Mi ritrovo sempre in difficoltà a fare questi post sulle ricette di Jamie. Non fraintendetemi, io adoro le sue ricette, per me sono più sacre della Bibbia. L'unica persona sulla faccia della Terra che mi entusiasma più di Jamie (ma di poco, eh) è Heston Blumenthal. Ecco, questi sono i miei due uomini da sogno. C'è chi sogna Brad Pitt (e per farvi capire quanto me ne frega di lui vi dico solo che avevo scritto Bradd con due D, sono dovuta andare su Google per controllare il nome esatto...) e chi sogna Jamie Oliver e Heston Blumenthal.
E io non ho dubbi: che me ne faccio di un fustacchione quando posso sognare un uomo che mi fa venire voglia di mangiare insalata anche quando a me l'insalata fa schifo? Un uomo che lo guardi nei programmi mentre ti cucina un piatto di pasta che probabilmente avrai già fatto un milione di volte ma che ti fa brillare gli occhi come se fosse la prima volta che la vedi? Un uomo che cucina un dolce etnico croccante e si emoziona come un bambino solo a sentire il rumore dello scrocchìo? Un uomo che sta in mezzo alle piante di pomodori e ti fa venire voglia di sbafartene uno anche se la verdura cruda ti fa schifo? E questa è solo una piccola parte per cui veramente ADORO Jamie. E Heston? Chi ha bisogno di un belloccio quando puoi avere un uomo che con intrugli magici ti prepara cene da sogno? Quell'uomo è un genio, non c'è nient'altro da aggiungere!
Come sempre poi, gli opposti mi attraggono. Eh si, perché non oso immaginare niente di più diverso delle cucine di Jamie e di Heston. E' come paragonare il bianco con il nero, il dolce con il salato, il mare con la montagna. Però in entrambi i casi si vede che sono due persone che amano quello che fanno. E guardare i loro programmi mi lascia sempre quella sensazione di meraviglia, di estasi. Li guardo quasi con il fiato sospeso, con un sorriso da ebete, fino alle battute finali, dove vorrei saltare dal divano, fare un triplo salto carpiato con doppio avvitamento (non so quello che dico, ovvio), spargere coriandoli argentati per casa, suonare trombette e trasferirmi seduta stante in UK supplicando con le lacrime agli occhi uno dei due per farmi lavorare come sguattera in uno dei loro ristoranti.
Ero partita dal fatto che sono in difficoltà a fare questi post su Jamie... Si, sono concisa, come sempre. La difficoltà sta nel fatto che queste ricette le ho fatte anni fa, ma ancora non le ho finite di postare, quindi mi ritrovo a dover riesumare dai meandri del mio (inesistente) ippocampo, cose che probabilmente sono state lì per non più di un paio di giorni per poi svanire nel nulla cosmico del vuoto della mia testa, come tutto quello che ci entra. Quindi diciamo che vado a casaccio, ecco.
Di questa ricetta ricordo solo il momento della cottura delle capesante. Che poi non ho mai capito se sono quelle che Gordon chiama insistentemente "pettini di mare" quando urla come un leone inferocito al povero malcapitato di turno che è costretto a buttare 20 euro di pesce solo perché la crosticina era leggermente più dorata di come doveva essere (solo a me piange il cuore a vedere quanta roba si butta a Hell's Kitchen? No perché volevo mandare un'e-mail e candidarmi. Non come concorrente. Io vorrei fare il cestino della spazzatura della cucina rossa). La ricetta ha un nome imbarazzabilmente lungo (come la parola "imbarazzabilmente" che probabilmente nemmeno esiste): Pan-seared Scallops with Crispy Bacon and Sage, Puy Lentils and Green Salad. In parole povere, Capesante con bacon, lenticchie e insalata. Questa ricetta si compone di tre parti:
1. Pan-seared Scallops with Crispy Bacon and Sage: si mette a friggere in un padella con un pò d'olio il bacon e la salvia, poi si tirano via e, nella stessa padella, si cuociono le capesante (occhio che Gordon è dietro di voi pronto a farvi un urlo che nemmeno il povero Munch in persona potrebbe dipingere), un minuto per parte. Ah si, le capesante conditele un pò prima, con sale e pepe. Una volta cotte, quando sono ancora nella padella, aggiungete una bella spruzzata di limone e fate insaporire bene. Poi mettetele nel piatto. Ah, e non lavate la padella che vi serve per riscaldare le lenticchie, dopo.
2. Puy Lentils Braised with Rosemary and Garlic: per queste serve altra pancetta. Sempre da friggere un pò in una padella con dell'olio, poi si aggiunge del rosmarino, della cipolla e dell'aglio. Si buttano dentro anche le lenticchie (quelle secche), si mescola per farle insaporire e poi si aggiunge il brodo. Si porta a bollore e si lascia cuocere per il tempo che c'è scritto nella confezione. Ah si, il brodo deve essere nella giusta quantità per essere assorbito tutto, quindi per circa 300 g di lenticchie, Jamie dice 800 ml di brodo. Alla fine si condisce con un pò d'olio, sale e pepe e si mette da parte.
3. Green Salad with Olive Oil and Lemon Juice Dressing: insalata verde condita con olio, limone, sale e pepe.
Adesso che ho scritto tutto mi rendo conto che non conviene seguire l'ordine 1 - 2 - 3, ma sarebbe meglio 2 - 3 - 1. Insomma, non ne ho azzeccata nemmeno una. Però mi pare più ovvio preparare le lenticchie e lasciarle da parte, poi preparare l'insalata e alla fine le capesante. Ecco, una volta cotte le capesante, le lenticchie si sarano raffreddate, quindi scaldatele nella padella dove ci avete cotto le capesante (vi ricordate? vi avevo detto di non lavarla!). Poi nel piatto adagiate (che verbo raffinato! ma mi serviva per non fare la ripetizione) l'insalata, sopra mettete il bacon e la salvia che avevate fritto all'inizio, metteteci intorno le capesante e alla fine una bella cucchiaiata di lenticchie. Et voilà. Diciamo che l'ho fatta più complicata di quello che è in realtà!
Ed eccoci alla seconda ricetta! Devo ammettere che ODIO scrivere la ricetta di questi pudding, perché il metodo di cottura non è esattamente il più facile da descrivere. Per fortuna l'ho già fatto da qualche parte nel blog e ho anche ritrovato la pagina che lo spiega! Yuppy! Questo qui in particolare è il Chocolate Pudding. Vi basta andare in questa pagina e magicamente troverete le dosi dell'impasto base e il metodo di cottura. Se volete provare questa versione molto cioccolatosa basta aggiungere 3 cucchiai di cacao all'impasto base e cuocere come scritto. Poi preparate la salsetta cioccolatosa sciogliendo a bagnomaria zucchero a velo e cioccolato fondente. Poi si tira via dal fuoco e si mette sempre la stessa quantità di burro (per intenderci: 100 g di zucchero a velo, 100 di cioccolato e 100 di burro). Se risulta troppo dura si possono aggiungere un paio di cucchiai di latte. E via, quando il pudding è pronto si mette questa cosa cioccolatosa sopra il pudding cioccolatoso, per ottenere un pudding doppiamente cioccolatoso.
Bene, mi aspetta un pomeriggio di preparazione-tortellini-natalizi, quindi non mi resta che preparare il mio stomaco alla quantità industriale di pasta cruda e tortellini crudi che mangerò con la solita scusa "bisogna sempre assaggiare quando si cucina". E grazie a Gordon, che mi offre su un piatto d'argento delle ottime scuse per la mia mania di mangiare la pasta fresca cruda!
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Se volete seguirmi anche nell'altro blog: Frau Fra
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giovedì 18 dicembre 2014
giovedì 31 luglio 2014
Ciancie infinite e Menù-melato
A volte ritornano... vorrei dire che torno per restare, vorrei dire che aggiornerò più spesso, più regolarmente ecc ecc, ma mi conosco troppo bene e probabilmente farò un paio di aggiornamenti poi mi stuferò di scrivere cavolate su cavolate e tornerò a un silenzio stampa di qualche mese e poi tornerò, farò altri due aggiornamenti e blablabla.
Ma bando alle ciancie, che su questo blog non si fa altro che cianciare, stavolta il mio ritorno è in grande stile, dato che non vi farò vedere una, nemmeno due, ma ben 3 ricette! Ovviamente non sono farina del mio sacco, che a me la farina manca sempre e il sacco pure, quindi è meglio che vi metto il link di dove le ho prese così non ci penso più, non sono costretta a fare copiaincolla e nemmeno a copiare in stile amanuense le cose già scritte dagli altri.
Rileggendo quello che ho scritto pare proprio che non abbia voglia di fare niente... insomma, proprio un ritorno in grande stile!
Ma ri-bando alle ciancie (ve lo dicevo che non faccio altro che cianciare, sia sul blog che nella vita di tutti i giorni), la storia inizia anni fa, quando ho scoperto una delle mie innumerevoli grandi passioni: girare per i supermercati (o bancarelle) e comprare tutto quello che mi piace. In questo modo ho accumulato una quantità di roba indescrivibile, che tengo in buste dentro gli armadi. Noi amanti di cibo infatti non usiamo gli armadi per i vestiti (avrò si e no 2 paia di pantaloni, 2 gonne e 4 maglie), ma per contenere il da mangiare. Ah si, in realtà devo fare un'aggiunta: gli armadi servono a "noi amanti di cibo con una casa di 50 metri quadri dove non esiste una dispensa"!
Insomma, per evitare che mi vada tutto a male e non mi accorga che è tutto scaduto, la mia vena organizzatrice (e io sono piena di vene organizzatrici, ho pure arterie e vasi linfatici organizzatrici - oggi il mio umorismo fa veramente pena) ha pensato a dei sistemi che adesso non sto qui a spiegarvi, sono troppo complicati e chiunque legga i miei vaneggiamenti avrebbe l'impulso irrefrenabile di chiamare una squadra di psichiatri che vengano a prelevarmi muniti di camice di forza.
Quindi diciamo solo che avevo un vasetto di miele di melata in scadenza ravvicinata.
Dai, ditelo, tutto sto discorso per dire che le ricette di oggi usano il miele di melata vi fa veramente venire voglia di aprire una petizione per far riaprire i manicomi con l'unico scopo di rinchiudermi, vero?
Ma io ho prontamente cambiato la descrizione del mio blog, che non è più solo un "food blog" ma un "food-life blog", perché in realtà vi parlo più della vita che di ricette...
Cmq, giusto per mantenere la parte del "food", come cavolo ho usato sta benedetta melata?
Ecco il primo: risotto con melata e noci, se ci cliccate sopra (alla scritta) vi si apre il link da dove ho preso la ricetta. Io ho omesso gli asparagi, perché sono povera e non avevo i soldi per comprarli. Ma chi voglio prendere in giro... non li avevo a casa e non avevo voglia di uscire per comprarli!
Passiamo al secondo: carne con melata e noci. La ricetta originale prevedeva anche altre cose, ma io ho fatto la versione semplificata togliendo uvetta e mela. Ah si, ci voleva il filetto di manzo, io ho usato una bistecca che avevo scongelata in frigo. Non si può avere tutto dalla vita...
Ed eccoci giunti al dolce (il mio forte): cupcake con melata e noci. Buoni e carini!
Cosa abbiamo imparato oggi? Che la melata ci sta con le noci (riso melata e noci, carne melata e noci, cupcake melata e noci) e che io ciancio troppo!
Ah, scusate le foto (soprattutto le prime due), le ho fatte con il cel e poi ho cercato di rimediare improvvisandomi donna supertecnologica con i programmi di modifica di Google+. Evidentemente né la fotografia né la tecnologia sono il mio forte, fortuna che mi rimane sempre la capacità di blaterare sul nulla per ore e ore!
Ma bando alle ciancie, che su questo blog non si fa altro che cianciare, stavolta il mio ritorno è in grande stile, dato che non vi farò vedere una, nemmeno due, ma ben 3 ricette! Ovviamente non sono farina del mio sacco, che a me la farina manca sempre e il sacco pure, quindi è meglio che vi metto il link di dove le ho prese così non ci penso più, non sono costretta a fare copiaincolla e nemmeno a copiare in stile amanuense le cose già scritte dagli altri.
Rileggendo quello che ho scritto pare proprio che non abbia voglia di fare niente... insomma, proprio un ritorno in grande stile!
Ma ri-bando alle ciancie (ve lo dicevo che non faccio altro che cianciare, sia sul blog che nella vita di tutti i giorni), la storia inizia anni fa, quando ho scoperto una delle mie innumerevoli grandi passioni: girare per i supermercati (o bancarelle) e comprare tutto quello che mi piace. In questo modo ho accumulato una quantità di roba indescrivibile, che tengo in buste dentro gli armadi. Noi amanti di cibo infatti non usiamo gli armadi per i vestiti (avrò si e no 2 paia di pantaloni, 2 gonne e 4 maglie), ma per contenere il da mangiare. Ah si, in realtà devo fare un'aggiunta: gli armadi servono a "noi amanti di cibo con una casa di 50 metri quadri dove non esiste una dispensa"!
Insomma, per evitare che mi vada tutto a male e non mi accorga che è tutto scaduto, la mia vena organizzatrice (e io sono piena di vene organizzatrici, ho pure arterie e vasi linfatici organizzatrici - oggi il mio umorismo fa veramente pena) ha pensato a dei sistemi che adesso non sto qui a spiegarvi, sono troppo complicati e chiunque legga i miei vaneggiamenti avrebbe l'impulso irrefrenabile di chiamare una squadra di psichiatri che vengano a prelevarmi muniti di camice di forza.
Quindi diciamo solo che avevo un vasetto di miele di melata in scadenza ravvicinata.
Dai, ditelo, tutto sto discorso per dire che le ricette di oggi usano il miele di melata vi fa veramente venire voglia di aprire una petizione per far riaprire i manicomi con l'unico scopo di rinchiudermi, vero?
Ma io ho prontamente cambiato la descrizione del mio blog, che non è più solo un "food blog" ma un "food-life blog", perché in realtà vi parlo più della vita che di ricette...
Cmq, giusto per mantenere la parte del "food", come cavolo ho usato sta benedetta melata?
Ecco il primo: risotto con melata e noci, se ci cliccate sopra (alla scritta) vi si apre il link da dove ho preso la ricetta. Io ho omesso gli asparagi, perché sono povera e non avevo i soldi per comprarli. Ma chi voglio prendere in giro... non li avevo a casa e non avevo voglia di uscire per comprarli!
Passiamo al secondo: carne con melata e noci. La ricetta originale prevedeva anche altre cose, ma io ho fatto la versione semplificata togliendo uvetta e mela. Ah si, ci voleva il filetto di manzo, io ho usato una bistecca che avevo scongelata in frigo. Non si può avere tutto dalla vita...
Ed eccoci giunti al dolce (il mio forte): cupcake con melata e noci. Buoni e carini!
Cosa abbiamo imparato oggi? Che la melata ci sta con le noci (riso melata e noci, carne melata e noci, cupcake melata e noci) e che io ciancio troppo!
Ah, scusate le foto (soprattutto le prime due), le ho fatte con il cel e poi ho cercato di rimediare improvvisandomi donna supertecnologica con i programmi di modifica di Google+. Evidentemente né la fotografia né la tecnologia sono il mio forte, fortuna che mi rimane sempre la capacità di blaterare sul nulla per ore e ore!
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sabato 22 marzo 2014
I telefilm che ti plagiano la mente e Budini cioccomeringa
[Colonna sonora del post: Paramore - Decode]
Ormai mesi, anni fa, parlavo
dell'impatto dilagante che hanno avuto i cartoni animati sul mio
cervello. Del resto il cervello è plastico e con me ha assorbito
tutto quello che gli ha propinato la tv. Crescendo però sono
cambiata: sono passata dai cartoni animati alle serie tv.
In realtà la prima serie tv che io
abbia mai visto risale probabilmente alla mia infanzia: di giorno
guardavo Sailor Moon e di sera guardavo con mia madre Beverly Hills
90210, grazie al quale tutti conoscono lo ZIP Code di Beverly Hills.
Fortunatamente la mia mente ha rimosso gran parte di quello che
succedeva nel telefilm. L'unica cosa che ricordo è Dylan, il ragazzo
cattivo, del quale ovviamente ero già innamorata a 7 anni. A
pensarci bene, anche se la mia mente ha cancellato tutta la trama e i
personaggi, qualcosa nel mio subconscio deve essere rimasto. Scopro
quindi adesso che devo a Beverly Hills la mia predisposizione verso i
bad guys!
Crescendo, crescendo, arriva Dawson's
Creek. Si, il telefilm dove i protagonisti parlano come dei
deficienti, quello dove per chiedere a una ragazza di fare sesso, ce
la menano per 3-4 stagioni, sviscerando tutti i vari motivi
filosofici per i quali sarebbe meglio farlo o non farlo. L'unico
telefilm dove colui che dà il nome alla serie, alla fine è l'unico
che ci rimane fregato, dato che la ragazza che amava alla follia
sceglie (ovviamente) il bad guy. Continuo a pensare che deve esserci
proprio un nesso tra i telefilm che ho visto e i miei gusti in fatto
di uomini...
A questi seguì, in ordine
anagraficamente sparso, una miriade di altri telefilm, che per
comodità (e assecondando le mie manie) citerò in ordine alfabetico.
30 Rock: recentissima scoperta. Quando
lo guardo mi sento una Liz Lemon a tutti gli effetti: mangio di
tutto, sono mezza scoordinata e sono una perfetta donna in carriera. E sento di avere un assoluto bisogno di un mentore come Jack Donaghy.
Big Bang Theory: chiamatemi pure
Sheldon. A ogni puntata mi sale un cinismo allucinante, guardo il
mondo con fare scientifico, dispenso consigli non voluti a chiunque
mi passi sotto tiro, sfoggio conoscenze di matematica e fisica che
nemmeno pensavo di avere (e che, con tutta probabilità, non ho) e
quando mi verso l'acqua nel bicchiere non posso non pensare alla
forza di gravità. Il mio obiettivo nella vita è prendere il premio
Nobel.
CSI: maledico il fatto di non conoscere
Grissom. Che poi a me questo genere di telefilm nemmeno piace, ma il
mitico G te lo fa piacere lo stesso. Dai, chi è che non sogna un
uomo come lui al suo fianco? Intelligente, carino al punto giusto e
con le mani immerse negli insetti 24 ore su 24. Il top.
Dexter: che ve lo dico a fare? Lui è
quasi l'uomo ideale, se non fosse che la povera moglie gliela
uccidono mi pare alla fine della terza stagione. Ecco, magari moglie
no, ma amante mi andrebbe più che bene. A parte questo, se non
l'avete mai visto, ve lo STRAconsiglio.
Finisco la D con Dr. House: bè, questo
mi ha plagiato in modo particolare dato che poco dopo averlo iniziato
a vedere mi sono iscritta a medicina. Ogni volta che lo guardo mi
sento come lui, Dio sceso in terra, cammino 8 metri da terra e ho la
soluzione ad ogni problema, medico e non.
La prossima volta continuo con la F
(dato che sulla E non c'è niente), ma mi sorge spontanea una
riflessione. A parte il plagiamento di cui parlavo all'inizio, cioè
che i personaggi dei telefilm mi spingono ad assumere alcune delle
loro caratteristiche nella vita di tutti i giorni, mi pare lampante
che i personaggi maschili hanno plagiato INDELEBILMENTE i miei gusti
in fatto di uomini. I primi sono Dylan di Beverly Hills e Pacey di
Dawson's Creek. Possiamo metterci pure Dexter: questi sono proprio
cattivi ragazzi che però nascondono un lato sensibile. Rispecchiano
i miei gusti giovanili.
Poi sono arrivati Sheldon, Grissom e il
Dr. House: qualcosa è cambiato. Mi piacciono gli uomini intelligenti
e che si sentono dei gran fighi. Sono fottuta.
BUDINI CIOCCOMERINGA
INGREDIENTI
3 tuorli
3 cucchiai di cacao amaro
80 g di zucchero
200 ml di latte
vaniglia
2 fogli di gelatina
150 ml di panna
40 g di meringhe
Sbattere i tuorli con il cacao e lo
zucchero.
Far bollire il latte con la vaniglia e
versarlo sul composto di uova, cacao e zucchero, amalgamando bene.
Mettere ad ammollare la gelatina
nell'acqua, scioglierla in un pentolino e aggiungerla al composto.
Montare la panna e aggiungerla al
resto.
Mettere le meringhe leggermente
sbriciolate negli stampini, poi riempire con il composto. Mettere
tutto in frigo a raffreddare per circa 3 ore.
Sformare passando un coltello lungo il
bordo e rovesciare i budini su un piatto.
giovedì 20 febbraio 2014
I cartoni animati che ti plagiano la mente e Kartoffelsuppe mit würstel
[Colonna sonora del post: Curiosando nei cortili del cuore]
Io penso di far parte a pieno titolo
della generazione “cervello completamente rovinato dalla tv”. Ne
sono consapevole ma purtroppo non riesco a farne a meno. E'
incredibile pensare a quante serie tv o programmi io sia affezionata.
E il problema è che davvero mi plagiano la mente.
Non saprei nemmeno
da dove iniziare... forse il tutto è da far risalire all'epoca dei
cartoni animati, come Candy Candy e Heidi. Inutile dire che all'epoca
(5-6 anni?) avrei tanto voluto avere una capretta e scorazzare per i
monti.
Questa voglia di aria aperta mi passò quasi subito, o meglio,
qualche anno dopo, con l'arrivo di Mila e Shiro. Questo cartone
probabilmente è il responsabile delle 2 settimane in cui ho provato
a giocare a pallavolo, ovviamente con pessimi risultati (io ero
quella che si spostava all'arrivo della palla).
Poi mi sono fatta più
intraprendente con l'arrivo di Sailor Moon. Non sapete quante volte
sono andata alla ricerca di un gatto nero con un cerotto in fronte,
che mi trasformasse in una ragazza vestita come una marinaia con
delle improbabili acconciature di capelli, solo per poter andare in
giro a urlare “Potere del cristallo di luna, vieni a me!”. Sarà
per questo che ancora oggi mi piacciono i gatti neri, nel profondo
del mio cuore spero che un giorno Nero si libri in volo esclamando
“Trasformati in Sailor Moon, dobbiamo andare a combattere i cattivi
che vogliono succhiare l'energia dalle persone!”.
Andiamo ancora
avanti, e qui iniziano i cartoni animati adolescenziali, i mitici
Piccoli problemi di cuore, cartone assurdo dove il problema della
protagonista è avere 2 spasimanti stupendi (di cui uno dei due ci
abita pure insieme) che sbavano per lei, dove starà il problema,
bah, non si sa.
E poi il migliore, il mio cartone preferito in
assoluto, tratto dal manga che adoro di più al mondo (si, ve l'avevo
detto l'altra volta che da piccola ero una nerd, insieme alla musica
facevo anche un'altra cosa da nerd: passavo i sabati pomeriggio in
fumetteria a spendere i miei pochi soldi della paghetta in manga):
Curiosando nei cortili del cuore. A causa di questo cartone, sono
stata convinta per anni che sarei dovuta diventare una stilista. E
tra l'altro, dato che rileggevo il manga ogni 2 anni circa, mi faceva
venire dubbi sull'università che facevo a intervalli regolari,
perché “cavolo, devo mollare quello che sto facendo perché il mio
destino è diventare una stilista come Mikako!”.
Questi sono gli
ultimi cartoni animati che ho seguito appassionatamente. Poi sono
passata ai telefilm e ai programmi di Sky. Ma questi ve li racconto
la prossima volta, sennò mi dilungo troppo.
Il punto è che la televisione, quando
non ce l'ho, mi manca parecchio. Ed ecco che stavolta vi trovo il
nesso con la ricetta di oggi (ogni tanto mi riesce fare questi
tentavivi in extremis, che sennò pare sempre che sproloquio e
basta!): quando stavo in Austria, era TERRIBILE non avere la tv.
Oddio, la tv ce l'avevo ma... in Deutsch! Ma la mia avanzata
comprensione del tedesco mi permetteva di capire al massimo
Spongebob, quindi ho passato ore e ore a guardare solo quello.
Inutile dire che quando spegnevo la tv mi meravigliavo di non essere
una spugna che viveva in fondo al mare e la prima cosa che pensavo
era “Vorrei un hamburger al Krusty Krab”. Cosa tra l'altro che mi
è stata utile su Quiz Duello, dove c'era una domanda a proposito.
Della serie, non tutti i programmi incomprensibili tedeschi vengono
per nuocere.
Bè, il nesso non era Spongebob ma l'Austria, perché
la ricetta di oggi è presa da uno dei miliardi di libri riportati
dalla terra del würstel
(detta così suona un po' male...) perché, per fortuna, anche se la
televisione mi plagia il cervello, dei libri in carta e colla non
riesco comunque a fare a meno. Sarà quello che mi salva dalla pazzia
totale: tv tv e tv, ma poi mi addormento con un libro sottobraccio.
KARTOFFELSUPPE MIT WÜRSTEL
INGREDIENTI
500 g di patate
3 carote
200 g di sedano rapa
1 porro
1 cipolla
50 g di speck in una fetta
3 cucchiai olio
2 cucchiai di maggiorana
800 ml di brodo
2 cucchiai di creme fraiche
sale e pepe
4 wurstel
erba cipollina
Tagliate le patate a pezzi non troppo
grandi, altrimenti ci vuole troppo a cuocerli, diciamo di un paio di
centimetri massimo. Tagliate anche le carote, il sedano rapa, il
porro e la cipolla, sempre più o meno tutto della stessa dimensione.
Tagliate a pezzetti anche lo speck.
Adesso che avete la cucina invasa da
dadini di verdura, scaldate l'olio in una padella e soffriggete la
cipolla e lo speck, poi aggiungete le carote, il sedano rapa e il
porro e cuocete per 5 minuti. Aggiungete le patate, la maggiorana e
il brodo e cuocete 15 minuti.
Alla fine, mettete da parte circa un
terzo delle verdure e frullate il resto con la creme fraiche.
Riaggiungete le verdure che avevate tolto alla zuppa, mettete sale e
pepe e aggiungete i wurstel tagliati a rondelle. Scaldate un paio di
minuti e servite. Se proprio volete farla all'austriaca dovete
necessariamente aggiungere l'erba cipollina, che loro la Schnittlauch
la usano come noi il prezzemolo: su tutto.
Ed ora vi lascio, intanto io mi do una pacca sulla
spalla perché questa ricetta l'ho fatta un po' di tempo fa e per
riscrivere la ricetta ho dovuto ritirar fuori il libro in tedesco.
Sorprendentemente ho ritradotto il tutto senza difficoltà! Le ore
passate a guardare Spongebob non sono state del tutto inutili!
martedì 18 febbraio 2014
La mia musica punk e FracooksJamie: Buttered Mashed Potatoes e Humous
[Colonna sonora del post: Sex Pistols - Anarchy in the UK]
Sanremo è iniziato da 2 minuti e già
mi sono annoiata. Boh, sarà la trama scontata, le scenette che non
si capisce se sono preparate o no, le frasi fatte, le frasi fatte, le
frasi fatte. Che poi Sanremo non l'ho mai guardato, se non si conta
l'esibizione di Elio e le Storie Tese dell'anno scorso, che però
sono andata a cercare su Youtube, quindi non so se vale. E non perché
non mi piace la musica, io ci vivo quasi. O di sicuro ci vivevo
quando ero più piccola, io e i miei cd e il mio lettore cd eravamo
una cosa sola. Poi non che mi piacesse questa musica raffinata, io
ero una mezza punk che in definitiva ha imparato l'inglese per il 5%
dal suo attempato prof siciliano che durante i compiti in classe
leggeva il suo giornale “Sex after 60” e per il restante 95% da
canzoni incazzose e interviste dei miei amati cantanti (alcuni morti,
altri mezzi vivi).
Probabilmente ero una di quelle che
adesso verrebbe definita “nerd”, termine che in questi anni ha
un'accezione anche positiva, ma diciamocelo, in pratica ai miei
tempi, in cui le usanze americane non erano ancora penetrate così a
fondo nelle nostre vite, si usava un termine più pregnante:
“sfigata”. Stavo in camera ad ascoltare musica, tradurre canzoni,
ascoltare musica e tradurre interviste. La prima volta che sono stata
a Londra ho quasi pianto quando ho potuto comprare un cd dei Sex
Pistols nella città di nascita del mitico Johnny Rotten, anche
perché c'era sopra una bella etichetta con il prezzo in sterline. E
per una ragazzina di 13 anni di qui tempi, era un grande vanto quello
di sfoggiare un cd del genere con il prezzo nella valuta
Johnnyrottaniana. Ahh, potessi provare ancora emozioni forti come
quelle di quegli anni!
Certo che il mio amore per la musica
punk-rock non era esattamente apprezzato da tutti. Mia madre e mio
padre sono sicura che pensavano che fossi matta e che ascoltassi per
ore la stessa “canzone” priva di note, solo del rumore
indecifrabile. Mia sorella probabilmente pensava di dividere la
camera con una pazza (infatti non ci stava quasi mai). E i miei
vicini... bè, probabilmente non se ne sono andati solo perché non
erano in affitto e vendere la loro casa forse era eccessivo. Perché
oltre ad ascoltare la musica io la cantavo, a squarciagola. E tanto
basta per farvi capire che o i vicini erano persone molto tolleranti,
o erano sordi, o i muri di casa dei miei erano spessi un paio di
metri, riempiti da isolante.
Ma saltiamo di palo in frasca, come al
solito.
Il Buttered Mashed Potatoes ve lo devo
spiegare? Ma poi chissà se tutto questo amore che ho per Jamie è un
piccolo residuo dell'amore che avevo per Johnny? Inglesi, biondi,
rockstar nel loro campo... Campi leggermente diversi, che c'entra, ma
si sa che la mente fa sempre strane associazioni. Stavo ancora
divagando... dicevo, dai, il purè lo sapete fare, no? In realtà non
dovete nemmeno fare il purè: bollite le patate (acqua salata, mi
raccomando sennò fanno schifo!), schiacciatele e metteteci un po' di
burro, a piacere. Che quando nelle ricette dice “burro a piacere”
(cosa che capita raramente ma capita) io la leggo sempre nello stesso
modo: mi si sta dando la possibilità di scegliere di che morte
morire. Io scelgo il burro.
Ah si, mettete anche un po' di noce
moscata. Non troppa, sennò iniziate a vedere draghi verdi in cucina
che si divorano il vostro prezioso burro.
Per l'Houmus (o Hummus) invece cuocete
dei ceci oppure usate il metodo rapido: supermercato, ceci pronti in
scatola, aprite la scatola e scolate. Poi, frullatore: aglio, ceci,
cumino, un cucchiaio di tahin (la pasta fatta con i semi di sesamo che crea dipendenza) e
peperoncino. Frullate, frullate. Poi vedete voi, sale e pepe, olio,
regolatevi se lo volete morbido o più consistente, in caso
aggiungete un pochino di acqua. Jamie non può far altro che
consigliare un po' di succo di limone, io per una volta non ho seguito
il suo consiglio. Scusa Jamie, ma il limone in quella roba proprio
no!
Ho blaterato abbastanza anche per oggi,
quindi alla prossima!
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sabato 15 febbraio 2014
Sproloqui pre-esame e Cupcake alla banana
[Colonna sonora del post: Alanis Morisette - Ironic]
E' vero, un tempo lontano avevo un
blog, me ne ero quasi dimenticata. Quasi fino a oggi quando, presa da
un raptus di frenesia, ho deciso che dovevo passare un paio delle mie
ultime 48 ore prima dell'esame, a fare dei cupcake. Che poi tra
tutto, la preparazione si è protratta per tutto il pomeriggio. Le
fasi sono state più o meno queste.
Ore 12.00: fatti prendere da una pazzia
fulminante mentre stai ripassando disperata pensando che non farai
MAI in tempo a fare tutto quello che devi fare. E' facile, girati
intorno e osserva, hai talmente tante cose sparse in giro che di
sicuro qualcosa trovi. Ovviamente dì al tuo nervo trocleare di
abbassare lo sguardo lateralmente e in basso ogni volta che nel tuo
campo visivo vedi un qualche libro/sbobinatura/appunto che riguarda
quello che stai studiando, mentre quando vedi qualcosa di
completamente inutile, dì al tuo riflesso oculo-cefalo-giro di
tenere bene lo sguardo puntato in quella futilità anche se giri la
testa da un'altra parte.
Ore 13.00: fai la lista di quello che
ti manca, che da quando ti sei rimessa a studiare ormai dentro casa
non c'è più niente. Certo, se non si contano le 3-4 buste piene di
cose riportate dall'Austria, tutte catalogate per data di scadenza in
un modo quasi ossessivo-compulsivo (e sottolineiamo il quasi...) ma
ecco, se cerchi un uovo proprio non c'è. Cioccolata e preparati per
Gulasch abbondano, sono le materie prime che scarseggiano.
Ore 13.30: compra quello che ti manca
(cioè tutto) e poi ripassa almeno un capitolo.
Ore 14.00: inizia a preparare. E questa
è semplice perché per fortuna il tuo circuito di Papez per
l'apprendimento e la memoria funziona ancora nonostante gli innumerevoli
tentativi di sabotaggio effettuati in questi anni, comprendenti il
più delle volte delle bevande che sembrano succhi di frutta (ma non
lo sono), acqua frizzante (ma non lo è) o birra (e lo è). Ma i
cupcake ormai sono entrati talmente tanto nel mio DNA che ormai li
faccio a occhi chiusi. Per fortuna, che mentre li facevo dovevo
ripetere e quindi guardare dall'altra parte, verso i gatti che mi
ascoltavano. Ovvio che intanto la mia maglia si è imbrattata
di impasto, finito inavvertitamente sui capelli e sopra il gatto che
nel frattempo stavo accarezzando.
Ore 15.00: vai a camminare con
l'illusione di smaltire quello che poi riprenderai con gli interessi.
Infatti è bello come, appena partita, ti dici: “Vai, vai a far
fuori un po' di grasso con una bella camminata! Poi ti potrai
concedere al massimo un cupcake, ma so che sei forte e resistere a
tutte quelle belle tortine non sarà uno sforzo troppo grande per una
come te!”. Prendersi in giro da soli in effetti è molto facile.
Alla fine ti fai fuori 4 cupcake in una volta.
Ore 16.00: torna a casa, fatti una
doccia e studia.
Ore 17.30: inizia a fare la glassa
per i cupcake perché la fame aumenta e ne vorresti uno per merenda. Poi ti rendi conto che la glassa deve stare in frigo per 1 ora.
Ore 18.30: cena, perché gli orari
austriaci ti sono piaciuti talmente tanto che li hai mantenuti anche
tornata in Italia. E anche perché così hai il tempo di fare una
seconda cena, all'occorrenza.
Ore 19.00: metti la glassa sui
cupcake mentre guardi Big Bang Theory, rendendoti conto che ormai la
serata è andata.
Ore 19.30: mangia il cupcake che
avevi deciso di concederti, più un altro perché sei stata brava ad
andare a camminare per due giorni di fila, più un altro perché ieri
da nonna sei stata brava a mangiare solo il primo e il secondo,
rifiutando il dolce, e un altro perché ormai l'hai tirato fuori e i
gatti si avvicinano pericolosamente.
Ore 20.00: ok, capisci che lunedi
all'esame... o la va o la spacca!
Ora, abbiate pietà di me, devo ancora
mangiare il quinto cupcake (perché sono stata brava ad aggiornare il
blog dopo tutto questo tempo e soprattutto sono stata molto brava a
parlare a vanvera) e più
tardi devo andare a prendere una di quelle bevande che sembrano
succhi di frutta o acqua frizzante ma che in realtà non lo sono,
quindi non ho il tempo di mettere la ricetta di questi cupcake. Ma
sono buoni, quindi la prossima volta (magari dopo aver passato sto
cavolo di esame) ve la metto, promesso!
domenica 12 gennaio 2014
FracooksJamie: Marinated chickpeas and Lobster, crab and prawns risotto with fennel and chilli
[Colonna sonora del post: Damien Rice - Cold Water]
Mal di gola e raffreddore: ecco la
ricompensa per aver passato la settimana in modo diligente e da brava
studentessa, andando tutti i giorni all'università a studiare e
seguendo tutte le lezioni (o almeno quelle non cancellate all'ultimo
minuto). Ma io dico, va bene che fuori non c'è la neve e il gelo,
anzi le temperature sono abbastanza alte per essere gennaio, ma
creare un ambiente adatto ai pinguini nei corridoi dove tanta gente
studia non mi sembra una buona strategia. E il bello è che, dopo il
primo giorno dove avrei potuto studiare su me stessa gli effetti del
congelamento agli arti superiori, pensavo di essermi fatta furba. Il
giorno dopo mi sono vestita per 2: calze termiche comprate nella
fredda freddissima Austria (di quelle super felpate), pantaloni,
maglia, seconda maglia e terza maglia. Ho passato 3 giorni vestita
così e il risultato è stato mal di gola e raffreddore. Dopo ditemi
se non vi passa la voglia di studiare...
Purtroppo per me, devo stare proprio
male male per passarmi la voglia di mangiare e non è di sicuro il caso di un mal di gola. E quindi eccovi altre
due ricette di Jamie.
La prima è la Marinated chickpeas with
chilli, lemon and parsley. Molto semplice, ma molto buona. Poi per me
che ero abituata a mangiare i ceci solo caldi in brodo è stata una
bella novità.
Per farla cuocete i ceci con un po' di
gambi di prezzemolo legati, una patata e un po' d'aglio. Una volta
cotti, scolateli, conditeli con un Olive and lemon juice dressing
(olio e succo di limone insieme), un po' di prezzemolo e peperoncino
tritato. Et voilà, fatto!
Voto: 7 e mezzo
Per fare la seconda ricetta le cose
sono un pochino più complicate, ma niente di che. In pratica la
ricetta si chiama Seafood risotto with fennel and chilli, poi nella
pagina dietro ci sono 3 tipi di pesce da usare. Il primo è il
Lobster, crab and prawns. Vi dico subito che io non ho 2 mila mila
euro a disposizione per comprare gli ingredienti di queste ricette e
quindi ho optato per fare una versione da supermercato. Ho comprato
l'astice (e non l'aragosta) surgelata, la polpa di granchio in
scatola (una buona ovviamente, ma un granchio intero non mi sentivo
proprio di maneggiarlo) e gli scampi. Cuocete l'aragosta (o l'astice)
e prendete la polpa del granchio e gli scampi crudi (io li ho
sgusciati e mi sono tenuta la coda), metteteli in una ciotola e
aggiungete l'olio, il succo di limone, basilico, prezzemolo, sale e
pepe. E intanto siete apposto. Poi preparate il riso, con alcune
differenze dal solito: quando fate soffriggere la cipolla ci mettete
anche il finocchio (che ho scoperto che con il pesce ci sta
benissimo) e il peperoncino, poi prima di aggiungere il riso
aggiungete qualche alice sott'olio e fatela sciogliere. Questa è
stata un'altra dritta di Jamie che ho riutilizzato spessissimo.
Perché anche se non vi piacciono le alici, in realtà poi non si
sentono ma esaltano il sapore del pesce, quindi... good tip Jamie!
Aggiungete il riso, fatelo tostare, brodo, altro brodo, ecc ecc. Alla
fine mettete il pesce marinato, ma proprio alla fine, tanto con il
calore si scalda in poco tempo.
Buonissimo anche in versione
supermercato, ve l'assicuro! Se poi vi comprate tutto il pesce fresco
scommetto che sarà una vera goduria!
Voto: 8 e mezzo
Anche per oggi sono finite le
ricette-suggerimenti di Jamie, alla prossima!
lunedì 6 gennaio 2014
Torta gelato menta e cereali e Il mio compleanno
[Colonna sonora del post: Ramones - Happy Birthday (Simpson)]
Le feste ormai sono passate: ho finito
anche di festeggiare il mio compleanno, che quest'anno è durato un
weekend. Infatti la sera prima, scattata la mezzanotte, ho iniziato a
scartare un regalo in tema culinario; ma non culinario come potete
pensare voi. Il regalo è stato uno di quei giochi dei bambini della
Clementoni, Laboratorio in cucina, che tenevo d'occhio già dallo
scorso anno ma che nessuno aveva ancora avuto il coraggio di
regalarmi. Ques'tanno invece è mio e sto già iniziando a
sperimentare lo yogurt! Il giorno dopo era il mio compleanno, quindi
immancabile dolce a casa dei miei e 3 bevute al bar, una per ogni
decennio passato. Il giorno dopo ancora altre 3 bevute, sempre una
per ogni decennio. Il giorno dopo ancora cena di sushi a volontà e
altre 3 bevute, sempre una per ogni decennio, più una quarta di
chiusura del compleanno.
Questo significa che, come ogni anno, i miei
buoni propositi non partono di sicuro dal primo gennaio. Nemmeno dal
2 (il giorno del mio compleanno) e nemmeno dal 3 o dal 4, dato che
stavo ancora festeggiando. A dire la verità nemmeno dal 5 dato che
era domenica e già che ci siamo nemmeno da oggi, dato che è la
Befana. Potrei iniziare i miei buoni propositi domani ma se proprio
devo dirvela tutta quest'anno non è che abbia tutti questi buoni
propositi. Infatti dopo quasi 2 anni
ho ripreso a bere il caffè, non ho di certo smesso di bere alcolici
e ho la cucina e la dispensa piena di cose da mangiare. E ovviamente
non ho ancora aperto un libro per studiare.
Insomma, niente
buoni propositi per una volta.
E dato che va tutto
al contrario, per questo invernale gennaio vi posto una ricetta
estiva! E' una torta gelato alla menta con base di cereali, perfetta
per rinfrescare le giornate invernali di questo periodo (che sembra
sempre una cosa al contrario ma in realtà qui da me questo inverno
mi sembra proprio anomalo, è caldo!)!
TORTA GELATO ALLA
MENTA
INGREDIENTI per uno
stampo da 22 cm
75 g di cioccolato,
tagliato a pezzetti
40 g di burro
100 g di riso
soffiato
1 kg di gelato alla
vaniglia
mezzo bicchiere di
sciroppo alla menta
(oppure direttamente 1 kg di gelato alla menta!)
Foderare lo stampo
con la carta stagnola e coprire la base con un cerchio di carta da
forno (nella ricetta originale c'era scritto, io non l'ho messa la carta forno e infatti è stato un pò difficile staccare la torta dalla stagnola).
Sciogliere a
bagnomaria il cioccolato e il burro, togliere dal fuoco e aggiungere
il riso soffiato. Stendere tutto sulla teglia, in modo da formare
base e bordi della torta. Mettere in frigo a raffreddare per circa 20
minuti.
Mettere il gelato
in una ciotola e, quando si è ammorbidito un po', aggiungere lo
sciroppo alla menta. Mescolare bene e versare tutto nella base della
torta. Mettere in congelatore fino a che non si sia indurita per bene
e alla fine decorare con il cacao amaro.
lunedì 23 dicembre 2013
Zuppa di farro con funghi e salsiccia e Cibo invernale
[Colonna sonora del post: Lana Del Rey - Summertime Sadness]
Si avvicina il Natale e si avvicina il
mio compleanno; in pratica si avvicinano le 2 feste che mi piacciono
di più. Mi piace l'atmosfera del Natale e mi piace che al mio
compleanno ci sia ancora l'atmosfera natalizia. Un'altra cosa che mi
piace del periodo natalizio è il fatto che sia freddo, non tanto
perché il caldo non mi piace proprio, più che altro per il cibo. Il
cibo del periodo freddo mi piace molto di più di quello del periodo
caldo, in linea di massima. Insomma, le insalate mi piacciono molto
di meno delle zuppe, il gelato mi piace molto di meno di una bella
cioccolata calda.
E non scordiamoci che d'inverno i
maglioni di lana e i cappotti sono molto più coprenti di un costume
o delle magliette leggere che lasciano intravedere i rotolini. Quindi
uno si sente libero di mettere su quei 4-5 chili, mangiando cose più
pesanti. Non so, polenta ai formaggi, zuppe sostanziose, fondute di
formaggio e tortellini in brodo mi sembrano più appetitosi di
un'insalata.
Che poi io mangio polenta al forno
anche il primo di agosto e la cena del 15 agosto la faccio con i
tortellini in brodo, il tutto rigorosamente con un ventilatore
puntato addosso. Però è diverso, in estate lo faccio più per
golosità, adesso invece posso mascherare la mia ingordigia con un
“mi serve per scaldarmi”. E allora via con cose fatte al forno,
formaggi filanti, minestre sostanzione e zuppe.
Questa di oggi è proprio in linea con
quello che vi ho scritto e non è nemmeno esageratamente calorica.
Quindi potete tranquillamente fare la dose per due persone e poi
mangiarvela tutta, tanto serve per scaldarsi!
ZUPPA DI FARRO CON FUNGHI E SALSICCIA
INGREDIENTI per 2
olio
uno spicchio d'aglio
1 salsiccia
4-5 grossi funghi
½ bicchiere di vino
1 litro di brodo
200 g di farro
prezzemolo
sale e pepe
Scaldare un po' d'olio nella padella e
aggiugere lo spicchio d'aglio. Soffriggere la salsiccia per un paio
di minuti e poi aggiungere i funghi tagliati a fettine. Quando
l'acqua che butteranno fuori i funghi sarà evaporata, sfumare con
mezzo bicchiere di vino, lasciarlo evaporare e aggiungere il brodo.
Portare a ebollizione e cuocere il farro per il tempo scritto nella
confezione. Alla fine spolverare con il prezzemolo e condire con un
filo d'olio, sale e pepe.
martedì 17 dicembre 2013
FracooksJamie: Slow-cooked artichokes with cherry tomatoes and A spottier dick pudding
[Colonna sonora del post: Eminem - Berzerk]
Oggi mi sembra una bella giornata! Ho
il mio pigiama nuovo, morbidoso, con il cappuccio e con una tasca
conigliosa sul davanti, ho i miei gatti che fanno a gara per avere
più bacini, una tazza di tè pronta da bere e musica in sottofondo,
in pratica la perfezione! ^-^
Si, ogni tanto uno dei gatti mi
abbandona per andare a staccare un pezzo di ghirlanda dall'albero, ma
poi ritorna sempre per la sua razione di coccole!
Allora, questa volta invece di
dilungarmi in chiacchiere senza senso, passerò direttamente alle
ricette di Jamie, dato che sono terribilmente indietro con gli
aggiornamenti e vorrei mettermi al pari.
La prima ricetta è la Slow-cooked
Artichokes, Sweet Cherry Tomatoes, Thyme and Basil. Insomma, ci vuole
di più a scriverla che a farla. Si prendono i carciofi, si tagliano
in quarti e si fanno cuocere 4-5 minuti in padella con un po' d'olio,
con il coperchio. Poi si aggiunge un po' d'aglio, il timo e una
spruzzata di succo di mezzo limone. Quando è evaporato si toglie dal
fuoco. Poi si condiscono dei pomodorini ciliegino con olio, basilico,
peperoncino, sale e pepe. E poi si mettono i carciofi e i pomodorini
in una teglia, si mette tutto in forno a 180°C per circa 30-40
minuti, si sforna e si mangia!
Adesso, voi dovete sapere che i
carciofi sono una delle mie verdure preferite in assoluto. Questa
ricetta è buona, ma per me i carciofi sono quelli che cucina mia
nonna (o mia madre) e basta. La differenza sta nel metodo di cottura,
perché questi rimangono piuttosto crocchiarelli, quelli di mia nonna
sono morbidi morbidi. Sono anni che cerco di capire come fa(nno) a
farli venire così, la spiegazione (sia di mia nonna che di mia
madre) del loro metodo di cottura è stata: metti i carciofi con
mezzo bicchiere d'acqua e mezzo di vino in un pentolino, ci metti il
prezzemolo e l'aglio e fai cuocere una ventina di minuti, finché non
è evaporato tutto.
E io prendo i carciofi, li metto nel pentolino
con l'acqua e il vino, ci metto aglio e prezzemolo e cuocio. Dopo 20
minuti sono duri. Aggiungo acqua: dopo 20 minuti sono duri. Aggiungo
acqua: dopo 20 minuti sono duri. In pratica qui si sfidano le leggi della fisica, non capisco come fanno a rimanere duri dopo un'ora... Alla fine arrivano le 21.30 e
io inizio ad avere fame e quindi me li mangio duri. Insomma, il
segreto dei carciofi morbidi non l'ho ancora scoperto, se qualcuno
volesse darmi delucidazioni gliene sarei davvero grata!
E tra l'altro: qual'è la vostra parte
preferita del carciofo? La mia decisamente il gambo! A pranzo da mia
nonna facciamo a gara per chi se ne prende di più! Per fortuna che
la nonna ha l'occhio lungo e ne mette sempre tantissimi!
Voto: 6 e mezzo
La prossima ricetta è la A Spottier
Dick Pudding. Ho già descritto la mia terrificante esperienza con i
pudding in questo post, quindi vi lascio alla lettura di quello che
avevo scritto tempo fa.
Riassumendo (per chi non avesse voglia
di leggere), fare un pudding è complicato per il metodo di cottura e
il risultato, nel caso di questo pudding in particolare, non è che
mi abbia entusiasmato. E dato che ci sono altre 5 varianti du
pudding, ho avuto la tentazione di saltare le 2 pagine seguenti! Per
fortuna non l'ho fatto, perché mi sono ricreduta!
Voto: 5
Per oggi è tutto, un saluto da me e
dai gattacci che sono ancora qui con me!
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sabato 14 dicembre 2013
Kartoffelsuppe mit speck e ricordi austriaci
[Colonna sonora del post: Sido - Bilder im kopf]
Quest'estate, tra agosto e settembre,
ho vissuto un mesetto in Austria. Non so se sia giusto dire che ci ho
vissuto, diciamo che per come sono andate le cose ci sono stata a
fare una vacanza + un breve periodo di lavoro.
L'esperienza mi ha lasciato varie cose,
prima tra tutte la consapevolezza che provare a stabilirsi in un
paese straniero è più difficile di quanto mi aspettassi. Poi, che
stare in un posto dove si conosce molto poco la lingua è davvero
snervante. Poi, che alcuni stereotipi sui popoli tedeschi sono veri e
altri falsi: non si può certo dire che siano delle persone aperte,
anche se dipende da chi incontri e soprattutto da come ti poni tu.
Per dire, nel giro di una settimana che frequentavamo un bar, il
proprietario ha iniziato ad offrirci da bere. Una cosa che non tutti
sanno forse, è che le prese in giro sul tedesco come lingua dura e
“sgraziata”, non trovano davvero nessun fondamento, almeno dove
sono stata io. Si vede già dai saluti: loro dicono Grüß
Gott. Dai, ditemi che non vi immaginate
questi tedeschi che lo dicono in modo orribile e facendo delle
smorfie! Invece sono di una gentilezza disarmate. Voi entrate in un
negozio qualsiasi e vi trovate TUTTI i commessi che, anche quando vi
incontrano in giro per i reparti, vi sorridono e vi dicono in modo
gentilissimo Grüß Gott. E
vogliamo paragonarlo con l'italia? Il nostro ciao sembrerà anche più
musicale (tra l'altro comunque lo usano tantissimo anche lì), ma le
commesse che ti dicono ciao in un negozio si contano nelle dita di
una mano e quelle che lo fanno non usano di certo un tono gentile.
Ma la cosa che mi ha
davvero lasciato il viaggio in Austria sono i libri di cucina e la
capacità di fare una traduzione decente delle ricette dal tedesco.
Il che è stato un vero colpaccio, dato che questi libri sono pieni
zeppi di foto invitanti, quasi tutte cose che io definirei “porcate”,
dato che la loro cucina non è molto dietetica (in genere). E quindi
vi lascio la ricetta di questa Kartoffelsuppe mit speck, un po'
particolare perché dentro ha anche il sedano rapa. Non so se sono
l'unica (ma non penso), ma per me sa di finocchio.
La cosa bella è
che proprio adesso ho riaperto la pagina dove c'è scritta la ricetta
per trascriverla e... si è sprigionato un fortissimo odore di
finocchio!! Ormai questa pagina sarà segnata per sempre!
KARTOFFELSUPPE MIT
SPECK
ZUTATEN
(ingredienti) für 2-3:
600 g di patate
150 g di sedano rapa
1 cipolla
1 noce di burro
1 cucchiaio di curry
1 litro (e poco più)
di brodo di verdure
150 g di speck
tagliato sottile
sale e pepe
Tagliare a dadini le
patate e il sedano rapa e affettare la cipolla.
Mettere il burro a
sciogliere in una padella, aggiungere le patate, il sedano rapa e la
cipolla e cuocere un paio di minuti. Aggiungere il curry e il brodo e
cuocere per 15 minuti.
Nel frattempo
tagliare lo speck (come preferite) e cuocerlo in un'altra padella per
qualche minuto, finché non diventa croccante.
Frullare il resto
della zuppa, mettere sale e pepe a piacere e servire spolverando con lo speck croccante.
lunedì 9 dicembre 2013
Gnocchi di polenta ai porcini e il Natale per me
[Colonna sonora del post: Michael Bublé - Silent night]
Ieri era l'8 e io avevo programmato
tutto: avrei dovuto fare l'albero, il presepe e le decorazioni varie.
Dovevo andare a comprare le ultime decorazioni, spargere nell'aria un
po' di profumo di pan di zenzero con il diffusore e magari avrei
preparato anche qualche biscotto.
Invece mal di pancia e mal di testa
tutto il giorno, che continua anche oggi. Chiamiamolo virus
intestinale...
E' strano come le cose cambino, quando
ero piccola non mi interessavano molto le feste. Il Natale mi è
sempre piaciuto, soprattutto fare l'albero, però il fatto di
riunirsi con la famiglia e tutto il resto, non erano cose che
ritenevo particolarmente importanti. Si andava a pranzo in campagna e
io ero una bambina silenziosa, mangiavo e mi mettevo in un angolo a
leggere. Ogni tanto qualcuno cercava di dirmi qualcosa, io rispondevo
a monosillabi e tornavo al mio libro. Non posso credere di essere
diventata una delle persone più logorroiche che conosco, adesso. In
compagina di certe persone mi viene ancora voglia di tirare fuori un
libro e mettermi a leggere, ma in generale le chiacchiere mi
piacciono (se avete letto qualche altro mio post ve ne sarete
accorti). Potrei stare ore a parlare (o a scrivere, purtroppo per
voi) di un argomento a casaccio, anche del più insulso.
Ma ecco, stiamo divagando, io parlavo
del Natale. E oggi mi ritrovo ancora la casa senza decorazioni, cosa
che odio, a parte delle lucette a forma di fiocco di neve dell'Ikea
attaccate alla finestra. Mentre io sono una di quelle che
illuminerebbe tutta la sua via di casa, se potesse. Andare in giro e
vedere tutte le lucette di Natale mi piace tantissimo,e chissenefrega
se a tanti sembra tutto consumismo, io non ci credo. Io voglio
credere che ancora il Natale significhi qualcosa, che le lucette in
giro non servano solo ad attirare la gente in centro per fare
acquisti, che le decorazioni dentro casa non servano solo a spendere
soldi dai cinesi, che i pandori non servano solo per farti andare dal
dentista nei prossimi mesi e che i regali che si ricevono non sono
fatti solo per circostanza.
Per me il Natale è come una morbida
coperta luccicosa, che non dura solo un giorno. Inizia quando metto
la prima lucetta, la prima ghirlanda, e finisce quando tolgo tutto.
Circa un mese. Un periodo che mi fa tornare bambina, che dovrebbe far
tornare tutti bambini. Di quei bambini che, andando in giro per una
via illuminata, alzano gli occhi e si meravigliano per tutte quelle
luci. Di quei bambini che non pensano ai disagi provocati dalla neve,
ma che si meravigliano ancora per quei fiocchetti bianchi che cadono
dal cielo.
GNOCCHI DI POLENTA AI PORCINI
INGREDIENTI
farina per polenta (o polenta avanzata)
farina
panna
burro
porcini, tagliati come preferite
Come al solito è più un'idea che una
ricetta vera e propria, è tipo una ricetta della nonna, di quelle
che non ci sono dosi precise. Ma il procedimento è questo: preparate
la polenta come indicato nella confezione che avete, lasciatela però
abbastanza soda, altrimenti sarà difficile fare gli gnocci. Mettete
la polenta in una spianatoia e impastatela con un po' di farina.
Aggiungetene un po' alla volta fino a che l'impasto non abbia una
consistenza simile a quello degli gnocchi normali (comunque rimarrà
sempre un po' morbidino). Fate dei salsicciotti e tagliate gli
gnocchi. Cuoceteli in acqua salata fino a che non vengono a galla,
poi scolateli.
Nel frattempo sciogliete un po' di
burro in una padella e cuocete i porcini. Aggiungete la panna,
cuocete un altro paio di minuti e poi buttateci dentro gli gnocchi.
Mescolate bene e servite!
mercoledì 4 dicembre 2013
Temaki di bastoncini e Tonno universitario
[Colonna sonora del post (in onore delle scatolette di tonno mangiate alle 4 di notte dopo il Tartaruga e il kebab): Folkabbestia - Tre briganti e tre somari]
Periodo di studio. Per tante persone
questo significa stare lontane dalla cucina e dedicarsi quasi
esclusivamente a leggere, leggere, memorizzare e ripetere ripetere e
ripetere. Infatti ho appena trovato su internet una pagina che
elencava i 10 cibi degli universitari, cose orribili. Ma io dico,
davvero vanno tutti di pasta al tonno, scatolette, kebab e pizze
surgelate?
Quando studiavo fuori casa non ho mai
mangiato in modo così brutto. E non è che fossi già appassionata
di cucina (la passione mi è venuta in un altro modo, ma questa è
un'altra storia, che tra l'altro credo che non racconterò mai qui
sul blog), ma la prima volta che ho avuto in mano una scatoletta di
lenticchie pronte, ho telefonato a mia nonna per chiederle come avrei
potuto cucinarle. Ma vi pare che butto una scatola di lenticchie nel
piatto? Io ci ho fatto un soffritto, un sugo di pomodoro e poi ho
aggiunto le lenticchie! Le faccio così anche oggi, magari però ci
aggiungo anche un pezzo d salsiccia!
Non che non mangiassi mai schifezze,
ovvio che di notte, verso le 3 o le 4, con l'alcol che scorreva nelle
vene al posto del sangue, mi sbafavo kebab e milioni di scatolette di
tonno. Ma in generale ho sempre mangiato più che bene, anche troppo
(a giudicare dai 10 chili che avevo messo su in quel periodo).
Bah, come se a cucinare una fetta di
carne ci volesse più tempo rispetto a scaldare una pizza
surgelata...
Ma comunque, sarà per questo che in
ambito universitario non ho mai combinato granché in questi anni,
forse mi è mancata l'alimentazione della studentessa! Si, deve
essere per questo! Forse è ora di smettere di cucinare e darsi alla
pasta con il tonno e alle pizze surgelate!
Nel frattempo ho preparato dei temaki di bastoncini,
che in questo caso sono abbastanza in linea con questo discorso, dato
che sono una versione semplice dei temaki classici, che invece
avrebbero bisogno di comprare il salmone, sfilettarlo, tagliarlo...
Anche se a dire la verità quello che occupa più tempo è cuocere il
riso. Dato che la ricetta è stralunga (se non avete una cuociriso),
vi consiglio di andare a cercarvi la ricetta su internet, oppure vi
lascio il link a un video che avevo fatto tempo fa, proprio su come
si preparava il gohan!
La ricetta vera e propria in realtà
non c'è, perché dovete solo cuocere il riso e i bastoncini (io li
ho fatti al forno), poi prendete l'alga, ci mettete un po' di riso,
un po' di wasabi (se vi piace), mezzo bastoncino e arrotolate in modo
da formare un triangolo.
Sembra una schifezza, ma è buono!!
(...Siamo sempre tre, tre somari e tre briganti, solo tre...)
venerdì 22 novembre 2013
Zuppazucca in attesa di pioggia
[Colonna sonora del post: Passenger - Let her go]
Oggi aspetto la pioggia. Sarà perché
tanto sono costretta a stare a casa a studiare, ma non riesco a
pensare a niente di più bello di un bel temporale. Anche una
pioggerellina, ma non queste nuvole grigie con qualche sprazzo di
sole. Di quelle piogge che sei contento di poter stare nel divano con
una tazza di tè (e con un libro da studiare in mano), una coperta e
tre gatti che ti scaldano. Invece niente.
Poi non è che la pioggia mi piace
sempre sempre. Per quanto amo pensare a me stessa come a un'amante
della stagione invernale, devo ammettere che il sole delle giornate
primaverili mi piace parecchio. Ma comunque la neve batte tutto,
senza dubbio.
Si vede che studiare mi deprime, mi
sono messa a parlare del tempo come una vecchietta ottantenne! E' che
voglio la pioggia!
Mi consolo pensando già al Natale e
iniziando a mettere qualche decorazione, giusto per avere
un'atmosfera un po' più allegra dentro casa, dato che nei rari
periodi di studio l'allegria è un sentimento che se ne va lontano...
Vabbè basta, mi sta prendendo la
depressione ancora di più, mi consolo pensando che il meteo ha messo
questa benedetta pioggia praticamente oggi pomeriggio e quindi mi
basterà aspettare.
Ne frattempo mi consolo con la mia
zuppazucca con la feta, piatto che ormai è annoverato tra i miei
comfort food ormai da tempo.
Le quantità degli ingredienti non le
metto perché non so voi, ma quando io faccio una zuppa in pratica
butto giù roba quasi a casaccio, faccio cuocere e poi frullo tutto!
ZUPPAZUCCA
INGREDIENTI
zucca
zucca
zucca
1 patata (facoltativa)
brodo di verdure (o dado, io di solito
uso quello)
olio
sale e pepe
curry
feta
Tagliare la zucca e la patata a
tocchetti delle stesse dimensioni. Scaldare un po' d'olio in una
padella e mettere tutta la patata e quasi tutta la zucca (tenetene
qualche pezzetto da parte). Far cuocere 2-3 minuti e poi coprire con
il brodo. Portare a bollore e lasciare sobbollire finché la zucca e
la patata non siano diventate tenere.
Nel frattempo scaldare il forno (a
circa 180-200°C) e cuocere la zucca che avevate messo da parte, fino
a che non diventi un po' sbruciacchiata (ottimo termine tecnico!).
Frullare la zuppa e seasoningare con
sale, pepe e un po' di curry. Versare nei piatti e mettere sopra la
feta tagliata a pezzetti e la zucca arrostita.
Slurpare!
giovedì 31 ottobre 2013
Dolce Stardust e Invettiva contro gli anti-Halloween
[Colonna sonora del post: Mika - Stardust]
Oggi è Halloween. E chi se ne frega se
non è una festa nostra e l'abbiamo importata dall'estero. Come se i
vestiti che ci mettiamo fossero tutti Made in Italy. O i cellulari
che usiamo siano stati fatti tutti in Italia. O i programmi che
guardiamo in tv siano tutti frutto di menti italiane. O le cose che
mangiamo venissero tutte prodotte dal contadino sotto casa.
Io penso che si possa stare in pace con
se stessi sia mangiando la salsiccia prodotta dal macellaio di
fiducia che usa solo carne dell'allevamento che ha dietro casa, sia
usando la salsa di soia prodotta in Giappone. Non so, tutti a urlare
allo scandalo alla vista dei bambini che imitano quelli americani
quando bussano alla porta e fanno dolcetto o scherzetto e poi magari
vedi le stesse persone che hanno tutti i dvd di Glee pronti per
essere guardati. La coerenza si sa, non è per tutti.
La mia vita mi piace così, ricca di
spunti che vengono un po' qua e un po' là. Nel mio balcone ho una
piantina di pomodori che (se mi ricordo di darle da bere) mi permette
di fare qualche insalatina o qualche sugo di tanto in tanto: nemmeno
a chilometro zero, qui si parla di Centimetro Zero. Nel frigo ho le
verdure prese al mercato del centro, le salsicce del macellaio, una
salsa allo zenzero e una salsetta di pesce comprate in Austria; nella
dispensa ho i fagioli del contadino, i ceci della Coop, la salsa di
soia, i ramen pronti, i mochi comprati nel negozietto asiatico, una
crema di nocciole austriaca, le tortillas e le alghe nori; nel
congelatore ho l'impasto della pizza fatto a mano dal sig. Geom e il
gelato alla zucca della Lidl.
E mi vengono a dire che Halloween non è
una festa nostra e quindi non possiamo “sentirla”? Quindi dato
che la salsa di soia non è italiana, non posso gustarla? E cos'ho
mangiato negli ultimi anni quando sono andata milioni di volte al
ristorante giapponese? Un risotto di pesce con una salsa nera e
salata? No, ma allora rinchiudiamoci tutti in Italia, blocchiamo le
frontiere e non facciamo passare niente, che tanto qualsiasi cosa che
arriva dall'estero non ci appartiene.
E non sto dicendo che quello che è
fatto in Italia fa schifo, sto solo dicendo che, per quanto mi
riguarda, per me è come per le persone: se c'è un italiano e un
americano, con chi preferite fare amicizia? Non so voi, ma io con il
più simpatico. E nel cibo è la stessa cosa: tra un piatto di
tortellini e uno di crauti scelgo i tortellini, tra la zuppa di miso
e un piatto di spaghetti al pomodoro scelgo la zuppa di miso
(sacrilegio per un'italiana!), tra una peperonata e i canederli io
scelgo i canederli. Scelte insensate? No, sono scelte che rispettano
i miei gusti. Le cose che mi piacciono le scelgo in base al gusto,
non alla provenienza.
In realtà non ero partita per fare
un'invettiva contro gli anti-Halloween... Volevo solo presentarvi la
mia ricetta che non c'entra niente con Halloween! Si perché in
questo periodo i blog di cucina si riempiono di ricette spaventose,
arancioni e nere, piene di dita mozzate e zucche insanguinate, tutte
cose che farebbero concorrenza a qualsiasi film horror. E io avrei
anche pronta pronta una ricettina a tema, non horror, ma fatta con la
zucca. Ma che gusto c'è a postarla adesso? Probabilmente aspetterò
Natale o Pasqua.
Invece oggi vi lascio la ricetta di un
dolce scintillante e colorato, l'anti-Halloween in persona. L'ho
chiamato Dolce Stardust perché l'ho fatto un paio di settimane fa,
in piena estasi X Factor. Dato che Mika è tra i giudici e io mi
ricordavo solo una canzone che aveva fatto (la prima forse) mi sono
detta “Cavoli, tutti smattiti per questo Mika e io conosco una
canzone si e no?”. Allora mi sono improvvisamente ricordata che
l'anno scorso aveva cantato qualcosa con Chiara, mi sono andata a
cercare la canzone, che appunto si chiama Stardust, e mi è piaciuta
molto! Ed ecco da cosa viene il nome! Il dolce non è frutto della
mia immaginazione va viene da un libro!
DOLCE STARDUST
INGREDIENTI (stampo rotondo da 22-23
cm)
Per la base:
250 g di farina
150 g di burro
1 tuorlo
un po' d'acqua
Per la farcitura:
3 uova
20 g di maizena
75 g di zucchero
400 ml di latte
150 g di cioccolato
vaniglia
1 confezione di gelatina in polvere (io
ho usato quella in fogli ma non ricordo quanti ne ho messi...)
45 ml di acqua (se usate la gelatina in
fogli non serve)
30 ml di rum
150 g di panna
Preparare la frolla mescolando farina e
burro, fino a che non si formino tutte briciole, poi aggiungere il
tuorlo e un po' d'acqua, per formare un impasto della giusta
consistenza. Vi avviso che con questi ingredienti la frolla viene
particolarmente insapore: per me poi ci sta bene perché il dolce è
particolarmente dolce, ma se volete una frolla più “classica”
usate la vostra ricetta di fiducia!
Stendere la pasta, foderare uno stampo
da 22-23 cm e mettere in frigo per circa mezz'ora. Poi fare dei
buchetti nel fondo, coprire con la carta forno con sopra dei
ceci/fagioli/altri pesi a vostro piacimento e cuocere in forno
preriscaldato a 180°C per 10 minuti. Togliere i ceci e la carta da
forno e continuare la cottura per altri 10 minuti.
Mentre si raffredda, separare i tuorli
e gli albumi. Mescolare i tuorli, la maizena e 30 g di zucchero.
Scaldare il latte, versarlo nel composto con le uova, mescolare,
rimettere tutto nella pentola e cuocere a fuoco lento finché la
crema sarà cotta.
Dividere la crema in 2 ciotole. Sciogliere il
cioccolato a bagnomaria, unirlo a una delle due metà della crema e
metterla sul fondo del dolce. Lasciar raffreddare. Sciogliere la
gelatina in polvere nell'acqua (se usate quella in fogli fatela
ammorbidire) e versarla nell'altra metà crema, insieme al rum.
Aggiungere lo zucchero e mescolare tutto. Montare gli albumi a neve e
aggiungerli alla crema. Amalgamare tutto e versare nel dolce, sopra
alla crema al cioccolato.
Mettere il dolce in frigo finché non si
sarà rassodata (un paio d'ore), poi decorare con panna montata e
polvere di stelle!
Lo giuro, oggi mi ero ripromessa di non
fare un post chilometrico...
E per la cronaca, per fare questo dolce ho usato uova del contadino, panna dell'Auchan e polvere di stelle austriaca!
E per la cronaca, per fare questo dolce ho usato uova del contadino, panna dell'Auchan e polvere di stelle austriaca!
sabato 26 ottobre 2013
FraCooksJamie: Tagliatelle with baby courgettes and Pork chops with pesto and mashed potato
[Colonna sonora del post: Abba - Dancing Queen]
Ditemi che succede anche a voi. Che anche voi siete quelli de “Da lunedi inizio tutto per bene”.
Ditemi che succede anche a voi. Che anche voi siete quelli de “Da lunedi inizio tutto per bene”.
Da lunedi prometto che mi metto a
dieta. Da lunedi prometto che mi metto a studiare seriamente. Da
lunedi prometto che terrò più ordinata casa. Da lunedi prometto che
mangerò più sano. No, l'ultima non l'ho mai detta seriamente. Per
me il concetto di dieta non è legato a mangiare più sano ma
continuare a mangiare quello che mangio ma di meno.
Dai si, insomma,
le promesse del lunedi. Io ci vivo di queste promesse.
Capitolo 1: la Dieta
Puntualmente di lunedi mi ripropongo di
diminuire la quantità. Allora inizio dal pranzo, invece di 100 g di
pasta passo a 70 g. Ovviamente con sughi di salsiccia e panna, ma cmq
sempre 70 g di pasta. A cena un po' di carne con qualche verdura. E
passa lunedi.
Martedi solitamente prosegue bene, poi
però esco e mi faccio una bevuta. Il giorno dopo magicamente ho
preso mezzo chilo. E allora mi dico “Ma che cavolo, a questo punto
mi mangio un etto di pasta e non vado a bere!”.
E allora mercoledi mi mangio un etto di
pasta a pranzo. A merenda mi prende fame e così mi tocca per forza
finire quei 4 cupcake avanzati dal giorno prima. E vi assicuro che
non è una scelta mia, sono i cupcake che vogliono farsi mangiare!
Stanno lì, che mi dicono “Ma perché gli altri 14 li avete
mangiati e a noi non ci mangia nessuno? Siamo molto tristi... Forse
siamo più cattivi degli altri?”. Ci vuole un cuore di pietra per
lasciarli lì. Io invece, che il cuore ce l'ho fatto di morbido
impasto rosa per cupcake, non ce la faccio proprio e, mossa a
commozione, me li pappo tutti prima di cena. A cena avevo
programmato un po' di pesce al forno con qualche pomodorino. Ma dopo
4 cupcake, chissà perché, la fame invece di passarmi mi viene
ancora di più. Inizio pensando che ho quella salsiccia avanzata dal
sugo del giorno prima e che ci potrei farcire i pomodorini.
Pomodorini, salsiccia, sopra un po' di molliche di pane, mi sembra
un'ottima idea, e chissenefrega se salsiccia e merluzzo al forno non
ci dicono per niente. Il giorno dopo ho preso un altro mezzo chilo.
Giovedi sono di nuovo animata di buoni
propositi. Eh si perché se avete abbandonato la dieta, non c'è
giorno migliore di giovedi per riniziare, di venerdi no di sicuro
dato che “né di venere né di marte ci si sposa né si parte”. E
i proverbi bisogna sempre seguirli, si sa, per non incorrere nelle
ire funeste di Zeus con i suoi fulmini e saette. Quindi giovedi
riparto, con un chilo in più, ma con la determinazione del lunedi.
Colazione e pranzo perfetti, a merenda non ho nemmeno fame e qui
faccio l'errore più grosso: non mangio niente. Arrivata a cena ecco
il disastro. Avevo programmato una bella zuppa depurativa di legumi,
ma la sera prima, presa dalla foga dei pomodorini con la salsiccia,
mi sono dimenticata di mettere il tutto a bagno. Guardo la confezione
con aria avvilita pensando “40 minuti di cottura dopo 12 ore di
ammollo?? Ma io ho fame!”. Mi giro con gli occhi da cerbiatto verso Mr. Geom, che cerca invano di farmi mantenere le diete (anche se senza
successo) e, sbattendo le ciglia (che prima avevo anche allungato con
un bel mascara supervolumizzante, per ottenere un effetto ancora più
convincente) sussurro “Amore, che ne dici se prendiamo una pizza?”.
Lui sconsolato risponde “Va bene, ne prendi una con le verdure?”
e io “Ma certo, prendo la Royal, quella con i funghi (verdura), il
tartufo, la salsiccia e le scaglie di parmigiano. Ah si, che dici,
faccio l'aggiunta di prosciutto crudo?”. E il venerdi mi ritrovo
con 1 chilo in più.
Il fine settimana passa con buoni
propositi sul lunedi successivo. Mi ripeto che sabato e domenica farò
la brava per non arrivare troppo appesantita all'inizio della
settimana, ma come d'incanto sbucano fuori inviti a pranzo dai
genitori, nonni, zii, inoltre mi accorgo che la panna che avevo usato
per il sugo di lunedi sta scadendo e quindi devo usarla, che in
realtà avevo altre 2 salsicce da finire e che sabato sera ho gente a
cena e quindi devo fare un dolce, per gli altri, che io non toccherò
di sicuro, perché a parte panna, salsiccia, prosciutto e formaggi,
ci tengo a tenermi leggera. Ovviamente dopo cena mi mangio metà
dolce da sola.
Arriva il lunedi successivo che ho
preso 3 chili.
Cosa c'entra tutto questo con le
ricette di oggi di Jamie? Niente, assolutamente niente. Ma mi andava
di raccontarvi delle mie diete del lunedi. La prossima volta vi
racconterò del mio qualcosaltro-del-lunedi.
Saltando di palo in frasca quindi,
eccovi delle buonissimi Tagliatelle with baby courgettes, lemon and
basil. Come sempre, è più un'idea che una vera e propria ricetta:
cuocete le tagliatelle e le condite con un sugo fatto con olio,
zucchine (Jamie dice baby, io ho usato le adult, quelle normali
insomma), un po' di succo di limone e basilico. La foto fa schifo,
ancora non avevo imparato bene a fare la pasta fresca, vedrete più
in là la differenza!
Voto: 6 e mezzo (giusto perché non è
niente di speciale, cioè la pasta con le zucchine me la faccio in
uno di quei lunedi di dieta...)
Ecco, questa è stata una scoperta.
Sono le Pork chops with Thyme, lemon and pesto. Non so voi ma io non
davo un minimo di fiducia alla carne con il pesto. E invece... per
prima cosa mi ha dato l'occasione di fare, per la prima volta in vita
mia, il pesto a mano. E dato che io non sono di sicuro un vampiro (adoro
l'aglio) l'ho potuto fare a mio gusto (intossicando Mr. Geom che
si, gli piace ma una volta è stato morso da Edward, quindi è un mezzo vampiro) ed era
buonissimo! Per fare questa bontà, cuocete delle belle fette alte di
maiale, Jamie dice di farle cuocere più o meno 4 minuti per parte
(ovviamente dipende dallo spessore), e fatele riposare qualche minuto.
Mi raccomando a non stracuocerle, altrimenti vi perderete tutto il
gusto! Poi fate la Pesto sauce (cioè il pesto, con la ricetta che
preferite) e lo mettete sopra alle fettone di maiale. Una delizia!!
Ho anche completato tutto con le Mashed potato, cioè bollite le
patate in acqua salata e le schiacciate. Tutto insieme è
una delizia!
Voto: 8 e mezzo (quasi 9!)
Ah, se pensate che quello che vi ho
raccontato sopra non è vero, venite a vedere la mia pagina FB:
Polpette Rosa, oggi è sabato e, come vi avevo detto, ho gente
stasera e quindi c'è un dolce in preparazione! Che io non mangerò
di certo.....
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