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giovedì 18 dicembre 2014

Gli uomini ideali, Scallops with Lentils and Salad e Choco Pudding

Mi ritrovo sempre in difficoltà a fare questi post sulle ricette di Jamie. Non fraintendetemi, io adoro le sue ricette, per me sono più sacre della Bibbia. L'unica persona sulla faccia della Terra che mi entusiasma più di Jamie (ma di poco, eh) è Heston Blumenthal. Ecco, questi sono i miei due uomini da sogno. C'è chi sogna Brad Pitt (e per farvi capire quanto me ne frega di lui vi dico solo che avevo scritto Bradd con due D, sono dovuta andare su Google per controllare il nome esatto...) e chi sogna Jamie Oliver e Heston Blumenthal.

E io non ho dubbi: che me ne faccio di un fustacchione quando posso sognare un uomo che mi fa venire voglia di mangiare insalata anche quando a me l'insalata fa schifo? Un uomo che lo guardi nei programmi mentre ti cucina un piatto di pasta che probabilmente avrai già fatto un milione di volte ma che ti fa brillare gli occhi come se fosse la prima volta che la vedi? Un uomo che cucina un dolce etnico croccante e si emoziona come un bambino solo a sentire il rumore dello scrocchìo? Un uomo che sta in mezzo alle piante di pomodori e ti fa venire voglia di sbafartene uno anche se la verdura cruda ti fa schifo? E questa è solo una piccola parte per cui veramente ADORO Jamie. E Heston? Chi ha bisogno di un belloccio quando puoi avere un uomo che con intrugli magici ti prepara cene da sogno? Quell'uomo è un genio, non c'è nient'altro da aggiungere!

Come sempre poi, gli opposti mi attraggono. Eh si, perché non oso immaginare niente di più diverso delle cucine di Jamie e di Heston. E' come paragonare il bianco con il nero, il dolce con il salato, il mare con la montagna. Però in entrambi i casi si vede che sono due persone che amano quello che fanno. E guardare i loro programmi mi lascia sempre quella sensazione di meraviglia, di estasi. Li guardo quasi con il fiato sospeso, con un sorriso da ebete, fino alle battute finali, dove vorrei saltare dal divano, fare un triplo salto carpiato con doppio avvitamento (non so quello che dico, ovvio), spargere coriandoli argentati per casa, suonare trombette e trasferirmi seduta stante in UK supplicando con le lacrime agli occhi uno dei due per farmi lavorare come sguattera in uno dei loro ristoranti.

Ero partita dal fatto che sono in difficoltà a fare questi post su Jamie... Si, sono concisa, come sempre. La difficoltà sta nel fatto che queste ricette le ho fatte anni fa, ma ancora non le ho finite di postare, quindi mi ritrovo a dover riesumare dai meandri del mio (inesistente) ippocampo, cose che probabilmente sono state lì per non più di un paio di giorni per poi svanire nel nulla cosmico del vuoto della mia testa, come tutto quello che ci entra. Quindi diciamo che vado a casaccio, ecco.


Di questa ricetta ricordo solo il momento della cottura delle capesante. Che poi non ho mai capito se sono quelle che Gordon chiama insistentemente "pettini di mare" quando urla come un leone inferocito al povero malcapitato di turno che è costretto a buttare 20 euro di pesce solo perché la crosticina era leggermente più dorata di come doveva essere (solo a me piange il cuore a vedere quanta roba si butta a Hell's Kitchen? No perché volevo mandare un'e-mail e candidarmi. Non come concorrente. Io vorrei fare il cestino della spazzatura della cucina rossa). La ricetta ha un nome imbarazzabilmente lungo (come la parola "imbarazzabilmente" che probabilmente nemmeno esiste): Pan-seared Scallops with Crispy Bacon and Sage, Puy Lentils and Green Salad. In parole povere, Capesante con bacon, lenticchie e insalata. Questa ricetta si compone di tre parti:

1. Pan-seared Scallops with Crispy Bacon and Sage: si mette a friggere in un padella con un pò d'olio il bacon e la salvia, poi si tirano via e, nella stessa padella, si cuociono le capesante (occhio che Gordon è dietro di voi pronto a farvi un urlo che nemmeno il povero Munch in persona potrebbe dipingere), un minuto per parte. Ah si, le capesante conditele un pò prima, con sale e pepe. Una volta cotte, quando sono ancora nella padella, aggiungete una bella spruzzata di limone e fate insaporire bene. Poi mettetele nel piatto. Ah, e non lavate la padella che vi serve per riscaldare le lenticchie, dopo.

2. Puy Lentils Braised with Rosemary and Garlic: per queste serve altra pancetta. Sempre da friggere un pò in una padella con dell'olio, poi si aggiunge del rosmarino, della cipolla e dell'aglio. Si buttano dentro anche le lenticchie (quelle secche), si mescola per farle insaporire e poi si aggiunge il brodo. Si porta a bollore e si lascia cuocere per il tempo che c'è scritto nella confezione. Ah si, il brodo deve essere nella giusta quantità per essere assorbito tutto, quindi per circa 300 g di lenticchie, Jamie dice 800 ml di brodo. Alla fine si condisce con un pò d'olio, sale e pepe e si mette da parte.

3. Green Salad with Olive Oil and Lemon Juice Dressing: insalata verde condita con olio, limone, sale e pepe.

Adesso che ho scritto tutto mi rendo conto che non conviene seguire l'ordine 1 - 2 - 3, ma sarebbe meglio 2 - 3 - 1. Insomma, non ne ho azzeccata nemmeno una. Però mi pare più ovvio preparare le lenticchie e lasciarle da parte, poi preparare l'insalata e alla fine le capesante. Ecco, una volta cotte le capesante, le lenticchie si sarano raffreddate, quindi scaldatele nella padella dove ci avete cotto le capesante (vi ricordate? vi avevo detto di non lavarla!). Poi nel piatto adagiate (che verbo raffinato! ma mi serviva per non fare la ripetizione) l'insalata, sopra mettete il bacon e la salvia che avevate fritto all'inizio, metteteci intorno le capesante e alla fine una bella cucchiaiata di lenticchie. Et voilà. Diciamo che l'ho fatta più complicata di quello che è in realtà!


Ed eccoci alla seconda ricetta! Devo ammettere che ODIO scrivere la ricetta di questi pudding, perché il metodo di cottura non è esattamente il più facile da descrivere. Per fortuna l'ho già fatto da qualche parte nel blog e ho anche ritrovato la pagina che lo spiega! Yuppy! Questo qui in particolare è il Chocolate Pudding. Vi basta andare in questa pagina e magicamente troverete le dosi dell'impasto base e il metodo di cottura. Se volete provare questa versione molto cioccolatosa basta aggiungere 3 cucchiai di cacao all'impasto base e cuocere come scritto. Poi preparate la salsetta cioccolatosa sciogliendo a bagnomaria zucchero a velo e cioccolato fondente. Poi si tira via dal fuoco e si mette sempre la stessa quantità di burro (per intenderci: 100 g di zucchero a velo, 100 di cioccolato e 100 di burro). Se risulta troppo dura si possono aggiungere un paio di cucchiai di latte. E via, quando il pudding è pronto si mette questa cosa cioccolatosa sopra il pudding cioccolatoso, per ottenere un pudding doppiamente cioccolatoso.

Bene, mi aspetta un pomeriggio di preparazione-tortellini-natalizi, quindi non mi resta che preparare il mio stomaco alla quantità industriale di pasta cruda e tortellini crudi che mangerò con la solita scusa "bisogna sempre assaggiare quando si cucina". E grazie a Gordon, che mi offre su un piatto d'argento delle ottime scuse per la mia mania di mangiare la pasta fresca cruda!
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Se volete seguirmi anche nell'altro blog: Frau Fra

giovedì 31 luglio 2014

Ciancie infinite e Menù-melato

A volte ritornano... vorrei dire che torno per restare, vorrei dire che aggiornerò più spesso, più regolarmente ecc ecc, ma mi conosco troppo bene e probabilmente farò un paio di aggiornamenti poi mi stuferò di scrivere cavolate su cavolate e tornerò a un silenzio stampa di qualche mese e poi tornerò, farò altri due aggiornamenti e blablabla.

Ma bando alle ciancie, che su questo blog non si fa altro che cianciare, stavolta il mio ritorno è in grande stile, dato che non vi farò vedere una, nemmeno due, ma ben 3 ricette! Ovviamente non sono farina del mio sacco, che a me la farina manca sempre e il sacco pure, quindi è meglio che vi metto il link di dove le ho prese così non ci penso più, non sono costretta a fare copiaincolla e nemmeno a copiare in stile amanuense le cose già scritte dagli altri.

Rileggendo quello che ho scritto pare proprio che non abbia voglia di fare niente... insomma, proprio un ritorno in grande stile!

Ma ri-bando alle ciancie (ve lo dicevo che non faccio altro che cianciare, sia sul blog che nella vita di tutti i giorni), la storia inizia anni fa, quando ho scoperto una delle mie innumerevoli grandi passioni: girare per i supermercati (o bancarelle) e comprare tutto quello che mi piace. In questo modo ho accumulato una quantità di roba indescrivibile, che tengo in buste dentro gli armadi. Noi amanti di cibo infatti non usiamo gli armadi per i vestiti (avrò si e no 2 paia di pantaloni, 2 gonne e 4 maglie), ma per contenere il da mangiare. Ah si, in realtà devo fare un'aggiunta: gli armadi servono a "noi amanti di cibo con una casa di 50 metri quadri dove non esiste una dispensa"!
Insomma, per evitare che mi vada tutto a male e non mi accorga che è tutto scaduto, la mia vena organizzatrice (e io sono piena di vene organizzatrici, ho pure arterie e vasi linfatici organizzatrici - oggi il mio umorismo fa veramente pena) ha pensato a dei sistemi che adesso non sto qui a spiegarvi, sono troppo complicati e chiunque legga i miei vaneggiamenti avrebbe l'impulso irrefrenabile di chiamare una squadra di psichiatri che vengano a prelevarmi muniti di camice di forza.
Quindi diciamo solo che avevo un vasetto di miele di melata in scadenza ravvicinata.

Dai, ditelo, tutto sto discorso per dire che le ricette di oggi usano il miele di melata vi fa veramente venire voglia di aprire una petizione per far riaprire i manicomi con l'unico scopo di rinchiudermi, vero?

Ma io ho prontamente cambiato la descrizione del mio blog, che non è più solo un "food blog" ma un "food-life blog", perché in realtà vi parlo più della vita che di ricette...
Cmq, giusto per mantenere la parte del "food", come cavolo ho usato sta benedetta melata?


Ecco il primo: risotto con melata e noci, se ci cliccate sopra (alla scritta) vi si apre il link da dove ho preso la ricetta. Io ho omesso gli asparagi, perché sono povera e non avevo i soldi per comprarli. Ma chi voglio prendere in giro... non li avevo a casa e non avevo voglia di uscire per comprarli!


Passiamo al secondo: carne con melata e noci. La ricetta originale prevedeva anche altre cose, ma io ho fatto la versione semplificata togliendo uvetta e mela. Ah si, ci voleva il filetto di manzo, io ho usato una bistecca che avevo scongelata in frigo. Non si può avere tutto dalla vita...


Ed eccoci giunti al dolce (il mio forte): cupcake con melata e noci. Buoni e carini!

Cosa abbiamo imparato oggi? Che la melata ci sta con le noci (riso melata e noci, carne melata e noci, cupcake melata e noci) e che io ciancio troppo!
Ah, scusate le foto (soprattutto le prime due), le ho fatte con il cel e poi ho cercato di rimediare improvvisandomi donna supertecnologica con i programmi di modifica di Google+. Evidentemente né la fotografia né la tecnologia sono il mio forte, fortuna che mi rimane sempre la capacità di blaterare sul nulla per ore e ore!

sabato 22 marzo 2014

I telefilm che ti plagiano la mente e Budini cioccomeringa

[Colonna sonora del post: Paramore - Decode]


Ormai mesi, anni fa, parlavo dell'impatto dilagante che hanno avuto i cartoni animati sul mio cervello. Del resto il cervello è plastico e con me ha assorbito tutto quello che gli ha propinato la tv. Crescendo però sono cambiata: sono passata dai cartoni animati alle serie tv.

In realtà la prima serie tv che io abbia mai visto risale probabilmente alla mia infanzia: di giorno guardavo Sailor Moon e di sera guardavo con mia madre Beverly Hills 90210, grazie al quale tutti conoscono lo ZIP Code di Beverly Hills. Fortunatamente la mia mente ha rimosso gran parte di quello che succedeva nel telefilm. L'unica cosa che ricordo è Dylan, il ragazzo cattivo, del quale ovviamente ero già innamorata a 7 anni. A pensarci bene, anche se la mia mente ha cancellato tutta la trama e i personaggi, qualcosa nel mio subconscio deve essere rimasto. Scopro quindi adesso che devo a Beverly Hills la mia predisposizione verso i bad guys!
Crescendo, crescendo, arriva Dawson's Creek. Si, il telefilm dove i protagonisti parlano come dei deficienti, quello dove per chiedere a una ragazza di fare sesso, ce la menano per 3-4 stagioni, sviscerando tutti i vari motivi filosofici per i quali sarebbe meglio farlo o non farlo. L'unico telefilm dove colui che dà il nome alla serie, alla fine è l'unico che ci rimane fregato, dato che la ragazza che amava alla follia sceglie (ovviamente) il bad guy. Continuo a pensare che deve esserci proprio un nesso tra i telefilm che ho visto e i miei gusti in fatto di uomini...

A questi seguì, in ordine anagraficamente sparso, una miriade di altri telefilm, che per comodità (e assecondando le mie manie) citerò in ordine alfabetico.
30 Rock: recentissima scoperta. Quando lo guardo mi sento una Liz Lemon a tutti gli effetti: mangio di tutto, sono mezza scoordinata e sono una perfetta donna in carriera. E sento di avere un assoluto bisogno di un mentore come Jack Donaghy.
Big Bang Theory: chiamatemi pure Sheldon. A ogni puntata mi sale un cinismo allucinante, guardo il mondo con fare scientifico, dispenso consigli non voluti a chiunque mi passi sotto tiro, sfoggio conoscenze di matematica e fisica che nemmeno pensavo di avere (e che, con tutta probabilità, non ho) e quando mi verso l'acqua nel bicchiere non posso non pensare alla forza di gravità. Il mio obiettivo nella vita è prendere il premio Nobel.
CSI: maledico il fatto di non conoscere Grissom. Che poi a me questo genere di telefilm nemmeno piace, ma il mitico G te lo fa piacere lo stesso. Dai, chi è che non sogna un uomo come lui al suo fianco? Intelligente, carino al punto giusto e con le mani immerse negli insetti 24 ore su 24. Il top.
Dexter: che ve lo dico a fare? Lui è quasi l'uomo ideale, se non fosse che la povera moglie gliela uccidono mi pare alla fine della terza stagione. Ecco, magari moglie no, ma amante mi andrebbe più che bene. A parte questo, se non l'avete mai visto, ve lo STRAconsiglio.
Finisco la D con Dr. House: bè, questo mi ha plagiato in modo particolare dato che poco dopo averlo iniziato a vedere mi sono iscritta a medicina. Ogni volta che lo guardo mi sento come lui, Dio sceso in terra, cammino 8 metri da terra e ho la soluzione ad ogni problema, medico e non.
 
La prossima volta continuo con la F (dato che sulla E non c'è niente), ma mi sorge spontanea una riflessione. A parte il plagiamento di cui parlavo all'inizio, cioè che i personaggi dei telefilm mi spingono ad assumere alcune delle loro caratteristiche nella vita di tutti i giorni, mi pare lampante che i personaggi maschili hanno plagiato INDELEBILMENTE i miei gusti in fatto di uomini. I primi sono Dylan di Beverly Hills e Pacey di Dawson's Creek. Possiamo metterci pure Dexter: questi sono proprio cattivi ragazzi che però nascondono un lato sensibile. Rispecchiano i miei gusti giovanili.
Poi sono arrivati Sheldon, Grissom e il Dr. House: qualcosa è cambiato. Mi piacciono gli uomini intelligenti e che si sentono dei gran fighi. Sono fottuta.


BUDINI CIOCCOMERINGA

INGREDIENTI
3 tuorli
3 cucchiai di cacao amaro
80 g di zucchero
200 ml di latte
vaniglia
2 fogli di gelatina
150 ml di panna
40 g di meringhe

Sbattere i tuorli con il cacao e lo zucchero.
Far bollire il latte con la vaniglia e versarlo sul composto di uova, cacao e zucchero, amalgamando bene.
Mettere ad ammollare la gelatina nell'acqua, scioglierla in un pentolino e aggiungerla al composto.
Montare la panna e aggiungerla al resto.
Mettere le meringhe leggermente sbriciolate negli stampini, poi riempire con il composto. Mettere tutto in frigo a raffreddare per circa 3 ore.
Sformare passando un coltello lungo il bordo e rovesciare i budini su un piatto.

giovedì 20 febbraio 2014

I cartoni animati che ti plagiano la mente e Kartoffelsuppe mit würstel

[Colonna sonora del post: Curiosando nei cortili del cuore]


Io penso di far parte a pieno titolo della generazione “cervello completamente rovinato dalla tv”. Ne sono consapevole ma purtroppo non riesco a farne a meno. E' incredibile pensare a quante serie tv o programmi io sia affezionata. E il problema è che davvero mi plagiano la mente.

Non saprei nemmeno da dove iniziare... forse il tutto è da far risalire all'epoca dei cartoni animati, come Candy Candy e Heidi. Inutile dire che all'epoca (5-6 anni?) avrei tanto voluto avere una capretta e scorazzare per i monti. 
Questa voglia di aria aperta mi passò quasi subito, o meglio, qualche anno dopo, con l'arrivo di Mila e Shiro. Questo cartone probabilmente è il responsabile delle 2 settimane in cui ho provato a giocare a pallavolo, ovviamente con pessimi risultati (io ero quella che si spostava all'arrivo della palla).
Poi mi sono fatta più intraprendente con l'arrivo di Sailor Moon. Non sapete quante volte sono andata alla ricerca di un gatto nero con un cerotto in fronte, che mi trasformasse in una ragazza vestita come una marinaia con delle improbabili acconciature di capelli, solo per poter andare in giro a urlare “Potere del cristallo di luna, vieni a me!”. Sarà per questo che ancora oggi mi piacciono i gatti neri, nel profondo del mio cuore spero che un giorno Nero si libri in volo esclamando “Trasformati in Sailor Moon, dobbiamo andare a combattere i cattivi che vogliono succhiare l'energia dalle persone!”.
Andiamo ancora avanti, e qui iniziano i cartoni animati adolescenziali, i mitici Piccoli problemi di cuore, cartone assurdo dove il problema della protagonista è avere 2 spasimanti stupendi (di cui uno dei due ci abita pure insieme) che sbavano per lei, dove starà il problema, bah, non si sa.
E poi il migliore, il mio cartone preferito in assoluto, tratto dal manga che adoro di più al mondo (si, ve l'avevo detto l'altra volta che da piccola ero una nerd, insieme alla musica facevo anche un'altra cosa da nerd: passavo i sabati pomeriggio in fumetteria a spendere i miei pochi soldi della paghetta in manga): Curiosando nei cortili del cuore. A causa di questo cartone, sono stata convinta per anni che sarei dovuta diventare una stilista. E tra l'altro, dato che rileggevo il manga ogni 2 anni circa, mi faceva venire dubbi sull'università che facevo a intervalli regolari, perché “cavolo, devo mollare quello che sto facendo perché il mio destino è diventare una stilista come Mikako!”.
Questi sono gli ultimi cartoni animati che ho seguito appassionatamente. Poi sono passata ai telefilm e ai programmi di Sky. Ma questi ve li racconto la prossima volta, sennò mi dilungo troppo.

Il punto è che la televisione, quando non ce l'ho, mi manca parecchio. Ed ecco che stavolta vi trovo il nesso con la ricetta di oggi (ogni tanto mi riesce fare questi tentavivi in extremis, che sennò pare sempre che sproloquio e basta!): quando stavo in Austria, era TERRIBILE non avere la tv. Oddio, la tv ce l'avevo ma... in Deutsch! Ma la mia avanzata comprensione del tedesco mi permetteva di capire al massimo Spongebob, quindi ho passato ore e ore a guardare solo quello. Inutile dire che quando spegnevo la tv mi meravigliavo di non essere una spugna che viveva in fondo al mare e la prima cosa che pensavo era “Vorrei un hamburger al Krusty Krab”. Cosa tra l'altro che mi è stata utile su Quiz Duello, dove c'era una domanda a proposito. Della serie, non tutti i programmi incomprensibili tedeschi vengono per nuocere.
Bè, il nesso non era Spongebob ma l'Austria, perché la ricetta di oggi è presa da uno dei miliardi di libri riportati dalla terra del würstel (detta così suona un po' male...) perché, per fortuna, anche se la televisione mi plagia il cervello, dei libri in carta e colla non riesco comunque a fare a meno. Sarà quello che mi salva dalla pazzia totale: tv tv e tv, ma poi mi addormento con un libro sottobraccio.

KARTOFFELSUPPE MIT WÜRSTEL

INGREDIENTI
500 g di patate
3 carote
200 g di sedano rapa
1 porro
1 cipolla
50 g di speck in una fetta
3 cucchiai olio
2 cucchiai di maggiorana
800 ml di brodo
2 cucchiai di creme fraiche
sale e pepe
4 wurstel
erba cipollina

Tagliate le patate a pezzi non troppo grandi, altrimenti ci vuole troppo a cuocerli, diciamo di un paio di centimetri massimo. Tagliate anche le carote, il sedano rapa, il porro e la cipolla, sempre più o meno tutto della stessa dimensione. Tagliate a pezzetti anche lo speck.
Adesso che avete la cucina invasa da dadini di verdura, scaldate l'olio in una padella e soffriggete la cipolla e lo speck, poi aggiungete le carote, il sedano rapa e il porro e cuocete per 5 minuti. Aggiungete le patate, la maggiorana e il brodo e cuocete 15 minuti.
Alla fine, mettete da parte circa un terzo delle verdure e frullate il resto con la creme fraiche. Riaggiungete le verdure che avevate tolto alla zuppa, mettete sale e pepe e aggiungete i wurstel tagliati a rondelle. Scaldate un paio di minuti e servite. Se proprio volete farla all'austriaca dovete necessariamente aggiungere l'erba cipollina, che loro la Schnittlauch la usano come noi il prezzemolo: su tutto.

Ed ora vi lascio, intanto io mi do una pacca sulla spalla perché questa ricetta l'ho fatta un po' di tempo fa e per riscrivere la ricetta ho dovuto ritirar fuori il libro in tedesco. Sorprendentemente ho ritradotto il tutto senza difficoltà! Le ore passate a guardare Spongebob non sono state del tutto inutili!

martedì 18 febbraio 2014

La mia musica punk e FracooksJamie: Buttered Mashed Potatoes e Humous

[Colonna sonora del post: Sex Pistols - Anarchy in the UK]

Sanremo è iniziato da 2 minuti e già mi sono annoiata. Boh, sarà la trama scontata, le scenette che non si capisce se sono preparate o no, le frasi fatte, le frasi fatte, le frasi fatte. Che poi Sanremo non l'ho mai guardato, se non si conta l'esibizione di Elio e le Storie Tese dell'anno scorso, che però sono andata a cercare su Youtube, quindi non so se vale. E non perché non mi piace la musica, io ci vivo quasi. O di sicuro ci vivevo quando ero più piccola, io e i miei cd e il mio lettore cd eravamo una cosa sola. Poi non che mi piacesse questa musica raffinata, io ero una mezza punk che in definitiva ha imparato l'inglese per il 5% dal suo attempato prof siciliano che durante i compiti in classe leggeva il suo giornale “Sex after 60” e per il restante 95% da canzoni incazzose e interviste dei miei amati cantanti (alcuni morti, altri mezzi vivi).

Probabilmente ero una di quelle che adesso verrebbe definita “nerd”, termine che in questi anni ha un'accezione anche positiva, ma diciamocelo, in pratica ai miei tempi, in cui le usanze americane non erano ancora penetrate così a fondo nelle nostre vite, si usava un termine più pregnante: “sfigata”. Stavo in camera ad ascoltare musica, tradurre canzoni, ascoltare musica e tradurre interviste. La prima volta che sono stata a Londra ho quasi pianto quando ho potuto comprare un cd dei Sex Pistols nella città di nascita del mitico Johnny Rotten, anche perché c'era sopra una bella etichetta con il prezzo in sterline. E per una ragazzina di 13 anni di qui tempi, era un grande vanto quello di sfoggiare un cd del genere con il prezzo nella valuta Johnnyrottaniana. Ahh, potessi provare ancora emozioni forti come quelle di quegli anni!

Certo che il mio amore per la musica punk-rock non era esattamente apprezzato da tutti. Mia madre e mio padre sono sicura che pensavano che fossi matta e che ascoltassi per ore la stessa “canzone” priva di note, solo del rumore indecifrabile. Mia sorella probabilmente pensava di dividere la camera con una pazza (infatti non ci stava quasi mai). E i miei vicini... bè, probabilmente non se ne sono andati solo perché non erano in affitto e vendere la loro casa forse era eccessivo. Perché oltre ad ascoltare la musica io la cantavo, a squarciagola. E tanto basta per farvi capire che o i vicini erano persone molto tolleranti, o erano sordi, o i muri di casa dei miei erano spessi un paio di metri, riempiti da isolante.
Ma saltiamo di palo in frasca, come al solito.


Il Buttered Mashed Potatoes ve lo devo spiegare? Ma poi chissà se tutto questo amore che ho per Jamie è un piccolo residuo dell'amore che avevo per Johnny? Inglesi, biondi, rockstar nel loro campo... Campi leggermente diversi, che c'entra, ma si sa che la mente fa sempre strane associazioni. Stavo ancora divagando... dicevo, dai, il purè lo sapete fare, no? In realtà non dovete nemmeno fare il purè: bollite le patate (acqua salata, mi raccomando sennò fanno schifo!), schiacciatele e metteteci un po' di burro, a piacere. Che quando nelle ricette dice “burro a piacere” (cosa che capita raramente ma capita) io la leggo sempre nello stesso modo: mi si sta dando la possibilità di scegliere di che morte morire. Io scelgo il burro.
Ah si, mettete anche un po' di noce moscata. Non troppa, sennò iniziate a vedere draghi verdi in cucina che si divorano il vostro prezioso burro.


Per l'Houmus (o Hummus) invece cuocete dei ceci oppure usate il metodo rapido: supermercato, ceci pronti in scatola, aprite la scatola e scolate. Poi, frullatore: aglio, ceci, cumino, un cucchiaio di tahin (la pasta fatta con i semi di sesamo che crea dipendenza) e peperoncino. Frullate, frullate. Poi vedete voi, sale e pepe, olio, regolatevi se lo volete morbido o più consistente, in caso aggiungete un pochino di acqua. Jamie non può far altro che consigliare un po' di succo di limone, io per una volta non ho seguito il suo consiglio. Scusa Jamie, ma il limone in quella roba proprio no!

Ho blaterato abbastanza anche per oggi, quindi alla prossima!

sabato 15 febbraio 2014

Sproloqui pre-esame e Cupcake alla banana

[Colonna sonora del post: Alanis Morisette - Ironic]


E' vero, un tempo lontano avevo un blog, me ne ero quasi dimenticata. Quasi fino a oggi quando, presa da un raptus di frenesia, ho deciso che dovevo passare un paio delle mie ultime 48 ore prima dell'esame, a fare dei cupcake. Che poi tra tutto, la preparazione si è protratta per tutto il pomeriggio. Le fasi sono state più o meno queste.

Ore 12.00: fatti prendere da una pazzia fulminante mentre stai ripassando disperata pensando che non farai MAI in tempo a fare tutto quello che devi fare. E' facile, girati intorno e osserva, hai talmente tante cose sparse in giro che di sicuro qualcosa trovi. Ovviamente dì al tuo nervo trocleare di abbassare lo sguardo lateralmente e in basso ogni volta che nel tuo campo visivo vedi un qualche libro/sbobinatura/appunto che riguarda quello che stai studiando, mentre quando vedi qualcosa di completamente inutile, dì al tuo riflesso oculo-cefalo-giro di tenere bene lo sguardo puntato in quella futilità anche se giri la testa da un'altra parte.

Ore 13.00: fai la lista di quello che ti manca, che da quando ti sei rimessa a studiare ormai dentro casa non c'è più niente. Certo, se non si contano le 3-4 buste piene di cose riportate dall'Austria, tutte catalogate per data di scadenza in un modo quasi ossessivo-compulsivo (e sottolineiamo il quasi...) ma ecco, se cerchi un uovo proprio non c'è. Cioccolata e preparati per Gulasch abbondano, sono le materie prime che scarseggiano.

Ore 13.30: compra quello che ti manca (cioè tutto) e poi ripassa almeno un capitolo.

Ore 14.00: inizia a preparare. E questa è semplice perché per fortuna il tuo circuito di Papez per l'apprendimento e la memoria funziona ancora nonostante gli innumerevoli tentativi di sabotaggio effettuati in questi anni, comprendenti il più delle volte delle bevande che sembrano succhi di frutta (ma non lo sono), acqua frizzante (ma non lo è) o birra (e lo è). Ma i cupcake ormai sono entrati talmente tanto nel mio DNA che ormai li faccio a occhi chiusi. Per fortuna, che mentre li facevo dovevo ripetere e quindi guardare dall'altra parte, verso i gatti che mi ascoltavano. Ovvio che intanto la mia maglia si è imbrattata di impasto, finito inavvertitamente sui capelli e sopra il gatto che nel frattempo stavo accarezzando.

Ore 15.00: vai a camminare con l'illusione di smaltire quello che poi riprenderai con gli interessi. Infatti è bello come, appena partita, ti dici: “Vai, vai a far fuori un po' di grasso con una bella camminata! Poi ti potrai concedere al massimo un cupcake, ma so che sei forte e resistere a tutte quelle belle tortine non sarà uno sforzo troppo grande per una come te!”. Prendersi in giro da soli in effetti è molto facile. Alla fine ti fai fuori 4 cupcake in una volta.

Ore 16.00: torna a casa, fatti una doccia e studia.

Ore 17.30: inizia a fare la glassa per i cupcake perché la fame aumenta e ne vorresti uno per merenda. Poi ti rendi conto che la glassa deve stare in frigo per 1 ora.

Ore 18.30: cena, perché gli orari austriaci ti sono piaciuti talmente tanto che li hai mantenuti anche tornata in Italia. E anche perché così hai il tempo di fare una seconda cena, all'occorrenza.

Ore 19.00: metti la glassa sui cupcake mentre guardi Big Bang Theory, rendendoti conto che ormai la serata è andata.

Ore 19.30: mangia il cupcake che avevi deciso di concederti, più un altro perché sei stata brava ad andare a camminare per due giorni di fila, più un altro perché ieri da nonna sei stata brava a mangiare solo il primo e il secondo, rifiutando il dolce, e un altro perché ormai l'hai tirato fuori e i gatti si avvicinano pericolosamente.

Ore 20.00: ok, capisci che lunedi all'esame... o la va o la spacca!

Ora, abbiate pietà di me, devo ancora mangiare il quinto cupcake (perché sono stata brava ad aggiornare il blog dopo tutto questo tempo e soprattutto sono stata molto brava a parlare a vanvera) e più tardi devo andare a prendere una di quelle bevande che sembrano succhi di frutta o acqua frizzante ma che in realtà non lo sono, quindi non ho il tempo di mettere la ricetta di questi cupcake. Ma sono buoni, quindi la prossima volta (magari dopo aver passato sto cavolo di esame) ve la metto, promesso!

domenica 12 gennaio 2014

FracooksJamie: Marinated chickpeas and Lobster, crab and prawns risotto with fennel and chilli

[Colonna sonora del post: Damien Rice - Cold Water]

Mal di gola e raffreddore: ecco la ricompensa per aver passato la settimana in modo diligente e da brava studentessa, andando tutti i giorni all'università a studiare e seguendo tutte le lezioni (o almeno quelle non cancellate all'ultimo minuto). Ma io dico, va bene che fuori non c'è la neve e il gelo, anzi le temperature sono abbastanza alte per essere gennaio, ma creare un ambiente adatto ai pinguini nei corridoi dove tanta gente studia non mi sembra una buona strategia. E il bello è che, dopo il primo giorno dove avrei potuto studiare su me stessa gli effetti del congelamento agli arti superiori, pensavo di essermi fatta furba. Il giorno dopo mi sono vestita per 2: calze termiche comprate nella fredda freddissima Austria (di quelle super felpate), pantaloni, maglia, seconda maglia e terza maglia. Ho passato 3 giorni vestita così e il risultato è stato mal di gola e raffreddore. Dopo ditemi se non vi passa la voglia di studiare...
Purtroppo per me, devo stare proprio male male per passarmi la voglia di mangiare e non è di sicuro il caso di un mal di gola. E quindi eccovi altre due ricette di Jamie.


La prima è la Marinated chickpeas with chilli, lemon and parsley. Molto semplice, ma molto buona. Poi per me che ero abituata a mangiare i ceci solo caldi in brodo è stata una bella novità.
Per farla cuocete i ceci con un po' di gambi di prezzemolo legati, una patata e un po' d'aglio. Una volta cotti, scolateli, conditeli con un Olive and lemon juice dressing (olio e succo di limone insieme), un po' di prezzemolo e peperoncino tritato. Et voilà, fatto!

Voto: 7 e mezzo


Per fare la seconda ricetta le cose sono un pochino più complicate, ma niente di che. In pratica la ricetta si chiama Seafood risotto with fennel and chilli, poi nella pagina dietro ci sono 3 tipi di pesce da usare. Il primo è il Lobster, crab and prawns. Vi dico subito che io non ho 2 mila mila euro a disposizione per comprare gli ingredienti di queste ricette e quindi ho optato per fare una versione da supermercato. Ho comprato l'astice (e non l'aragosta) surgelata, la polpa di granchio in scatola (una buona ovviamente, ma un granchio intero non mi sentivo proprio di maneggiarlo) e gli scampi. Cuocete l'aragosta (o l'astice) e prendete la polpa del granchio e gli scampi crudi (io li ho sgusciati e mi sono tenuta la coda), metteteli in una ciotola e aggiungete l'olio, il succo di limone, basilico, prezzemolo, sale e pepe. E intanto siete apposto. Poi preparate il riso, con alcune differenze dal solito: quando fate soffriggere la cipolla ci mettete anche il finocchio (che ho scoperto che con il pesce ci sta benissimo) e il peperoncino, poi prima di aggiungere il riso aggiungete qualche alice sott'olio e fatela sciogliere. Questa è stata un'altra dritta di Jamie che ho riutilizzato spessissimo. Perché anche se non vi piacciono le alici, in realtà poi non si sentono ma esaltano il sapore del pesce, quindi... good tip Jamie! Aggiungete il riso, fatelo tostare, brodo, altro brodo, ecc ecc. Alla fine mettete il pesce marinato, ma proprio alla fine, tanto con il calore si scalda in poco tempo.
Buonissimo anche in versione supermercato, ve l'assicuro! Se poi vi comprate tutto il pesce fresco scommetto che sarà una vera goduria!

Voto: 8 e mezzo

Anche per oggi sono finite le ricette-suggerimenti di Jamie, alla prossima!

lunedì 6 gennaio 2014

Torta gelato menta e cereali e Il mio compleanno

[Colonna sonora del post: Ramones - Happy Birthday (Simpson)]


Le feste ormai sono passate: ho finito anche di festeggiare il mio compleanno, che quest'anno è durato un weekend. Infatti la sera prima, scattata la mezzanotte, ho iniziato a scartare un regalo in tema culinario; ma non culinario come potete pensare voi. Il regalo è stato uno di quei giochi dei bambini della Clementoni, Laboratorio in cucina, che tenevo d'occhio già dallo scorso anno ma che nessuno aveva ancora avuto il coraggio di regalarmi. Ques'tanno invece è mio e sto già iniziando a sperimentare lo yogurt! Il giorno dopo era il mio compleanno, quindi immancabile dolce a casa dei miei e 3 bevute al bar, una per ogni decennio passato. Il giorno dopo ancora altre 3 bevute, sempre una per ogni decennio. Il giorno dopo ancora cena di sushi a volontà e altre 3 bevute, sempre una per ogni decennio, più una quarta di chiusura del compleanno.

Questo significa che, come ogni anno, i miei buoni propositi non partono di sicuro dal primo gennaio. Nemmeno dal 2 (il giorno del mio compleanno) e nemmeno dal 3 o dal 4, dato che stavo ancora festeggiando. A dire la verità nemmeno dal 5 dato che era domenica e già che ci siamo nemmeno da oggi, dato che è la Befana. Potrei iniziare i miei buoni propositi domani ma se proprio devo dirvela tutta quest'anno non è che abbia tutti questi buoni propositi. Infatti dopo quasi 2 anni ho ripreso a bere il caffè, non ho di certo smesso di bere alcolici e ho la cucina e la dispensa piena di cose da mangiare. E ovviamente non ho ancora aperto un libro per studiare.
Insomma, niente buoni propositi per una volta.

E dato che va tutto al contrario, per questo invernale gennaio vi posto una ricetta estiva! E' una torta gelato alla menta con base di cereali, perfetta per rinfrescare le giornate invernali di questo periodo (che sembra sempre una cosa al contrario ma in realtà qui da me questo inverno mi sembra proprio anomalo, è caldo!)!

TORTA GELATO ALLA MENTA

INGREDIENTI per uno stampo da 22 cm

75 g di cioccolato, tagliato a pezzetti
40 g di burro
100 g di riso soffiato
1 kg di gelato alla vaniglia
mezzo bicchiere di sciroppo alla menta
(oppure direttamente 1 kg di gelato alla menta!)

Foderare lo stampo con la carta stagnola e coprire la base con un cerchio di carta da forno (nella ricetta originale c'era scritto, io non l'ho messa la carta forno e infatti è stato un pò difficile staccare la torta dalla stagnola).
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato e il burro, togliere dal fuoco e aggiungere il riso soffiato. Stendere tutto sulla teglia, in modo da formare base e bordi della torta. Mettere in frigo a raffreddare per circa 20 minuti.
Mettere il gelato in una ciotola e, quando si è ammorbidito un po', aggiungere lo sciroppo alla menta. Mescolare bene e versare tutto nella base della torta. Mettere in congelatore fino a che non si sia indurita per bene e alla fine decorare con il cacao amaro.

lunedì 23 dicembre 2013

Zuppa di farro con funghi e salsiccia e Cibo invernale

[Colonna sonora del post: Lana Del Rey - Summertime Sadness]


Si avvicina il Natale e si avvicina il mio compleanno; in pratica si avvicinano le 2 feste che mi piacciono di più. Mi piace l'atmosfera del Natale e mi piace che al mio compleanno ci sia ancora l'atmosfera natalizia. Un'altra cosa che mi piace del periodo natalizio è il fatto che sia freddo, non tanto perché il caldo non mi piace proprio, più che altro per il cibo. Il cibo del periodo freddo mi piace molto di più di quello del periodo caldo, in linea di massima. Insomma, le insalate mi piacciono molto di meno delle zuppe, il gelato mi piace molto di meno di una bella cioccolata calda.
E non scordiamoci che d'inverno i maglioni di lana e i cappotti sono molto più coprenti di un costume o delle magliette leggere che lasciano intravedere i rotolini. Quindi uno si sente libero di mettere su quei 4-5 chili, mangiando cose più pesanti. Non so, polenta ai formaggi, zuppe sostanziose, fondute di formaggio e tortellini in brodo mi sembrano più appetitosi di un'insalata.
Che poi io mangio polenta al forno anche il primo di agosto e la cena del 15 agosto la faccio con i tortellini in brodo, il tutto rigorosamente con un ventilatore puntato addosso. Però è diverso, in estate lo faccio più per golosità, adesso invece posso mascherare la mia ingordigia con un “mi serve per scaldarmi”. E allora via con cose fatte al forno, formaggi filanti, minestre sostanzione e zuppe.

Questa di oggi è proprio in linea con quello che vi ho scritto e non è nemmeno esageratamente calorica. Quindi potete tranquillamente fare la dose per due persone e poi mangiarvela tutta, tanto serve per scaldarsi!

ZUPPA DI FARRO CON FUNGHI E SALSICCIA

INGREDIENTI per 2
olio
uno spicchio d'aglio
1 salsiccia
4-5 grossi funghi
½ bicchiere di vino
1 litro di brodo
200 g di farro
prezzemolo
sale e pepe

Scaldare un po' d'olio nella padella e aggiugere lo spicchio d'aglio. Soffriggere la salsiccia per un paio di minuti e poi aggiungere i funghi tagliati a fettine. Quando l'acqua che butteranno fuori i funghi sarà evaporata, sfumare con mezzo bicchiere di vino, lasciarlo evaporare e aggiungere il brodo. Portare a ebollizione e cuocere il farro per il tempo scritto nella confezione. Alla fine spolverare con il prezzemolo e condire con un filo d'olio, sale e pepe.

martedì 17 dicembre 2013

FracooksJamie: Slow-cooked artichokes with cherry tomatoes and A spottier dick pudding

[Colonna sonora del post: Eminem - Berzerk]

Oggi mi sembra una bella giornata! Ho il mio pigiama nuovo, morbidoso, con il cappuccio e con una tasca conigliosa sul davanti, ho i miei gatti che fanno a gara per avere più bacini, una tazza di tè pronta da bere e musica in sottofondo, in pratica la perfezione! ^-^
Si, ogni tanto uno dei gatti mi abbandona per andare a staccare un pezzo di ghirlanda dall'albero, ma poi ritorna sempre per la sua razione di coccole!

Allora, questa volta invece di dilungarmi in chiacchiere senza senso, passerò direttamente alle ricette di Jamie, dato che sono terribilmente indietro con gli aggiornamenti e vorrei mettermi al pari.


La prima ricetta è la Slow-cooked Artichokes, Sweet Cherry Tomatoes, Thyme and Basil. Insomma, ci vuole di più a scriverla che a farla. Si prendono i carciofi, si tagliano in quarti e si fanno cuocere 4-5 minuti in padella con un po' d'olio, con il coperchio. Poi si aggiunge un po' d'aglio, il timo e una spruzzata di succo di mezzo limone. Quando è evaporato si toglie dal fuoco. Poi si condiscono dei pomodorini ciliegino con olio, basilico, peperoncino, sale e pepe. E poi si mettono i carciofi e i pomodorini in una teglia, si mette tutto in forno a 180°C per circa 30-40 minuti, si sforna e si mangia!

Adesso, voi dovete sapere che i carciofi sono una delle mie verdure preferite in assoluto. Questa ricetta è buona, ma per me i carciofi sono quelli che cucina mia nonna (o mia madre) e basta. La differenza sta nel metodo di cottura, perché questi rimangono piuttosto crocchiarelli, quelli di mia nonna sono morbidi morbidi. Sono anni che cerco di capire come fa(nno) a farli venire così, la spiegazione (sia di mia nonna che di mia madre) del loro metodo di cottura è stata: metti i carciofi con mezzo bicchiere d'acqua e mezzo di vino in un pentolino, ci metti il prezzemolo e l'aglio e fai cuocere una ventina di minuti, finché non è evaporato tutto.
E io prendo i carciofi, li metto nel pentolino con l'acqua e il vino, ci metto aglio e prezzemolo e cuocio. Dopo 20 minuti sono duri. Aggiungo acqua: dopo 20 minuti sono duri. Aggiungo acqua: dopo 20 minuti sono duri. In pratica qui si sfidano le leggi della fisica, non capisco come fanno a rimanere duri dopo un'ora... Alla fine arrivano le 21.30 e io inizio ad avere fame e quindi me li mangio duri. Insomma, il segreto dei carciofi morbidi non l'ho ancora scoperto, se qualcuno volesse darmi delucidazioni gliene sarei davvero grata!

E tra l'altro: qual'è la vostra parte preferita del carciofo? La mia decisamente il gambo! A pranzo da mia nonna facciamo a gara per chi se ne prende di più! Per fortuna che la nonna ha l'occhio lungo e ne mette sempre tantissimi!

Voto: 6 e mezzo


La prossima ricetta è la A Spottier Dick Pudding. Ho già descritto la mia terrificante esperienza con i pudding in questo post, quindi vi lascio alla lettura di quello che avevo scritto tempo fa.
Riassumendo (per chi non avesse voglia di leggere), fare un pudding è complicato per il metodo di cottura e il risultato, nel caso di questo pudding in particolare, non è che mi abbia entusiasmato. E dato che ci sono altre 5 varianti du pudding, ho avuto la tentazione di saltare le 2 pagine seguenti! Per fortuna non l'ho fatto, perché mi sono ricreduta!

Voto: 5

Per oggi è tutto, un saluto da me e dai gattacci che sono ancora qui con me!

sabato 14 dicembre 2013

Kartoffelsuppe mit speck e ricordi austriaci

 [Colonna sonora del post: Sido - Bilder im kopf]


Quest'estate, tra agosto e settembre, ho vissuto un mesetto in Austria. Non so se sia giusto dire che ci ho vissuto, diciamo che per come sono andate le cose ci sono stata a fare una vacanza + un breve periodo di lavoro.
L'esperienza mi ha lasciato varie cose, prima tra tutte la consapevolezza che provare a stabilirsi in un paese straniero è più difficile di quanto mi aspettassi. Poi, che stare in un posto dove si conosce molto poco la lingua è davvero snervante. Poi, che alcuni stereotipi sui popoli tedeschi sono veri e altri falsi: non si può certo dire che siano delle persone aperte, anche se dipende da chi incontri e soprattutto da come ti poni tu. Per dire, nel giro di una settimana che frequentavamo un bar, il proprietario ha iniziato ad offrirci da bere. Una cosa che non tutti sanno forse, è che le prese in giro sul tedesco come lingua dura e “sgraziata”, non trovano davvero nessun fondamento, almeno dove sono stata io. Si vede già dai saluti: loro dicono Grüß Gott. Dai, ditemi che non vi immaginate questi tedeschi che lo dicono in modo orribile e facendo delle smorfie! Invece sono di una gentilezza disarmate. Voi entrate in un negozio qualsiasi e vi trovate TUTTI i commessi che, anche quando vi incontrano in giro per i reparti, vi sorridono e vi dicono in modo gentilissimo Grüß Gott. E vogliamo paragonarlo con l'italia? Il nostro ciao sembrerà anche più musicale (tra l'altro comunque lo usano tantissimo anche lì), ma le commesse che ti dicono ciao in un negozio si contano nelle dita di una mano e quelle che lo fanno non usano di certo un tono gentile.

Ma la cosa che mi ha davvero lasciato il viaggio in Austria sono i libri di cucina e la capacità di fare una traduzione decente delle ricette dal tedesco. Il che è stato un vero colpaccio, dato che questi libri sono pieni zeppi di foto invitanti, quasi tutte cose che io definirei “porcate”, dato che la loro cucina non è molto dietetica (in genere). E quindi vi lascio la ricetta di questa Kartoffelsuppe mit speck, un po' particolare perché dentro ha anche il sedano rapa. Non so se sono l'unica (ma non penso), ma per me sa di finocchio.
La cosa bella è che proprio adesso ho riaperto la pagina dove c'è scritta la ricetta per trascriverla e... si è sprigionato un fortissimo odore di finocchio!! Ormai questa pagina sarà segnata per sempre!


KARTOFFELSUPPE MIT SPECK

ZUTATEN (ingredienti) für 2-3:
600 g di patate
150 g di sedano rapa
1 cipolla
1 noce di burro
1 cucchiaio di curry
1 litro (e poco più) di brodo di verdure
150 g di speck tagliato sottile
sale e pepe

Tagliare a dadini le patate e il sedano rapa e affettare la cipolla.
Mettere il burro a sciogliere in una padella, aggiungere le patate, il sedano rapa e la cipolla e cuocere un paio di minuti. Aggiungere il curry e il brodo e cuocere per 15 minuti.
Nel frattempo tagliare lo speck (come preferite) e cuocerlo in un'altra padella per qualche minuto, finché non diventa croccante.
Frullare il resto della zuppa, mettere sale e pepe a piacere e servire spolverando con lo speck croccante.

lunedì 9 dicembre 2013

Gnocchi di polenta ai porcini e il Natale per me

[Colonna sonora del post: Michael Bublé - Silent night]


Ieri era l'8 e io avevo programmato tutto: avrei dovuto fare l'albero, il presepe e le decorazioni varie. Dovevo andare a comprare le ultime decorazioni, spargere nell'aria un po' di profumo di pan di zenzero con il diffusore e magari avrei preparato anche qualche biscotto.
Invece mal di pancia e mal di testa tutto il giorno, che continua anche oggi. Chiamiamolo virus intestinale...

E' strano come le cose cambino, quando ero piccola non mi interessavano molto le feste. Il Natale mi è sempre piaciuto, soprattutto fare l'albero, però il fatto di riunirsi con la famiglia e tutto il resto, non erano cose che ritenevo particolarmente importanti. Si andava a pranzo in campagna e io ero una bambina silenziosa, mangiavo e mi mettevo in un angolo a leggere. Ogni tanto qualcuno cercava di dirmi qualcosa, io rispondevo a monosillabi e tornavo al mio libro. Non posso credere di essere diventata una delle persone più logorroiche che conosco, adesso. In compagina di certe persone mi viene ancora voglia di tirare fuori un libro e mettermi a leggere, ma in generale le chiacchiere mi piacciono (se avete letto qualche altro mio post ve ne sarete accorti). Potrei stare ore a parlare (o a scrivere, purtroppo per voi) di un argomento a casaccio, anche del più insulso.


Ma ecco, stiamo divagando, io parlavo del Natale. E oggi mi ritrovo ancora la casa senza decorazioni, cosa che odio, a parte delle lucette a forma di fiocco di neve dell'Ikea attaccate alla finestra. Mentre io sono una di quelle che illuminerebbe tutta la sua via di casa, se potesse. Andare in giro e vedere tutte le lucette di Natale mi piace tantissimo,e chissenefrega se a tanti sembra tutto consumismo, io non ci credo. Io voglio credere che ancora il Natale significhi qualcosa, che le lucette in giro non servano solo ad attirare la gente in centro per fare acquisti, che le decorazioni dentro casa non servano solo a spendere soldi dai cinesi, che i pandori non servano solo per farti andare dal dentista nei prossimi mesi e che i regali che si ricevono non sono fatti solo per circostanza.
Per me il Natale è come una morbida coperta luccicosa, che non dura solo un giorno. Inizia quando metto la prima lucetta, la prima ghirlanda, e finisce quando tolgo tutto. Circa un mese. Un periodo che mi fa tornare bambina, che dovrebbe far tornare tutti bambini. Di quei bambini che, andando in giro per una via illuminata, alzano gli occhi e si meravigliano per tutte quelle luci. Di quei bambini che non pensano ai disagi provocati dalla neve, ma che si meravigliano ancora per quei fiocchetti bianchi che cadono dal cielo.


GNOCCHI DI POLENTA AI PORCINI

INGREDIENTI
farina per polenta (o polenta avanzata)
farina
panna
burro
porcini, tagliati come preferite

Come al solito è più un'idea che una ricetta vera e propria, è tipo una ricetta della nonna, di quelle che non ci sono dosi precise. Ma il procedimento è questo: preparate la polenta come indicato nella confezione che avete, lasciatela però abbastanza soda, altrimenti sarà difficile fare gli gnocci. Mettete la polenta in una spianatoia e impastatela con un po' di farina. Aggiungetene un po' alla volta fino a che l'impasto non abbia una consistenza simile a quello degli gnocchi normali (comunque rimarrà sempre un po' morbidino). Fate dei salsicciotti e tagliate gli gnocchi. Cuoceteli in acqua salata fino a che non vengono a galla, poi scolateli.
Nel frattempo sciogliete un po' di burro in una padella e cuocete i porcini. Aggiungete la panna, cuocete un altro paio di minuti e poi buttateci dentro gli gnocchi. Mescolate bene e servite!

mercoledì 4 dicembre 2013

Temaki di bastoncini e Tonno universitario

[Colonna sonora del post (in onore delle scatolette di tonno mangiate alle 4 di notte dopo il Tartaruga e il kebab): Folkabbestia - Tre briganti e tre somari]


Periodo di studio. Per tante persone questo significa stare lontane dalla cucina e dedicarsi quasi esclusivamente a leggere, leggere, memorizzare e ripetere ripetere e ripetere. Infatti ho appena trovato su internet una pagina che elencava i 10 cibi degli universitari, cose orribili. Ma io dico, davvero vanno tutti di pasta al tonno, scatolette, kebab e pizze surgelate?
Quando studiavo fuori casa non ho mai mangiato in modo così brutto. E non è che fossi già appassionata di cucina (la passione mi è venuta in un altro modo, ma questa è un'altra storia, che tra l'altro credo che non racconterò mai qui sul blog), ma la prima volta che ho avuto in mano una scatoletta di lenticchie pronte, ho telefonato a mia nonna per chiederle come avrei potuto cucinarle. Ma vi pare che butto una scatola di lenticchie nel piatto? Io ci ho fatto un soffritto, un sugo di pomodoro e poi ho aggiunto le lenticchie! Le faccio così anche oggi, magari però ci aggiungo anche un pezzo d salsiccia!

Non che non mangiassi mai schifezze, ovvio che di notte, verso le 3 o le 4, con l'alcol che scorreva nelle vene al posto del sangue, mi sbafavo kebab e milioni di scatolette di tonno. Ma in generale ho sempre mangiato più che bene, anche troppo (a giudicare dai 10 chili che avevo messo su in quel periodo).
Bah, come se a cucinare una fetta di carne ci volesse più tempo rispetto a scaldare una pizza surgelata...

Ma comunque, sarà per questo che in ambito universitario non ho mai combinato granché in questi anni, forse mi è mancata l'alimentazione della studentessa! Si, deve essere per questo! Forse è ora di smettere di cucinare e darsi alla pasta con il tonno e alle pizze surgelate!

Nel frattempo ho preparato dei temaki di bastoncini, che in questo caso sono abbastanza in linea con questo discorso, dato che sono una versione semplice dei temaki classici, che invece avrebbero bisogno di comprare il salmone, sfilettarlo, tagliarlo... Anche se a dire la verità quello che occupa più tempo è cuocere il riso. Dato che la ricetta è stralunga (se non avete una cuociriso), vi consiglio di andare a cercarvi la ricetta su internet, oppure vi lascio il link a un video che avevo fatto tempo fa, proprio su come si preparava il gohan!

La ricetta vera e propria in realtà non c'è, perché dovete solo cuocere il riso e i bastoncini (io li ho fatti al forno), poi prendete l'alga, ci mettete un po' di riso, un po' di wasabi (se vi piace), mezzo bastoncino e arrotolate in modo da formare un triangolo.
Sembra una schifezza, ma è buono!! 

(...Siamo sempre tre, tre somari e tre briganti, solo tre...)

venerdì 22 novembre 2013

Zuppazucca in attesa di pioggia

[Colonna sonora del post: Passenger - Let her go]


Oggi aspetto la pioggia. Sarà perché tanto sono costretta a stare a casa a studiare, ma non riesco a pensare a niente di più bello di un bel temporale. Anche una pioggerellina, ma non queste nuvole grigie con qualche sprazzo di sole. Di quelle piogge che sei contento di poter stare nel divano con una tazza di tè (e con un libro da studiare in mano), una coperta e tre gatti che ti scaldano. Invece niente.
Poi non è che la pioggia mi piace sempre sempre. Per quanto amo pensare a me stessa come a un'amante della stagione invernale, devo ammettere che il sole delle giornate primaverili mi piace parecchio. Ma comunque la neve batte tutto, senza dubbio.

Si vede che studiare mi deprime, mi sono messa a parlare del tempo come una vecchietta ottantenne! E' che voglio la pioggia!
Mi consolo pensando già al Natale e iniziando a mettere qualche decorazione, giusto per avere un'atmosfera un po' più allegra dentro casa, dato che nei rari periodi di studio l'allegria è un sentimento che se ne va lontano...
Vabbè basta, mi sta prendendo la depressione ancora di più, mi consolo pensando che il meteo ha messo questa benedetta pioggia praticamente oggi pomeriggio e quindi mi basterà aspettare.
Ne frattempo mi consolo con la mia zuppazucca con la feta, piatto che ormai è annoverato tra i miei comfort food ormai da tempo.
Le quantità degli ingredienti non le metto perché non so voi, ma quando io faccio una zuppa in pratica butto giù roba quasi a casaccio, faccio cuocere e poi frullo tutto!


ZUPPAZUCCA

INGREDIENTI
zucca
zucca
zucca
1 patata (facoltativa)
brodo di verdure (o dado, io di solito uso quello)
olio
sale e pepe
curry
feta

Tagliare la zucca e la patata a tocchetti delle stesse dimensioni. Scaldare un po' d'olio in una padella e mettere tutta la patata e quasi tutta la zucca (tenetene qualche pezzetto da parte). Far cuocere 2-3 minuti e poi coprire con il brodo. Portare a bollore e lasciare sobbollire finché la zucca e la patata non siano diventate tenere.
Nel frattempo scaldare il forno (a circa 180-200°C) e cuocere la zucca che avevate messo da parte, fino a che non diventi un po' sbruciacchiata (ottimo termine tecnico!).
Frullare la zuppa e seasoningare con sale, pepe e un po' di curry. Versare nei piatti e mettere sopra la feta tagliata a pezzetti e la zucca arrostita.

Slurpare!

giovedì 31 ottobre 2013

Dolce Stardust e Invettiva contro gli anti-Halloween

[Colonna sonora del post: Mika - Stardust]


Oggi è Halloween. E chi se ne frega se non è una festa nostra e l'abbiamo importata dall'estero. Come se i vestiti che ci mettiamo fossero tutti Made in Italy. O i cellulari che usiamo siano stati fatti tutti in Italia. O i programmi che guardiamo in tv siano tutti frutto di menti italiane. O le cose che mangiamo venissero tutte prodotte dal contadino sotto casa.
Io penso che si possa stare in pace con se stessi sia mangiando la salsiccia prodotta dal macellaio di fiducia che usa solo carne dell'allevamento che ha dietro casa, sia usando la salsa di soia prodotta in Giappone. Non so, tutti a urlare allo scandalo alla vista dei bambini che imitano quelli americani quando bussano alla porta e fanno dolcetto o scherzetto e poi magari vedi le stesse persone che hanno tutti i dvd di Glee pronti per essere guardati. La coerenza si sa, non è per tutti.

La mia vita mi piace così, ricca di spunti che vengono un po' qua e un po' là. Nel mio balcone ho una piantina di pomodori che (se mi ricordo di darle da bere) mi permette di fare qualche insalatina o qualche sugo di tanto in tanto: nemmeno a chilometro zero, qui si parla di Centimetro Zero. Nel frigo ho le verdure prese al mercato del centro, le salsicce del macellaio, una salsa allo zenzero e una salsetta di pesce comprate in Austria; nella dispensa ho i fagioli del contadino, i ceci della Coop, la salsa di soia, i ramen pronti, i mochi comprati nel negozietto asiatico, una crema di nocciole austriaca, le tortillas e le alghe nori; nel congelatore ho l'impasto della pizza fatto a mano dal sig. Geom e il gelato alla zucca della Lidl.
E mi vengono a dire che Halloween non è una festa nostra e quindi non possiamo “sentirla”? Quindi dato che la salsa di soia non è italiana, non posso gustarla? E cos'ho mangiato negli ultimi anni quando sono andata milioni di volte al ristorante giapponese? Un risotto di pesce con una salsa nera e salata? No, ma allora rinchiudiamoci tutti in Italia, blocchiamo le frontiere e non facciamo passare niente, che tanto qualsiasi cosa che arriva dall'estero non ci appartiene.
E non sto dicendo che quello che è fatto in Italia fa schifo, sto solo dicendo che, per quanto mi riguarda, per me è come per le persone: se c'è un italiano e un americano, con chi preferite fare amicizia? Non so voi, ma io con il più simpatico. E nel cibo è la stessa cosa: tra un piatto di tortellini e uno di crauti scelgo i tortellini, tra la zuppa di miso e un piatto di spaghetti al pomodoro scelgo la zuppa di miso (sacrilegio per un'italiana!), tra una peperonata e i canederli io scelgo i canederli. Scelte insensate? No, sono scelte che rispettano i miei gusti. Le cose che mi piacciono le scelgo in base al gusto, non alla provenienza.

In realtà non ero partita per fare un'invettiva contro gli anti-Halloween... Volevo solo presentarvi la mia ricetta che non c'entra niente con Halloween! Si perché in questo periodo i blog di cucina si riempiono di ricette spaventose, arancioni e nere, piene di dita mozzate e zucche insanguinate, tutte cose che farebbero concorrenza a qualsiasi film horror. E io avrei anche pronta pronta una ricettina a tema, non horror, ma fatta con la zucca. Ma che gusto c'è a postarla adesso? Probabilmente aspetterò Natale o Pasqua.
Invece oggi vi lascio la ricetta di un dolce scintillante e colorato, l'anti-Halloween in persona. L'ho chiamato Dolce Stardust perché l'ho fatto un paio di settimane fa, in piena estasi X Factor. Dato che Mika è tra i giudici e io mi ricordavo solo una canzone che aveva fatto (la prima forse) mi sono detta “Cavoli, tutti smattiti per questo Mika e io conosco una canzone si e no?”. Allora mi sono improvvisamente ricordata che l'anno scorso aveva cantato qualcosa con Chiara, mi sono andata a cercare la canzone, che appunto si chiama Stardust, e mi è piaciuta molto! Ed ecco da cosa viene il nome! Il dolce non è frutto della mia immaginazione va viene da un libro!


DOLCE STARDUST

INGREDIENTI (stampo rotondo da 22-23 cm)
Per la base:
250 g di farina
150 g di burro
1 tuorlo
un po' d'acqua
Per la farcitura:
3 uova
20 g di maizena
75 g di zucchero
400 ml di latte
150 g di cioccolato
vaniglia
1 confezione di gelatina in polvere (io ho usato quella in fogli ma non ricordo quanti ne ho messi...)
45 ml di acqua (se usate la gelatina in fogli non serve)
30 ml di rum
150 g di panna

Preparare la frolla mescolando farina e burro, fino a che non si formino tutte briciole, poi aggiungere il tuorlo e un po' d'acqua, per formare un impasto della giusta consistenza. Vi avviso che con questi ingredienti la frolla viene particolarmente insapore: per me poi ci sta bene perché il dolce è particolarmente dolce, ma se volete una frolla più “classica” usate la vostra ricetta di fiducia!
Stendere la pasta, foderare uno stampo da 22-23 cm e mettere in frigo per circa mezz'ora. Poi fare dei buchetti nel fondo, coprire con la carta forno con sopra dei ceci/fagioli/altri pesi a vostro piacimento e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 10 minuti. Togliere i ceci e la carta da forno e continuare la cottura per altri 10 minuti.
Mentre si raffredda, separare i tuorli e gli albumi. Mescolare i tuorli, la maizena e 30 g di zucchero. Scaldare il latte, versarlo nel composto con le uova, mescolare, rimettere tutto nella pentola e cuocere a fuoco lento finché la crema sarà cotta.
Dividere la crema in 2 ciotole. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, unirlo a una delle due metà della crema e metterla sul fondo del dolce. Lasciar raffreddare. Sciogliere la gelatina in polvere nell'acqua (se usate quella in fogli fatela ammorbidire) e versarla nell'altra metà crema, insieme al rum. Aggiungere lo zucchero e mescolare tutto. Montare gli albumi a neve e aggiungerli alla crema. Amalgamare tutto e versare nel dolce, sopra alla crema al cioccolato.
Mettere il dolce in frigo finché non si sarà rassodata (un paio d'ore), poi decorare con panna montata e polvere di stelle!

Lo giuro, oggi mi ero ripromessa di non fare un post chilometrico...
E per la cronaca, per fare questo dolce ho usato uova del contadino, panna dell'Auchan e polvere di stelle austriaca!

sabato 26 ottobre 2013

FraCooksJamie: Tagliatelle with baby courgettes and Pork chops with pesto and mashed potato

[Colonna sonora del post: Abba - Dancing Queen]

Ditemi che succede anche a voi. Che anche voi siete quelli de “Da lunedi inizio tutto per bene”.
Da lunedi prometto che mi metto a dieta. Da lunedi prometto che mi metto a studiare seriamente. Da lunedi prometto che terrò più ordinata casa. Da lunedi prometto che mangerò più sano. No, l'ultima non l'ho mai detta seriamente. Per me il concetto di dieta non è legato a mangiare più sano ma continuare a mangiare quello che mangio ma di meno.
Dai si, insomma, le promesse del lunedi. Io ci vivo di queste promesse.

Capitolo 1: la Dieta
Puntualmente di lunedi mi ripropongo di diminuire la quantità. Allora inizio dal pranzo, invece di 100 g di pasta passo a 70 g. Ovviamente con sughi di salsiccia e panna, ma cmq sempre 70 g di pasta. A cena un po' di carne con qualche verdura. E passa lunedi.
Martedi solitamente prosegue bene, poi però esco e mi faccio una bevuta. Il giorno dopo magicamente ho preso mezzo chilo. E allora mi dico “Ma che cavolo, a questo punto mi mangio un etto di pasta e non vado a bere!”.
E allora mercoledi mi mangio un etto di pasta a pranzo. A merenda mi prende fame e così mi tocca per forza finire quei 4 cupcake avanzati dal giorno prima. E vi assicuro che non è una scelta mia, sono i cupcake che vogliono farsi mangiare! Stanno lì, che mi dicono “Ma perché gli altri 14 li avete mangiati e a noi non ci mangia nessuno? Siamo molto tristi... Forse siamo più cattivi degli altri?”. Ci vuole un cuore di pietra per lasciarli lì. Io invece, che il cuore ce l'ho fatto di morbido impasto rosa per cupcake, non ce la faccio proprio e, mossa a commozione, me li pappo tutti prima di cena. A cena avevo programmato un po' di pesce al forno con qualche pomodorino. Ma dopo 4 cupcake, chissà perché, la fame invece di passarmi mi viene ancora di più. Inizio pensando che ho quella salsiccia avanzata dal sugo del giorno prima e che ci potrei farcire i pomodorini. Pomodorini, salsiccia, sopra un po' di molliche di pane, mi sembra un'ottima idea, e chissenefrega se salsiccia e merluzzo al forno non ci dicono per niente. Il giorno dopo ho preso un altro mezzo chilo.
Giovedi sono di nuovo animata di buoni propositi. Eh si perché se avete abbandonato la dieta, non c'è giorno migliore di giovedi per riniziare, di venerdi no di sicuro dato che “né di venere né di marte ci si sposa né si parte”. E i proverbi bisogna sempre seguirli, si sa, per non incorrere nelle ire funeste di Zeus con i suoi fulmini e saette. Quindi giovedi riparto, con un chilo in più, ma con la determinazione del lunedi. Colazione e pranzo perfetti, a merenda non ho nemmeno fame e qui faccio l'errore più grosso: non mangio niente. Arrivata a cena ecco il disastro. Avevo programmato una bella zuppa depurativa di legumi, ma la sera prima, presa dalla foga dei pomodorini con la salsiccia, mi sono dimenticata di mettere il tutto a bagno. Guardo la confezione con aria avvilita pensando “40 minuti di cottura dopo 12 ore di ammollo?? Ma io ho fame!”. Mi giro con gli occhi da cerbiatto verso Mr. Geom, che cerca invano di farmi mantenere le diete (anche se senza successo) e, sbattendo le ciglia (che prima avevo anche allungato con un bel mascara supervolumizzante, per ottenere un effetto ancora più convincente) sussurro “Amore, che ne dici se prendiamo una pizza?”. Lui sconsolato risponde “Va bene, ne prendi una con le verdure?” e io “Ma certo, prendo la Royal, quella con i funghi (verdura), il tartufo, la salsiccia e le scaglie di parmigiano. Ah si, che dici, faccio l'aggiunta di prosciutto crudo?”. E il venerdi mi ritrovo con 1 chilo in più.
Il fine settimana passa con buoni propositi sul lunedi successivo. Mi ripeto che sabato e domenica farò la brava per non arrivare troppo appesantita all'inizio della settimana, ma come d'incanto sbucano fuori inviti a pranzo dai genitori, nonni, zii, inoltre mi accorgo che la panna che avevo usato per il sugo di lunedi sta scadendo e quindi devo usarla, che in realtà avevo altre 2 salsicce da finire e che sabato sera ho gente a cena e quindi devo fare un dolce, per gli altri, che io non toccherò di sicuro, perché a parte panna, salsiccia, prosciutto e formaggi, ci tengo a tenermi leggera. Ovviamente dopo cena mi mangio metà dolce da sola.
Arriva il lunedi successivo che ho preso 3 chili.

Cosa c'entra tutto questo con le ricette di oggi di Jamie? Niente, assolutamente niente. Ma mi andava di raccontarvi delle mie diete del lunedi. La prossima volta vi racconterò del mio qualcosaltro-del-lunedi.


Saltando di palo in frasca quindi, eccovi delle buonissimi Tagliatelle with baby courgettes, lemon and basil. Come sempre, è più un'idea che una vera e propria ricetta: cuocete le tagliatelle e le condite con un sugo fatto con olio, zucchine (Jamie dice baby, io ho usato le adult, quelle normali insomma), un po' di succo di limone e basilico. La foto fa schifo, ancora non avevo imparato bene a fare la pasta fresca, vedrete più in là la differenza!

Voto: 6 e mezzo (giusto perché non è niente di speciale, cioè la pasta con le zucchine me la faccio in uno di quei lunedi di dieta...)


Ecco, questa è stata una scoperta. Sono le Pork chops with Thyme, lemon and pesto. Non so voi ma io non davo un minimo di fiducia alla carne con il pesto. E invece... per prima cosa mi ha dato l'occasione di fare, per la prima volta in vita mia, il pesto a mano. E dato che io non sono di sicuro un vampiro (adoro l'aglio) l'ho potuto fare a mio gusto (intossicando Mr. Geom che si, gli piace ma una volta è stato morso da Edward, quindi è un mezzo vampiro) ed era buonissimo! Per fare questa bontà, cuocete delle belle fette alte di maiale, Jamie dice di farle cuocere più o meno 4 minuti per parte (ovviamente dipende dallo spessore), e fatele riposare qualche minuto. Mi raccomando a non stracuocerle, altrimenti vi perderete tutto il gusto! Poi fate la Pesto sauce (cioè il pesto, con la ricetta che preferite) e lo mettete sopra alle fettone di maiale. Una delizia!! Ho anche completato tutto con le Mashed potato, cioè bollite le patate in acqua salata e le schiacciate. Tutto insieme è una delizia!

Voto: 8 e mezzo (quasi 9!)

Ah, se pensate che quello che vi ho raccontato sopra non è vero, venite a vedere la mia pagina FB: Polpette Rosa, oggi è sabato e, come vi avevo detto, ho gente stasera e quindi c'è un dolce in preparazione! Che io non mangerò di certo.....