fatto la versione semplificata togliendo uvetta e mela. Ah si, ci voleva il filetto di manzo, io ho usato una bistecca che avevo scongelata in frigo. Non si può avere tutto dalla vita...
Ed eccoci giunti al dolce (il mio forte): cupcake con melata e noci. Buoni e carini!
Cosa abbiamo imparato oggi? Che la melata ci sta con le noci (riso melata e noci, carne melata e noci, cupcake melata e noci) e che io ciancio troppo!
Ah, scusate le foto (soprattutto le prime due), le ho fatte con il cel e poi ho cercato di rimediare improvvisandomi donna supertecnologica con i programmi di modifica di Google+. Evidentemente né la fotografia né la tecnologia sono il mio forte, fortuna che mi rimane sempre la capacità di blaterare sul nulla per ore e ore!
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sabato 22 marzo 2014
I telefilm che ti plagiano la mente e Budini cioccomeringa
[Colonna sonora del post: Paramore - Decode]
Ormai mesi, anni fa, parlavo
dell'impatto dilagante che hanno avuto i cartoni animati sul mio
cervello. Del resto il cervello è plastico e con me ha assorbito
tutto quello che gli ha propinato la tv. Crescendo però sono
cambiata: sono passata dai cartoni animati alle serie tv.
In realtà la prima serie tv che io
abbia mai visto risale probabilmente alla mia infanzia: di giorno
guardavo Sailor Moon e di sera guardavo con mia madre Beverly Hills
90210, grazie al quale tutti conoscono lo ZIP Code di Beverly Hills.
Fortunatamente la mia mente ha rimosso gran parte di quello che
succedeva nel telefilm. L'unica cosa che ricordo è Dylan, il ragazzo
cattivo, del quale ovviamente ero già innamorata a 7 anni. A
pensarci bene, anche se la mia mente ha cancellato tutta la trama e i
personaggi, qualcosa nel mio subconscio deve essere rimasto. Scopro
quindi adesso che devo a Beverly Hills la mia predisposizione verso i
bad guys!
Crescendo, crescendo, arriva Dawson's
Creek. Si, il telefilm dove i protagonisti parlano come dei
deficienti, quello dove per chiedere a una ragazza di fare sesso, ce
la menano per 3-4 stagioni, sviscerando tutti i vari motivi
filosofici per i quali sarebbe meglio farlo o non farlo. L'unico
telefilm dove colui che dà il nome alla serie, alla fine è l'unico
che ci rimane fregato, dato che la ragazza che amava alla follia
sceglie (ovviamente) il bad guy. Continuo a pensare che deve esserci
proprio un nesso tra i telefilm che ho visto e i miei gusti in fatto
di uomini...
A questi seguì, in ordine
anagraficamente sparso, una miriade di altri telefilm, che per
comodità (e assecondando le mie manie) citerò in ordine alfabetico.
30 Rock: recentissima scoperta. Quando
lo guardo mi sento una Liz Lemon a tutti gli effetti: mangio di
tutto, sono mezza scoordinata e sono una perfetta donna in carriera. E sento di avere un assoluto bisogno di un mentore come Jack Donaghy.
Big Bang Theory: chiamatemi pure
Sheldon. A ogni puntata mi sale un cinismo allucinante, guardo il
mondo con fare scientifico, dispenso consigli non voluti a chiunque
mi passi sotto tiro, sfoggio conoscenze di matematica e fisica che
nemmeno pensavo di avere (e che, con tutta probabilità, non ho) e
quando mi verso l'acqua nel bicchiere non posso non pensare alla
forza di gravità. Il mio obiettivo nella vita è prendere il premio
Nobel.
CSI: maledico il fatto di non conoscere
Grissom. Che poi a me questo genere di telefilm nemmeno piace, ma il
mitico G te lo fa piacere lo stesso. Dai, chi è che non sogna un
uomo come lui al suo fianco? Intelligente, carino al punto giusto e
con le mani immerse negli insetti 24 ore su 24. Il top.
Dexter: che ve lo dico a fare? Lui è
quasi l'uomo ideale, se non fosse che la povera moglie gliela
uccidono mi pare alla fine della terza stagione. Ecco, magari moglie
no, ma amante mi andrebbe più che bene. A parte questo, se non
l'avete mai visto, ve lo STRAconsiglio.
Finisco la D con Dr. House: bè, questo
mi ha plagiato in modo particolare dato che poco dopo averlo iniziato
a vedere mi sono iscritta a medicina. Ogni volta che lo guardo mi
sento come lui, Dio sceso in terra, cammino 8 metri da terra e ho la
soluzione ad ogni problema, medico e non.
La prossima volta continuo con la F
(dato che sulla E non c'è niente), ma mi sorge spontanea una
riflessione. A parte il plagiamento di cui parlavo all'inizio, cioè
che i personaggi dei telefilm mi spingono ad assumere alcune delle
loro caratteristiche nella vita di tutti i giorni, mi pare lampante
che i personaggi maschili hanno plagiato INDELEBILMENTE i miei gusti
in fatto di uomini. I primi sono Dylan di Beverly Hills e Pacey di
Dawson's Creek. Possiamo metterci pure Dexter: questi sono proprio
cattivi ragazzi che però nascondono un lato sensibile. Rispecchiano
i miei gusti giovanili.
Poi sono arrivati Sheldon, Grissom e il
Dr. House: qualcosa è cambiato. Mi piacciono gli uomini intelligenti
e che si sentono dei gran fighi. Sono fottuta.
BUDINI CIOCCOMERINGA
INGREDIENTI
3 tuorli
3 cucchiai di cacao amaro
80 g di zucchero
200 ml di latte
vaniglia
2 fogli di gelatina
150 ml di panna
40 g di meringhe
Sbattere i tuorli con il cacao e lo
zucchero.
Far bollire il latte con la vaniglia e
versarlo sul composto di uova, cacao e zucchero, amalgamando bene.
Mettere ad ammollare la gelatina
nell'acqua, scioglierla in un pentolino e aggiungerla al composto.
Montare la panna e aggiungerla al
resto.
Mettere le meringhe leggermente
sbriciolate negli stampini, poi riempire con il composto. Mettere
tutto in frigo a raffreddare per circa 3 ore.
Sformare passando un coltello lungo il
bordo e rovesciare i budini su un piatto.
venerdì 14 marzo 2014
FracooksJamie: Jam pudding e Mussels and clams risotto with fennel and chilli
La puntata sulla tv che ti plagia la
vita mi tocca rimandarla, che oggi vi volevo parlare di altre 2
ricette di Jamie e non vorrei essere troppo prolissa (almeno per una
volta).
Allora, iniziamo subito da uno dei
dolci che mi ha fatto scoprire Jamie: il Pudding. Intanto vi ricordo
che per la ricetta base potete andare alla Chocolate, orange and nutpudding. Quello di oggi però è il Jam Pudding, quindi alla
ricetta-base non dovete aggiungere niente. Solo 3 cucchiai di
marmellata, di quella che volete voi, nel fondo dello stampo prima di
versarci sopra l'impasto e di metterlo a cuocere.
Ora, fino a questo punto a me sto
pudding non aveva convinto proprio per niente e non capivo proprio
cosa ci trovassero di così buono migliaia e migliaia di inglesi che
probabilmente se lo pappano giorno dopo giorno. E, se vi devo dire la
verità, a me la marmellata nemmeno piace. Cioè, la mangio si, ma se
posso evito. Indovinate cos'è successo? Si, proprio la combinazione
di due cose che non mi avevano mai convinto, si è rivelata vincente!
Il mio cervello sarà troppo matematico, ha mischiato due cose
negative e ne ha fatta una positiva...
Seconda ricetta, che in realtà non è
nemmeno una ricetta. Diciamo che è l'unione di due ricette: il
risotto con le vongole e il risotto con le cozze: Mussels and clams risotto with fennel and chilli. Ma poi, esiste il
risotto con le cozze? Perché adesso che ci penso mi sa che non l'ho
mai mangiato... Comunque quello che volevo dire è che: preparate un
risotto, con la prima particolarità che al posto della cipolla, nel
soffritto, ci mettete il finocchio, ci sta benissimo. E poi ci
sciogliete qualche filetto di acciuga, che alla fine non si sente ma
esalta il sapore del pesce. Poi quando il riso è pronto, ci mettete
le cozze e le vongole, cotte prima. Semplice, semplicissimo, come
dicevo in pratica non è una ricetta, ma comunque il risotto con le
vongole è sempre buono e aggiungerci anche qualche cozza può solo
migliorare le cose!
Et voilà, per oggi è tutto, adesso
posso uscire tranquilla e con la coscienza a posto!
E per una volta non sono stata nemmeno troppo logorroica, ma vi svelo il motivo: mentre scrivo sto guardando The Apprentice e quindi il mio cervello si sta dividendo a metà. Scrivo mezza parola e ascolto mezzo minuto, mezza parola e mezzo minuto. Infatti è un'ora che scrivo questo post. Ve l'avevo detto che i programmi orribili li guardo tutti...
giovedì 20 febbraio 2014
I cartoni animati che ti plagiano la mente e Kartoffelsuppe mit würstel
[Colonna sonora del post: Curiosando nei cortili del cuore]
Io penso di far parte a pieno titolo
della generazione “cervello completamente rovinato dalla tv”. Ne
sono consapevole ma purtroppo non riesco a farne a meno. E'
incredibile pensare a quante serie tv o programmi io sia affezionata.
E il problema è che davvero mi plagiano la mente.
Non saprei nemmeno
da dove iniziare... forse il tutto è da far risalire all'epoca dei
cartoni animati, come Candy Candy e Heidi. Inutile dire che all'epoca
(5-6 anni?) avrei tanto voluto avere una capretta e scorazzare per i
monti.
Questa voglia di aria aperta mi passò quasi subito, o meglio,
qualche anno dopo, con l'arrivo di Mila e Shiro. Questo cartone
probabilmente è il responsabile delle 2 settimane in cui ho provato
a giocare a pallavolo, ovviamente con pessimi risultati (io ero
quella che si spostava all'arrivo della palla).
Poi mi sono fatta più
intraprendente con l'arrivo di Sailor Moon. Non sapete quante volte
sono andata alla ricerca di un gatto nero con un cerotto in fronte,
che mi trasformasse in una ragazza vestita come una marinaia con
delle improbabili acconciature di capelli, solo per poter andare in
giro a urlare “Potere del cristallo di luna, vieni a me!”. Sarà
per questo che ancora oggi mi piacciono i gatti neri, nel profondo
del mio cuore spero che un giorno Nero si libri in volo esclamando
“Trasformati in Sailor Moon, dobbiamo andare a combattere i cattivi
che vogliono succhiare l'energia dalle persone!”.
Andiamo ancora
avanti, e qui iniziano i cartoni animati adolescenziali, i mitici
Piccoli problemi di cuore, cartone assurdo dove il problema della
protagonista è avere 2 spasimanti stupendi (di cui uno dei due ci
abita pure insieme) che sbavano per lei, dove starà il problema,
bah, non si sa.
E poi il migliore, il mio cartone preferito in
assoluto, tratto dal manga che adoro di più al mondo (si, ve l'avevo
detto l'altra volta che da piccola ero una nerd, insieme alla musica
facevo anche un'altra cosa da nerd: passavo i sabati pomeriggio in
fumetteria a spendere i miei pochi soldi della paghetta in manga):
Curiosando nei cortili del cuore. A causa di questo cartone, sono
stata convinta per anni che sarei dovuta diventare una stilista. E
tra l'altro, dato che rileggevo il manga ogni 2 anni circa, mi faceva
venire dubbi sull'università che facevo a intervalli regolari,
perché “cavolo, devo mollare quello che sto facendo perché il mio
destino è diventare una stilista come Mikako!”.
Questi sono gli
ultimi cartoni animati che ho seguito appassionatamente. Poi sono
passata ai telefilm e ai programmi di Sky. Ma questi ve li racconto
la prossima volta, sennò mi dilungo troppo.
Il punto è che la televisione, quando
non ce l'ho, mi manca parecchio. Ed ecco che stavolta vi trovo il
nesso con la ricetta di oggi (ogni tanto mi riesce fare questi
tentavivi in extremis, che sennò pare sempre che sproloquio e
basta!): quando stavo in Austria, era TERRIBILE non avere la tv.
Oddio, la tv ce l'avevo ma... in Deutsch! Ma la mia avanzata
comprensione del tedesco mi permetteva di capire al massimo
Spongebob, quindi ho passato ore e ore a guardare solo quello.
Inutile dire che quando spegnevo la tv mi meravigliavo di non essere
una spugna che viveva in fondo al mare e la prima cosa che pensavo
era “Vorrei un hamburger al Krusty Krab”. Cosa tra l'altro che mi
è stata utile su Quiz Duello, dove c'era una domanda a proposito.
Della serie, non tutti i programmi incomprensibili tedeschi vengono
per nuocere.
Bè, il nesso non era Spongebob ma l'Austria, perché
la ricetta di oggi è presa da uno dei miliardi di libri riportati
dalla terra del würstel
(detta così suona un po' male...) perché, per fortuna, anche se la
televisione mi plagia il cervello, dei libri in carta e colla non
riesco comunque a fare a meno. Sarà quello che mi salva dalla pazzia
totale: tv tv e tv, ma poi mi addormento con un libro sottobraccio.
KARTOFFELSUPPE MIT WÜRSTEL
INGREDIENTI
500 g di patate
3 carote
200 g di sedano rapa
1 porro
1 cipolla
50 g di speck in una fetta
3 cucchiai olio
2 cucchiai di maggiorana
800 ml di brodo
2 cucchiai di creme fraiche
sale e pepe
4 wurstel
erba cipollina
Tagliate le patate a pezzi non troppo
grandi, altrimenti ci vuole troppo a cuocerli, diciamo di un paio di
centimetri massimo. Tagliate anche le carote, il sedano rapa, il
porro e la cipolla, sempre più o meno tutto della stessa dimensione.
Tagliate a pezzetti anche lo speck.
Adesso che avete la cucina invasa da
dadini di verdura, scaldate l'olio in una padella e soffriggete la
cipolla e lo speck, poi aggiungete le carote, il sedano rapa e il
porro e cuocete per 5 minuti. Aggiungete le patate, la maggiorana e
il brodo e cuocete 15 minuti.
Alla fine, mettete da parte circa un
terzo delle verdure e frullate il resto con la creme fraiche.
Riaggiungete le verdure che avevate tolto alla zuppa, mettete sale e
pepe e aggiungete i wurstel tagliati a rondelle. Scaldate un paio di
minuti e servite. Se proprio volete farla all'austriaca dovete
necessariamente aggiungere l'erba cipollina, che loro la Schnittlauch
la usano come noi il prezzemolo: su tutto.
Ed ora vi lascio, intanto io mi do una pacca sulla
spalla perché questa ricetta l'ho fatta un po' di tempo fa e per
riscrivere la ricetta ho dovuto ritirar fuori il libro in tedesco.
Sorprendentemente ho ritradotto il tutto senza difficoltà! Le ore
passate a guardare Spongebob non sono state del tutto inutili!
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