giovedì 21 luglio 2011

Recipe 36: A spottier dick pudding e Man vs Food

Avete mai visto Man vs Food? Io adoro quell'uomo. Ok, come adoro Jamie Oliver, Gordon Ramsey e il tipo di Orrori da gustare. Si vede che guardo programmi che hanno a che fare con il cibo? Ma dicevo, guardare Man vs Food mi mette ogni volta una fame assurda. Io che non ho MAI invidiato gli americani, quando guardo quel tipo che si sbafa hamburger dalla carne che sembra sciogliersi in bocca, tenerissima, affumicata, mi fa veramente venire voglia di prendere un aereo e andare ad assaggiare quelle bontà. Per esempio adesso si sta pappando delle alette di pollo: io non mangio mai le alette di pollo quando sono a casa ma, non so perché, quando guardo lui che le mangia non riesco a pensare ad altro che "alettedipollo, alettedipollo, alettedipollo". E che dire di quando mangia il gelato? Io di gelato ne mangio pochissimo e rigorosamente monogusto. Ma quando lui si trova lì davanti quelle coppe enormi con chili di gelato e altri chili di guarnizioni, vorrei essere al suo posto.
Adesso sta parlando della cotenna fritta... ma quando mai io mangio la cotenna?? Eppure in questo momento me ne sgranocchierei tranquillamente un bel piattone! Non lo so, solo a me fa questo effetto??
Passando al mio amore cuoco numero uno (Jamie), proseguiamo con le sue ricette: questa è la volta di A spottier dick pudding. E da qui inizia la mia storia di amore-odio con il pudding. Ovviamente non l'avevo mai assaggiato prima, non è che da noi sia così popolare. Il pudding è un dolce tipico dell'Inghilterra e se lo cercate su internet vedrete che ce ne sono parecchie varietà. Tra l'altro con la parola pudding si intende sia il dolce che sto per spiegarvi, sia una specie di budino o comunque una tipologia di dolce cremoso fatto con la gelatina. Quello che mi propone Jamie non è il budino ma l'altro tipo.
La difficoltà è minima, se si toglie il fatto che deve essere cotto in una pentola con l'acqua che arriva a metà stampo. Già trovare uno stampo e una pentola adeguati è stato difficile, a questo aggiungeteci che. se mettete lo stampo con dentro l'impasto in una pentola, aggiungete l'acqua fino ad arrivare a metà stampo e portate a ebollizione, vi ritroverete a stare per le 3 ore che servono per la cottura con un simpatico "trtrtr tintin tin trtrtrtr trtrtr tintintin", ovvero lo stampo che sbatte nella pentola. E dato che lo stampo che uso è di quelli di vetro (quelli che possono andare nel forno), sarei costretta a stare 3 ore con l'angoscia di ritrovarmi lo stampo in mille pezzi e l'impasto che galleggia nell'acqua. Alla fine Sergi ha escogitato un metodo per non far fare rumore a tutto questo aggeggio: semplicemente abbiamo messo degli stampini di alluminio rigidi da muffin sotto allo stampo di vetro, in modo che non tocchi il fondo della pentola e non faccia quel rumore preoccupante. A parte questo il procedimento è semplice: basta prendere burro, uvetta, farina, zucchero, molliche di pane, succo di limone, zenzero in polvere, noce moscata grattugiata, mescolare tutto, aggiungere un uovo e il latte. Finito.
Il problema è che questo primo esperimento non è stato dei migliori, anzi... si vede che non amo particolarmente l'uvetta e, come potete vedere dalle foto, questo dolce era fatto per il 90% da uvetta. Oltretutto ho anche aggiunto delle nocciole e mandorle all'impasto per rendermelo un pò più appetibile.
Devo dire che anche la consistenza è molto diversa dai dolci a cui sono abituata, quindi è stata un'esperienza abbastanza traumatizzante. Quello che è peggio è che, girando pagina nel libro di Jamie, ci sono ben altre 5 ricette di questo pudding! Ero terrorizzata e per un attimo ho pensato di incollare insieme le due pagine di queste terrificanti ricette e far finta che non esistessero. Come sarà andata a finire? Vedrete, vedrete...

Se volete la ricetta per intero lasciatemi una richiesta nei commenti!

venerdì 15 luglio 2011

Recipe 35: Slow-cooked artichokes, sweet cherry tomatoes, thyme and basil

A tutti sarà capitato di assistere a scene in cui, quando si è in fila da qualche parte, qualcuno ti passa davanti. Ecco, è una cosa che non sopporto. Ascoltare persone che si lamentano del tempo passato a fare una coda è una delle cose che mi esaspera di più. E purtroppo tutte le volte che devo fare un qualche esame all'ospedale, c'è sempre il gruppetto di persone che stanno una o due ore a lamentarsi del tempo che passa. E ovviamente c'è sempre lo sveltone di turno che, con una scusa o con l'altra, riesce a passare davanti agli altri. Chi tira in ballo la figlioletta che non mangia da 6 ore, chi doveva andare a fare spesa e ormai non fa più in tempo, chi ha chiesto solo un'ora di permesso dal lavoro, chi addirittura minaccia di chiamare i carabinieri. Ma stiamo scherzando? Capisco che un'ora e mezzo di ritardo è una cosa abbastanza spropositata, ma questo di sicuro non ci autorizza a prendercela con le infermiere che stanno di turno o a tirare in ballo i mille impegni che ognuno di noi ha. E ieri tra la folla c'era un "simpatico" vecchietto che è stato tutto il tempo a lamentarsi, a dire che era dalle 14.30 che aspettava e alla fine viene fuori che aveva appuntamento alle 17! Il bello è che mentre inveiscono contro non si sa chi, cercano in giro sguardi di approvazione, cosa che trovano molto facilmente dato che anche gli altri non vedono l'ora di lamentarsi, mentre quando guardano nella mia direzione io sorrido e mi giro da un'altra parte. Questo è un chiaro esempio di maleducazione da parte delle persone, una cosa che non ho mai sopportato. C'è una coda, un ordine di prenotazione? Deve essere rispettata. Punto. Quelli che mi fanno più ridere sono i vecchietti in pensione: ma cosa avrai mai da fare a casa? Stai lì, fai due chiacchiere con chi ti sta vicino e ti sei risolto la giornata. Bo, io tutta questa cosa di avere fretta non l'ho mai capita.
Probabilmente cucinare aiuta: tanti impasti, tante lavorazioni esigono calma e pazienza. Non puoi avere fretta e quindi impari ad aspettare.
Ok, questo non c'entra granché con la ricetta di oggi, anche se il nome ha qualcosa a che fare con la lentezza: Slow-cooked artichokes, sweet cherry tomatoes, thyme and basil. Altra ricetta di Jamie, altra ricetta semplicissima. Pulite i carciofi e tagliateli in 4, cuoceteli in padella per 4-5 minuti con un pò di succo di limone, aglio e timo e poi metterli in una teglia con qualche pomodorino ciliegia condito con olio, basilico, sale, pepe e peperoncino. Mettete tutto in forno per una quarantina di minuti e alla fine avrete un ottimo contorno! Jamie voleva pomodorini ciliegia rossi e gialli ma io quelli gialli non li ho mai visti... potrei anche piantarli ma questo avrebbe fatto slittare la ricetta di qualche mesetto...

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venerdì 8 luglio 2011

Muffin speziati al cioccolato e Minestre bollenti

Il caldo continua e non accenna minimamente a smettere. Ieri a un certo punto mi stavo per sciogliere! Certo che io non aiuto di certo il mio raffreddamento dato che i miei pranzi sono formati per un buon 80% da minestre o minestroni. Che ci posso fare, io ancora continuo a sentire la vocina di mia nonna che dice "mangia il minestrone quando è caldo, che ti rinfresca"! E io da brava nipotina seguo i consigli della nonna: è caldo, ci sono più di 30 gradi e mi mangio un bel piatto di minestrone fumante. Ma fumante fumante, non sono di certo di quelle persone che mangia i brodini tiepidi o a temperatura ambiente, io mi ustiono ogni singola volta. Quando ero più piccola mi ricordo che quando non mi andava di mangiare quello che preparava mia madre per cena, mi facevo la minestra. Riempivo la pentola d'acqua, mettevo il brodo, buttavo la minestra e ogni circa 10 secondi ne prendevo 5-6 cucchiaiate per assaggiarla. In pratica alla fine ne rimaneva un piattino scarso! Tra l'altro è stato da lì che ho iniziato ad apprezzare la pasta al dente. Ma non parlo di un "al dente" classico, io la mangio veramente al dente! Se nella confezione c'è scritto 13 minuti io ce la tengo 9, se c'è scritto 9 ce la tengo 5. Per non parlare della minestra: se c'è scritto 4 minuti la butto, mescolo per una trentina di secondi e la tolgo dal fuoco! E poi ovvio, c'è la pasta fresca: di quella ne finisce sempre una manciata nella mia bocca prima di finire in pentola a cuocere!
Ma a parte le mie stranezze alimentari, passiamo al muffin di oggi: muffin al cioccolato speziati. Questa volta l'impasto è fatto con burro, zucchero normale e zucchero di canna, 2 uova, panna acida, un pò di latte, farina, lievito, cacao amaro e scaglie di cioccolato. Per dare la speziosità ci voleva del pimento ma io non ce l'avevo e soprattutto non sapevo dove comprarlo! Allora sono andata a cercare cos'era questo pimento dato che non ne avevo la più pallida idea. Su wikipedia ho trovato che è pepe garofanato, quindi ho avuto la brillante idea di pestare insieme il pepe e un chiodo di garofano... ecco, secondo me sapevano decisamente troppo di chiodo di garofano, ma gli altri hanno apprezzato! Quindi altri muffin ben riusciti!

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lunedì 4 luglio 2011

Muffin mele e cannella e Il futuro

In questo periodo faccio molti progetti per il futuro. In realtà sono una di quelle che li fa di continuo: a volte sono dei veri e propri sogni ad occhi aperti, altre volte sono cose più fattibili, ma la mia specialità è cercare di rendere fattibili i sogni ad occhi aperti. E come dicevo, in questo periodo sto cercando di vedere se uno di questi sogni possa diventare fattibile, se mi devo accontentare di un sogno di riserva o se è meglio lasciar perdere e continuare per la strada classica (che comunque non è facile lo stesso). Tutto questo pensare, informarsi e cercare di capire la strada da prendere, ovviamente sottrae tempo al mio studio e questa è una cosa decisamente stupida dato che i miei sogni hanno tutti come base il fatto di prendere la laurea in Medicina. Ma è più forte di me, sono sempre stata così, guardo al futuro e non riesco a concentrarmi sul presente.
Da qualche tempo ho scoperto un'attività che invece mi fa tenere lo sguardo fisso su quello che accade in quel momento. Più o meno questo dura una ventina di minuti, il tempo di cottura dei muffin. Guardare quelle piccole delizie che si gonfiano nel forno è una cosa davvero appagante. Quando quell'impasto molliccio che ha richiesto meno di 5 minuti di preparazione finisce nel forno è una vera delizia starlo a guardare mentre si trasforma in una cosa del tutto diversa. Sto provando tutti i tipi di impasto immaginabile, questo in particolare è fatto con metà farina integrale, lievito, zucchero di canna, latte, uova e burro fuso. E in questo caso si aggiungono mele e cannella. E anche io che non amo di certo le mele, li ho trovati buonissimi (anche se, devo ammetterlo, le mele con la cannella prendono tutto un altro sapore!).
Quindi la prossima volta che dovete tenere fissa la mente nel presente perché i vostri pensieri vagano troppo c'è solo una cosa da fare: i muffin!

sabato 2 luglio 2011

Recipe 34: Pork and crackling

In questo periodo sono molto occupata, tra la preparazione degli esami devo anche metterci l'eterna lotta tra la mia pigrizia e la voglia di tenere una casa in condizioni decenti (di solito vince la pigrizia). In realtà continuo sempre a cucinare, sono solo gli aggiornamenti al blog che mi riescono difficili. Mi ripropongo sempre di essere più costante ma poi c'è puntualmente qualcosa che mi scombussola i piani.
Comunque in questi giorni sono anche abbastanza felice dato che il caldo asfissiante che si stava impossessando di Ancona ha ceduto il posto a delle belle nuvolozze grigie pieni di pioggia! E' un piacere guardare fuori della finestra senza vedere quella tonalità di colori caldi, molto meglio il grigetto intervallato da una bella pioggerella. Lo so che sono quasi (?) l'unica a pensarla in questo modo, tutti non vedono l'ora che arrivi l'estate per andare al mare o per godersi un pò di sole mentre per me l'estate è una vera e propria tortura. Ma continuo a pensare che tra un paio di mesi inizierò già a pregustare l'autunno, la mia seconda stagione preferita (chissà quale sarà la prima)! Tra l'altro non vedo l'ora di iniziare il prossimo anno di università che dovrebbe portarmi una materia che mi interessa molto. Staremo a vedere!
Ma passiamo alla ricetta che vi propongo oggi, cioè il Pork And Crackling. Devo dirvi la verità: io ho fatto solo il Pork, senza Crackling. Questo perché fare il crackling avrebbe voluto dire chiedere al macellaio un filetto di maiale con la pelle, ma lì esposto non ce l'aveva e mi sono vergognata di chiederglielo! Per fare questa delizia bisogna mettere a marinare un bel pezzo di filetto di maiale con un mix fatto da semi di finocchio, aglio, rosmarino, aceto balsamico, basilico e olio. Prima però bisogna strofinarlo con il sale e un pò di rosmarino. Dopo averlo marinato basta metterlo sulla gratella del forno e sotto si mette una teglia con tutto il mix della marinatura a cui si aggiungono delle verdure, delle ossa di maiale e dell'acqua. Si mette sotto ovviamente in modo che il maiale mentre cuoce sgocciolerà nella teglia. Alla fine quello che c'è nella teglia si usa per fare il sughetto! Ci vuole un pochino per farlo tra marinatura e cottura, ma ne vale veramente la pena! Bene, per adesso aggiornamento veloce, spero di riuscire a farne un altro a breve! Ho così tante ricette da postare che mi chiedo se riuscirò mai a mettermi in pari!

lunedì 13 giugno 2011

Muffin alla banana con crema alla cannella e Nuova casina

Primo post dalla casa nuova! Finalmente ci siamo sistemati in questa bella casetta, abbiamo portato quasi tutti i nostri averi, abbiamo pulito, fatto compere, fatto spesa, fatto ancora spesa, abbiamo provato il forno nuovo perché non ha il ventilato e avevo paura di non saperlo usare, fatto spesa, abbiamo fatto qualche nuova ricetta e finalmente ci è anche arrivato internet. Insomma, sono appena due settimane ma devo dire che ci siamo ambientati bene e abbiamo fatto un sacco di spese!
A parte l'appartamento, che è carinissimo, anche il complesso dove sta è proprio stupendo. Intanto abbiamo un bel balcone dove possiamo mettere un bel tavolino per mangiare fuori, poi il balcone si affaccia sull'interno di questo complesso dove ci sono dei bei camminatoi con le piante e di notte si accendono le luci. Oltretutto sto a 2 minuti a piedi dall'università, comodità non indifferente! Anche se in realtà da quando ci siamo trasferiti in pratica non sono più andata a lezione dato che ho avuto un sacco di cose da fare: lava i piatti, pulisci per terra, sistema cose, impara a fare la lavatrice, vai in giro a comprare tende, stira, cucina (questo però lo faccio sempre con graaaaande piacere), pulisci cucina, passa straccio, ecc. Ecco spiegato il motivo della mia assenza! Ovviamente mettiamoci anche che dovrei studiare...
Comunque, l'unica cosa che non ho proprio sacrificato durante queste settimane traslocanti è stata la cucina!
Il forno non è ventilato, cosa che inizialmente mi aveva spaventata parecchio dato che sono sempre stata abituata con quello ventilato. La prima volta che l'ho accesso ha diffuso in tutta casa un simpatico odore di plastica; la seconda volta che l'ho acceso ha diffuso un bell'odore di plastica in cucina e in sala; la terza volta l'odoraccio si è fermato solo in cucina; alla quarta finalmente ho diffuso un più piacevole odore di dolce per tutta casa!
Purtroppo non posso ancora dirvi cos'ho cucinato dato che sono ancora indietro con l'aggiornamento delle ricette, quindi eccovi la ricetta di oggi (o meglio, una ricetta che risale a gennaio): Muffin alla banana con crema alla cannella. Buonissimi! Tra l'altro mi sembra che siano stati i miei primi muffin. Farli non è difficile perché basta fare un impasto di base dei muffin, tenendo separati gli ingredienti secchi e quelli umidi e, a quelli umidi, aggiungere un paio di banane schiacciate. Poi si fanno cuocere una ventina di minuti e nel frattempo si prepara la cremina per sopra con philadelphia, burro, zucchero a velo e cannella. Quando l'ho provata ricordo che avrei voluto una vasca da bagno ripiena di questa bontà in cui farmi il bagno!
Ecco uno dei muffin affogato nella mia tazza da tè preferita!
E dato che, come vi dicevo, la ricetta risale a gennaio e che gennaio è il mio mese preferito dato che c'è il mio compleanno (io ADORO il mio compleanno) eccovi la foto del mio dolce!
In realtà fino all'anno scorso avevo la tradizione di farmi (o far fare a mia madre) dei dolci a forma di animale: abbiamo avuto la mucca, il gufo, il pinguino, il coccodrillo, l'aragosta, la formica... Ma da quest'anno ho deciso che a 27 anni sono diventata grande e quindi niente più animali! Poi chissà, magari a 28 anni cambio idea e torno dai miei amati animali!

giovedì 26 maggio 2011

Recipe 33: Turron nougat semifreddo

Di questa ricetta ho solo una povera foto venuta anche non tanto bene. Ma si sa perché, è stata una di quelle ricette in cui pensi "la foto per il blog la faccio dopo, tanto ho tempo" e invece il cibo in questione viene spazzolato tutto. In realtà all'inizio ne avevamo mangiato una metà, poi all'improvviso salta fuori una cena senza dolce e io mi ricordo "ahh, ma c'è il semifreddo avanzato in congelatore". Ecco l'unica foto che sono riuscita a fare, dopodiché il mio bel semifreddo al torrone se ne andò per sempre nella bocca di individui affamati.
Fare il semifreddo è una cosa semplicissima, devo aver scritto un altro post a proposito di questo e della mia meraviglia di quando feci questa scoperta sensazionale. Ciotola 1: montare uova, zucchero e vaniglia. Ciotola 2: montare panna. Ciotola 3: montare albumi. Unire le 3 ciotole (o meglio, il contenuto delle 3 ciotole!) unendo anche quello che avete scelto per personalizzare il semifreddo. In questo caso: torrone e pistacchi in teoria, in realtà torrone e nocciole. Mettere tutto in un contenitore, grattugiare del cioccolato, decorare a piacere e terminare con  un pò di miele. Congelatore per qualche ora et voilà! Fatto! In realtà, dato che vado in fila per fare le ricette, sarebbe toccato a un semifreddo con i fichi, ma quando l'avevo fatto era dicembre e quindi non era esattamente stagione ficosa. Quest'estate appena nascono i fichi dall'albero in campagna vedrò di rimediare!
Ed ora... vado a studiare, questo è stato un aggiornamento veloce!